Prima ancora di essere un quartiere, l’EUR è stato un’idea di città. Nato negli anni Trenta per ospitare l’Esposizione Universale di Roma del 1942, interrotto dalla guerra e trasformato nel dopoguerra in uno dei principali poli della Roma moderna, il quartiere racchiude quasi un secolo di storia italiana tra architettura, urbanistica, politica, cinema, cultura e vita quotidiana. È questa stratificazione a essere al centro di EUR – Una storia lunga 90 anni, la mostra che dal 6 novembre 2026 al 7 febbraio 2027 occupa il Palazzo Uffici dell’EUR. Proprio il Palazzo Uffici, capolavoro dell’architettura razionalista e prima opera permanente completata nell’ambito del progetto dell’Esposizione Universale di Roma, diventa il luogo da cui rileggere la vicenda del quartiere. Promossa e co-prodotta da EUR SpA, in occasione dei 90 anni dalla fondazione dell’EUR, la mostra è curata da Alessandro Nicosia e Marco Pizzo, organizzata e prodotta da COR – Creare Organizzare Realizzare.
Fotografie, documenti, progetti, bozzetti, opere d’arte, materiali d’archivio, filmati e installazioni immersive costruiscono una storia che non coincide soltanto con quella dei suoi edifici. L’obiettivo è infatti restituire l’EUR come organismo urbano in trasformazione, attraverso le immagini della sua costruzione ma anche attraverso le persone che lo hanno abitato, gli eventi che ne hanno modificato il volto, il cinema che lo ha scelto come scenario e la progressiva definizione di una sua identità sociale e culturale.

«Oggi è possibile raccontare l’EUR in modo diverso, con i documenti che questi 90 anni di vita ci hanno lasciato: documenti d’archivio, fotografie, oggetti, libri, filmati, opere d’arte, scritti e testimonianze letterarie, tracce di un percorso verso l’archeologia del contemporaneo. Spesso si tratta di documenti inconsapevoli di essere significativi di un’epoca, come cartoline che vengono da un prossimo passato e ci parlano con altre voci, con linguaggi recenti eppure quasi dimenticati. Accanto alla fisionomia architettonica e artistica dell’EUR, esiste un volto vivo, fatto della vita sociale e reale, della vita che ha dato un’anima a questa Città Bianca», spiegano i curatori Alessandro Nicosia e Marco Pizzo.
Dall’idea alla Città Ideale
La vicenda dell’EUR comincia nel 1935, quando Giuseppe Bottai, allora Governatore di Roma, propone a Mussolini la candidatura della capitale all’Esposizione Universale del 1942. L’anno successivo prende forma il progetto per un nuovo insediamento urbano, concepito secondo i principi del razionalismo. La prima sezione della mostra, E42. La nascita della Città Ideale, ricostruisce questa fase attraverso i progetti architettonici, le immagini degli operai nei cantieri, le pubblicità e le riviste dell’epoca, insieme a una selezione di opere di Saetti, Quaroni, Basaldella e Predonzani. Tra i progetti presentati figura anche la Porta del Mare, il monumentale arco ideato da Adalberto Libera e Vincenzo Di Berardino, pensato come uno degli elementi qualificanti della nuova città.
«La mostra si divide in tre grandi sezioni. La prima sezione è ovviamente quella della genesi, che parte con il Governatore di Roma del ’35, Bottai, che convince Mussolini a candidarsi per poter fare l’esposizione del ’42. Mussolini scrive subito a Parigi. All’inizio c’è qualche piccola resistenza, ma poi nel giro di un anno arriva l’autorizzazione, c’erano molte risorse e il progetto era a dir poco ambizioso. In questa prima sezione presentiamo dei bellissimi filmati di Luce e dell’Archivio Centrale dello Stato che sono stati fondamentali per la riuscita di questa mostra. Ci sono filmati bellissimi: Mussolini che alle Tre Fontane nel ’37, insieme al Governatore e insieme al commissario straordinario Cini, va a vedere i terreni, esaminerà il plastico del piano regolatore dell’EUR e poi tanti filmati che accompagnano le varie costruzioni, tanti documenti, molti inediti. Esponiamo un piccolo libriccino rarissimo che è quello che dava le linee guida agli operai, per esempio». Osserva il curatore Alessandro Nicosia.
Un quartiere nato due volte
La costruzione dell’EUR è una storia segnata da una lunga interruzione. I lavori iniziano nel 1937, quando Mussolini pianta un pino nel luogo destinato a diventare il nuovo quartiere, ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale interrompe il progetto. Quando i lavori riprendono, nel 1950, l’EUR si presenta come una città incompiuta e in stato di abbandono. La seconda sezione, La Costruzione dell’EUR, segue questa trasformazione attraverso una grande fotografia retroilluminata dedicata alle fasi di costruzione e una serie di filmati d’archivio. Il percorso si concentra anche su alcuni dei luoghi e degli elementi che hanno contribuito a definire l’immagine del quartiere: il Luna Park, il Laghetto dell’EUR, l’Obelisco di Arturo Dazzi dedicato a Guglielmo Marconi e l’inaugurazione della Metropolitana. È nel dopoguerra che l’EUR comincia infatti a diventare qualcosa di diverso dal progetto originario. La città ideale pensata per il 1942 si trasforma progressivamente in un quartiere reale, attraversato da nuove funzioni, nuovi abitanti e nuove esigenze.
