Milano sotto accusa: Sala e Boeri nell’occhio del ciclone di un’urbanistica opaca

Un'inchiesta della Procura di Milano ha acceso i riflettori sui rapporti ambigui che sembrano celarsi dietro ai progetti di rigenerazione urbana. Indagati il sindaco della città e il presidente di Triennale

In Parlamento i 5 Stelle gridano al “Far West Urbanistico” mentre Palazzo Marino trema sotto i colpi della Procura di Milano, che ha aperto un’indagine giudiziaria sulle presunte ombre dell’urbanistica meneghina. A finire sotto la lente degli inquirenti sono anche il sindaco della città Beppe Sala e l’archistar Stefano Boeri, ora indagati per presunte pressioni indebite sulla Commissione per il Paesaggio del Comune. Nell’enorme mole di documenti sequestrati dalla Guardia di Finanza ci sono infatti anche le chat tra Sala e Boeri, che tra il 2017 e il 2023 si sono scambiati decine di messaggi a proposito di progetti urbanistici finiti nell’occhio del ciclone. Tra questi, la ristrutturazione del Pirellino, un edificio di 25 piani della società Coima con il coinvolgimento dello stesso Boeri, a cui la Commissione ha acconsentito nel 2023 dopo averne bocciato per due volte il progetto.

I progetti milanesi nelle chat di Sala e Boeri

Era il 7 febbraio 2022 quando Boeri scriveva a Sala per parlargli di un ambizioso progetto immobiliare in zona Cadorna, alle spalle della stazione, che prevedeva una partnership pubblico-privato e coinvolgeva Nhood, società del gruppo francese Association Familiale Mulliez. Nelle chat si legge Boeri chiedere un incontro con Sala e altri attori chiave: “Ciao Beppe, siamo andati avanti su progetto Cadorna. Vorrei lo vedessi, con Tancredi (Assessore alla Rigenerazione Urbana, ndr), prima di depositarlo a FFnord. Se sei d’accordo fisserei tramite tua segreteria incontro con Balducci e Masseroli e Tancredi ovviamente per mostrartelo in anteprima”. “Vi ricevo volentieri — risponde il sindaco di Milano — ma ti premetto che il progetto che mi ha fatto vedere Giancarlo politicamente non mi sento di portarlo avanti. Ho fatto tutta la campagna sul tema della “rigenerazioni” e non posso fare spuntare torri dove oggi non c’è nulla“.

Il sindaco e il presidente della Triennale, che nel corso del 2025 è stato oggetto anche di altre inchieste, discutono poi della difficoltà di convincere i promotori a procedere, mentre altri temi ricorrenti nei dialoghi tra i due sono ForestaMi, il piano per la piantumazione di 3 milioni di alberi entro il 2030 lungo il percorso della 90/91, e il futuro dello stadio Meazza e del quartiere San Siro, risalenti all’inizio del 2023.

Milano nelle mani di pochi: le allusioni dello sfidante di Sala

Nelle sedi istituzionali la dinamica sembrava già chiara nel settembre 2021, quando durante la campagna elettorale per Palazzo Marino Sala inoltra a Boeri una dichiarazione del suo sfidante del centrodestra, Luca Bernardo: «Non credo che Milano debba essere in mano a solo due costruttori e solo a un architetto». Un’affermazione che, con tono ironico, Sala commenta: “Ti fischiano le orecchie?”. Anche questa chat è finita negli atti della Procura nell’ambito dell’indagine dei pm Mauro Clerici, Paolo Filippini e Marina Petruzzella coordinati dall’aggiunto Tiziana Siciliano che ha coinvolto 74 persone.

Trentamila euro di parcelle in un file Excel

Insomma, Non è detto che le torri milanesi siano nate solo da slanci creativi e piani di rigenerazione urbana. Stando alla ricostruzione della Procura, dietro certi progetti si celerebbero rapporti ambigui e scelte mirate, in particolare nella composizione della Commissione per il Paesaggio: un organo strategico, che secondo gli inquirenti sarebbe stato modellato su misura per agevolare studi professionali ben precisi. Tra questi, anche quello di Stefano Boeri, il cui nome compare più volte accanto a quello del sindaco Beppe Sala e dell’ex presidente della commissione, Paolo Pezzotta, oggi sotto indagine. Proprio Pezzotta custodiva sul proprio computer un file Excel in cui figuravano parcelle da decine di migliaia di euro, progetti segnalati come “approvati” e un elenco dettagliato dei compensi ricevuti per ogni incarico.

In questo quadro, l’unico a restare formalmente estraneo all’inchiesta è l’assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi, che sembra essere l’unico pronto alle dimissioni. Ma al di là delle responsabilità penali, la vicenda solleva interrogativi più ampi sulla trasparenza delle scelte urbanistiche a Milano e sul reale equilibrio tra interesse pubblico e interessi privati.

Prima di rispondere agli inquirenti, gli indagati dovranno affrontare le proprie sedi istituzionali. Nel pomeriggio del 21 luglio, alle ore 16.30, il primo cittadino di Milano parlerà a Palazzo Marino per la prima volta dall’inizio della vicenda, intenzionato a proseguire il proprio mandato fino alla naturale scadenza nel 2027. Un passaggio cruciale si svolgerà mercoledì 23 luglio, giorno nel quale sono previsti gli interrogatori di garanzia per sei indagati per i quali la Procura ha chiesto l’arresto.