Christie’s ad Abu Dhabi, una nuova stagione per l’arte del Medio Oriente

A vent’anni dal debutto negli Emirati, la casa d’aste riunisce oltre 70 opere per raccontare sei decenni di arte moderna e contemporanea mediorientale

Christie’s celebra il ventesimo anniversario della sua presenza negli Emirati Arabi Uniti con MAWASIM: 20 Years of Modern and Contemporary Middle Eastern Art, la prima asta organizzata dalla casa d’aste ad Abu Dhabi. Il progetto arriva a vent’anni dalla prima vendita di Christie’s negli Emirati, organizzata a Dubai nel 2006, quando la società divenne la prima casa d’aste internazionale a tenere una vendita nella regione. MAWASIM riunisce oltre 70 opere di importanti artisti del Medio Oriente e del Nord Africa, ripercorrendo più di sei decenni di innovazione artistica.

L’asta dal vivo si terrà il 1° novembre 2026 presso The Abu Dhabi EDITION, preceduta da una mostra e da un programma di eventi aperti al pubblico dal 28 ottobre al 1° novembre. Il titolo MAWASIM, che in arabo significa “stagioni”, richiama l’evoluzione del panorama artistico mediorientale e inaugura simbolicamente una nuova fase per Christie’s nella regione. La selezione comprende oltre 70 opere realizzate nell’arco di più di sei decenni e provenienti da Egitto, Iran, Iraq, Libano, Marocco, Tunisia, Palestina, Siria, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Turchia. Tra gli artisti rappresentati figurano Paul Guiragossian, Samia Halaby, Mohamed Melehi, Nabil Nahas, Marwan, Inji Efflatoun e Nadia Saikali, oltre all’artista emiratino Hassan Sharif e ad altri autori degli Emirati influenzati dal suo lavoro. La selezione comprende opere provenienti da importanti collezioni e istituzioni della regione, tra cui la Dalloul Collection di Beirut e la Barjeel Art Foundation di Sharjah. Il loro contributo ha svolto un ruolo significativo nella conservazione, nella valorizzazione e nella diffusione internazionale dell’arte araba. La documentazione relativa alla provenienza e alle precedenti esposizioni costituisce inoltre uno degli elementi distintivi della selezione.

Noces (1955) by Armenian-Palestinian artist Paul Guiragossian. Photo: Christie’s Images

Tra le opere di maggior rilievo figura Noces (Wedding) di Paul Guiragossian, realizzata nel 1955 e stimata tra 300.000 e 500.000 dollari. Il dipinto proviene dalla collezione di Farid Trad, tra i primi sostenitori dell’arte moderna libanese, ed è stato presentato alla prima importante mostra di Guiragossian in Libano nel 1959 e, più recentemente, nel 2023 in una mostra dedicata alla collezione Trad presso la Saleh Barakat Gallery di Beirut. La presenza dell’opera precede inoltre il centenario della nascita dell’artista, che ricorrerà a dicembre. Yesterday di Samia Halaby, del 1978, è stimato tra 200.000 e 300.000 dollari. L’opera è stata inclusa nella mostra Lasting Impressions: Samia Halaby allo Sharjah Art Museum nel 2023-2024. Nella composizione astratta, l’artista palestinese-americana utilizza una spatola a tergivetro per creare variazioni di profondità e spazio. Di Mohamed Melehi sarà presentato A30, realizzato nel 1962 e appartenente alla prima serie delle cosiddette “opere nere”, caratterizzata da una tavolozza quasi completamente priva di colore. La stima è di 100.000-150.000 dollari. Dalla Barjeel Art Foundation provengono cinque opere, tra cui Mandala Bleu Nuit (Midnight Blue Mandala) di Nadia Saikali, del 1982, stimata tra 30.000 e 50.000 dollari. Il dipinto, caratterizzato da tonalità di blu intenso e nero, è stato esposto al Maraya Art Centre di Sharjah. La fondazione sta inoltre preparando l’apertura di un proprio museo a Sharjah nel 2028; secondo Ridha Moumni, la vendita di una selezione di opere contribuirà alle acquisizioni e allo sviluppo del progetto museale. La Dalloul Collection presenta invece otto opere, tra cui Untitled di Inji Efflatoun, realizzata nel 1987 e stimata tra 40.000 e 60.000 dollari. Si tratta di una delle ultime opere dell’artista egiziana, nella quale elementi della natura dialogano con l’ambiente costruito.

