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Il crollo della Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami

La Procura di Roma procede per il reato di disastro colposo in relazione al crollo avvenuto ieri del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, nel centro storico e a pochi passi dal Campidoglio. Dopo la messa in sicurezza e il salvataggio delle opere d’arte presenti nella chiesa, l’area è stata posta sotto sequestro. La Procura disporrà una consulenza tecnica per ricostruire quanto accaduto e verificare se ci siano state delle carenze nella manutenzione della struttura cinquecentesca. La soprintendenza archeologica di Roma ha avviato lo studio dei resoconti dei lavori che negli ultimi decenni hanno interessato la chiesa. Alcuni lavori sul tetto della Chiesa sarebbero stati svolti nel 2014. 

 

Al momento del crollo non c’era nessuno ma sabato e domenica erano previsti dei matrimoni e altri erano in programma per la prossima settimana. Gli ultimi sono stati celebrati a luglio, poi c’è stato lo stop per agosto e dal 1 settembre sarebbero ricominciati. Una gru dei vigili del fuoco ha eliminato alcune parti pericolanti. Sono visibili le travi, all’apparenza in legno, che sono rimaste in piedi. L’interno, sotto la parte crollata, è completamente invaso da grosse travi in legno spezzate e calcinacci. La chiesa dei Falegnami, che si trova sopra al Carcere Mamertino, solitamente è aperta solo per i matrimoni.Gli accessi, da cui si arriva anche dal Campidoglio, sono presidiati dai vigili urbani che non fanno accedere nessuno.

Nessun danno al Carcere Mamertino, contrariamente a quanto riferito in un primo momento. Il sovraintendente speciale di Roma Francesco Prosperetti ha spiegato che tra la chiesa di San Giuseppe dei Falegnami e il Carcere Mamertino c’è la Cappella del Crocifisso. «Si è trattato di un improvviso cedimento strutturale: la capriata non ha retto ed ha buttato giù tutto il tetto – ha detto il sovrintendente – copertura che solitamente viene fatta con dei tubi innocenti per evitare le infiltrazioni d’acqua. Ovviamente dovrebbe occuparsene il Vicariato che è competente – ha puntualizzato – ma siamo tutti qui lavorando in sinergia e se ci sarà bisogno di aiuto noi siamo disponibili». Attualmente i vigili del fuoco stanno ancora mettendo in sicurezza l’area, mentre il Vicariato ha fatto sapere che ospiterà nella sua sede di San Giovanni in Laterano il dipinto del 1650 di Carlo Maratta.

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