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	<title>Pop Corn - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Oct 2026 07:50:19 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Oltre mille falsi Giacometti, la truffa che ha ingannato il mercato dell&#8217;arte diventa un film</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/23/oltre-mille-falsi-giacometti-la-truffa-che-ha-ingannato-il-mercato-dellarte-diventa-un-film/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 07:50:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il documentario di Stefano Strocchi ricostruisce una delle più grandi frodi del collezionismo contemporaneo, tra opere contraffatte, indagini internazionali e le fragilità del sistema dell'arte]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Oltre mille sculture false attribuite ad Alberto Giacometti, un&#8217;organizzazione capace di ingannare per anni il mercato dell&#8217;arte e un&#8217;indagine internazionale culminata con un arresto in Thailandia. È la storia raccontata in <em>Truffa a regola d&#8217;arte</em>, il documentario diretto da <strong>Stefano Strocchi</strong> che ricostruisce uno dei più sorprendenti casi di contraffazione artistica degli ultimi decenni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto comincia nel 2009, quando la polizia tedesca scopre in un magazzino di Magonza un&#8217;enorme quantità di sculture falsamente attribuite all&#8217;artista svizzero. Le indagini, condotte dall&#8217;ispettore <strong>Ernst Scholler</strong> e dalla procuratrice <strong>Mirja Feldmann</strong>, portano alla luce una rete di falsificazione organizzata dal cittadino olandese <strong>Robert Driessen</strong>, che per oltre un decennio era riuscito a immettere sul mercato opere contraffatte, coinvolgendo intermediari e figure legate al mondo del collezionismo. Al centro del raggiro non c&#8217;era soltanto l&#8217;abilità tecnica del falsario, ma anche un sistema di relazioni, attribuzioni e valutazioni economiche che aveva permesso alle sculture di raggiungere quotazioni milionarie. Un meccanismo che il documentario ricostruisce attraverso le testimonianze dei protagonisti, compresi lo stesso Driessen e gli investigatori che riuscirono a individuarlo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="427" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/fctp_6a316bcd6e119-1024x427.jpg" alt="" class="wp-image-350324" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/fctp_6a316bcd6e119-1024x427.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/fctp_6a316bcd6e119-600x250.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/fctp_6a316bcd6e119-768x320.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/fctp_6a316bcd6e119-1536x640.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/fctp_6a316bcd6e119.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Prodotto da Unknown Media e Indyca, il film adotta il linguaggio del <em>true crime</em>, alternando il racconto delle indagini a una riflessione sulle contraddizioni del mercato artistico. Strocchi, regista torinese da anni attivo a Berlino e già autore di episodi della docuserie <em>Art Crimes</em>, utilizza questa vicenda per interrogarsi sui meccanismi attraverso cui si costruiscono l&#8217;autenticità e il valore economico di un&#8217;opera. Il documentario è stato presentato attraverso una serie di proiezioni nelle sale italiane, a partire dal <strong>22 giugno a Torino e dal 23 giugno a Milano</strong>, con successive tappe a Roma, Napoli, Bari e Cesena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là della dimensione criminale, <em>Truffa a regola d&#8217;arte</em> solleva una questione più ampia: quanto può essere vulnerabile un mercato in cui il valore di un&#8217;opera dipende anche dalla fiducia riposta negli esperti, negli intermediari e nelle certificazioni? Una vicenda che, attraverso il caso Giacometti, mette in discussione le certezze su cui si fonda il sistema del collezionismo.</p>
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		<title>Javier Bardem, archistar nel film Bunker alle prese con la progettazione di un rifugio per un magnate della tecnologia</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/10/01/javier-bardem-archistar-nel-film-bunker-alle-prese-con-la-progettazione-di-un-rifugio-per-un-magnate-della-tecnologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 13:18:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Un film che mette al centro il dilemma di un architetto nel momento in cui è chiamato a scegliere tra responsabilità ed etica professionale: fino a che punto progettare significa assumersi la responsabilità di ciò che si costruisce?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Javier Bardem </strong>e<strong> Penélope Cruz</strong> tornano insieme sullo schermo in <em>Bunker</em>, thriller drammatico presentato al Festival del Cinema di Venezia che mette al centro la figura di un architetto di fama mondiale e il dilemma etico che può nascere dal suo stesso lavoro. Bardem interpreta un professionista che si trova di fronte a un incarico moralmente ambiguo: progettare un bunker di sopravvivenza per un magnate della tecnologia. Un progetto che, mentre prende forma, comincia a mettere in discussione anche il suo rapporto con la moglie, interpretata da Cruz, dopo diciassette anni di matrimonio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto di partenza del film è un paradosso architettonico potente: costruire un luogo destinato a proteggere dalla fine del mondo significa innanzitutto immaginare quella fine come una possibilità concreta. Il bunker non è soltanto un edificio, ma la traduzione fisica di una paura. E per l’architetto diventa inevitabilmente una questione di responsabilità: dove finisce il mestiere e dove comincia la coscienza?</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo conflitto a dare al personaggio di Bardem una dimensione che va oltre quella professionale. Il progetto lo costringe a confrontarsi con il desiderio del committente, ma anche con la propria idea di futuro. Il magnate non gli chiede semplicemente una casa più sicura: gli chiede di immaginare un mondo nel quale sarà necessario isolarsi per sopravvivere. La scelta del committente non è casuale. Come racconta il regista, l’idea del film nasce dalla notizia della costruzione di un bunker da parte di un magnate della tecnologia alle Hawaii. Da qui il paradosso che alimenta tutto il progetto: un uomo che ha costruito la propria fortuna sulla connessione e sulla tecnologia decide di prepararsi all’isolamento. Il bunker diventa così il rovescio della società iperconnessa, uno spazio nel quale la tecnologia non serve più a mettere in relazione, ma a garantire la separazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="539" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.17.29-1024x539.jpg" alt="" class="wp-image-347688" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.17.29-1024x539.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.17.29-600x316.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.17.29-768x404.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.17.29-1536x808.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/10/Screenshot-2026-10-01-alle-15.17.29.