Loris Cecchini porta le sue sculture negli Orti Botanici di Milano e Roma

Quattro installazioni modulari mettono in dialogo arte, scienza e natura nell’ambito del progetto «Conoscenza che connette», promosso per i 25 anni della Fondazione Mondo Digitale

Quattro sculture di Loris Cecchini entrano negli Orti Botanici di Milano e Roma, mettendo in relazione arte contemporanea, ricerca scientifica e forme della natura. È il progetto Conoscenza che connette. La forma delle relazioni, promosso da Fondazione Mondo Digitale, Università degli Studi di Milano, Accademia di Belle Arti di Brera e Sapienza Università di Roma, con la curatela di Valentino Catricalà. L’iniziativa, realizzata in occasione dei 25 anni della Fondazione Mondo Digitale, affianca alle installazioni un programma di visite e laboratori rivolti a scuole, famiglie e cittadini.

La forma delle relazioni tra arte e scienza

Al centro del progetto c’è la ricerca di Cecchini, artista italiano nato a Milano nel 1969, che da anni indaga le possibilità di crescita e trasformazione delle forme attraverso strutture modulari. Nelle sue opere, il modulo non è un’unità isolata, ma un elemento che acquista significato attraverso le connessioni con gli altri. Dalla ripetizione e dall’interazione tra le singole parti prendono così forma configurazioni articolate, in continua espansione.

Questa ricerca richiama principi studiati dalla biologia, dalla fisica e dalla teoria dei sistemi complessi, ambiti nei quali le interazioni tra componenti elementari possono generare strutture e comportamenti che non si spiegano considerando le singole parti separatamente. Le quattro opere selezionate per Conoscenza che connette sviluppano tale principio attraverso altrettante direttrici: Waterbones esplora il legame tra gli elementi; Sequential Interactions in Alfalfa Chorus mette al centro la cooperazione; Arborexence richiama la ramificazione e la crescita; Airborne indaga la propagazione nello spazio.

Connessione, interazione, sviluppo e trasformazione diventano così processi da osservare attraverso lo sguardo congiunto dell’arte e della scienza. Le sculture rendono visibili dinamiche che attraversano tanto i sistemi naturali quanto le strutture artificiali, invitando il pubblico a riflettere su come le relazioni possano generare nuove forme e possibilità.

Le sculture entrano negli Orti Botanici

La scelta degli Orti Botanici di Milano e Roma offre a questa ricerca un contesto in cui il confronto con la natura è parte integrante dell’esperienza. Le strutture di Cecchini si inseriscono tra alberi, aiuole e collezioni vegetali, entrando in relazione con gli elementi del paesaggio e con i percorsi dei visitatori. La disposizione delle opere, progettata dallo studio dell’artista in dialogo con le caratteristiche dei giardini, costruisce un itinerario diffuso attraverso differenti modalità di organizzazione e propagazione delle forme.

A Milano, le sculture sono ospitate all’Orto Botanico di Brera dal 15 al 18 ottobre; a Roma, il progetto prosegue dal 21 al 25 ottobre all’Orto Botanico gestito dalla Sapienza Università di Roma. In entrambe le città, l’installazione non si limita a introdurre opere d’arte in uno spazio scientifico, ma propone un’esperienza in cui osservazione estetica e conoscenza dei processi naturali si integrano.

Il programma romano si sviluppa tra l’Orto Botanico e la Palestra dell’Innovazione della Fondazione Mondo Digitale, in via del Quadraro 102. Venerdì 23 ottobre è prevista l’inaugurazione dell’opera di Cecchini, mentre il fine settimana del 24 e 25 ottobre sarà dedicato a laboratori e attività formative aperti alla comunità. Il calendario comprende inoltre, il 21 ottobre, il convegno L’impatto del digitale nell’economia sociale, realizzato in collaborazione con Fondazione Terzjus.

La conoscenza come bene comune

Il progetto si inserisce nel percorso della Fondazione Mondo Digitale, nata nel 2001 sotto la presidenza del linguista Tullio De Mauro e impegnata nella promozione dell’accesso alla conoscenza attraverso l’educazione e l’innovazione tecnologica. In occasione del suo venticinquesimo anniversario, la collaborazione con Cecchini porta questa missione fuori dagli spazi tradizionali della formazione, affidando all’arte il compito di creare nuove occasioni di incontro con il pubblico.

Negli Orti Botanici, le sculture diventano così strumenti di osservazione del rapporto tra forme naturali e strutture artificiali. Il loro inserimento nei giardini invita a guardare con maggiore attenzione ai processi di crescita, aggregazione e trasformazione che accomunano sistemi apparentemente distanti, offrendo un punto di contatto tra ricerca artistica, sapere scientifico ed esperienza quotidiana.