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L’Italia parla contemporaneo

Fondazioni e Associazioni hanno un ruolo sempre più importante nella diffusione dell’arte contemporanea, svolgendo un minuzioso e qualificante lavoro sul territorio rivolto alla comunità. A partire dagli anni 90, infatti, e con maggior slancio nell’ultimo decennio, in tutta Italia, da Torino a Venezia, da Milano a Catania, si è assistito a un germogliare di grandi e piccole fondazioni. Esse sono diventate non solo collettrici di opere ma, soprattutto, soggetti di progettualità innovative per la collettività. «Partecipiamo al grande progetto sociale per costruire un’Italia più sostenibile – afferma con determinazione Simonetta Giordani, Segretario Generale dell’Associazione Civita – perché la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente naturale, ma anche quello sociale, e l’arte contemporanea aiuta il pensiero, contribuisce a creare significati, spinge al dialogo e al confronto».

Le esperienze delle organizzazioni private che sono nate in questi anni si muovono tutte in questa direzione. La Fondazione Sandretto Re Redebaudengo di Torino, oltre ad un’ammirevole collezione di opere di grande valore, è un grande hub di sperimentazione e di valorizzazione di proposte artistiche emergenti; è erogatore di servizi per bambini, anziani, e di programmi specifici rivolti a fasce deboli, tra cui i non vedenti. Così come la Fondazione Michelangelo Pistoletto è un punto di riferimento in Italia per quantità e qualità di progetti realizzati. Essa ha sede nella Città dell’arte di Biella candidata Creative City of Craft & Folk Arts per l’Unesco con il simbolo ufficiale del Terzo Paradiso di Pistoletto.

Anche le organizzazioni più piccole svolgono un importantissimo lavoro sociale, come la Farm Cultural Park, ”un’esperienza di micro progettualità sociale nella città di Favara, punto nevralgico di aggregazione per il territorio”, come racconta la direttrice della fondazione, Florinda Saieva. La ricerca ”Le organizzazioni private dell’arte contemporanea in Italia” è stata ideata dal Comitato Fondazioni Arte Contemporanea – costituitosi nel 2014 con Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente dell’omonima Fondazione, e Riccardo Rossotto, Senior Partner di R&P Legal – congiuntamente con l’Associazione Civita e da Intesa Sanpaolo.

La ricerca, a cui hanno aderito 63 su 75 invitate, tra fondazioni, associazioni e società capitali operanti nel mondo dell’arte contemporanea italiano, evidenzia la loro identità di ”museo” (piuttosto che di galleria) e gli obiettivi di coinvolgimento attivo del pubblico, attraverso ”Public program”. Esse svolgono una preziosa funzione di sostegno alla produzione creativa, in particolare giovanile. L’indagine ha posto a confronto gli ambiti strategico-gestionali legati all’offerta artistica e culturale (forma giuridica; organizzazione interna; risorse disponibili; attività pianificate e/o svolte; canali di comunicazione; relazioni di altri enti di settore in Italia e all’estero; ecc.) ed ha evidenziato best practices e criticità relativamente a: politiche di promozione dei giovani, pratiche di audience engagement ed impatti prodotti da queste realtà sui territori e le comunità di riferimento.

Si approfondisce così un’analisi volta ad esaminare ed interpretare il sistema privato dell’arte contemporanea al fine di individuarne i nodi relativi alle risorse, i valori ed i modelli di dialogo con il pubblico e la società. «La ricerca – come ci ricorda Raffaella Frascarelli Presidente e Direttore scientifico di Nomas Foundation – è un passo concreto per trasformare i benefici delle singole esperienze in ricadute a lungo termine, attraverso la connessione tra il mondo del contemporaneo e altri settori, mediante la cooperazione tra Istituzioni, attori privati e comunità locali».

Come è stato più volte sottolineato dalle diverse relazioni, il sistema privato non svolge un semplice ruolo di supplenza del pubblico, ma amplia un’offerta ramifica e potenzia un apparato di proposte e valorizzazione dell’arte contemporanea anche nelle realtà più periferiche, in cui la funzione pubblica avrebbe più difficoltà ad intervenire. «In questo senso – fa notare Cristiana Perrella, partendo dall’esperienza storica della Fondazione Luigi Pecci, di cui è Direttore – l’interazione fra pubblico e privato costituisce un modello virtuoso, che va migliorato e reso sempre più sinergico».

È proprio nell’evoluzione da semplici collettori privati d’arte a soggetti museali con servizi formativi, educativi rivolti al sociale che il rapporto con il pubblico è fondamentale. In quest’ottica – fanno notare Giovanni Giuliani, Presidente della Fondazione Giuliani, e Riccardo Rossotto, Segretario Generale del Comitato delle Fondazioni – sarebbe utile adeguare anche agli aspetti normativi e fiscali come lo strumento dell’Art Bonus, il credito d’imposta per le erogazioni a sostegno della cultura e dello spettacolo.

Impegni che, Nicola Borrelli, Direttore Generale Creatività Contemporanea e Rigenerazione Urbana del Mibac, sente di sostenere, sulla scia del dialogo già avviato con il Comitato delle Fondazioni nel 2014, dall’allora Ministro della Cultura Dario Franceschini. Il rinnovato impegno del Mibac nell’arte contemporanea è testimoniato anche dalla costituzione della nuova direzione (al momento con budget limitato) oltre che dall’istituzione dell’Italian Council, che nel 2019 ha stanziato un milione e 900.000 euro per progetti che prevedono l’incremento delle collezioni pubbliche, lo sviluppo di talenti e la promozione internazionale di artisti, curatori e critici.

Dal convegno si trae la netta impressione che è in questo rapporto tra fondazioni e Ministero, tra sistema privato e istituzioni pubbliche, la chiave per la promozione dell’arte contemporanea, per la capacità del nostro paese di disegnare nuove traiettorie culturali per un futuro sostenibile.

Comitato Fondazioni Arte Contemporanea
Aderiscono al Comitato: Fondazione Baruchello (Roma), Fondazione Brodbeck (Catania), Fondazione Pistoletto Onlus (Biella, Torino), Fondazione Giuliani per l’Arte Contemporanea (Roma), Fondazione Memmo Onlus (Roma), Fondazione Mario Merz (Torino), Fondazione Morra Greco (Napoli), Nomas Foundation Onlus (Roma), Fondazione Pastificio Cerere (Roma), Palazzo Grassi – Punta della Dogana – Pinault Collection (Venezia), Fondazione Antonio Ratti (Como), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Fondazione Spinola Banna per l’Arte (Poirino, Torino), Fondazione Nicola Trussardi (Milano).

 

 

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