New York, sul mercato il loft dove Jackson Pollock iniziò a dipingere: richiesti 1,9 milioni di dollari

L’appartamento al 46 di Carmine Street, nel West Village, ospitò il giovane artista nei primi anni Trenta, quando studiava con Thomas Hart Benton e divideva gli spazi con il fratello Charles

Un pezzo della storia dell’arte americana è in vendita nel cuore di New York. Non si tratta questa volta di una tela milionaria, ma delle stanze nelle quali Jackson Pollock mosse alcuni dei primi passi della sua carriera, molti anni prima che le colature di colore e l’action painting trasformassero il suo nome in uno dei simboli dell’Espressionismo Astratto. Il loft si trova al 46 di Carmine Street, nel West Village di Manhattan, ed è stato messo sul mercato per 1,9 milioni di dollari attraverso l’agenzia immobiliare Compass.

Pollock vi abitò a partire dal 1932, quando aveva appena vent’anni. Era ancora lontanissimo dalla notorietà internazionale e dal linguaggio pittorico che lo avrebbe reso celebre. La New York nella quale cercava di costruirsi una carriera era quella segnata dalla Grande Depressione, un ambiente difficile soprattutto per un giovane artista privo di entrate regolari.

La New York del giovane Pollock

Nell’appartamento Pollock viveva insieme al fratello maggiore Charles, anche lui pittore, e alla cognata Elizabeth. Jackson e Charles frequentavano in quegli anni l’Art Students League, dove studiavano sotto la guida di Thomas Hart Benton, figura importante nella formazione iniziale di Pollock. La casa divenne così anche uno spazio di lavoro. Charles utilizzava prevalentemente la stanza affacciata sulla strada, mentre Jackson aveva sistemato il proprio ambiente creativo nella parte posteriore dell’abitazione.

Era ancora il Pollock degli esordi, precedente alla rivoluzione che avrebbe caratterizzato la sua produzione matura. L’esperienza di Carmine Street appartiene dunque a una fase particolarmente interessante della sua biografia: quella nella quale il futuro protagonista dell’arte americana stava ancora costruendo la propria identità. Solo molti anni dopo, nella casa-studio di Springs, a Long Island, avrebbe sviluppato pienamente la tecnica associata al suo nome, lavorando sulle tele disposte a terra e trasformando il gesto stesso del dipingere in parte essenziale dell’opera.

Una townhouse del 1827

Il valore dell’immobile non deriva soltanto dal suo illustre ex inquilino. Il loft misura circa 64 metri quadrati e occupa l’ultimo piano di una townhouse in mattoni rossi costruita nel 1827, secondo lo stile Federal caratteristico di una parte dell’architettura newyorkese dell’epoca. Anche l’edificio ha attraversato quasi due secoli di trasformazioni del quartiere. A metà Ottocento, nei locali al piano strada, era presente un’attività dedicata alla produzione di cappelli e articoli di modisteria. La proprietà è stata successivamente inserita, nel 2010, nell’area sottoposta a tutela storico-architettonica del Greenwich Village Historic District. L’appartamento è stato profondamente rinnovato rispetto ai tempi di Pollock, pur mantenendo la volumetria storica. Oggi dispone di quattro grandi lucernari, che portano luce naturale nella zona giorno, una cucina aperta, un bagno moderno e travi storiche lasciate a vista. È presente anche un vecchio camino, restaurato e conservato come elemento decorativo. Dello studio povero e improvvisato frequentato dai fratelli Pollock negli anni Trenta rimane dunque soprattutto la memoria del luogo.

Da 1,3 a 1,9 milioni di dollari

L’ultimo proprietario è Fergus Hurley, imprenditore tecnologico di origine irlandese, che aveva acquistato l’abitazione nel 2021 per circa 1,3 milioni di dollari. La richiesta attuale di 1,9 milioni rappresenta quindi un aumento di 600mila dollari rispetto al prezzo pagato cinque anni fa. Hurley era arrivato a New York durante il periodo del lockdown del 2020 e, una volta entrato in possesso della casa, avrebbe trovato proprio nella storia dell’appartamento uno stimolo per avvicinarsi alla pittura.

Il legame con Pollock lo avrebbe persino spinto a cimentarsi con una personale reinterpretazione dell’action painting, realizzando nello spazio esterno della proprietà un lavoro ispirato al linguaggio gestuale del maestro americano. Un omaggio forse inevitabile quando si abita in un luogo nel quale uno dei pittori più influenti del Novecento aveva cercato, quasi un secolo prima, di trovare la propria strada.

Pollock e Krasner tornano protagonisti al Met

La comparsa dell’immobile sul mercato arriva in un momento particolarmente favorevole per riaccendere l’attenzione sulla figura di Pollock. Dal 4 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027, il Metropolitan Museum of Art di New York ospita infatti Krasner and Pollock: Past Continuous, una grande esposizione dedicata al rapporto artistico e biografico tra Jackson Pollock e Lee Krasner. La mostra punta a rileggere i due artisti andando oltre la loro celebre relazione sentimentale, concentrandosi sul dialogo sviluppatosi attraverso le rispettive opere e sulle influenze maturate nel corso della loro vita insieme.

Krasner, a lungo raccontata soprattutto attraverso il matrimonio con Pollock, è stata progressivamente rivalutata dalla critica come una delle personalità autonome e rilevanti dell’Espressionismo Astratto americano. La coincidenza tra l’apertura dell’esposizione e la vendita della casa di Carmine Street riporta così l’attenzione su due momenti molto diversi della vicenda di Pollock: da una parte l’artista ormai entrato nella storia dell’arte mondiale, dall’altra il ventenne ancora sconosciuto che cercava di sopravvivere e dipingere nella New York della Depressione.