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Il nuovo numero, il #107

I bianchi sono bruciati, i neri si allargano a nebulosa contornati da sfumature di grigio nella copertina d’artista nel nostro nuovo numero. Inside Art#107 è pronto e lo trovate in città o nella vostra cassetta delle lettere se siete abbonati, altrimenti potete farlo qui. Una giovanissima Irene Fenara ha firmato in esclusiva per noi la cover nel numero, Quando l’atmosfera riempie il vuoto è il titolo del lavoro che come sempre potete acquistare nella sua versione originale nella nostra gallery online. Ed è proprio lei ad aprire la sezione Artists della rivista che conta sei interviste ad autori italiani e internazionali.

Vera e propria perla del numero è la chiacchierata fatta con l’argentino Adrian Villar Rojas, un artista che sta ricevendo molte attenzioni internazionali. In Italia l’avevamo lasciato alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con la su personale Rinascimento e ora lo ritrovate fra le nostre pagine con un’intervista che spiega il suo poetico e stratificato lavoro. Un’intervista performance segna invece le pagine dedicate a Roberto Fassone, una serie di domande alle quali risponde sempre e solo con una parola: «Yeah». Dall’eterogeneità d’azione  e risultati di Fassone si arriva alla coerenza estetica di Joe Clark, artista tedesco che tenta una fusione fra reale e digitale. La lotta contro l’impossibilità di un progetto muove l’operato di Andrea Kvas che ci dice: «Il mio lavoro nasce da presupposti semplici: penso a cosa le mie opere possono suscitare nel pubblico, digerisco le informazioni e inizio a lavorare senza imporre una progettualità». Andrea Mastrovito chiude la sezione dedicata agli artisti. Da poco uscito vincitore dal Premio Ermanno Casoli, il bergamasco, chiarisce come tutta la sua ricerca parta dalla carta e dal disegno.

Il portfolio di questo numero, che presenta una nuova grafica, ospita il lavoro di Irina Zadorozhnaia. Fra internet, psicologia e virtualità, l’artista ucraina si muove ai confini della fotografia nel tentativo di creare un’esperienza fisica nello spettatore. «Come le finestre del computer – spiega – le immagini si stratificano simili a personalità polifoniche, su un abisso virtuale, nella profondità».

Internet è anche uno dei soggetti del nuovo focus, uno dei due attori in campo, il secondo è il mercato. Online art market è infatti il titolo dello speciale che si rivolge al mercato dell’arte contemporanea sulla rete. Chi vende, chi compra e cosa compra davanti allo schermo? A introdurre il tema Matteo Cremonesi, professore di cibernetica e teoria dell’informazione all’accademia di Brera, artista e curatore al Link Art Center. Il secondo spazio, quello virtuale è il titolo dell’articolo che prova a delineare una geografia degli spazi online dedicati all’arte contemporanea. Quali sono, come sono fatti e come funzionano, le domande alla base del pezzo. Una rassegna sui negozi digitali creati esplicitamente per la vendita dei lavori introduce un’ipotetico ritratto sul futuro dell’arte; in un mondo totalmente virtuale continueremo a vedere mostre reali? a comprare opere? Il loro valore sarà espresso in stelline dai visitatori? A chiudere il focus un’intervista con David Gryn fondatore della piattaforma digitale Daata edition volta a creare un ecosistema intorno all’artista attraverso il medium più utilizzato del XXI secolo: Internet, ovviamente.

In questo numero ospite della sezione personaggi è Arcangelo Sassolino con le sue sculture che portano al limite fisico gli eterogenei materiali utilizzati: «Eraclito – ci dice – sosteneva che il conflitto è il padre di tutte le cose. Conflitto è un termine che porto dentro i miei lavori, dove la materia si scontra con altra materia». Tutta nuova è invece La Galleria Nazionale, non chiamatela più Gnam, diretta da Cristiana Collu che abbiamo intervistato nella sezione spazi della rivista insieme a Guido Guerzoni di M9, un centro polifunzionale ancora in costruzione a Mestre e dedicato all’arte contemporanea. Non potevamo non trattare uno degli eventi della stagione romana, la Quadriennale che riapre a palazzo delle esposizioni dopo un’edizione saltata. A presentarci l’immenso programma è il suo stesso presidente Franco Bernabé. Chiude la rivista l’evento firmato Maria Cristina Finucci e finanziato dalla Fondazione Terzo PiIastro Italia-Mediterraneo, intitolato Help nel quale l’artista utilizza tappi di bottiglia per sensibilizzare alla questione ambientale.

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