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il film, però, non rimane confinato a questa dimensione. La questione architettonica entra nella relazione tra i due protagonisti e diventa progressivamente una frattura privata. La moglie dell’architetto comincia a interrogarsi non soltanto sul progetto, ma su ciò che quel progetto rivela del marito: sulle sue paure, sulle sue convinzioni e sul modo in cui immagina gli anni che verranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il bunker diventa così una presenza quasi invisibile ma determinante nella loro relazione. È il progetto di una vita futura costruita sulla possibilità del disastro, mentre il matrimonio si trova a fare i conti con una crisi molto più concreta e presente. Da una parte c’è il tentativo di mettere in sicurezza il domani; dall’altra la necessità di capire che cosa resta, nel presente, del legame tra due persone. È qui che <em>Bunker</em> si allontana dal classico thriller catastrofico. La minaccia esterna rimane volutamente indefinita e il film preferisce concentrarsi sull’incertezza. Che cosa sa davvero il committente? Perché vuole quel bunker? E soprattutto, che cosa spinge l’architetto a confrontarsi con un progetto che sembra mettere in discussione i principi stessi del suo lavoro?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il regista sceglie deliberatamente di mantenere questa ambiguità. Come racconta, il film nasce anche dal desiderio di interrogare il confine tra realtà e finzione, tra ciò a cui lo spettatore assiste e ciò che potrebbe invece essere una costruzione. È una scelta che rafforza il carattere sospeso della storia e impedisce di leggere il bunker attraverso una sola chiave. L’architettura rimane comunque il punto di tensione fondamentale. Il bunker è un progetto estremo perché rende visibile una scelta che normalmente rimane astratta: quella di proteggersi invece di intervenire sulle condizioni che generano la paura. E l’architetto, nel momento in cui si trova a doverlo progettare, diventa il tramite tra la paura del committente e la sua trasformazione in spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film non sembra interessato a stabilire se quella scelta sia giusta o sbagliata. Piuttosto, osserva cosa accade quando una richiesta professionale diventa impossibile da separare dalle sue implicazioni morali. È in questo spazio di incertezza che il personaggio di Bardem trova il proprio conflitto, mentre la relazione con Cruz porta la questione dal piano professionale a quello più intimo. <em>Bunker</em> finisce così per parlare tanto di ciò che costruiamo quanto di ciò che temiamo. E il suo bunker, più che una risposta alla catastrofe, diventa il luogo nel quale un architetto, un committente e una coppia sono costretti a confrontarsi con una stessa domanda: quanto siamo disposti a sacrificare della nostra vita per sentirci al sicuro?</p>
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		<item>
		<title>Caravaggio torna al cinema: il nuovo docufilm britannico arriva nelle sale italiane</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/09/23/caravaggio-torna-al-cinema-il-nuovo-docufilm-britannico-arriva-nelle-sale-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 10:46:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Caravaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[i grandi maestri]]></category>
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					<description><![CDATA[Il film di David Bickerstaff e Phil Grabsky sarà nelle sale il 4, 5 e 6 ottobre. Il titolo apre il ciclo “I Grandi Maestri”, che proseguirà con Werner Herzog, Frida Kahlo, Michael Ende e il confronto tra Turner e Constable]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caravaggio</strong> torna sul grande schermo. Il <strong>4, 5 e 6 ottobre</strong> arriva in circa cento cinema italiani <em>Caravaggio</em>, il nuovo docufilm firmato dai registi britannici <strong>David Bickerstaff e Phil Grabsky</strong>, già autori di numerose produzioni dedicate alla storia dell’arte. Realizzato nell’arco di cinque anni e già proiettato nel Regno Unito nel 2025, il documentario ricostruisce la vita e l’opera di Michelangelo Merisi seguendo anche le città che ne hanno segnato il percorso, da Roma a Napoli, fino a Malta e alla Sicilia. Ma sono soprattutto i dipinti a guidare il racconto, grazie a riprese in altissima definizione che permettono di osservare da vicino alcuni dei capolavori del pittore. Il film inaugura<strong> <em>I Grandi Maestri</em></strong>, ciclo di cinque documentari prodotto da<strong> Kublai Film </strong>in collaborazione con diverse realtà europee, tra cui <strong>Exhibition on Screen, I Wonder Pictures, ARTE/ZDF, 3B Produktion e CNA Cinema e Audiovisivo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Caravaggio racconta Caravaggio</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A dare voce al Merisi è l’attore Jack Bannon. Il dispositivo narrativo immagina il pittore vicino alla morte, mentre ripercorre la propria esistenza e traccia un bilancio della sua opera e della fama conquistata. Le sequenze interpretate si alternano alle immagini dei luoghi attraversati dall’artista e, soprattutto, alle riprese dei suoi dipinti. La macchina da presa entra nei dettagli di opere come <em>La Deposizione di Cristo</em>, <em>Buona ventura</em>, <em>La Vocazione di San Matteo</em> e <em>Il Martirio di San Matteo</em>, soffermandosi sulla costruzione delle scene, sui personaggi e su quel rapporto tra luce e ombra diventato uno degli elementi più riconoscibili della pittura caravaggesca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il documentario affronta anche il tema degli autoritratti che il pittore avrebbe inserito all’interno di alcune composizioni, utilizzandoli come ulteriore elemento per ricostruire la figura dell’artista attraverso le sue stesse opere. Al racconto partecipano gli storici dell’arte Helen Langdon e Fabio Scaletti, l’artista Stephen Nelson e Letizia Treves, responsabile Research &amp; Expertise per gli Old Masters di Christie’s. Il risultato punta a tenere insieme i due piani che accompagnano da secoli la fortuna di Caravaggio: da una parte la vicenda personale di Michelangelo Merisi, dall’altra la forza di una pittura che modificò profondamente il modo di rappresentare corpi, luce, spazio e scene sacre.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="684" data-id="346434" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG202609230923328371-1024x684.jpeg" alt="" class="wp-image-346434" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG202609230923328371-1024x684.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG202609230923328371-600x401.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG202609230923328371-768x513.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG202609230923328371-1536x1026.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG202609230923328371.jpeg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">© David Bickerstaff</figcaption></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Da Werner Herzog a Frida Kahlo, gli altri film della stagione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo <em>Caravaggio</em>, <em>I Grandi Maestri</em> cambierà completamente territorio con <em>Werner Herzog. Radical Dreamer</em>, diretto da Thomas von Steinaecker e in programma nei cinema il 29 e 30 novembre e il 1° dicembre. Il documentario ricostruisce la carriera del regista tedesco attraverso materiali d’archivio e testimonianze di protagonisti del cinema e della cultura. Tra gli interventi figurano Christian Bale, Nicole Kidman, Wim Wenders e Patti Smith, oltre allo stesso Herzog.