Il nuovo Carro di Santa Rosalia di Mario Cucinella racconta Palermo e le sue continue trasformazioni

Il Carro, reinterpretato da Cucinella come un’architettura in movimento, racconta una città che cambia volto, senza però abbandonare le sue tradizioni

Palermo ha sempre trovato nella trasformazione la propria forza. Una città costruita sulle tracce lasciate da popoli diversi, capace di cambiare volto senza perdere la propria anima. È da questa stessa energia che nasce il nuovo Carro di Santa Rosalia: una presenza effimera ma potente, destinata a vivere una sola notte eppure capace di custodire secoli di memoria collettiva. Da quattrocento anni questa grande macchina rituale attraversa il cuore della città, portando con sé la devozione popolare e trasformandola in un momento di partecipazione condivisa. Il Carro non è soltanto il simbolo più riconoscibile del Festino di Santa Rosalia, ma un’architettura temporanea che ogni anno rinnova il dialogo tra passato e futuro.

Per la prima volta nella storia della celebrazione, il progetto è stato affidato a un architetto nato proprio a Palermo: Mario Cucinella. La sua interpretazione nasce dall’idea di raccontare la città attraverso ciò che da sempre la definisce: il cambiamento, la capacità di reinventarsi e di trasformare le proprie ferite in nuove forme di vita. Il nuovo Carro si presenta come un’architettura in movimento, una struttura verticale che supera i dieci metri di altezza e che accoglie al suo interno un vero e proprio giardino. Circa 150 piante, 300 farfalle luminose e la statua della Santuzza compongono un paesaggio sospeso, dove natura, simbolismo e memoria si intrecciano in un unico racconto visivo.

L’identità di Palermo nasce proprio da questa continua evoluzione. Nei secoli la città ha assorbito culture differenti, lasciando che ogni presenza – araba, normanna, bizantina e mediterranea – contribuisse alla costruzione del suo carattere unico. Questa stratificazione non è soltanto visibile nei monumenti, ma vive anche nel paesaggio, nei sapori e nelle tradizioni. A Palermo cambiare non significa perdere la propria identità, ma continuare a costruirla. Anche alcuni luoghi simbolo della città seguono oggi questa stessa vocazione alla trasformazione. Il Palazzo Branciforte, già restituito alla città grazie al progetto di Gae Aulenti, si prepara infatti ad accogliere una nuova fase della propria storia con la nascita di un Museo Giardino dedicato a Santa Rosalia, progettato dallo studio Mario Cucinella Architects.

Il Carro interpreta questa idea di rinascita attraverso la sua stessa forma. La struttura, realizzata con un’intelaiatura metallica rivestita da pannelli in legno, si sviluppa attraverso livelli sfalsati e continua a muoversi sulla tradizionale macchina su ruote trainata ancora oggi manualmente. La sua crescita verso l’alto richiama il Monte Pellegrino, il luogo in cui Rosalia scelse di ritirarsi abbandonando la vita agiata della propria famiglia. All’interno di questa architettura prende vita un piccolo ecosistema mediterraneo. Grazie alla collaborazione con l’Orto Botanico di Palermo, il Carro ospita circa 150 esemplari vegetali distribuiti in quaranta fioriere: una raccolta simbolica della flora siciliana e del paesaggio agricolo dell’isola. Alloro, leccio, mirto, lentisco, rosmarino, agrumi, ulivi, palme e cipressi costruiscono un insieme ricco di forme e colori, trasformando la struttura in un giardino itinerante.

Anche il rivestimento esterno racconta il legame con la storia della città. Le superfici lignee reinterpretano il patrimonio arabo-normanno attraverso decorazioni geometriche e bassorilievi ispirati alla tradizione islamica, un linguaggio che ancora oggi caratterizza molte architetture e superfici storiche palermitane. A rendere ancora più suggestiva la parte superiore del Carro sono 300 farfalle colorate e illuminate singolarmente, sospese ai piedi della statua della Santa. Le loro luci trasformano la sommità della struttura in uno spazio leggero e dinamico, quasi sospeso tra realtà e immaginazione. Sulla cima domina la figura di Santa Rosalia, realizzata dall’artista Filippo Sapienza. Una scultura bianca e luminosa che tiene tra le mani un crocifisso costruito con il legno recuperato dalle barche dei migranti e un ramo d’ulivo: due elementi che raccontano il viaggio, la speranza e il legame profondo tra Palermo e il Mediterraneo.

Il progetto del Carro si inserisce inoltre nella ricerca più ampia di Mario Cucinella, da sempre interessato al rapporto tra architettura e natura. Una visione in cui gli edifici non sono elementi separati dall’ambiente, ma parti di un sistema capace di dialogare con il clima, il paesaggio e i materiali naturali.

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