La comunicazione museale è spesso una presenza invisibile. È ciò che permette alle mostre di raggiungere il pubblico, ai musei di raccontare la propria identità e alle opere di uscire dai confini delle sale espositive. È anche il lavoro che Maria Rita Cerilli ha contribuito a ridefinire alla Peggy Guggenheim Collection, dove è scomparsa a 46 anni dopo una malattia durata circa un anno e mezzo.

Originaria di La Spezia, Cerilli era entrata nella Collezione Peggy Guggenheim nel 2007 come stagista. Negli anni aveva costruito un percorso professionale interamente all’interno dell’istituzione veneziana, fino a diventare nel 2022 Head of Communication Department, ruolo dal quale ha coordinato le strategie di comunicazione del museo in una fase di profonda trasformazione del settore.
Il suo lavoro ha accompagnato l’evoluzione del modo in cui i musei dialogano con il pubblico. Tra le prime a investire nella comunicazione digitale della Collezione, ha seguito lo sviluppo dei canali social dell’istituzione, contribuendo a costruire un linguaggio capace di mantenere il rigore scientifico senza rinunciare all’accessibilità. Negli ultimi anni aveva inoltre sostenuto progetti editoriali e multimediali, tra cui il podcast Volevo essere libera, dedicato alla figura di Peggy Guggenheim e realizzato con linguaggi pensati per raggiungere nuove generazioni di visitatori.
Nel ricordarla, la Collezione Peggy Guggenheim ha sottolineato la sua capacità di trasformare la comunicazione in uno strumento di mediazione culturale, «un ponte tra il museo, le opere e le persone», ricordandone la competenza professionale, l’attenzione verso il lavoro di squadra e il ruolo di guida per molti giovani professionisti entrati negli anni nel dipartimento comunicazione.
Se fino a pochi anni fa il compito principale consisteva nel promuovere mostre e attività, oggi ai dipartimenti di comunicazione è richiesto di costruire relazioni continuative con pubblici diversi, interpretare i linguaggi digitali e rendere accessibili collezioni permanenti e programmi espositivi attraverso strumenti sempre più articolati. La scomparsa di Maria Rita arriva in un momento in cui la comunicazione culturale occupa un ruolo sempre più centrale nelle istituzioni museali.
L’idea che raccontare un museo non significhi soltanto comunicarne le iniziative, ma renderne condivisibile l’identità, è l’eredità professionale che lascia. Un lavoro spesso lontano dai riflettori, ma fondamentale per il modo in cui le istituzioni culturali costruiscono oggi il proprio rapporto con il pubblico.



