C’è qualcosa di profondamente coerente nel modo in cui Sophie Calle ha scelto di arrivare a Roma. Non con una sola mostra, ma attraverso una sequenza di gesti che coinvolgono il pubblico, il museo e uno dei luoghi della memoria più suggestivi della città. In pochi giorni l’artista francese attraverserà infatti tre dimensioni che appartengono da sempre al suo lavoro: la celebrazione, la confidenza e la perdita.
Il primo appuntamento sarà il 9 ottobre al MAXXI, nel giorno del compleanno di Calle. Alle 18, nell’Auditorium del museo, l’artista sarà protagonista di The Birthday Conference, una lectio in inglese con traduzione simultanea che nasce da un’idea semplice quanto perfettamente calliana: trasformare il proprio compleanno in un’occasione d’incontro con sconosciuti. Al pubblico viene chiesto infatti di arrivare con un regalo. Non necessariamente qualcosa di prezioso, ma un oggetto, un pensiero, un gesto da consegnare all’artista. Durante la serata Calle ne sceglierà alcuni e li aprirà davanti ai presenti. La natura di quei doni, e soprattutto ciò che potrebbe accadere loro successivamente, entrerà così a far parte dell’esperienza dell’opera. È un modo per spostare ancora una volta il confine tra vita e arte. Calle parte da un episodio personale – il proprio compleanno – e lo rende pubblico, lasciando che siano gli altri a completarlo.

Due giorni dopo, l’11 ottobre, il progetto cambia completamente scenario. Dalle 16 alle 19 l’artista sarà al Cimitero Acattolico per gli Stranieri di Roma, dove presenterà Qui riposano i segreti dei viandanti del cimitero degli artisti e dei poeti, una nuova installazione destinata a rimanere permanentemente nel cimitero. Qui il rapporto con il pubblico assume una forma più intima. Calle invita chi lo desidera a lasciare un proprio segreto, consegnandolo direttamente all’opera oppure raccontandolo all’artista. Potrà essere scritto o pronunciato nella lingua che si preferisce: francese, inglese o anche una lingua che Calle non conosce. In quest’ultimo caso, il segreto resterà tale anche per lei.
Il gesto è quasi l’opposto di quello del MAXXI. Se nel museo il pubblico porta qualcosa che viene mostrato e condiviso, al cimitero porta qualcosa che viene sottratto allo sguardo e affidato alla terra. Due forme diverse di relazione con l’altro che si incontrano nella poetica di Calle, da sempre interessata a ciò che scegliamo di rivelare e a ciò che invece decidiamo di proteggere.

È anche il passaggio ideale verso la grande mostra che aprirà il 16 ottobre al MAXXI, Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi, a cura di Simona Antonacci, visitabile fino al 7 febbraio 2027. Il titolo riassume tre parole chiave della ricerca dell’artista, ma soprattutto tre situazioni attraverso cui Calle ha indagato nel corso della sua carriera il rapporto con l’intimità, l’amore, l’assenza e la morte. La mostra riunisce otto progetti realizzati nell’arco di quasi cinquant’anni, dal 1978 al 2026, mettendo in relazione opere molto diverse ma accomunate dalla capacità dell’artista di trasformare esperienze personali, spesso dolorose, in dispositivi condivisi. Il percorso parte simbolicamente da alcune fotografie realizzate da Calle nel 1978 in un cimitero californiano, immagini di lapidi sulle quali compaiono parole essenziali come “Mother” e “Father”. È un primo confronto con la morte che anticipa una ricerca destinata a tornare più volte sul tema della fine: quella di una relazione, di una persona, di un progetto o di una possibilità.
Nel corso degli anni Calle ha costruito opere proprio a partire da queste soglie, mettendo in scena separazioni, ossessioni, ricordi, lutti e tentativi di elaborazione. Ma il suo lavoro non parla soltanto di ciò che termina. Nei suoi progetti la perdita diventa spesso anche il punto da cui può cominciare qualcosa di nuovo. La nuova installazione al Cimitero Acattolico si inserisce dunque nella mostra senza essere semplicemente una sua estensione. È un’opera che esiste nella città, nel tempo e nella partecipazione di chi decide di affidarle qualcosa di personale. E, come spesso accade nel lavoro di Calle, ciò che sembra appartenere esclusivamente all’artista finisce per diventare uno spazio nel quale il pubblico può riconoscersi.
Roma, in questo ottobre, diventa così il luogo di un esperimento particolarmente significativo nella ricerca di Sophie Calle: prima un regalo, poi un segreto, infine una mostra che attraversa quasi mezzo secolo di matrimoni, separazioni e funerali. Tre gesti apparentemente semplici che raccontano, da prospettive diverse, la stessa domanda: cosa facciamo di ciò che amiamo, perdiamo e non possiamo più trattenere?
9 ottobre 2026, ore 18
The Birthday Conference
Auditorium del MAXXI
Lectio in inglese con traduzione simultanea. Prenotazione obbligatoria.
11 ottobre 2026, dalle 16 alle 19
Qui riposano i segreti dei viandanti del cimitero degli artisti e dei poeti
Cimitero Acattolico per gli Stranieri di Roma
Performance e nuova installazione permanente di Sophie Calle. Ingresso gratuito con prenotazione.
Dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027
Sophie Calle. Matrimoni, Rotture e Funerali inclusi
MAXXI, Galleria 2
A cura di Simona Antonacci.


