Il nuovo MACRO di Cristiana Perrella: «Così il mio museo dialogherà con la città»

Accogliente e inclusivo, internazionale ma attento al territorio, il museo romano si prepara ai cambiamenti annunciati dalla neo direttrice

Dopo stagioni guidate da direzioni fortemente caratterizzate, il MACRO di Roma apre un nuovo capitolo. Con la nomina di Cristiana Perrella annunciata a marzo, l’istituzione si prepara a ritrovare una dimensione più aperta, dialogante e in sintonia con il contesto urbano.

Non si tratta di mettere in discussione il fatto che ogni direzione rifletta inevitabilmente una visione: è nella natura stessa del ruolo. La differenza, semmai, sta nella capacità di rendere quella visione permeabile al confronto, capace di attivare reti e connessioni. È proprio questo l’approccio che Perrella intende portare al MACRO: un museo autorevole, ma non autoreferenziale.

«Il museo deve essere radicale, ma anche accogliente», afferma. «Deve raccontare la scena artistica contemporanea, ma senza perdere il legame con il territorio». Una prospettiva che coniuga vocazione internazionale e attenzione al locale, due anime che convivono naturalmente anche nell’architettura del museo: da un lato, gli spazi monumentali per grandi progetti; dall’altro, luoghi più intimi e accessibili come la galleria vetrata, pensati per accogliere la città.

MACRO: sfide e novità di Cristiana Perrella

Il programma per il 2025 si articolerà in tre stagioni principali di mostre, con artisti italiani e internazionali, molti dei quali già attivi su circuiti globali ma capaci di dialogare con la scena romana. Parallelamente, l’ex area Peroni sarà riconvertita in un polo dedicato a iniziative sperimentali e inclusive, aperto a pratiche emergenti e multidisciplinari.

Tra le priorità figura anche la riattivazione dell’auditorium, che tornerà a ospitare una programmazione cinematografica, ampliando l’offerta culturale del museo oltre il solo ambito delle arti visive. Un altro nodo strategico sarà la valorizzazione dell’archivio, definito dalla direttrice «un patrimonio vivo»: non una raccolta da conservare, ma una risorsa da attivare, capace di entrare in dialogo con il presente e alimentare nuove progettualità.

Parte integrante della nuova visione è anche il desiderio di costruire continuità e fare rete con i direttori che l’hanno preceduta. Un riconoscimento esplicito del lavoro fatto e del valore delle differenze, in un’ottica di collaborazione piuttosto che di discontinuità. Non si tratta di rompere con il passato, ma di evolvere con consapevolezza, aprendosi a una progettualità condivisa.

Ad aprire simbolicamente questo nuovo corso sarà la mostra “Piano sequenza”, prevista per ottobre, che metterà in dialogo artisti di generazioni diverse, con l’obiettivo di raccontare la vitalità della scena romana e intrecciare memoria e contemporaneità.

Il budget annuale di circa 700.000 euro rappresenta una sfida evidente, soprattutto considerando l’estensione dello spazio e le ambizioni della programmazione. Ma Perrella non si lascia scoraggiare: «Sono abituata a lavorare con le risorse disponibili», afferma. «La limitazione può diventare una spinta alla sintesi, alla creatività, alla scelta. Se la visione è chiara, i mezzi seguono». Il MACRO, sotto la sua direzione, aspira a diventare un organismo vivo, capace di assumere un ruolo culturale e politico attivo. Non un contenitore neutro, ma uno spazio in cui si attivano processi, si costruiscono relazioni e si esercita pensiero critico.

Il modello di riferimento è quello teorizzato dalla storica dell’arte Claire Bishop: un museo come luogo di inclusione, interazione e dialogo con la comunità. Un museo che non osserva soltanto, ma prende parte. Tra le sfide all’orizzonte ci sono anche la gestione della collezione permanente e la ridefinizione del ruolo del MACRO nel più ampio sistema culturale italiano. Temi che Perrella affronta con pragmatismo e apertura, nel segno di una istituzione che vuole tornare ad avere un impatto reale sul presente.

Il programma del museo romano

La nuova stagione del MACRO si apre come un tributo alla città di Roma e una riflessione critica sulle sue trasformazioni urbane e culturali. A guidare il cartellone espositivo sarà UNAROMA (ottobre 2025 – febbraio 2026), una grande mostra corale curata da Cristiana Perrella insieme al direttore uscente Luca Lo Pinto, che riunisce oltre 40 artisti per raccontare la scena artistica romana attraverso un allestimento immersivo ideato da Parasite 2.0. Il museo si propone come spazio di prossimità e condivisione: vengono riattivate sale tematiche, riaperta la biblioteca, inaugurata una nuova sala cinema e avviato un programma di residenze.

Il cinema ospiterà rassegne d’autore e focus su registi emergenti, mentre a novembre debutterà One Day You’ll Understand – Venticinque anni di Dissonanze, una mostra-omaggio al celebre festival di musica elettronica che ha segnato un’epoca, curata da Carlo Antonelli, Lorenzo Castore e Valerio Mannucci. Il programma si arricchisce di eventi live, performance, talk e proiezioni, tra cui l’anteprima del nuovo lavoro di Enzo Cosimi dedicato a Pasolini, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte. Con il ristorante panoramico Materia e il bar interno riaperto, il MACRO si configura come un museo vivo, accessibile e in dialogo costante con la città.

«Con questa nuova stagione il MACRO torna a essere il museo della sua città: aperto, presente, accogliente – sottolinea Marco Delogu, Presidente Azienda Speciale Palaexpo. Un luogo in cui ogni giorno può accadere qualcosa di inaspettato, in cui l’arte non si contempla soltanto, ma si attraversa, si discute, si vive. È un museo che parla la lingua della contemporaneità, ma non dimentica mai la relazione con il proprio contesto».

«Il MACRO è uno dei poli dell’arte contemporanea a Roma, che si appresta ad essere, grazie alla linea e alle proposte della nuova Direttrice Cristiana Perrella, un eccellente presidio culturale che, oltre alle stagioni delle grandi mostre, recupera funzioni che non erano più attive come la ricchissima biblioteca che inizierà a svolgere di nuovo la sua attività e ne introduce di nuove come l’apertura di una sala cinema, che arricchisce il lavoro importante che stiamo costruendo a sostegno del settore. Sono molto contento, si sta configurando un nuovo MACRO che sarà uno spazio vivo e di condivisione quotidiana in cui dialogano i tanti aspetti della cultura», afferma Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura del Comune di Roma.

Con questa nuova visione, il MACRO sembra pronto a lasciarsi alle spalle ogni chiusura autoreferenziale per riconquistare un ruolo centrale nella vita culturale di Roma e nel panorama dell’arte contemporanea internazionale.