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ciclo tornerà all’arte il 14, 15 e 16 febbraio 2027 con <em>Frida Kahlo</em>, diretto da Ali Ray. Il documentario è dedicato alla vita e alla produzione dell’artista messicana ed è arricchito da contenuti realizzati in occasione della mostra della Tate Modern di Londra. Il 14, 15 e 16 marzo sarà invece la volta di <em>Michael Ende. Una storia infinita</em>, ancora diretto da Thomas von Steinaecker. La coproduzione internazionale di Kublai Film con 3B Produktion e ARTE/ZDF è dedicata allo scrittore tedesco autore de <em>La storia infinita</em> e comprende anche la partecipazione di Roberto Saviano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chiudere la stagione, il 18, 19 e 20 aprile 2027, sarà <em>Turner &amp; Constable</em>, diretto da David Bickerstaff. Il documentario mette a confronto Joseph Mallord William Turner e John Constable, due protagonisti della pittura britannica dell’Ottocento e due differenti interpretazioni del paesaggio, della natura e della luce. Tutti i documentari del ciclo saranno proiettati in versione originale con sottotitoli.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" data-id="346438" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG20260923091619494-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-346438" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG20260923091619494-1024x681.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG20260923091619494-600x399.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG20260923091619494-767x510.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/IMG20260923091619494.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Festival di Film di Villa Medici, Gessica Généus vince con Marie Madeleine</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/09/21/festival-di-film-di-villa-medici-gessica-geneus-vince-con-marie-madeleine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 10:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[premio]]></category>
		<category><![CDATA[villa Medici]]></category>
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					<description><![CDATA[A Céline Sciamma il Premio della Giuria per Tutti Frutti, mentre The Apple Doesn’t Fall… di Dean Wei riceve la menzione speciale. Oltre 5mila gli spettatori del festival]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È <em>Marie Madeleine</em> di Gessica Généus il miglior film della sesta edizione del Festival di Film di Villa Medici. La manifestazione romana dedicata alle contaminazioni tra cinema e arte contemporanea ha assegnato i riconoscimenti dell’edizione 2026 al termine di cinque giornate che, dal 16 al 20 settembre, hanno portato a Villa Medici oltre 5mila spettatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al premio principale, la giuria ha assegnato il Premio della Giuria a <em>Tutti Frutti</em> di Céline Sciamma e una menzione speciale a <em>The Apple Doesn’t Fall…</em> di Dean Wei. A scegliere i vincitori tra i dodici titoli della competizione internazionale sono stati l’attrice, produttrice e regista franco-iraniana Zar Amir Ebrahimi, l’artista italiana Rosa Barba e il regista rumeno Radu Jude.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gessica Généus vince con <em>Marie Madeleine</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ambientato a Jacmel, ad Haiti, <em>Marie Madeleine</em> mette al centro l’incontro tra due personaggi apparentemente lontanissimi. Marie Madeleine vive di prostituzione, Joseph è un giovane evangelista. L’inizio della loro relazione incrina progressivamente le certezze dell’uomo, mentre desiderio, fede e ricerca della libertà finiscono per entrare in collisione. La giuria ha premiato il film per la sua capacità di esplorare il momento in cui «la fede diventa al tempo stesso un rifugio e una prigione» e «la morale si trasforma in un’arma», riconoscendo inoltre «il coraggio della sua visione e la straordinaria umanità del suo cinema».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attrice, regista e produttrice haitiana, Généus ha fondato Ayizan Production con l’obiettivo di sostenere un cinema realizzato ad Haiti. Dopo il documentario <em>Douvan jou ka leve</em> del 2017, nel 2021 aveva portato <em>Freda</em> al Festival di Cannes. Il Premio Villa Medici per il Miglior Film ha un valore di 5mila euro e offre inoltre alla regista la possibilità di svolgere una residenza a Villa Medici.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="346078" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/2026_09_19-Film-Festival-©Alessia-Calzecchi_005_72dpi-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-346078" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/2026_09_19-Film-Festival-©Alessia-Calzecchi_005_72dpi-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/2026_09_19-Film-Festival-©Alessia-Calzecchi_005_72dpi-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/2026_09_19-Film-Festival-©Alessia-Calzecchi_005_72dpi-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/2026_09_19-Film-Festival-©Alessia-Calzecchi_005_72dpi-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/2026_09_19-Film-Festival-©Alessia-Calzecchi_005_72dpi.jpg 1800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Film Festival © Alessia Calzecchi</figcaption></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Céline Sciamma, un diario tra cinema, IA e TikTok</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il Premio della Giuria, dotato di 3mila euro e accompagnato anch’esso dalla possibilità di una residenza, è andato a <em>Tutti Frutti</em> di Céline Sciamma. Il film di 40 minuti, realizzato nell’ambito della collezione <em>Où en êtes-vous ?</em> del Centre Pompidou, nasce dall’archivio personale di immagini accumulato negli anni dalla regista francese. Materiali differenti vengono ricomposti in un diario filmato che attraversa l’intelligenza artificiale, l’ASMR, l’impegno politico, il processo di Adèle Haenel e la trasformazione contemporanea delle immagini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella motivazione, la giuria ha sottolineato il «rifiuto della logica del “sempre di più”» e la capacità dell’opera di intrecciare «il politico e il personale, la storia e il presente, il cinema, la pittura, la letteratura, la musica e persino TikTok». Per Sciamma, autrice di film come <em>Tomboy</em>, <em>Bande de filles</em> e <em>Ritratto della giovane in fiamme</em>, il premio arriva con un lavoro che sposta lo sguardo dalla narrazione cinematografica tradizionale verso una dimensione più intima e saggistica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La menzione speciale a Dean Wei</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La terza opera entrata nel palmarès è <em>The Apple Doesn’t Fall…</em> di Dean Wei, cortometraggio di 19 minuti ambientato all’interno di una casa abitata da un padre, una madre e una figlia adolescente. I tre personaggi seguono le proprie routine e continuano a incrociarsi senza incontrarsi realmente. Wei costruisce il racconto come un film-teatro coreografato, facendo dialogare danza contemporanea e rotoli dipinti per osservare le relazioni e i rituali familiari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giuria gli ha attribuito la menzione speciale «per la sua messa in scena della complessità, spesso taciuta, delle relazioni familiari» e per un linguaggio cinematografico giudicato «singolare e di una profonda acutezza».