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	<title>GUANTI BIANCHI - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Fri, 04 Sep 2026 11:19:22 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Un orologio che è un gioiello</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/09/04/un-orologio-che-e-un-gioiello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 11:19:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[GUANTI BIANCHI]]></category>
		<category><![CDATA[aste]]></category>
		<category><![CDATA[dreweatts]]></category>
		<category><![CDATA[john snow]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall’orologio seicentesco di John Snow ai record di F.P. Journe, dalla Niobe di de Chirico appartenuta a Monica Vitti alla Birkin da 635mila euro: aste, fiere e nuovi territori del collezionismo nella settimana dal 5 all’11 settembre]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non è il lotto più costoso della settimana, ma potrebbe essere uno dei più affascinanti. Il 10 settembre <strong>Dreweatts</strong> mette all’asta a Newbury un rarissimo orologio da pendente realizzato a Salisbury da <strong>John Snow</strong> intorno al <strong>1625–30.</strong> Cristallo di rocca sfaccettato, oro e smalti verdi e bianchi racchiudono un meccanismo tanto raffinato quanto la sua veste: più che un orologio, un piccolo capolavoro di oreficeria. La stima è di <strong>25.000–35.000</strong> sterline. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Di John Snow sono noti pochissimi esemplari. <strong>Dreweatts</strong> presenta l’orologio come una rarissima testimonianza delle prime fasi dell’orologeria inglese: un oggetto nel quale gioielleria, tecnica e storia si incontrano in pochi centimetri. Ed è forse un buon punto dal quale osservare la settimana che si apre. Perché il mercato non racconta soltanto prezzi, ma anche riscoperte, cambiamenti del gusto e nuovi territori del collezionismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra il 5 e l’11 settembre il calendario torna infatti ad animarsi dopo la pausa estiva. Le aste attraversano categorie e città diverse, dall’arte agli orologi, dai gioielli agli oggetti da collezione. Il prospetto raccoglie gli appuntamenti principali della settimana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma per capire dove sta andando il mercato bisogna guardare anche a ciò che è appena accaduto. E uno dei segnali più sorprendenti arriva dall’orologeria.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">A <strong>New York Phillips</strong> ha aggiudicato per <strong>13.922.000</strong> dollari un <strong>F.P. Journe</strong> <em>Chronomètre à Résonance “Souscription No. 007”</em>, realizzato intorno al 2000. È il record mondiale per F.P. Journe, per un orologio di un produttore indipendente e per un orologio del XXI secolo in un’asta commerciale. Impressiona anche il risultato complessivo: 158 lotti offerti, 158 venduti, per 75,8 milioni di dollari. <strong>Guanti bianchi, dunque, per Phillips.</strong> Ma soprattutto la conferma che l’orologeria indipendente non è più una nicchia laterale del collezionismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il prezzo, tuttavia, non spiega tutto. A Milano <strong>Finarte</strong> ha venduto per <strong>387.100</strong> euro <em>Niobe</em> del 1921 di <strong>Giorgio de Chirico</strong>, top lot del primo semestre della casa. Dietro l’aggiudicazione c’è una storia: l’opera appartenne alla collezione di <strong>Monica Vitti,</strong> è documentata nel catalogo generale ed è passata attraverso importanti esposizioni. Qualità, provenienza e storia espositiva continuano a costituire un valore che il mercato riconosce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa casa d’aste, questa volta a Roma, ha mostrato quanto i confini del collezionismo si stiano allargando. Dipinti e lettere giovanili inedite inviate da <strong>Lucio Battisti</strong> alla madre hanno superato complessivamente 80.000 euro nell’esordio del dipartimento Memorabilia di Finarte. Qui ci si allontana dall’opera d’arte tradizionale: è la biografia stessa a diventare materia da collezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora più lontano dai confini tradizionali dell’arte porta una <strong>Hermès Birkin Faubourg Rouge</strong> <strong>Sellier</strong>, edizione limitata del 2024, aggiudicata da <strong>Christie’s a</strong> Parigi per <strong>635.000 euro,</strong> nuovo record mondiale nella categoria. L’intera vendita ha totalizzato 5,84 milioni di euro, con il 98% dei lotti venduti, l’83% sopra la stima massima e compratori da 47 Paesi. La borsa non è più necessariamente soltanto moda o lusso: rarità ed edizioni limitate possono trasformarla in un bene da collezione internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È un mercato che tende ad allargarsi anche oltre le sale d’asta. Dal 4 all’8 settembre Vicenza torna al centro internazionale della gioielleria con <strong>Vicenzaoro</strong> September: oltre 1.300 espositori e l’intera filiera, dall’alta gioielleria alle pietre, dall’orologeria alle tecnologie. In parallelo, fino al 7 settembre, VO Vintage apre al pubblico il mondo degli orologi e dei gioielli vintage. E dal 4 al 6 settembre VIOFF – Golden Road porta nel centro storico mostre, artigianato, spettacoli e incontri. Non sono aste, ma luoghi nei quali produzione, mercato e collezionismo si incontrano prima che molti oggetti arrivino, un giorno, sul mercato secondario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella stessa settimana Parigi guarda oltre l’Europa. Dall’8 al 13 settembre <strong>Parcours des Mondes</strong> riunisce gallerie, specialisti e collezionisti delle arti d’Africa, Oceania, Asia e Americhe. Quasi contemporaneamente <strong>Artcurial</strong> propone la collezione <strong>Jean-Jacques Rotthier:</strong> fiera, gallerie e asta diventano così facce diverse dello stesso collezionismo internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E mentre gli oggetti cambiano proprietario, il mercato discute anche di se stesso. Il 9 settembre The <strong>Art Business Conference London</strong> riunisce professionisti del settore per affrontare le trasformazioni dell’art business. Case d’asta, gallerie, consulenti e operatori si incontrano non davanti a un lotto, ma intorno ai cambiamenti di un sistema chiamato continuamente a ridefinire regole, strumenti e strategie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse, però, il modo migliore per chiudere il giro della settimana è tornare a un singolo oggetto. Nel 1957 un manifesto serviva a portare il pubblico al cinema. Oggi entra da <strong>Sotheby’s</strong> come oggetto da collezione. È il manifesto britannico originale di <strong><em>The Bridge on the River Kwai</em>, il</strong> film di David Lean vincitore di <strong>sette Oscar,</strong> proposto a Londra il 10 settembre con una stima di <strong>3.000–5.000 sterline.</strong> Gli originali britannici del film sono molto ricercati e compaiono raramente sul mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio la sua origine effimera a renderlo interessante. I manifesti venivano stampati per accompagnare l’uscita di un film, affissi, sostituiti e spesso eliminati. Quelli sopravvissuti conservano la grafica, il costume e l’immaginario di un’epoca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’orologio di <strong>John Snow,</strong> costruito quattro secoli fa per misurare il tempo, a un foglio di carta nato per durare poche settimane, la distanza sembra enorme. Eppure il meccanismo del collezionismo è anche questo: riconoscere in ciò che sopravvive qualcosa che il tempo ha trasformato. Un oggetto d’uso diventa testimonianza, una testimonianza diventa memoria e, qualche volta, la memoria entra in asta.</p>
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