Hong Kong, centinaia di persone in coda per ammirare un Van Gogh da 180 milioni

Châtaigniers en fleurs torna visibile dopo oltre sessant’anni e sarà messo all’asta da Sotheby’s a New York il 18 novembre

Centinaia di persone si sono messe in fila martedì 13 ottobre a Hong Kong per vedere da vicino un dipinto di Vincent van Gogh che non veniva esposto pubblicamente da oltre sessant’anni. L’opera, Châtaigniers en fleurs (Castagni in fiore), sarà battuta da Sotheby’s a New York il 18 novembre, con una stima di circa 180 milioni di dollari. Una cifra che potrebbe tradursi in un nuovo record d’asta per l’artista olandese.

Châtaigniers en fleurs, un Van Gogh da record

Come riporta l’agenzia di stampa Reuters, la vendita si inserisce in una fase cruciale per il mercato dell’arte di fascia alta, dove la competizione per opere rare continua nonostante le incertezze economiche internazionali. Realizzato nel maggio 1890, il dipinto appartiene agli ultimi mesi di attività di Van Gogh ad Auvers-sur-Oise, il villaggio francese in cui l’artista morì circa due mesi più tardi, a 37 anni. Al centro della composizione si staglia un imponente castagno in fiore, la cui chioma domina la scena. Secondo Scott Niichel, del dipartimento di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s a New York, il dipinto potrebbe stabilire un nuovo primato nelle vendite all’asta dedicate a Van Gogh. «Si tratta di un momento caratterizzato da uno straordinario ottimismo, energia frenetica, entusiasmo, passione e colore all’interno della produzione dell’artista», ha dichiarato. Le opere dell’ultimo periodo di Auvers-sur-Oise sono rare sul mercato e attirano l’attenzione di collezionisti, musei e investitori. L’interesse suscitato dal dipinto a Hong Kong testimonia anche la curiosità del pubblico per un’opera rimasta a lungo lontana dagli sguardi.

Una collezione rimasta a lungo nell’ombra

La vendita comprende dodici opere rimaste a lungo lontane dal pubblico, tra cui lavori di Paul Cézanne e Claude Monet. Cinque erano state presentate da Sotheby’s a Londra alla fine di settembre: tra queste Arlequin di Cézanne e Le Jardin des Tuileries di Monet. La storia collezionistica di Châtaigniers en fleurs attraversa oltre un secolo. Dopo la morte di Van Gogh, nel luglio 1890, il dipinto passò al fratello Theo, quindi alla vedova di quest’ultimo, Johanna van Gogh-Bonger, e al figlio Vincent Willem. In seguito entrò nella raccolta dell’editore tedesco Samuel Fischer, fondatore della S. Fischer Verlag, prima di essere acquisito da George «Buddy» DeSylva, compositore, produttore cinematografico e cofondatore della Capitol Records.

Nel 1953 l’opera fu acquistata dalla collezionista Harriet Harris-Jonas, la cui raccolta era considerata di tale rilievo da spingere il Metropolitan Museum of Art di New York a organizzare visite per i propri sostenitori nel suo appartamento sulla Fifth Avenue. Nel 1975 il dipinto passò alla famiglia Blaquier attraverso il mercante d’arte Wildenstein, entrando in una nuova fase della propria storia collezionistica.

Dopo sessant’anni, il ritorno al pubblico

La lunga assenza dalle esposizioni pubbliche ha contribuito ad accrescere l’interesse intorno a Châtaigniers en fleurs, che oggi torna visibile in un contesto in cui la rarità delle opere e la loro provenienza assumono un peso significativo nelle dinamiche del mercato internazionale. La possibilità di ammirare dal vivo un dipinto rimasto per oltre sessant’anni lontano dal pubblico ha richiamato a Hong Kong centinaia di visitatori, tra appassionati e curiosi, prima ancora che l’opera raggiunga la sala d’asta.

Il 18 novembre, a New York, la stima di 180 milioni di dollari sarà messa alla prova dalla competizione tra i collezionisti. L’asta dirà se la rarità del dipinto e il richiamo di Van Gogh basteranno a spingere le offerte verso un nuovo record, in un mercato che continua a concentrare risorse sulle opere di maggiore prestigio. Il risultato offrirà così un’indicazione concreta sulla tenuta del segmento più alto del mercato internazionale e sulla disponibilità dei compratori a investire cifre eccezionali per opere capaci di distinguersi per provenienza, storia espositiva e rilevanza artistica.

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