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un’edizione dedicata a Lili Hinstin</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sesta edizione del festival è stata dedicata alla memoria di Lili Hinstin, programmatrice e direttrice artistica scomparsa nel 2026, legata a lungo sia a Villa Medici sia alla manifestazione. Hinstin aveva lavorato come programmatrice cinematografica dell’istituzione romana dal 2005 al 2010. In seguito aveva diretto il Festival Entrevues di Belfort e, dal 2018 al 2020, il Locarno Film Festival, per poi occuparsi dal 2023 della programmazione del Festival international du film de Biarritz Nouvelles Vagues. Aveva inoltre accompagnato il Festival di Film di Villa Medici fin dalla sua nascita, partecipando ai comitati di selezione e organizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato nel 2021, il festival ha costruito la propria identità proprio sul terreno di confine tra cinema e arte contemporanea, accostando registi e artisti visivi e privilegiando opere capaci di sperimentare con forme, durata e linguaggi dell’immagine.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il cinema d’autore torna a Villa Medici</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/09/14/il-cinema-dautore-torna-a-villa-medici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 09:22:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 16 al 20 settembre il Festival porta a Roma oltre 40 proiezioni, tra cinema, arte contemporanea e nuove forme dell’immagine in movimento]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 16 al 20 settembre Villa Medici torna a essere uno spazio di incontro tra cinema e arte contemporanea con la sesta edizione del <strong>Festival di Film di Villa Medici</strong>, rassegna nata nel 2021 con l’obiettivo di esplorare le forme più sperimentali e ibride dell’immagine in movimento. Un programma di oltre 40 proiezioni attraversa cinque giornate, mettendo in dialogo film d’artista, documentari, fiction, saggi e opere sperimentali, senza vincoli geografici o di formato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/1-Coward_©AlineBoyen_theReunion_8-6-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-345178" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/1-Coward_©AlineBoyen_theReunion_8-6-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/1-Coward_©AlineBoyen_theReunion_8-6-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/1-Coward_©AlineBoyen_theReunion_8-6-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/1-Coward_©AlineBoyen_theReunion_8-6-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/1-Coward_©AlineBoyen_theReunion_8-6-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’edizione 2026 è dedicata alla memoria di <strong>Lili Hinstin</strong>, programmatrice e direttrice artistica che aveva iniziato il proprio percorso proprio a Villa Medici e che ha accompagnato il festival fin dalla sua nascita. Un omaggio che assume un significato particolare per una manifestazione costruita sulla curiosità verso linguaggi cinematografici non convenzionali e sulla capacità delle immagini di interrogare il presente. Il cuore del festival è il concorso internazionale, che presenta dodici film recenti. Tra le opere selezionate emergono storie di memoria, migrazione, ecologie, violenza e trasformazioni sociali, affrontate attraverso linguaggi molto diversi. Dalla memoria della diaspora coreana in <em>1937</em> di Daria Kim alla storia politica del petrolio in <em>An Incomplete Calendar</em> di Sanaz Sohrabi; dalla relazione tra corpo, trauma e solidarietà in <em>The Second Skin</em> di Mariia Lapidus alle inquietudini della notte parigina raccontate da Beatrice Gibson in <em>At Night</em>. In concorso anche <em>Hanabi</em> di Ana Vaz, <em>Marie Madeleine</em> di Gessica Généus e <em>The Apple Doesn’t Fall…</em> di Dean Wei.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="577" data-id="345173" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/UNE-HISTOIRE-A-SOI-1024x577.jpg" alt="" class="wp-image-345173" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/UNE-HISTOIRE-A-SOI-1024x577.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/UNE-HISTOIRE-A-SOI-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/UNE-HISTOIRE-A-SOI-767x432.jpg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/UNE-HISTOIRE-A-SOI-1536x865.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/UNE-HISTOIRE-A-SOI.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Screenshot</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="345172" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/AN_INCOMPLETE_CALENDAR_Still_02-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-345172" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/AN_INCOMPLETE_CALENDAR_Still_02-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/AN_INCOMPLETE_CALENDAR_Still_02-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/AN_INCOMPLETE_CALENDAR_Still_02-1536x864.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/AN_INCOMPLETE_CALENDAR_Still_02-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/AN_INCOMPLETE_CALENDAR_Still_02.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Aura_Satz_Preemptive_Listening_2024_video_sti.width-1440-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-345174" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Aura_Satz_Preemptive_Listening_2024_video_sti.width-1440-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Aura_Satz_Preemptive_Listening_2024_video_sti.width-1440-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Aura_Satz_Preemptive_Listening_2024_video_sti.width-1440-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Aura_Satz_Preemptive_Listening_2024_video_sti.width-1440.jpg 1440w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A giudicare i film saranno tre personalità provenienti da ambiti differenti ma accomunate da una ricerca sulle possibilità dell&#8217;immagine: l’attrice, regista e produttrice franco-iraniana <strong>Zar Amir Ebrahimi</strong>, l’artista italiana <strong>Rosa Barba</strong> e il regista rumeno <strong>Radu Jude</strong>. A loro spetterà l’assegnazione del Premio Villa Medici al Miglior film e del Premio speciale della Giuria. Accanto al concorso, la sezione <strong>Focus</strong> amplia il programma attraverso <em>Cartes blanches</em>, proiezioni speciali e la sezione <em>Contrechamp</em>, creando corrispondenze tra opere contemporanee e film del passato. Tra gli appuntamenti spicca la proiezione di <em>Born in Flames</em> di Lizzie Borden, film del 1983 che immagina una New York attraversata da tensioni sociali e politiche e da una rivolta guidata da donne. La sezione ospita inoltre opere di artisti e registi legati a Villa Medici, tra cui Louidgi Beltrame, Amandine Gay e Aura Satz.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="554" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Marie-Madeleine-2-1024x554.jpg" alt="" class="wp-image-345175" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Marie-Madeleine-2-1024x554.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Marie-Madeleine-2-768x415.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Marie-Madeleine-2-600x324.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Marie-Madeleine-2-1536x830.