Cambia il modo di raccontare oltre settant’anni di design italiano all’ADI Design Museum. A cinque anni dall’apertura, il museo milanese presenta il primo nuovo ordinamento della Collezione storica del Compasso d’Oro, il premio nato nel 1954 e diventato negli anni uno dei principali riferimenti del settore. Il nuovo percorso sarà presentato il 23 settembre, alle 18, insieme a Antologica. Oggetti tra le righe, approfondimento che mette in relazione alcuni dei prodotti premiati con testi della letteratura mondiale.
La novità riguarda innanzitutto il modo in cui viene presentata la collezione. Accanto a una nuova selezione di oggetti, il museo porta in primo piano ciò che normalmente resta dietro il prodotto finito: disegni tecnici, schizzi, fotografie pubblicitarie, riviste, prototipi, modelli e corrispondenze provenienti dagli archivi di progettisti e imprese. L’obiettivo è mostrare non soltanto gli oggetti che hanno segnato la storia del design, ma anche come sono nati. Il nuovo ordinamento, curato da Maite García Sanchis, ricostruisce così il percorso del Compasso d’Oro dal 1954 a oggi attraverso una serie di immagini e testimonianze dei cambiamenti avvenuti nel gusto, nei consumi e nella società.
Entrano nel racconto anche riconoscimenti finora non presenti nel percorso, come il Compasso d’Oro alla Carriera al prodotto. Istituito nel 2020, viene assegnato a oggetti che, pur non avendo ricevuto il premio al momento della loro realizzazione, sono diventati nel tempo riferimenti della cultura materiale. Maggiore spazio viene dato anche alle edizioni internazionali del Compasso d’Oro, introdotte nel 2015 in occasione delle Esposizioni Universali. L’allestimento del nuovo percorso è firmato da Matteo Vercelloni, mentre Francesco Franchi e Davide Mottes hanno curato il progetto grafico.

Gli oggetti del Compasso d’Oro incontrano i libri
Insieme alla nuova collezione permanente debutta Antologica. Oggetti tra le righe, quarto approfondimento tematico organizzato dal museo e curato da Andrea Anastasio e Domitilla Dardi. Il progetto parte da un esperimento: mettere alcuni oggetti vincitori del Compasso d’Oro accanto a brani della letteratura mondiale. Non necessariamente testi che parlano di design, ma pagine capaci di evocare ambienti, situazioni, ricordi e immagini che possono essere associati agli oggetti esposti.
Un prodotto può così diventare il protagonista ideale di una storia o richiamare un mondo immaginato da uno scrittore prima ancora che quell’oggetto venisse realizzato. Allo stesso tempo, ciò che si trova nelle pagine di un libro acquista una forma concreta attraverso gli oggetti. L’allestimento, curato dallo stesso Anastasio, è costruito attraverso una serie di quinte di impostazione teatrale. Il visitatore è lasciato libero di riconoscere i riferimenti proposti o di costruire collegamenti personali tra gli oggetti, le parole e i propri ricordi.



