L’Odissea: il mito tra cinema e arte

Dal grande schermo alle pagine illustrate, il viaggio di Odisseo torna a interrogare il nostro immaginario attraverso la rilettura di Christopher Nolan e le tavole di Aurélien Police

Siamo all’ufficialità: il kolossal “Odissea” (2026) di Christopher Nolan, uno dei progetti più ambiziosi e attesi della sua carriera, è il film R-rated (vietato ai minori di 17 anni negli Stati Uniti) con l’incasso più alto di tutti i tempi nella storia del box office mondiale. Stando a quanto dichiarato da Universal Pictures, la pellicola del regista della trilogia del Cavaliere Oscuro (2005-2012), Inception (2010), Dunkirk (2017) e Oppenheimer (2023), per citarne solo alcune, ha raggiunto quota 1,352 miliardi di dollari di incassi globali, superando il record detenuto da Deadpool & Wolverine, fermo a 1,338 miliardi di dollari dal 2024. Nel cast di Odissea figurano nomi del calibro di Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o, Charlize Theron e Jon Bernthal. In Italia, il blockbuster ha incassato circa 41 milioni di euro, con quasi 5 milioni di biglietti venduti. Un vero e proprio «classico dei classici», come è stato definito dalla casa editrice L’Ippocampo, che presenta al pubblico una sontuosa edizione del poema omerico, illustrata dall’artista Aurélien Police e tradotta in prosa dalla grecista Maria Grazia Ciani. Le peripezie di Odisseo, di ritorno da Troia, le ricerche di Telemaco, l’attesa di Penelope, le divinità e le figure del mito vengono ritratte con spirito evocativo dall’illustratore francese, classe 1978, secondo un immaginario visivo di forte impatto, per una lettura ancora più immersiva.

Con i testi di Andrea Capra, professore ordinario presso il Dipartimento di Studi letterari, filologici e linguistici dell’Università degli Studi di Milano, “Odissea” (cartonato con dorso in tela, 416 pagine, 25 euro), disponibile in libreria e online, prende il là dal luogo dove Odisseo smarrì la via di casa per intraprendere il suo viaggio tra sogno e realtà: il promontorio di Capo Malea. Tra isole misteriose, creature leggendarie, dèi volubili e mari sconfinati, le pagine accompagnano, o meglio ancora guidano, il lettore in un viaggio che non smette di parlarci e stupirci. Come scrive Aurélien Police in coda al volume: «Se tantissimo è già stato detto e scritto sull’Odissea, sono convinto che resti ancora un gran numero di fessure da esplorare».

Info: www.ippocampoedizioni.it