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/Marie-Madeleine-2-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A completare il programma sono le proiezioni serali all’aperto nel Piazzale di Villa Medici, dove ogni sera il pubblico potrà assistere a un film recente, a un’anteprima o a un classico restaurato. Tra i titoli proposti figurano <em>L’Inconnue</em> di Arthur Harari, <em>Coward</em> di Lukas Dhont e <em>Nagi Notes</em> di Koji Fukada. Per cinque giorni, dunque, Villa Medici si trasforma in un osservatorio sulle forme contemporanee del cinema: un luogo in cui l’immagine non è soltanto uno strumento di racconto, ma un terreno di ricerca capace di mettere in discussione i modi con cui guardiamo il mondo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Premio Internazionale Carlo Lizzani, a Venezia la dodicesima edizione dedicata al miglior film italiano</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/09/11/premio-internazionale-carlo-lizzani-a-venezia-la-dodicesima-edizione-dedicata-al-miglior-film-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Sep 2026 11:18:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[premio lizzani]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[La cerimonia di premiazione è in programma l’11 settembre 2026 all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior, al Lido di Venezia, nell’ambito dell’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Torna a Venezia il <strong>Premio Internazionale Carlo Lizzani</strong>, giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione. Promosso dall’<strong>Associazione Nazionale Autori Cinematografici</strong>, il riconoscimento celebra il cinema italiano nel nome di uno dei protagonisti della cultura cinematografica del Novecento, regista, sceneggiatore, critico e storico del cinema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cerimonia di premiazione si è tenuta <strong>venerdì 11 settembre 2026</strong> all’<strong>Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior</strong>, al Lido di Venezia, durante le giornate dell’<strong>83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i premiati, <strong>Giancarlo Giraud</strong>, presidente del <strong>Club Amici del Cinema di Genova Sampierdarena</strong>, vincitore del riconoscimento come <strong>Miglior esercente italiano</strong>. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il direttore della Mostra <strong>Alberto Barbera</strong>, <strong>Flaminia Lizzani</strong>, componente del Comitato del Premio, e <strong>Francesco Ranieri Martinotti</strong>, presidente dell’Associazione Nazionale Autori Cinematografici. Presente anche il critico cinematografico <strong>Steve Della Casa</strong>, conservatore del CSC – Cineteca Nazionale e conduttore di <em>Hollywood Party</em> su Rai Radio 3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a Giraud sono stati premiati <strong>Ronald Chammah</strong> per l’<strong>Écoles Cinéma Club di Parigi</strong>, indicato come Miglior esercente europeo; <strong>Gianluca Farinelli</strong> per il <strong>Cinema Modernissimo di Bologna</strong>, destinatario del Premio Speciale esercente italiano; e <strong>Giuseppe Gambina</strong> del <strong>Cinema Lumière di Ragusa</strong>, anch’egli premiato tra gli esercenti italiani.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="345096" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-11-at-12.49.05-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-345096" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-11-at-12.49.05-1024x768.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-11-at-12.49.05-600x450.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-11-at-12.49.05-768x576.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-11-at-12.49.05-1536x1152.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/09/WhatsApp-Image-2026-09-11-at-12.49.05.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Promosso dall’<strong>Associazione Nazionale Autori Cinematografici (ANAC)</strong> con il sostegno della <strong>Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura</strong> e di <strong>AUT – Autori</strong>, e in collaborazione con <strong>FICE, ANEC e ACEC</strong>, il Premio Lizzani nasce per valorizzare gli esercenti che scelgono di investire nel futuro della sala, nella formazione del pubblico e nella circolazione di opere spesso lontane dalle logiche della distribuzione più commerciale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente significativa la motivazione attribuita al Club Amici del Cinema, attivo da oltre cinquant’anni nel quartiere genovese di Sampierdarena. Il Comitato del Premio, composto da <strong>Flaminia Lizzani, Francesco Lizzani e Francesco Ranieri Martinotti</strong>, ne ha riconosciuto «la straordinaria capacità di coniugare, da oltre cinquant’anni, una programmazione cinematografica d’essai di altissimo livello con una costante attività culturale e sociale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Sala Don Bosco</strong>, sede dell’attività del cineclub, viene descritta nella motivazione come «un autentico presidio culturale», capace, in un contesto complesso come quello di Sampierdarena, di creare comunità, promuovere il cinema di qualità e contribuire alla formazione di nuovi pubblici. Un riconoscimento che per Giraud assume anche un valore personale. Il presidente del cineclub ha ricordato come la sua prima partecipazione alla Mostra di Venezia, nel <strong>1979</strong>, coincise con il primo anno della direzione di <strong>Carlo Lizzani</strong>. Ha inoltre richiamato la visione, nel 2003, del documentario di Lizzani dedicato a <strong>Cesare Zavattini</strong>, esperienza che lo spinse a curare una pubblicazione sul rapporto tra Zavattini e i giovani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste poi un legame ulteriore, quasi geografico, tra la figura di Lizzani e l’esperienza genovese del Club: il suo primo lungometraggio, <strong>“Achtung! Banditi!”</strong>, realizzato nel 1951, fu infatti girato nel Ponente di Genova, non lontano da Sampierdarena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dodicesima edizione del Premio prosegue <strong>venerdì 11 settembre</strong>, quando alle <strong>ore 14</strong>, sempre all’<strong>Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia</strong>, è prevista la cerimonia dedicata al <strong>Premio Internazionale Carlo Lizzani al miglior film italiano</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Venezia 83 alza il sipario tra internazionalità e cinque film italiani in corsa per il Leone d&#8217;Oro</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/31/venezia-83-alza-il-sipario-tra-internazionalita-e-cinque-film-italiani-in-corsa-per-il-leone-doro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:22:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[2026]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=342928</guid>

