Jung Lee, mecenate 5.0

Hong Kong

Jung Lee è un uomo dai tanti volti. È un investitore di Shanghai, particolarmente attivo nel settore tecnologico, ma è stato anche un noto gallerista. La sua Ren Space, fondata nel 2013, ha collaborato anche con grandi artisti quali Zhang Peili. Negli ultimi giorni, come si è appreso da Artnet, ha fatto parlare di sé in merito a un progetto di grande innovazione, che di fatto introduce una nuova idea di mecenatismo. Vuole creare uno studio di produzione artistica high-tech, adatto per la progettazione e realizzazione di opere su larga scala che necessitino di processi altamente sofisticati come la fresatura robotica e la stampa 3D. Si chiamerà Miralab e sarà uno dei pochi esperimenti al mondo di questo tipo, con sede a Hong Kong. Un lavoro del genere, infatti, richiede molti anni di preparazione, per codificare e programmare i robot industriali e adattarli per un uso specifico nella creazione artistica. Per questo sono solo pochi studi di fabbricazione indipendenti nel mondo che, non a caso, sono un punto di riferimento per i grandi artisti che usano questo tipo di ”maestranza”. Il modello di business di Lee, però sarebbe diverso. Molti di tali studi, infatti, mettono a disposizione solo le ”attrezzature”, ma al resto, dalla produzione alla distribuzione, ci pensano ditte separate.

Nel caso di Miralab, invece, si dovrebbe puntare a dare al creativo un servizio ”chiavi in mano”. Questo perché il laboratorio si avvarrebbe di tutte le professionalità adatte a soddisfare le esigenze dell’artista. In sostanza, una volta acquisita l’idea e l’obiettivo, al resto ci pensano i tecnici. Questa intuizione di Lee è nata dopo un’attenta osservazione delle dinamiche di produzione dell’arte contemporanea e del modo in cui queste sono cambiate negli ultimi anni. Le gallerie sono in affanno e presto potrebbero essere necessari nuovi approcci: «Noi intendiamo finanziare i progetti e conservare i diritti di distribuzione esclusiva per tutte le opere prodotte attraverso il nostro sistema – spiega – per poi trattenere una percentuale sulle vendite». 

Lee ha i capitali per provare a cambiare le cose. Ci riuscirà? Questo di vedrà. «Ma – conclude – qualcuno doveva pure accollarsi il rischio di innovare, giusto?».

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