Arte Moderna

Che cosa è, epoca e protagonisti

L’Arte Moderna è una fase che è durata più o meno un secolo. Quasi tutti sono concordi nel dire che si tratta dell’insieme dei lavori, delle opere, delle manifestazioni artistiche che oggi siamo in grado di valutare e giudicare da un punto di vista sufficientemente lontano per garantire un’adeguata prospettiva storica. Opere non dell’antichità ma realizzate in tempi non prossimi ai nostri. Vicine ma non vicinissime ai canoni estetici di oggi , cosicché le si può soppesare col sufficiente distacco.  Ma vediamo le date. La produzione di opere “moderne” le si fa comprendere tra il 1860,  epoca di transizione tra romanticismo e realismo, e la fine degli anni sessanta periodo in cui ha inizio la cosiddetta arte post-moderna.

Questa accezione di “moderno” deve essere interpretata essenzialmente come rifiuto del passato e di apertura verso la sperimentazione. Gli artisti cominciano a lavorare provando nuove forme visive e a guardare con occhi diversi ai materiali, alla natura e in definitiva alla stessa funzione dell’arte. Un cambiamento d’approccio importante che li porta a vivere fasi più “realiste” e periodi più “simbolisti” oppure ad alternare espressionismo e astrattismo. Insomma i “moderni” avviano quella fase di sperimentazione che i “post-moderni” faranno esplodere.

L’arte moderna si riferisce allo stile e alla concezione dell’arte sviluppata tra la metà del XIX secolo e la metà del XX secolo. Questo periodo è caratterizzato da un rifiuto delle tradizioni del passato e da un’apertura verso la sperimentazione e l’innovazione.

Gli artisti moderni esplorarono nuove forme visive e introdussero idee originali sulla natura, sui materiali e sul ruolo dell’arte. Alternarono periodi di realismo a periodi più simbolisti o espressionisti, fino ad arrivare all’astrazione.

La produzione artistica più recente è spesso definita come arte contemporanea o postmoderna.

Le Radici nel XIX Secolo

Nonostante la scultura e l’architettura moderne siano state riconosciute solo alla fine del XIX secolo, l’inizio della pittura moderna può essere datato prima. Convenzionalmente, l’anno 1863 segna l’inizio dell’arte moderna, con l’esposizione di “Colazione sull’erba” di Édouard Manet a Parigi. Anche il 1855, quando Gustave Courbet esibì “L’atelier del pittore”, è considerato significativo.

Lo storico dell’arte H. Harvard Arnson sottolinea che queste date sono importanti per lo sviluppo dell’arte moderna, ma non rappresentano un punto d’inizio assoluto, bensì una graduale metamorfosi che si è sviluppata nel corso di un secolo.

Il pensiero che ha condotto all’arte moderna può essere ricondotto all’Illuminismo e persino al XVII secolo. Il critico Clement Greenberg ha definito Immanuel Kant come “il primo vero modernista”, distinguendo tra la critica esterna dell’Illuminismo e la critica interna del Modernismo. La Rivoluzione francese del 1789 ha scardinato presunzioni e istituzioni secolari, promuovendo un intenso dibattito politico e una maggiore consapevolezza delle persone.

I pionieri dell’arte moderna furono i Romantici, i Realisti e gli Impressionisti. L’arte romantica si caratterizzava per atmosfere languide e misticheggianti, un costante riferimento alla natura e al sublime, come nei paesaggi di Turner e Constable, oltre a tematiche nazionaliste e richiami al passato. Il realismo, invece, nacque come risposta ai fermenti politici dell’epoca, cercando di rappresentare fedelmente la realtà quotidiana e le sue contraddizioni, come nelle opere di Courbet e Millet.

L’Impressionismo emerse negli anni ’60 dell’Ottocento, ispirandosi al Romanticismo e al Realismo, ma con un’attenzione particolare alla luce e ai colori. Gli impressionisti dipingevano all’aperto, catturando le sensazioni visive in rapidi tratti di colore.

La Prima Metà del XX Secolo

Nei primi decenni del XX secolo, emersero movimenti influenti come l’Espressionismo, attivo in Francia e Germania, con artisti come Munch, Gauguin e Daumier. L’Espressionismo si concentrava sull’espressione dei moti interiori dello spirito, contrastando l’Impressionismo, considerato ormai puramente estetico.

Il Fauvismo, con Matisse e Vlaminck, utilizzava colori vivaci e innaturali per esprimere una libertà cromatica rivoluzionaria. Il movimento Die Brücke, nato a Dresda, rappresentava un “ponte” tra il neo-romanticismo e l’Espressionismo tedesco. Il Der Blaue Reiter di Kandinskij mirava a esprimere verità spirituali attraverso un’arte spontanea e colorata.

La Nuova Oggettività, sviluppatasi dopo la Prima Guerra Mondiale, utilizzava l’Espressionismo per rappresentare la sofferenza delle classi subalterne, con artisti come Käthe Kollwitz e Otto Dix.

I Movimenti di Avanguardia

Tra i movimenti di avanguardia del XX secolo vi sono il Cubismo di Picasso e Braque, il Futurismo di Marinetti, il Dadaismo di Tzara e Duchamp, la Pittura Metafisica di De Chirico e Carrà, il Surrealismo di Dalí, Miró e Magritte, e il Suprematismo di Malevič.

Il Cubismo scomponava e riassemblava il soggetto in forme astratte, mentre il Futurismo esaltava il dinamismo e la velocità. Il Dadaismo, nichilista e dissacrante, influenzò profondamente l’arte postmoderna. Il Surrealismo esplorava i sogni e l’inconscio, mentre il Suprematismo promuoveva l’uso di forme geometriche pure.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale

L’arte moderna si diffuse negli Stati Uniti nel secondo decennio del XX secolo, rafforzata dall’arrivo di numerosi artisti europei. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti divennero un centro di movimenti artistici avanguardisti, come l’Espressionismo astratto, l’Action painting e la Pop Art, che collegarono l’arte moderna all’arte contemporanea. Negli anni ’50 e ’60 emersero inoltre il Minimalismo e l’Arte concettuale, influenzando profondamente l’arte degli ultimi decenni.

Articoli correlati