					<description><![CDATA[Danny Boyle iapre il festival con Ink, Maggie Gyllenhaal presiede la giuria internazionale e l'Italia si presenta in concorso con cinque film, tra le partecipazioni più significative degli ultimi anni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</strong> si prepara a inaugurare la sua <strong>83ª edizione</strong>, confermandosi il primo grande appuntamento della stagione cinematografica mondiale. Dal <strong>2 al 12 settembre</strong>, il Lido tornerà a essere il punto d&#8217;incontro tra autori affermati, nuovi talenti, industria e pubblico, con una selezione che, nelle intenzioni del direttore artistico <strong>Alberto Barbera</strong>, racconta un cinema in piena trasformazione, chiamato a confrontarsi con i cambiamenti tecnologici, culturali e produttivi che stanno ridefinendo il settore.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="970" height="647" data-id="342936" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/kami_nour-a_bit_of_light.jpg" alt="" class="wp-image-342936" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/kami_nour-a_bit_of_light.jpg 970w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/kami_nour-a_bit_of_light-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/kami_nour-a_bit_of_light-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Kami Nour, a bit of light</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="970" height="647" data-id="342937" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ritorno_a_buenos_aires.jpg" alt="" class="wp-image-342937" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ritorno_a_buenos_aires.jpg 970w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ritorno_a_buenos_aires-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ritorno_a_buenos_aires-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Ritorno a Bueonos Aires</em></figcaption></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="970" height="647" data-id="342940" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ink.jpg" alt="" class="wp-image-342940" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ink.jpg 970w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ink-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ink-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Ink</em></figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprire ufficialmente il festival sarà <strong><em>Ink</em></strong> di <strong>Danny Boyle</strong>, presentato in anteprima mondiale nella serata inaugurale del 2 settembre. Il regista britannico torna così a Venezia con un&#8217;opera destinata ad attirare l&#8217;attenzione internazionale e a dare il via a una delle edizioni più attese degli ultimi anni. Sul palco delle cerimonie di apertura e chiusura saliranno invece <strong>Greta Scarano</strong> e <strong>Nicolas Maupas</strong>, scelti dalla Biennale per accompagnare il pubblico nei due momenti simbolici della manifestazione. La decisione punta su due interpreti appartenenti a generazioni diverse ma entrambi protagonisti del rinnovamento del cinema e della serialità italiana.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="970" height="647" data-id="342942" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/il_fuoco_che_ti_porti_dentro.jpg" alt="" class="wp-image-342942" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/il_fuoco_che_ti_porti_dentro.jpg 970w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/il_fuoco_che_ti_porti_dentro-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/il_fuoco_che_ti_porti_dentro-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Il fuoco che ti porti dentro</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="970" height="647" data-id="342941" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/un_bon_petit_soldat.jpg" alt="" class="wp-image-342941" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/un_bon_petit_soldat.jpg 970w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/un_bon_petit_soldat-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/un_bon_petit_soldat-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Un bon petit soldat</em></figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">A presiedere la <strong>giuria del Concorso</strong> sarà <strong>Maggie Gyllenhaal</strong>, attrice e regista statunitense al suo debutto nel ruolo di presidente di una grande giuria festivaliera. Al suo fianco siedono la regista tunisina <strong>Kaouther Ben Hania</strong>, il compositore britannico <strong>Daniel Blumberg</strong>, lo studioso italiano <strong>Francesco Casetti</strong>, il regista francese <strong>Xavier Giannoli</strong>, la regista afghana <strong>Shahrbanoo Sadat</strong> e il maestro hongkonghese <strong>Johnnie To</strong>: una composizione che riflette la vocazione internazionale e multidisciplinare della Mostra.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Concorso: venti film da diciotto Paesi</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Concorso ufficiale</strong> riunisce <strong>20 lungometraggi provenienti da 18 Paesi</strong>, offrendo uno spaccato della produzione cinematografica contemporanea tra grandi maestri, autori affermati e nuove voci. L&#8217;Italia si presenta con <strong>cinque film in gara</strong>, una delle partecipazioni più consistenti degli ultimi anni, firmati da <strong>Marco Bechis</strong>, <strong>Edoardo De Angelis</strong>, <strong>Nanni Moretti</strong>, <strong>Andrea Pallaoro</strong> e <strong>Paolo Strippoli</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli appuntamenti più attesi spicca il ritorno di <strong>Nanni Moretti</strong> in concorso a Venezia, mentre la selezione internazionale riunisce alcuni dei nomi più autorevoli del cinema contemporaneo, tra cui <strong>Werner Herzog</strong>, <strong>Hirokazu Kore-eda</strong>, <strong>László Nemes</strong>, <strong>Lucrecia Martel</strong>, <strong>Mia Hansen-Løve</strong> e <strong>Agnieszka Holland</strong>, insieme a registi provenienti da Europa, Asia, America e Medio Oriente. Un cartellone che conferma la vocazione globale della Mostra e il suo ruolo di osservatorio privilegiato sulle principali tendenze del cinema d&#8217;autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al Concorso, <strong>Venezia 83</strong> propone un programma articolato che comprende <strong>Orizzonti</strong>, dedicata ai nuovi linguaggi cinematografici, <strong>Fuori Concorso</strong>, <strong>Venice Spotlight</strong>, <strong>Venice Classics</strong> e <strong>Venice Immersive</strong>, la sezione riservata alle opere realizzate con tecnologie immersive che quest&#8217;anno presenterà <strong>68 progetti provenienti da 26 Paesi</strong>, confermando l&#8217;attenzione della Biennale verso le nuove forme del racconto audiovisivo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="970" height="647" data-id="342945" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/15-18-ok.jpg" alt="" class="wp-image-342945" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/15-18-ok.jpg 970w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/15-18-ok-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/15-18-ok-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>15/18 (A Place To Heal)</em></figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="970" height="647" data-id="342946" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/dau.jpg" alt="" class="wp-image-342946" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/dau.jpg 970w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/dau-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/dau-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Dau</em></figcaption></figure>