Dalle Olimpiadi alla Nuvola
La terza sezione, Il Quartiere EUR tra modernità e futuro, segue l’evoluzione dell’area fino al presente. Un passaggio fondamentale sono le Olimpiadi del 1960, che imprimono un nuovo impulso allo sviluppo urbanistico e architettonico di Roma e dell’EUR. La mostra presenta materiali d’archivio e oggetti originali legati ai Giochi, tra cui la fiaccola olimpica, le medaglie, le divise degli atleti, i manifesti dell’epoca e altri materiali a stampa. A distanza di decenni, la vocazione alla trasformazione dell’EUR trova una delle sue espressioni più evidenti nella Nuvola di Doriana e Massimiliano Fuksas. L’edificio, inaugurato nel 2016, entra così in una storia architettonica che continua a modificare il rapporto tra il quartiere e la città. Nel 2026, infatti, ricorre anche il decennale della Nuvola.

L’EUR, tra cinema e memoria
Il rapporto tra l’EUR e l’immaginario italiano passa anche attraverso il cinema. Il quartiere è stato scelto come set da Federico Fellini, presente in un filmato di Luciano Emmer degli anni Settanta, da Roberto Rossellini, che qui girò alcune scene di Roma città aperta, e da Michelangelo Antonioni. Fotografie, manifesti e filmati originali ricostruiscono questo rapporto tra architettura e rappresentazione cinematografica, mostrando come la geometria monumentale dell’EUR sia diventata nel tempo uno degli scenari più riconoscibili della modernità romana.
Spiegano Alessandro Nicosia e Marco Pizzo, soffermandosi sul ruolo del cinema nel racconto dell’EUR: «Il materiale filmico – sia esso fiction che quello non-fiction – costituisce uno strumento per documentare le trasformazioni dell’EUR. Non è quindi casuale che mentre la fondazione dell’E42 ci è testimoniata in numerosi filmati dell’archivio storico dell’Istituto Luce, le fasi successive trovano la loro eco nei cinegiornali fino ad arrivare ai primi veri e propri documentari come “la Città Bianca” di Enrico Franceschelli realizzato dalla Opus Film nel 1953, coincidente con la ripresa dell’attività costruttiva. Allo stesso modo i viali e i palazzi dell’EUR saranno gli sfondi privilegiati di tantissimi film: da “L’Eclisse” di Michelangelo Antonioni a “Boccaccio ’70” di Federico Fellini; da “Velocità massima” di Vicari a “L’ultimo bacio” di Muccino. Ma non è un caso che le prime immagini dell’EUR, ancora in costruzione e semi-abbandonato, compaiano per la prima volta nel capolavoro di Roberto Rossellini “Roma città Aperta” del 1945. Un film che “documenta” la realtà e che è allo stesso tempo un documento sulla storia dell’EUR. Anche in altri casi il cinema diventa una “fonte”: come nella lunga intervista fatta a Federico Fellini da Luciano Emmer del 1972 che è una testimonianza del carattere di questo luogo, un ritratto sentimentale e appassionato che sembra anticipare la poetica del “non-luoghi” teorizzata anni dopo da Marc Augè. Si è tentato, quindi di raccontare, non tanto e non solo la fondazione dell’E42, quanto, piuttosto la nascita e la metamorfosi di un quartiere di Roma, l’EUR, che diventa il modo per gettare una nuova luce sull’Italia degli anni ’50, sull’Italia del boom economico e sulla contemporaneità».
Una città internazionale e verde
La storia dell’EUR comprende anche una dimensione internazionale che trova nell’IILA – Organizzazione internazionale italo latino americana uno dei suoi riferimenti. L’attività dell’organizzazione portò nel quartiere numerose personalità, tra cui diversi premi Nobel, contribuendo alla sua proiezione oltre i confini italiani.
Parallelamente, l’EUR è stato pensato fin dalle origini come un quartiere verde. La mostra ricostruisce questa vocazione anche attraverso le immagini della donazione dei ciliegi da parte dell’Ambasciatore del Giappone, Mankyu Suzuki, nel 1959. Eucalipti, ulivi e ciliegi giapponesi fanno parte di un progetto nel quale architettura e paesaggio sono stati concepiti come elementi complementari. A raccontare invece la dimensione più quotidiana del quartiere sono le fotografie dello storico fotoreporter Rodrigo Pais, alcune delle quali inedite. Oggi parte delle collezioni dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, Biblioteca Universitaria di Bologna, gli scatti documentano la vita sociale dell’EUR e la sua progressiva espansione edilizia, restituendo un’immagine distante da quella esclusivamente monumentale della cosiddetta Città Bianca.
