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Fideuram punta sull’arte

«L’arte e la finanza dunque possono andare a braccetto e possono essere l’una per l’altra una importante fonte di stimoli e conoscenze», lo spiega chiaramente Monica Catalano, European Financial Advisor Efa di Fideuram. Da tempo la sua banca ha sposato l’arte contemporanea come asset attraverso il quale diversificare i patrimoni dei propri clienti. Del resto il connubio tra arte e finanza non è cosa nuova. Ma c’è chi è più avanti di altri. Il gruppo Fideuram è uno di questi, come dimostrato dal suo dinamismo e dall’accuratezza nella selezione.

Come nasce la sua sensibilità all’arte contemporanea? «Appartengo al Gruppo Fideuram Sanpaolo Invest dal 2011. Il Gruppo si posiziona tra i leader del mercato nazionale ed europeo nella consulenza finanziaria/patrimoniale per una clientela di alto standing con focus consulenziale alla totalità dei bisogni e del patrimonio dei propri clienti Private. Il concetto di diversificazione del patrimonio a cui ci ispiriamo si applica non solo ad assets prettamente finanziari ma anche al real estate e all’arte. Abbiamo un servizio dedicato di Private wealth management che approccia in maniera olistica e sinergica tutte le sfere patrimoniali, creando così quella diversificazione e decorrelazione che mette in sicurezza i patrimoni. Questi sono i principi che ho sempre seguito nella mia attività di consulenza e che sempre di più ritengo necessari nell’attuale contesto economico/finanziario. Penso che In Italia siamo fortunati per il fatto di aver ricevuto dalle generazioni precedenti un ambiente ricco di valori artistici, un ambiente permeato di bellezza. È nostro dovere difendere e valorizzare questo patrimonio culturale. È importante altresì stare al passo con i tempi in modo da cavalcare il cambiamento. L’arte gioca un ruolo importante nella nostra società. È necessario dare spazio alle nuove generazioni di artisti che ci aiutano a leggere il contemporaneo e a capire i nuovi trend del futuro».

Quali sono state le ultime iniziative artistiche promosse dalla vostra banca? «L’ ufficio dei private bankers di Fideuram Sanpaolo Invest di Via Cicerone a Roma si presta da tempo a essere un punto di riferimento per mostre di arte contemporanea. L’obiettivo in genere è la volontà di promuovere e sostenere il talento di artisti, offrendo loro occasioni di visibilità e sostegno in modo da favorire il loro ingresso nel mercato dell’arte. Ma, oltre alla promozione degli artisti, per me è importante che si crei una condivisione dell’arte che rafforzi il senso di appartenenza all’azienda e stimoli la creatività, creando un ambiente piacevole dove lavorare. Il percorso espositivo si sviluppa all’interno delle sale meeting, dei corridoi e degli spazi comuni vissuti sia dai private bankers sia dagli ospiti e clienti della Banca, che si trasforma così in una vera e propria galleria d’arte».

E su quali progetti state lavorando al momento? «Negli ultimi tempi ho sviluppato il mio interesse verso l’arte contemporanea e l’incontro con l’amico artista Marco Angelini, durante una sua mostra a Varsavia, mi ha confermato il desiderio di diffondere una maggiore conoscenza di un mondo per molti poco conosciuto e per questo poco apprezzato. Il progetto su cui sto lavorando al momento è proprio l’organizzazione di una sua mostra personale che sarà curata da Raffaella Salato e si inaugurerà nel mese di febbraio 2017. Marco Angelini ha realizzato, dal 2007 al 2013, varie personali a Varsavia (galleria XX1, galleria Art New Media, galleria Nowe Miejsce, galleria Delfiny, galleria Wystawa) e tra le sue mostre più importanti ricordiamo: Restful Turmoil a Londra nel 2009, Urban Grooves a Bratislava nel 2010, 54° Biennale di Venezia – Padiglione Italia nel mondo (2011), la materia e il suo doppio a Roma nel 2014 alla galleria Andrè, Speculum a Roma nel 2015 al Museo Carlo Bilotti. Ha anche partecipato alla Affordable Art Fair e alla Clio art Fair di New York, rispettivamente nel 2014 e nel 2015. Quest’anno ha preso parte in Polonia al prestigioso festival d’arte di Stettino. Sono certa che riuscirà a dialogare bene anche con i nostri spazi romani di Via Cicerone. Probabilmente si presenteranno al pubblico opere dell’artista eseguite in periodi diversi e con stili e tecniche variegati ma ancora è tutto da definire. La curatrice è in pieno dialogo con l’artista».

Quali requisiti deve avere un progetto artistico per interessare una realtà come la vostra? «Per quanto mi riguarda prediligo progetti che possano essere compresi da tutti e non solo dagli addetti al mondo dell’arte. Non si tratta di arredare gli uffici ma esporre opere di contenuto che possano favorire un dialogo di cultura. Mi interessa il percorso artistico di italiani attivi anche all’estero e dunque progetti che possano condurre ad una comprensione più approfondita della percezione globale. L’arte e la finanza dunque possono andare a braccetto e possono essere l’una per l’altra una importante fonte di stimoli e conoscenze».

 

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