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In Dante Veritas

Non solo Biennale, a Venezia dall’8 maggio al 26 novembre approda anche l’evento cult dell’anno, la mostra multimediale In Dante Veritas, dell’artista russo Vasily Klyukin, all’Arsenale Nord. Elaborando un riverbero del poema epico di Dante Alighieri, Klyukin esplora i temi del vizio umano e del peccato, di Bene e Male, reinventando l’Inferno di Dante con il volto di un collasso ambientale - la conseguenza finale del nostro peccato e della nostra non azione su pianeta. Dopo Venezia la mostra andrà negli Stati Uniti, in Inghilterra e in Svizzera. La collezione, una narrazione che re-ingegnerizza i nove cerchi dell’Inferno, comprende oltre 100 elementi multimediali tra cui scultura, installazione, arte digitale, audio e light-box. Una parte significativa della mostra è rappresentata da 32 opere scultoree, 22 delle quali rappresentano vizi umani, come Rabbia, Lussuria, Gola e Ipocrisia. Lavorando su una scala più ampia, Klyukin dà nuovi nomi ai Quattro Cavalieri dell’Apocalisse: Sovrappopolazione, Disinformazione, Sterminio e Inquinamento: sospesi a 3,5 metri di altezza, sono stati i lavori fisicamente più difficili da creare per l’artista e sollevano questioni importanti oltre che riflettere le questioni globali da affrontare nella nostra epoca.

Tutte le sculture presentate in In Dante Veritas sono create con la tecnica della scultura dal vivo perfezionata da Klyukin. Massimizzando la flessibilità, i diversi piani in in acciaio sono assemblati senza elementi di fissaggio, si aprono a ventaglio come le pagine di un libro aperto e rimangono mobili. Ad esempio, la maschera mortuaria di Dante, una scultura dalla stoica somiglianza col poeta, usa questa tecnica. Esternamente nel bacino dell’Arsenale, è esposta anche la scultura Why People Can’t Fly, di 10 metri di altezza, che denuncia l’inquinamento causato dalla plastica.

Le installazioni partecipative sono essenziali per la mostra di Klyukin e includono elementi sonori, visivi e spaziali. Nel nono circolo dell’Inferno nella sezione denominata Tradimento, i visitatori sperimentano un nuovo regno – la sala dei traditori – dove sono invitati a scrivere le iniziali di coloro che li hanno maltrattati sulle pareti e sulle sculture stesse.

L’artista si chiede con la mostra come possiamo evitare i peccati contro la natura e le loro successive punizioni. Questo lavoro rappresenta il suo impegno nell’elaborare una risposta a questo quesito. La consapevolezza è il principale antidoto, per questo Klyukin presenta In Dante Veritas con la speranza che i visitatori vedano e prendano in considerazione il degrado ambientale. 

I primi 10 giorni l’ingresso sarà gratuito grazie allo sponsor Cappasity.

L’ARTISTA

Nato a Mosca nel 1976, Vasily Klyukin è stato un imprenditore di successo e fondatore di un fondo immobiliare, un gruppo di sviluppo, una banca. Dopo 15 anni di lavoro in finanza, si è trasferito a Monaco nel 2011, dove ha iniziato a dedicarsi alla scultura e al design. I suoi concetti architettonici sono conosciuti in tutto il mondo. I punti salienti della carriera artistica di Klyukin includono un album di concetti architettonici, Designing Legends (2013, Skira Ed.), una statuetta chiamata The Golden Madonnina a cui nel 2017 è stato attribuito il Design Prize alla Design Week di Milano e l’installazione della scultura site specific Beating Heart al Burning Man Festival.
La pratica di Klyukin si concentra spesso sull’ambiente e sui problemi ecologici. Nel 2018 ha creato Why People Can not Fly una scultura che conteneva parti di rifiuti di plastica raccolti in oltre 150 paesi. Klyukin sostiene l’amfAR, la fondazione per l’AIDS di Elton John, e il suo lavoro si può trovare spesso nelle aste di beneficenza. Il lavoro di Klyukin si svolge in tutto il mondo – tra cui a Mosca, Londra, Monte Carlo, Lucerna, Cannes e Ibiza. Il suo lavoro è molto apprezzato. Tra i suoi collezionisti figurano Alberto II, Principe di Monaco, Charles Saatchi, Sir Leonard Blavatnik, Eva Longoria e Leonardo Di Caprio.

 

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