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Roma parla, Avital registra

Lo dice chiaro e tondo l’artista nato a Gerusalemme nel 1977 Yuval Avital: «La voce è il megafono dell’anima». Una frase che racchiude parte del suo ultimo progetto realizzato a Roma e esposto per un mese dal primo novembre al primo dicembre al Macro Asilo. Icon sonic postcard n2, postcard from Rome,  è infatti il titolo del lavoro che raccoglie i mesi dell’artista passati fra le strade e le case della capitale. Una serie di cartoline video raccontano le mille voci dell’urbe. «Da quando nasciamo – racconta Avital – a quando moriamo parliamo sempre con la nostra voce», personalissima, unica, irripetibile infatti la voce umana pari forse alle impronte digitali è già un ritratto perfetto di un essere umano. L’artista non pensa però alla tecnica, alla musica come viene normalmente intesa ma al timbro, alla capacità di espressione di un singolo individuo, alle competenze che nel corso degli anni ha sviluppato e che lo fanno padrone assoluto del suono della sua anima.

La mostra è la seconda tappa di un percorso cominciato proprio a Roma nel 2018 con 300 partecipanti intenti a realizzare i meta cori e in questo secondo capitolo si arricchisce di102 cartoline, tableaux vivants di solisti registrate in ogni quartiere di Roma: case, uffici, locali, mercati vie e giardini dove scorre la linfa vitale della città. Le cartoline sono poi assemblate e presentate in mostra in modo multimediale con performance, workshop, happening, opere pittoriche, appunti dell’artista e dell’équipe. Una sorta di mappatura vocale accoglie quindi il pubblico che si ritroverà così davanti agli occhi una Roma insolita ma non certo sconosciuta a chi la abita.

Dal particolare processo emergono due pratiche artistiche tipiche del lavoro di Avital. In primo luogo, l’immagine icono-sonora della città, espressione del territorio non soltanto geografica ma soprattutto poetica tramite un’azione artistica di combinazione di stimoli visivi e sonori, per ricordare un simbolo, un campo di indagine trasversale, un archetipo; immediatamente letta e compresa dal pubblico, come una figura dell’iconografia classica. A questo si aggiunge la sfumatura performativa tramite la Crowd Music. Un progetto di ricerca e creazione artistica ideato da Avital nel 2011 basato sul coinvolgimento attivo di un pubblico ampio ed eterogeneo o di un piccolo gruppo che condivide un’identità limitata. Non sono necessarie conoscenze musicali poiché i partecipanti, guidati da partiture grafiche e/o verbali facilmente comprensibili, semplici codici gestuali indicati dal conduttore e con una breve preparazione, si trasformano in gruppi attivi in grado di formare una potente massa sonora piena di nuove possibilità artistiche.

 Dal 1 novembre al 1 dicembre; Macro Asilo, via Nizza 138, Roma; info: www.museomacro.it

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