Per la seconda volta torna a The Gallery Apart Federica Di Pietrantonio con la personale you lost me. Un’analisi emotiva del legame tra identità personale e collettiva, e del senso di smarrimento che ci pervade quando chiediamo a noi stessi se siamo in quanto individui, o in quanto membri di una comunità più grande. L’artista vuole concentrarsi sul complesso rapporto tra persona e società, del ruolo che esse hanno l’una per l’altra, e di quale conflitto interiore possa creare l’interrogarsi sulla natura di tale legame.

La mostra si focalizza infatti su alcuni soggetti che vivono al di fuori della normale convivenza sociale, ai suoi margini o addirittura estraniandosi completamente da essa. Individui il cui atteggiamento nei confronti del mondo esterno diviene non solo spesso causa ed effetto di episodi depressivi, ma ne delinea l’intera esistenza. Da sempre interessata al digitale, di Pietrantonio ha raccolto le esperienze di queste persone online, in un’ambientazione basata sul gioco Farming Simulator 22, modificata appositamente per creare testi e immagini che contribuiscano a creare un personaggio volutamente anonimo, che però rappresenti tutta quella comunità di gold farmers, ovvero persone che passano le loro intere giornate su videogiochi, con lo scopo di raccogliere moneta virtuale da trasformare in reale. Proprio questa ricerca è simbolo di quella dell’artista, la perdita di senso nella vita reale per ritrovarla in quella virtuale. Un ciclo incessante per chi vive la propria esistenza solo online, manifestandosi solo attraverso personaggi fittizi. La sorte di chi è qualcuno ma preferisce costruirsi una nuova identità in un mondo artificiale, dove è bit ad esserne particella fondamentale.


Non solo attraverso reperti digitali, ma anche l’arte visiva dà il suo contributo a questa ricerca tecnofilosofica. Al piano terra, la giovane artista presenta su tele ad olio il personaggio di Aster, già comparso nei suoi studi precedenti, dando così una visione più narrativa alla mostra. Attraverso un gioco di ripetizioni, presenze e assenze, la Di Pietrantonio riflette sui concetti di superficie, composizione e figura, e di come questi possano essere influenzati dalla presenza di due universi sì separati, ma comunque connessi tra loro attraverso confini sempre più fluidi.

Tra supporti digitali, foto sculture, video e testi, visitiamo un mondo tanto diverso quanto vicino alla nostra quotidianità. Una ricerca continua dell’io, che non solo riguarda casi di scissione estrema come quelli descritti in questa mostra, ma che allo stesso tempo ci vengono posti come spunti di riflessione dati da un impatto non solo visivo ma anche emotivo.
Dal 27 settembre al 2 dicembre; The Gallery Apart, via Francesco Negri 43, Roma;
info: thegalleryapart.it


