Da Magazzino Italian Art una mostra dedicata a Bruna Esposito

Sculture, materiali di recupero e una video-installazione affrontano temi legati alle migrazioni, al movimento e all’accoglienza

Migrazioni, confini, precarietà e identità entrano negli spazi di Magazzino Italian Art attraverso il lavoro di Bruna Esposito. Il museo di Cold Spring, nello Stato di New York, dedica all’artista romana la mostra In Light of Facts, allestita nel Robert Olnick Pavilion e aperta al pubblico fino al 1° febbraio 2027. Il progetto riunisce opere realizzate in momenti diversi della ricerca di Esposito, nata a Roma nel 1960, mettendo in relazione installazioni, assemblaggi e video. Al centro del percorso c’è l’utilizzo di oggetti comuni e materiali spesso associati alla provvisorietà: coperte isotermiche, banchi da mercato, scarpe, cellophane, pietre e dissuasori per uccelli. Elementi sottratti alla loro funzione abituale diventano parte di composizioni nelle quali stabilità e precarietà convivono. Il riferimento è anche alle persone in movimento e alle condizioni materiali che accompagnano l’attraversamento dei confini.

Il percorso espositivo è organizzato in due ambienti collegati ma distinti. Nella prima parte sono raccolti diversi lavori riconducibili alla serie Inconveniente. Gli assemblaggi utilizzano materiali poveri o di recupero per costruire equilibri volutamente instabili. Tra gli elementi ricorrenti figurano le coperte termiche dorate impiegate nelle operazioni di soccorso. La loro presenza introduce immediatamente riferimenti alla protezione e all’emergenza, mentre altri oggetti rimandano al commercio, allo spostamento e alle barriere fisiche.

Secondo il direttore artistico di Magazzino Italian Art, Nicola Lucchi, la selezione affronta in particolare «i temi del passaggio, del movimento e dell’accoglienza (o del rigetto) lungo le rotte delle migrazioni contemporanee». Le opere, osserva Lucchi, richiamano le condizioni di vulnerabilità di chi attraversa frontiere e territori. La mostra collega così la ricerca dell’artista a questioni che continuano ad avere un peso nel dibattito pubblico internazionale, pur evitando una costruzione esclusivamente documentaria. Sono gli oggetti e le loro associazioni a suggerire le diverse letture.

Superata la parete che divide gli ambienti, l’allestimento cambia registro. La seconda parte è dedicata a Oltremare (sotto terra vulnerabili), video-installazione realizzata tra il 2006 e il 2011. Qui l’esperienza diventa più raccolta. Immagini, suoni, luce e oggetti costruiscono uno spazio nel quale la dimensione contemplativa prende il posto della tensione degli assemblaggi precedenti. La contrapposizione tra le due sezioni permette di osservare registri differenti della produzione di Esposito, mantenendo come filo conduttore la fragilità individuale e collettiva. Tra i lavori esposti figura anche In Light of Facts, opera del 2026 realizzata con una coperta isotermica, un dissuasore per uccelli e una lampada a LED, che dà il titolo all’intero progetto.

La personale di Bruna Esposito si inserisce in una stagione particolarmente articolata per Magazzino Italian Art. L’istituzione americana proseguirà infatti il programma con iniziative dedicate ad altri protagonisti dell’arte italiana. Tra queste figura Remo Salvadori: Be Here Now, installazione pensata come omaggio all’artista Remo Salvadori (1947-2026). Continueranno inoltre i progetti espositivi dedicati a Yoichi Ohira e Alighiero Boetti, affiancati dalle attività educative e dai programmi rivolti alle scuole e all’insegnamento della lingua italiana. A settembre Magazzino Italian Art sarà inoltre presente alla New York Art Book Fair, in programma al MoMA PS1 dal 24 al 27 settembre 2026, con un progetto bibliografico dedicato all’Arte Povera.

La selezione attingerà al Research Center dell’istituzione e comprenderà libri d’artista, cataloghi storici, riviste, materiali prodotti dalle gallerie e documenti d’archivio. L’obiettivo è ricostruire il ruolo della produzione editoriale nella diffusione e nell’elaborazione critica dell’Arte Povera, mostrando come libri e pubblicazioni abbiano contribuito alla circolazione internazionale del movimento.