Paolo Novelli, finestre aperte e chiuse in mostra da CAMERA

"Il giorno dopo la notte" è la mostra di Paolo Novelli per la sezione Project Room dell'istituzione torinese

La nuova stagione espositiva da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia ha preso il via con due rassegne. Accanto alla grande retrospettiva dedicata alla carriera di Margaret Bourke-White, nella sezione Project Room dell’istituzione torinese è stata inaugurata Paolo Novelli. Il giorno dopo la notte, prevista fino al 21 luglio 2024. La mostra, a cura di Walter Guadagnini, riunisce e pone in dialogo in un unico spazio due cicli di lavoro del fotografo bresciano – attivo dalla fine degli anni Novanta -, realizzati fra 2011 e 2018, centrali nell’evoluzione del suo linguaggio.

Contraddistinte dal bianco e nero, in cui è centrale il processo di stampa, e oltre ad essere entrambe in analogico, le due serie presentano sostanzialmente un unico soggetto, reiterato in circa venti immagini. Si tratta di finestre, coperte da persiane chiuse o murate, sulle facciate di edifici che non presentano alcuna caratteristica architettonica di particolare fascino. Dal titolo La notte non basta, la prima sezione conta una sequenza di notturni, dove le finestre, o meglio le persiane che ne impediscono la vista, emergono dal buio dialogando con la luce dei lampioni. Al contrario, Il giorno non basta – la seconda parte dell’esposizione –  si concentra sulla luce diurna che tocca le rientranze geometriche costituite dalle finestre murate, che diventano quasi delle forme astratte, segni minimali sulla superficie dell’edificio.

Il titolo della mostra e la sua bipartizione derivano da una riflessione di Paolo Novelli sui modi di dire, che si allarga a una visione della vita. «Quando le cose vanno male, qualcuno a fine giornata ci rincuora con frasi come: “dormici sopra, fai passare la notte e domani mattina vedrai…” – spiega – poi ti svegli e non è cambiato nulla. A volte rimane solo un desiderio, incalzante: scappare; cosa che alla fine non succede quasi mai; da qui la seconda parte del dittico “il giorno non basta”, con ipotetico sottotitolo “a fuggire”». Esito di una ricerca che richiede tempi lunghi di realizzazione, la mostra richiede tempi altrettanto lunghi di visione, poiché le immagini sono fatte di variazioni minime, di spostamenti della luce e dell’ombra, di sfumature nei toni, tanto da suggerire un morandiano affondo nel mistero della restituzione del mondo per via di immagini, tanto più silenziose quanto più evocative.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Dario Cimorelli Editore.

info: camera.to