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<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="970" height="647" data-id="342947" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/bucking_fastard.jpg" alt="" class="wp-image-342947" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/bucking_fastard.jpg 970w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/bucking_fastard-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/bucking_fastard-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 970px) 100vw, 970px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Bucking fastard</em></figcaption></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Leone d&#8217;Oro alla carriera</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i riconoscimenti già annunciati spicca il <strong>Leone d&#8217;Oro alla carriera</strong> assegnato a <strong>Ellen Burstyn</strong>, protagonista di oltre sessant&#8217;anni di cinema e considerata una delle interpreti più autorevoli della storia del cinema americano. Con una selezione che riunisce autori consacrati, nuove promesse e alcune delle produzioni più attese della stagione, <strong>Venezia 83</strong> si conferma ancora una volta un osservatorio privilegiato sul cinema contemporaneo. Un festival capace di coniugare ricerca artistica, prestigio internazionale e attenzione ai nuovi linguaggi, mantenendo il proprio ruolo di riferimento per il dibattito cinematografico mondiale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="342935" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/VENEZIA-83-PROGRAMMA-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-342935" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/VENEZIA-83-PROGRAMMA-1-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/VENEZIA-83-PROGRAMMA-1-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/VENEZIA-83-PROGRAMMA-1-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/VENEZIA-83-PROGRAMMA-1.jpg 1037w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">info: <a href="https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venezia-83-concorso" type="link" id="https://www.labiennale.org/it/cinema/2026/venezia-83-concorso">Biennale Cinema 2026</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fondazione Prada rilancia il Film Fund con 1,5 milioni per il cinema indipendente</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/30/fondazione-prada-rilancia-il-film-fund-con-15-milioni-per-il-cinema-indipendente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 11:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bando]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema d&#039;autore]]></category>
		<category><![CDATA[film fund]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Prada]]></category>
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					<description><![CDATA[L'iniziativa sostiene lungometraggi con contributi fino a 250 mila euro per progetto. Domande entro il 6 agosto o il 10 settembre, a seconda della fase del film]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Fondazione Prada rinnova il proprio impegno a favore del cinema d&#8217;autore annunciando l&#8217;apertura della seconda edizione del <strong>Fondazione Prada Film Fund</strong>, il programma internazionale nato nel 2025 per sostenere il cinema indipendente. Il fondo mette a disposizione una dotazione complessiva di <strong>1,5 milioni di euro</strong> destinata a progetti di lungometraggio nelle fasi di sviluppo, produzione e post-produzione, con l&#8217;obiettivo di accompagnare opere di particolare valore artistico durante il loro percorso di realizzazione. Le candidature sono aperte dal <strong>30 giugno 2026</strong>. I progetti in fase di produzione potranno essere presentati entro il <strong>6 agosto</strong>, mentre quelli in sviluppo e post-produzione avranno tempo fino al <strong>10 settembre</strong>. L&#8217;annuncio dei progetti selezionati è previsto per <strong>febbraio 2027</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Film Fund è rivolto a produzioni provenienti da qualsiasi parte del mondo e non pone limiti di genere o linguaggio cinematografico. L&#8217;intenzione è quella di sostenere opere caratterizzate da originalità, sperimentazione e qualità artistica, offrendo un contributo economico che può arrivare fino a <strong>250 mila euro per singolo progetto</strong>, destinato alla società di produzione principale come supporto strategico alle diverse fasi della lavorazione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="339268" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/2023-Fondazione-Prada_Cere-Anatomiche-David-Cronenberg_ph-Roberto-Marossi-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-339268" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/2023-Fondazione-Prada_Cere-Anatomiche-David-Cronenberg_ph-Roberto-Marossi-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/2023-Fondazione-Prada_Cere-Anatomiche-David-Cronenberg_ph-Roberto-Marossi-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/2023-Fondazione-Prada_Cere-Anatomiche-David-Cronenberg_ph-Roberto-Marossi-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/2023-Fondazione-Prada_Cere-Anatomiche-David-Cronenberg_ph-Roberto-Marossi-1536x1025.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/2023-Fondazione-Prada_Cere-Anatomiche-David-Cronenberg_ph-Roberto-Marossi.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">David Cronenberg, Cere Atomiche, Fondazione Prada, 2023, photo Roberto Marossi</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="339271" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Fondazione-Prada_Sueno-Perro_ph-DSL-Delfino-Sisto-Legnani-e-Melania-Dalle-Grave-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-339271" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Fondazione-Prada_Sueno-Perro_ph-DSL-Delfino-Sisto-Legnani-e-Melania-Dalle-Grave-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Fondazione-Prada_Sueno-Perro_ph-DSL-Delfino-Sisto-Legnani-e-Melania-Dalle-Grave-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Fondazione-Prada_Sueno-Perro_ph-DSL-Delfino-Sisto-Legnani-e-Melania-Dalle-Grave-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Fondazione-Prada_Sueno-Perro_ph-DSL-Delfino-Sisto-Legnani-e-Melania-Dalle-Grave-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Fondazione-Prada_Sueno-Perro_ph-DSL-Delfino-Sisto-Legnani-e-Melania-Dalle-Grave.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fondazione Prada, Sueno Perro, photo DSL-Delfino Sisto Legnani and Melania Dalle Grave</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa nasce dall&#8217;esperienza maturata da Fondazione Prada nel rapporto con il cinema, un percorso sviluppato nell&#8217;arco di oltre vent&#8217;anni attraverso mostre, restauri, rassegne, collaborazioni con registi internazionali e la programmazione del Cinema Godard nella sede milanese. Il Film Fund rappresenta l&#8217;estensione di questo impegno direttamente ai processi di creazione e produzione delle opere cinematografiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima edizione del fondo aveva raccolto oltre <strong>1.200 candidature</strong> provenienti da tutto il mondo. Al termine della selezione erano stati finanziati <strong>14 progetti</strong>, firmati da sei registe e otto registi, con produzioni distribuite in <strong>26 Paesi</strong> e cinque continenti, confermando il forte interesse internazionale verso l&#8217;iniziativa. Commentando l&#8217;apertura della nuova call, <strong>Miuccia Prada</strong>, presidente e direttrice di Fondazione Prada, ha sottolineato come il progetto confermi la volontà dell&#8217;istituzione di sostenere autori e professionisti che perseguono un&#8217;idea di cinema «libera, esigente e visionaria», offrendo strumenti concreti a opere capaci di distinguersi per originalità e capacità di sperimentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche <strong>Paolo Moretti</strong>, responsabile del Fondazione Prada Film Fund, ha evidenziato il successo della prima edizione, ricordando come l&#8217;elevato numero di candidature e la qualità dei progetti presentati abbiano dimostrato la vitalità del cinema indipendente e la necessità di rafforzare strumenti di sostegno destinati ai cineasti che sviluppano visioni artistiche personali e innovative. Per partecipare al bando, le società di produzione dovranno soddisfare specifici requisiti di ammissibilità, tra cui l&#8217;aver già realizzato almeno due lungometraggi presentati in anteprima in festival cinematografici internazionali. Le domande saranno valutate attraverso una selezione articolata in due fasi, con il coinvolgimento di consulenti internazionali e di un comitato finale composto da rappresentanti della Fondazione Prada ed esperti del settore cinematografico.