Christie’s, oltre 107 milioni di sterline per la collezione Peter Simon a Londra

La vendita londinese della raccolta dell’imprenditore britannico raggiunge 107,5 milioni di sterline, tra record d’asta e opere garantite

Oltre 107 milioni di sterline per una sola collezione. È il risultato raggiunto da Christie’s a Londra il 14 ottobre con la vendita serale della raccolta di Peter Simon, imprenditore britannico e fondatore del marchio Monsoon. Dei 41 lotti presentati, soltanto uno è rimasto invenduto, per un totale di 107,5 milioni di sterline, in linea con le previsioni della casa d’aste, comprese tra 78,7 e 115 milioni. Una cifra che segna un primato per una collezione privata venduta nella capitale britannica e conferma la capacità del mercato di attrarre grandi investimenti, pur in un contesto caratterizzato da una crescente selettività.

Costruita nell’arco di diversi decenni, la raccolta riflette il gusto di un collezionista particolarmente legato alla pittura britannica del secondo Novecento, ma aperto anche alle avanguardie europee e alle ricerche contemporanee. Un insieme eterogeneo, nel quale convivono figure ormai consacrate dalla storia dell’arte e autori la cui presenza sul mercato internazionale continua a riservare sorprese.

A dominare la serata è stato Francis Bacon, con Figure in Movement del 1978, aggiudicato per 17,2 milioni di sterline. Il grande dipinto ha ottenuto il prezzo più alto della vendita, senza però innescare una competizione particolarmente serrata. Le sorprese maggiori sono arrivate invece da opere meno prevedibili. Painterly Architectonic del 1918 di Liubov Popova ha raggiunto 7,6 milioni di sterline, triplicando la stima massima e stabilendo un nuovo record per l’artista russa. Un risultato che riporta l’attenzione su una delle protagoniste delle avanguardie del primo Novecento, scomparsa prematuramente nel 1924, la cui produzione occupa un posto fondamentale nella storia dell’astrazione.

Primato anche per Bridget Riley, con Streak 2 del 1979, venduto per 5,2 milioni di sterline, e per David Bomberg, il cui paesaggio di Toledo del 1929 ha toccato i 3,3 milioni. Particolarmente significativo il risultato di Hurvin Anderson: Last House, dipinto del 2013 acquistato da Simon nello stesso anno, è stato rivenduto per 5,7 milioni di sterline, ben oltre la valutazione iniziale compresa tra 2 e 3 milioni. Un incremento che testimonia l’interesse dei collezionisti per alcuni protagonisti della pittura contemporanea britannica.

Tra gli altri nomi presenti figurano Piet Mondrian, con una composizione geometrica del 1935 aggiudicata per 9,7 milioni di sterline, Joan Miró, con Les Amants – Adam et Eve del 1925 venduto per 8,6 milioni, e Fernand Léger, il cui Le siphon del 1924 ha raggiunto 5,3 milioni dopo una serie di rilanci. Unico artista italiano nella selezione serale, Alighiero Boetti, rappresentato da una grande Mappa del 1988, realizzata a Peshawar, aggiudicata per 2,9 milioni di sterline.

Dietro il successo economico dell’asta emerge però un quadro più articolato. Tutte le opere erano coperte da garanzie, un sistema attraverso il quale la casa d’aste o investitori esterni assicurano un prezzo minimo, riducendo il rischio che i lavori rimangano senza compratore. Diversi lotti sono stati assegnati proprio ai garanti, mentre altri hanno generato competizioni capaci di spingere i prezzi ben oltre le aspettative. Una differenza che invita a leggere con attenzione i risultati, distinguendo le aggiudicazioni sostenute da accordi preventivi da quelle determinate da una domanda effettivamente competitiva.

La vendita racconta così un mercato nel quale i grandi nomi continuano a rappresentare un riferimento, ma non bastano da soli a garantire rilanci. A fare la differenza sono sempre più la qualità, la provenienza e la rarità delle opere. E il risultato della collezione Simon, al di là dei milioni raccolti, mostra quanto sia diventato importante distinguere tra il valore complessivo di un’asta e la reale intensità della domanda. Un mercato che continua a spendere molto, ma non necessariamente per tutto.