La decisione di portare l’asta ad Abu Dhabi è stata presa oltre un anno fa e precede l’annuncio dell’arrivo di Frieze Abu Dhabi. La città si prepara infatti a una stagione culturale particolarmente intensa: a novembre ospiterà la prima edizione di Frieze Abu Dhabi, mentre l’11 dicembre è prevista l’apertura del Guggenheim Abu Dhabi. Per Christie’s, l’appuntamento rappresenta un passo ulteriore nel rapporto con il pubblico e con il mercato della regione. L’ufficio di Dubai rimane il principale centro operativo della casa d’aste per il Medio Oriente, mentre il futuro di eventuali ulteriori vendite ad Abu Dhabi dipenderà dai risultati dell’asta e dal calendario internazionale della società. Ridha MoumniChairman di Christie’s Middle East and Africa, sottolinea il significato dell’appuntamento nel contesto della trasformazione culturale della capitale emiratina: «L’asta di quest’anno arriva in un momento particolarmente entusiasmante per Abu Dhabi, mentre la città si prepara ad aprire un nuovo importante capitolo del proprio panorama culturale. Svolgendosi alla vigilia della prima edizione di Frieze Abu Dhabi e dell’inaugurazione del Guggenheim Abu Dhabi, l’asta di Christie’s contribuisce a un periodo particolarmente dinamico del calendario culturale della regione, celebrando gli artisti e le pratiche artistiche che hanno plasmato l’arte moderna e contemporanea del Medio Oriente. A vent’anni dalla nostra prima asta negli Emirati Arabi Uniti, è particolarmente significativo riunire opere eccezionali che riflettono la profondità degli studi, l’innovazione artistica e lo scambio culturale che hanno caratterizzato questo settore, e accogliere i collezionisti ad Abu Dhabi per questo nuovo capitolo.»

La presentazione di MAWASIM non si limiterà ad Abu Dhabi. Una selezione delle opere sarà esposta in anteprima a New York dal 17 al 20 settembre, a Parigi dal 2 all’8 ottobre e a Londra dall’8 al 15 ottobre, prima di arrivare negli Emirati. La tappa newyorkese rappresenta, secondo Moumni, la prima occasione in cui Christie’s porta in città una selezione itinerante dedicata all’arte mediorientale. L’obiettivo è ampliare la conoscenza degli artisti della regione presso i collezionisti internazionali. Secondo Moumni, gli acquirenti provenienti da fuori del Medio Oriente sono in aumento e alcuni artisti stanno ottenendo una crescente affermazione internazionale. La vendita londinese dello scorso novembre, che comprendeva opere della Dalloul Collection, aveva registrato il 38% di acquirenti nuovi per Christie’s. Moumni richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di rafforzare il riconoscimento degli artisti della regione anche attraverso pubblicazioni, mostre e programmi universitari. Cita, tra gli altri, Inji Efflatoun e Baya Mahieddine, la cui opera sta ricevendo una crescente attenzione internazionale.

Il prossimo Guggenheim Abu Dhabi potrà contribuire a questo processo offrendo una piattaforma permanente per l’arte araba. La collezione, sviluppata a partire dal 2009, presenterà artisti del mondo arabo accanto a figure internazionali come Jackson Pollock e Jean-Michel Basquiat. La mostra di Abu Dhabi, aperta dal 28 ottobre al 1° novembre, comprenderà anche opere di rilievo internazionale provenienti dalle vendite di Christie’s a New York. Un exhibition designer curerà l’allestimento, mentre il programma parallelo coinvolgerà artisti e collezionisti in incontri dedicati alla ricerca, alle pubblicazioni e al ruolo delle aste nella formazione delle collezioni. Con MAWASIM, Christie’s non celebra soltanto vent’anni di presenza negli Emirati: porta ad Abu Dhabi una scena artistica che, da tempo, reclama un posto sempre più centrale nel panorama internazionale. Le opere riunite per l’occasione raccontano una storia fatta di identità, trasformazioni e contaminazioni, ma anche di collezioni che hanno contribuito a preservarla e renderla visibile oltre i confini della regione. Il 1° novembre, dunque, l’attenzione sarà rivolta non solo ai risultati della vendita, ma anche a ciò che emergerà da questo nuovo incontro tra arte, collezionismo e istituzioni. In una città che sta ridefinendo il proprio ruolo culturale sulla scena globale, MAWASIM arriva nel momento in cui il Medio Oriente sembra pronto a essere non più soltanto un mercato per l’arte internazionale, ma sempre più una delle sue geografie culturali imprescindibili.