Il MUMAC, il museo milanese dedicato alla macchina del caffè, compie dieci anni

Il visionario spazio del Gruppo Cimbali, avvolto da un'involucro fiammeggiante, è un gioiello di storia, design e architettura dal Novecento a oggi

photo MUMAC

Che fare un buon caffè sia una forma d’arte è un’affermazione indiscussa. Specie nella cultura del Belpaese dove l’espresso è un concetto inseparabile dalla quotidianità di ognuno di noi. Concetto, ebbene sì, perché il caffè non è una bevanda ma uno stile, un rituale, un’abitudine radicata nel nostro immaginario comune tanto che negli anni il “mondo” legato all’arte del caffè è entrato a piena regola a far parte del mondo della creatività e del design made in italy. Non è un caso che artisti del calibro di Gio Ponti, Ettore Sottsass, Bruno Munari, Enzo Mari si siano cimentati nel corso della loro carriera anche sul disegno di macchine per caffè.

Non tutti sanno che alle porte di Milano sorge il MUMAC, il museo dedicato alla Macchina del Caffè che festeggia quest’anno il decimo anniversario dalla sua fondazione, avvenuta in occasione del centenario dell’azienda. Lo spazio nasce da una visione del Gruppo Cimbali che, insieme al collezionista Enrico Maltoni, ha unito passione e lavoro dando vita, alle porte di Milano, al MUMAC, il museo più grande al mondo dedicato alla Macchina del Caffè.

Grazie a questa dedizione sono stati raccolti negli anni esemplari unici al mondo di macchine del caffè fino attraverso i quali è stato possibile ricostruire un percorso narrativo che dagli inizi del Novecento arriva fino ad oggi. Ingranaggi che custodiscono un passato ricco di storie e aneddoti, un viaggio nel tempo che viene offerto al visitatore grazie ad allestimenti suggestivi e ambientazioni studiate.

photo MUMAC

A partire dall’edificio, un elegante spazio fiammeggiante, laccato in rosso, dalle forme sinuose e curvilinee che porta la firma dell’architetto Paolo Balzanelli e dall’ingegnere Valerio Cometti che progettato gli spazi e concepito agli arredi interni. Si tratta di una location con una vocazione polifunzionale che ingloba la storica sede di Gruppo Cimbali e che con gusto ha riconvertito il capannone industriale in un raffinato museo, il più importante delle macchine per caffè del mondo. Un esempio perfetto di riqualificazione contemporanea, che, come riporta il sito dello stesso museo, è frutto di una miscela di architettura e design.

Al suo interno, si parte dalla prima macchina per caffè espresso realizzata da Desiderio Pavoni nel 1905, produzione in stile Liberty decorata minuziosamente con funzionamento a vapore, fino alla nascita dell’officina di ramiere idraulico di Giuseppe Cimbali nel 1912 che realizza la sua prima macchina nei primi anni ’30.

photo MUMAC

Si prosegue con l’invenzione della tecnologia a leva del secondo dopoguerra, la cosiddetta “rivoluzione crema caffè” inventata dal barista milanese Achille Gaggia che si rivolge alle già nate Officine FAEMA per la realizzazione della prima macchina a leva nel 1948.

Successivamente, la macchina da caffè evolve e diviene un vero e proprio oggetto di design, come la Pitagora dei fratelliCastiglioni che nel 1962 vince il Compasso d’Oro, e ad oggi è ancora l’unica macchina ad aver ricevuto il riconoscimento.

Il percorso finisce con la sala del Nuovo Millennio, con design iconici e futuristici, display touch screen e nuove tecnologie al servizio del consumatore per completare l’esperienza in toto.
Il 15 maggio, inoltre, è in programma l’opening della mostra Amore senza fine: FAEMA per il ciclismo, che raccoglie oggetti, documenti e materiali legati al rapporto dell’azienda con il ciclismo.

Il museo è aperto al pubblico su prenotazione
Info: www.mumac.it

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