Cinema e arte alla GNAMC: le voci e i film di The Art Film Fest 2026

Un confronto sul rapporto tra cinema, arti visive e cultura contemporanea apre la serata al museo. A seguire, spazio alle opere con la premiazione e la proiezione integrale dei film vincitori della terza edizione del festival ideato da Inside Art

Cinema, arte, design, architettura e memoria. Sono linguaggi diversi quelli che si incontrano nella terza edizione di The Art Film Fest (TAFF), in programma lunedì 21 settembre alle 18.00 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Ideato da Inside Art e promosso da Fondazione Patrimonio Italia e FAD – Film Art Digital, in collaborazione con la GNAMC, il festival porta ancora una volta il film d’autore dentro il museo, costruendo uno spazio di confronto tra immagini in movimento e cultura contemporanea.

Dal cinema al museo: il talk alla GNAMC

La serata si apre con un incontro che riunisce esponenti delle istituzioni culturali, del cinema e dell’audiovisivo. Al tavolo siedono Renata Cristina Mazzantini, direttrice della GNAMC; Guido Talarico, editore e direttore di Inside Art; Giorgio Carlo Brugnoni, Direttore generale Cinema e Audiovisivo e Vice Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura; Piera Detassis, Editor at large Cinema & Entertainment Hearst Italia; Andrea Cancellato, presidente di Federculture e direttore di ADI Design Museum – Compasso d’Oro, e Fabio Mancini, produttore di Rai Documentari. A moderare il confronto è la giornalista Laura Squillaci, alla presenza dei registi in concorso e di ospiti del settore. Un confronto che introduce il tema attorno al quale è nato TAFF: osservare che cosa accade quando il cinema entra in relazione con le arti visive e diventa a sua volta uno strumento per raccontare artisti, luoghi, processi creativi e trasformazioni culturali.

Two Chairs vince tra i lungometraggi

Al termine del talk, il festival entra nel vivo con la presentazione dei finalisti e la proclamazione dei vincitori. A conquistare il primo posto nella sezione lungometraggi è Two Chairs, film prodotto in Italia e diretto da Natasha Klimchuk. Al centro c’è uno degli oggetti più ordinari e, insieme, più significativi della storia del design: la sedia. Attraverso gli incontri con designer, artigiani e filosofi, Klimchuk ne fa il punto di partenza per interrogare il rapporto tra forma e funzione, bellezza e utilità, idea e materia. L’oggetto quotidiano diventa così una lente attraverso cui osservare il modo in cui progettiamo, costruiamo e abitiamo ciò che ci circonda. Al secondo posto si classifica Can Beauty Heal Us? di Alexandre Humbert e Yunni Cho, dedicato alla relazione tra architettura, bellezza e benessere e alla capacità degli spazi di incidere sulla nostra esperienza quotidiana. Terzo è The New Museum di Birgitte Sigmundstad, risultato di oltre sei anni di riprese dedicate alla costruzione e alla nascita del nuovo Museo Nazionale di Oslo.

Per la prima volta TAFF premia anche i cortometraggi

La principale novità dell’edizione 2026 è l’introduzione di una sezione autonoma dedicata ai cortometraggi. E, per scegliere il vincitore, TAFF ha coinvolto direttamente il pubblico. Grazie alla partnership con il Cinema Troisi di Roma, il 15 settembre gli spettatori hanno assistito alla proiezione delle cinque opere preselezionate dalla giuria e hanno votato in sala, determinando la classifica finale. A vincere è Yazbek: A Portrait di Lucy Andia e Frederick Shelbourne. Il ritrovamento di un archivio fotografico dà origine a un viaggio nella memoria familiare, nel quale le immagini diventano strumenti per ricostruire legami, identità e tracce del passato, ma anche per interrogarsi su quanto la fotografia sia capace di conservare – e trasformare – il ricordo. Secondo posto per La notte della luna fertile di Agostino Gambino, viaggio tra protagonisti, meccanismi e contraddizioni del sistema dell’arte contemporanea, dalla produzione al mercato fino alle istituzioni. Sul terzo gradino si colloca invece Gilbert & George Daytripping Forever! di Iain B. MacDonald, ritratto ravvicinato e ironico di Gilbert & George, che porta in primo piano l’intesa, l’umorismo e l’universo personale e creativo del celebre duo.

Oltre 200 candidature internazionali in tre edizioni

A chiudere la serata del 21 settembre sarà la proiezione integrale delle due opere vincitrici, Two Chairs e Yazbek: A Portrait. Un finale che riporta l’attenzione sulle opere e sul cinema, dopo un’edizione che segna un ulteriore ampliamento della formula del festival. In tre anni The Art Film Fest ha raccolto oltre 200 iscrizioni internazionali, con candidature di registi e produzioni provenienti da diversi Paesi. Un percorso con cui TAFF continua a costruire un terreno comune tra cinema e arti visive, mettendo in relazione autori, istituzioni e professionisti della scena creativa contemporanea.

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