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L’antica stamperia Bulla

Nell’era degli e-book e dell’arte digitale, dedicare una mostra a una famiglia di stampatori romani di antica generazione e ai manufatti da loro prodotti acquista davvero un senso maggiore. Nello specifico parliamo dei Bulla e della loro attività, cominciata già nel 1840. In una mostra, in programma alla Casa delle letterature di Roma, è stata fatta una selezione di alcune opere di artisti e scrittori contemporanei che hanno collaborato con la stamperia, dalla fine degli anni ’70 fino ai giorni nostri. L’esibizione, dal titolo Testi in opera, stampatori romani: i Bulla, curata da Lorenzo Foltran e Pietro Marcozzi Rozzo, è un omaggio a quel crocevia delle arti, figurative e letterarie, creatosi all’interno della bottega, sede di una collaborazione proficua tra i maestri stampatori e importanti artisti e scrittori. Nel 1941 Roberto Bulla, figlio di Romolo e nipote del fondatore Anselmo, rappresenta la terza generazione all’interno della famiglia; la litografia è già un po’ in crisi, soppiantata dai mezzi più moderni, e allora si decide di aprire la bottega agli artisti: passano da lì, tra gli altri, Giuseppe Capogrossi, Renato Guttuso, Giorgio De Chirico, Massimo Campigli, Mino Maccari, Giacomo Manzù e Corrado Cagli. Una strada tracciata e poi seguita anche dagli attuali eredi, Romolo e Rosalba, che lavorano in collaborazione con Sandro Chia e Luigi Ontani, Pietro Consagra e Toti Scialoja. E ancora Mimmo Paladino, presente in mostra con un libro firmato insieme a Leonardo Sciascia, che racconta la leggenda di Colapesce; Jannis Kounellis, che utilizza chiodi, pezzi di giornale, e stoffe o Enzo Cucchi e i suoi cubi colorati, sempre in commistione con la litografia bulliana.

La prima stamperia, come detto sopra, risale al 1840, anno in cui Anselmo Bulla  apre una bottega per stampare libri di alta qualità, tra volumi scientifici e conti correnti per il Vaticano. Anselmo è il nipote di Francesco (o François) che aveva cominciato l’attività già nel 1814, in Francia, dove una parte della famiglia Bulla era emigrata dalla Lombardia. A Roma mantengono i contatti con il resto d’Europa e del mondo, tenendosi aggiornati sulle preferenze del pubblico, sui temi e le stampe. Romolo, figlio di Anselmo, attivo dal 1891, comincia a produrre davvero di tutto, avviando una raffinata officina che si dedica a menù per grandi alberghi, biglietti di auguri, carnet, carte napoletane, tarocchi, partecipazioni, locandine, manifesti e molto altro. Oltre un secolo e mezzo dopo, una mostra del 2001 all’Accademia di San Luca raccoglieva centinaia di questi elementi e un libro catalogo curato da Giuseppe Appella, uscito per De Luca Editori.

Quella presente, invece, si concentra su lavori più contemporanei e la maggior parte dei manufatti è esposta sottovetro. È possibile visionarli virtualmente grazie a uno schermo posto all’ingresso, una mano coperta da un guanto bianco li sfoglia al posto nostro. C’è un faccia a faccia tra Patrizia Cavalli e l’artista Gianni Dessì, due litografie originali unite alla poesia L’io singolare proprio mio, e un’opera di Carla Accardi al lato opposto. Sono esposti libri d’artista, tra gli altri: Roberto Pace ed Edoardo Albinati che paragona Il Santo Graal a un’arancia, ancora Dessì con Giorgio Barberio Corsetti, Domenico Bianchi con testi di Kakuan (Una giornata folle). I libri firmati di Bruno Ceccobelli, Nunzio e i caratteri greci di Ersi Sotiropoulos, Ruggero Savinio con le parole di Antonella Anedda, Chia con poesie di Roberto Triana, Giulio Turcato ed Emilio Villa con riflessioni scritte a mano. Infine, all’interno dell’opera esposta di Piero Pizzi Cannella sembra quasi di vedere una dedica al libro d’arte: Io sono là/dove tutto/sta fermo e aspetta. È esposto, inoltre, il volume Dogana curato da Eduardo Cicelyn. L’esposizione è all’interno del ciclo Doppio passo, incontri tra arte e letteratura, a cura di Maria Ida Gaeta, il primo appuntamento di una rassegna dedicata alle grandi stamperie storiche romane e alle loro creazioni.

Fino al 25 luglio; Casa delle letterature, piazza dell’Orologio, Roma; info: www.casadelleletterature.it

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