Osserva il curatore Marco Pizzo: «Abbiamo raccontato l’EUR come una storia sociale, facendo vedere quello che è successo all’EUR negli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta. Quello che era nato come il manifesto del fascismo è diventato la sede di tante feste dell’Unità, lì c’erano le sedi della Democrazia Cristiana, lì ci furono anche i primi congressi della CGIL, il primo concorso per le donne vigili che venne fatto in Italia alla fine degli anni Cinquanta. Questa storia ci viene raccontata quindi attraverso tutti questi documenti che noi abbiamo recuperato. Ma l’EUR non rappresenta solo un prototipo dell’architettura moderna e contemporanea, secondo me forse anche unico in Italia, ma rappresenta anche un modello di quella che è l’architettura botanica, che non a caso inizia negli anni Quaranta. Noi esponiamo, per esempio, le mappe dei giardini con l’individuazione delle specie botaniche che vennero pensate per quel clima, per quel luogo, e questa fu un’assoluta innovazione degli anni Quaranta».

«Festeggiare i novant’anni dalla nascita dell’Ente Esposizione Universale di Roma significa guardare alle radici di un progetto urbanistico e architettonico unico al mondo- dichiara Enrico Gasbarra, Presidente di EUR SpA. “Questa straordinaria mostra, che ne celebra la bellezza, si inserisce in un vasto programma di iniziative che, tra le altre, si fregeranno del conio di una moneta e dell’emissione di un francobollo celebrativo. La scelta degli spazi in cui la mostra è allestita è altamente simbolica e sottolinea il valore della memoria come fondamento di cambiamento e progresso. Sui tavoli da disegno della splendida Sala dei disegnatori i progettisti tracciavano i contorni di una città che volgeva lo sguardo al futuro e che, nella sua realizzazione, accompagnò l’Italia della ricostruzione e del boom economico. Questo stesso slancio accompagna, oggi, il nostro operato e l’impegno di contribuire alla costruzione di una capitale sempre più moderna, internazionale ed inclusiva. Dieci anni fa apriva le sue porte anche il simbolo più contemporaneo ed internazionale dell’EUR. Quest’anno, infatti, festeggiamo anche il decennale della Nuvola, l’avveniristico progetto di Doriana e Massimiliano Fuksas».
«Quella di EUR SpA e dell’EUR è una storia che quest’anno festeggia un traguardo importante come il novantennale – prosegue Claudio Carserà, AD di EUR SpA – una storia che merita di essere celebrata nel migliore dei modi. Questa importante mostra è il tributo di EUR SpA a quello che è più di un quartiere, ma un modo di pensare alla città come un’entità in continuo mutamento, in una trasformazione che superi la tradizionale separazione tra città storica e metropoli moderna e sappia coniugare il distretto direzionale all’inclusività e agli spazi di socialità di una grande capitale europea, la vocazione economica ai servizi pensati per i cittadini».
«Il nostro obiettivo strategico è chiaro: accrescere la competitività di EUR SpA nella gestione immobiliare, consolidare il posizionamento di Roma nel mercato internazionale dei grandi eventi, anche sportivi, e dei congressi – attesa anche la ricorrenza proprio nel mese di ottobre del decimo anniversario dell’inaugurazione de La Nuvola, progettata dagli architetti Massimiliano e Doriana Fuksas e completare la metamorfosi dell’EUR, trasformandolo da quartiere storicamente e preminentemente direzionale a distretto più giovane, dinamico e attrattivo della città. Un polo vivo, capace di attrarre sport, cultura e investimenti, rimanendo a misura di cittadino. La mostra che inauguriamo oggi non è solo un omaggio alla memoria, ma la testimonianza di un quartiere che non ha mai smesso di trasformarsi e che continua a disegnare il futuro di Roma». Dichiara Enrico Gasbarra, Presidente di EUR SpA.
A novant’anni dalla nascita dell’Ente Esposizione Universale di Roma, l’EUR appare così meno come un progetto concluso che come un laboratorio urbano ancora aperto. Dalla Città Ideale dell’E42 alla Roma del dopoguerra, dalle Olimpiadi del 1960 alla Nuvola di Fuksas, il quartiere ha cambiato più volte funzione, scala e significato. EUR – Una storia lunga 90 anni ne segue le trasformazioni attraverso le tracce lasciate nel tempo, mettendo sullo stesso piano architettura e vita quotidiana, memoria e contemporaneità.
Il progetto coinvolge Ministero della Cultura, Regione Lazio, Roma Capitale, Archivio Luce Cinecittà e Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Biblioteca Universitaria di Bologna, con la partnership speciale dell’Archivio Centrale dello Stato e il sostegno di Confindustria, Almaviva Group, Banca del Fucino, Fondazione Enpaia, Unindustria, Camera di Commercio di Roma e Gruppo Palombini.


