Dopo il piccione di NY, Iván Argote firma una nuova opera di arte pubblica in Italia

La terza edizione del progetto promosso da Fondazione Arte CRT e Fondazione CRC porta l’artista colombiano a Bene Vagienna per un'opera site specific

Sarà Iván Argote il protagonista della terza edizione di Radis, il progetto di arte pubblica ideato e sostenuto dalla Fondazione Arte CRT in collaborazione con la Fondazione CRC. L’artista colombiano realizzerà una nuova opera permanente a Bene Vagienna, nel Cuneese, con inaugurazione prevista nell’ottobre 2026. Il progetto, curato da Marta Papini, sarà affiancato da una mostra di opere provenienti dalle collezioni delle due fondazioni e da un programma di attività rivolto al territorio.

Dopo gli interventi di Giulia Cenci a Rittana, nel 2024, e di Petrit Halilaj a Dogliani, nel 2025, Radis prosegue così il suo percorso attraverso il Piemonte, affidando ad Argote la realizzazione di un’opera pensata per confrontarsi con la storia e il paesaggio di Bene Vagienna.

Nato a Bogotá nel 1983, Argote lavora tra scultura, installazione, performance, pittura e cinema, concentrando la propria ricerca sullo spazio pubblico e sui modi in cui viene abitato, rappresentato e trasformato. Nei suoi interventi monumenti, simboli e narrazioni ufficiali diventano spesso il punto di partenza per riflettere sulle relazioni tra memoria, potere e comunità. Il suo lavoro è stato presentato, tra gli altri, al Centre Pompidou, al Palais de Tokyo, alla Berlinische Galerie e al MALBA, mentre alcune sue opere nello spazio pubblico sono state realizzate alla High Line di New York, al MASP di San Paolo e nell’ambito di Desert X. Nel 2024 ha partecipato sia alla Biennale di Venezia sia alla Biennale di Lione.

Per la nuova commissione il confronto sarà con un territorio dalla forte stratificazione storica. Bene Vagienna si trova ai piedi delle Alpi Marittime, tra la Stura di Demonte e il Tanaro, e conserva nell’area di Roncaglia i resti dell’antica città romana di Augusta Bagiennorum. Attorno al patrimonio archeologico si sviluppa un paesaggio caratterizzato da aree agricole, boschi e corsi d’acqua, dove la dimensione naturale si intreccia con quella storica.

È all’interno di questo contesto che Argote svilupperà il nuovo intervento. L’idea, nelle intenzioni della curatrice, è che l’opera possa assumere una funzione che vada oltre quella di semplice presenza monumentale, diventando anche uno spazio di incontro per gli abitanti e un nuovo punto di riferimento per chi visita il territorio.

«Ho invitato l’artista a concepire un’opera che possa diventare allo stesso tempo un luogo di incontro per le abitanti e gli abitanti di Bene e un punto di riferimento per chi visita la città», spiega Marta Papini. Una prospettiva che riflette l’impostazione di Radis, il cui nome deriva dalla parola piemontese “radice” e richiama l’idea di un patrimonio contemporaneo capace di mettere radici nei luoghi in cui viene prodotto.

Il progetto non si esaurisce infatti nella realizzazione dell’opera. La commissione è accompagnata da attività educative, incontri e momenti di approfondimento pensati per coinvolgere le comunità locali, oltre alla mostra con opere delle collezioni di Fondazione Arte CRT e Fondazione CRC. Anche il percorso dedicato alle scuole costituisce una componente centrale dell’iniziativa: nell’edizione del 2025, dedicata a Petrit Halilaj, circa 180 studenti dell’Istituto Comprensivo “Luigi Einaudi” di Dogliani hanno partecipato a un programma educativo culminato nella realizzazione di due opere collettive.

Con Argote, Radis prosegue dunque la costruzione di una rete di interventi permanenti al di fuori dei tradizionali spazi espositivi, mettendo in relazione la ricerca degli artisti con la storia e la vita quotidiana dei territori. Dopo le masche di Giulia Cenci e Abetare (un giorno a scuola) di Petrit Halilaj, sarà ora l’opera dell’artista colombiano a inserirsi nel paesaggio piemontese, in un progetto che guarda alla produzione artistica contemporanea come parte di un patrimonio condiviso.