Napoli, il Cimitero delle Fontanelle rinasce con Renzo Piano e dà nuova vita al Rione Sanità

Il progetto, sviluppato nell'ambito dell'iniziativa G124 con l'Università Federico II, trasforma circa 300 metri quadrati di spazio pubblico

Nel cuore del Rione Sanità, uno dei quartieri più affascinanti e complessi di Napoli, il Cimitero delle Fontanelle ritrova una nuova relazione con la città. Dopo anni di chiusura, lo storico ossario scavato nel tufo torna al centro di un progetto di valorizzazione che coinvolge anche lo spazio pubblico circostante.

L’intervento è stato promosso da Renzo Piano nell’ambito di G124, il programma dedicato alla rigenerazione delle periferie italiane attraverso piccoli progetti capaci di migliorare concretamente la qualità della vita urbana. L’iniziativa coinvolge giovani architetti, università e comunità locali, con l’obiettivo di recuperare luoghi trascurati e restituirli alla collettività. Alle Fontanelle, questa filosofia si traduce nella trasformazione dell’area d’ingresso al cimitero, ripensata come uno spazio di accoglienza e incontro, capace di collegare il patrimonio storico alla quotidianità del quartiere.

Un ossario tra storia, devozione e mistero

Scavato nelle antiche cave di tufo della collina di Materdei, il Cimitero delle Fontanelle custodisce da almeno quattro secoli i resti di migliaia di persone, molte delle quali vittime di epidemie, carestie e condizioni di estrema povertà. Il nome deriva dai rivoli d’acqua che un tempo attraversavano la zona, mentre la sua identità è profondamente legata al culto delle anime pezzentelle, una delle espressioni più particolari della devozione popolare napoletana.

Secondo questa tradizione, i fedeli adottavano simbolicamente i crani di defunti sconosciuti, prendendosene cura e rivolgendo loro preghiere. Un rapporto intimo con la morte che ha trasformato l’ossario in un luogo sospeso tra spiritualità, memoria collettiva e cultura popolare. La riqualificazione non modifica questa identità, ma cerca di valorizzarla attraverso un nuovo percorso di accesso, capace di rispettare il carattere raccolto e suggestivo del sito.

Il progetto G124 di Renzo Piano

L’intervento è stato sviluppato nell’ambito di G124 Sanità presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con il coordinamento di Renzo Piano. Il gruppo di progettazione comprende Marino Amodio, Giuseppe De Pascale, Orazio Nicodemo e Davide Savoia, impegnati nella ridefinizione di uno spazio urbano di circa 300 metri quadrati.

L’area interessata comprende l’ingresso al Cimitero delle Fontanelle, il sagrato della parrocchia di Maria Santissima del Carmine e una piccola zona verde messa a disposizione del pubblico da soggetti privati. Il progetto segue la filosofia di G124, già sperimentata in quartieri come San Paolo a Bari, Zen 2 a Palermo e Niguarda a Milano. L’idea è intervenire su luoghi circoscritti, migliorandone l’accessibilità e favorendo nuove relazioni tra gli abitanti e lo spazio pubblico.

Una nuova piazza pedonale davanti al cimitero

Il cambiamento più evidente riguarda l’area antistante l’ossario, precedentemente occupata dalle automobili e caratterizzata da una separazione tra l’ingresso del cimitero e il sagrato della chiesa. La riqualificazione ha restituito questo spazio ai pedoni attraverso un disegno unitario che mette in relazione i diversi elementi del contesto urbano. Il sagrato è stato demolito e ridisegnato, mentre l’accesso alle Fontanelle è diventato parte di un percorso continuo, pensato per accogliere visitatori e residenti.

Rampe, gradonate e sedute distribuite su differenti livelli accompagnano la discesa dalla strada verso l’ambiente sotterraneo. La nuova sistemazione segue la conformazione del terreno e crea una transizione graduale tra il quartiere e l’antico ossario. L’architettura assume così anche un valore simbolico, interpretando il passaggio tra la città dei vivi e quella dei morti attraverso una sequenza di spazi che richiama l’immaginario delle Città invisibili di Italo Calvino.

La luce valorizza l’architettura e il paesaggio

Un ruolo importante nella trasformazione è affidato al progetto illuminotecnico realizzato da iGuzzini, che accompagna i visitatori verso l’ingresso del cimitero. L’illuminazione è stata studiata per mettere in risalto la profondità degli spazi, le superfici e il carattere massiccio dell’architettura scavata nel tufo. Il contrasto tra luce e ombra accentua l’atmosfera suggestiva del luogo, rendendo il percorso più leggibile senza alterarne l’identità. La luce diventa parte integrante dell’esperienza architettonica, sottolineando il passaggio dallo spazio aperto della città all’ambiente raccolto dell’ossario.