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="339274" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Still-from-Fondazione-Prada-Film-Fund-video-by-Goofy-Studio.-Courtesy-Fondazione-Prada_3-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-339274" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Still-from-Fondazione-Prada-Film-Fund-video-by-Goofy-Studio.-Courtesy-Fondazione-Prada_3-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Still-from-Fondazione-Prada-Film-Fund-video-by-Goofy-Studio.-Courtesy-Fondazione-Prada_3-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Still-from-Fondazione-Prada-Film-Fund-video-by-Goofy-Studio.-Courtesy-Fondazione-Prada_3-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Still-from-Fondazione-Prada-Film-Fund-video-by-Goofy-Studio.-Courtesy-Fondazione-Prada_3-1536x864.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Still-from-Fondazione-Prada-Film-Fund-video-by-Goofy-Studio.-Courtesy-Fondazione-Prada_3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Still Fondazione Prada Film Fund, video Goofy Studio, courtesy Fondazione Prada</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">info: <a href="https://www.fondazioneprada.org/film-fund/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fondazioneprada.org</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marc by Sofia, un ritratto intimo dello stilista</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/24/marc-by-sofia-un-ritratto-intimo-dello-stilista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 12:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Louis Vuitton]]></category>
		<category><![CDATA[marc jacobs]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[Sofia Coppola]]></category>
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					<description><![CDATA[Sofia Coppola restituisce alla telecamera la figura complessa dello stilista, sospesa tra intuizioni improvvise e una costante irrequietezza]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Marc by Sofia</em>, primo documentario di <strong>Sofia Coppola</strong>, si muove come un flusso continuo di immagini e pensieri, costruendo un diario condiviso tra regista e stilista in cui il processo creativo diventa il vero centro del racconto, mentre l’avvicinarsi del debutto della <strong>collezione primavera/estate 2024</strong> scandisce la narrazione con un ritmo progressivo e costante. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro si staglia la figura di <strong>Marc Jacobs</strong>, ritratto nella quotidianità del lavoro, nel momento in cui una nuova collezione prende forma tra prove, scelte e continui aggiustamenti che oscillano tra intuizione e ripensamento. <strong>New York</strong>, pur restando il nucleo simbolico dell’universo Jacobs, affiora soltanto per frammenti &#8211; materiali d’archivio, dettagli di sfilate, scorci dello studio &#8211; come una presenza sotterranea che attraversa l’intero film e si deposita nella memoria visiva del racconto, evocando una città che ha profondamente influenzato generazioni di artisti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-07_Courtesy-of-Marc-Jacobs-dimensioni-grandi-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-338796" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-07_Courtesy-of-Marc-Jacobs-dimensioni-grandi-1024x576.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-07_Courtesy-of-Marc-Jacobs-dimensioni-grandi-600x338.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-07_Courtesy-of-Marc-Jacobs-dimensioni-grandi-768x432.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-07_Courtesy-of-Marc-Jacobs-dimensioni-grandi.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;amicizia tra Coppola e Jacobs, sbocciata nei primi anni Novanta, agisce da trama invisibile e chiarisce perché lo stilista non venga mai ridotto all’icona pubblica che il mondo della moda ha imparato a riconoscere, ma emerga piuttosto come una figura irrequieta, attraversata da tensioni costanti: da un lato la capacità di costruire visioni coerenti e potenti, dall’altro una sensibilità esposta all’insicurezza del dettaglio e al dubbio che accompagna ogni decisione. È proprio in questa oscillazione che il documentario trova il suo baricentro, seguendo Jacobs mentre la collezione prende forma tra correzioni, intuizioni improvvise e ripensamenti continui.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-06_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-338798" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-06_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi-1024x576.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-06_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi-600x338.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-06_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi-768x432.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-06_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a questa dimensione più intima, il film allarga lo sguardo sull’impatto che il lavoro dello stilista ha avuto su scala globale nel sistema della moda, soffermandosi in particolare sulla lunga collaborazione con <strong>Louis Vuitton</strong>, attraverso cui ha ridefinito il rapporto tra moda e cultura visiva. Le collaborazioni con <strong>Stephen Sprouse</strong>, <strong>Takashi Murakami</strong>, <strong>Richard Prince</strong> e <strong>Yayoi Kusama</strong> vengono così lette come tappe di un percorso coerente, fondato sull’idea di scardinare i codici e i dogmi che tradizionalmente separavano questi linguaggi, mostrando le infinite possibilità di contaminazione tra i due. È proprio su questo concetto che il film insiste: la moda è un territorio poroso, continuamente influenzato e attraversato da discipline differenti e costantemente in dialogo con altri linguaggi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Louis-Vuitton-x-Richard-Prince-1-1200x797.webp-1024x680.avif" alt="" class="wp-image-338795" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Louis-Vuitton-x-Richard-Prince-1-1200x797.webp-1024x680.avif 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Louis-Vuitton-x-Richard-Prince-1-1200x797.webp-600x399.avif 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Louis-Vuitton-x-Richard-Prince-1-1200x797.webp-768x510.avif 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Louis-Vuitton-x-Richard-Prince-1-1200x797.webp.avif 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questa elemento di espansione del linguaggio della moda, parte integrante della ricerca di Jacobs, trova ulteriore espressione nella costruzione delle sfilate, che assumono spesso la forma di ambienti immersivi. I design dei set, sviluppati insieme a <strong>Jeremiah Goodman</strong>, <strong>Rachel Feinstein</strong> e <strong>Robert Therrien</strong>, inseriscono gli abiti in mondi autonomi, sospesi tra realtà e finzione, dove lo spazio diventa parte integrante della narrazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-05_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-338797" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-05_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi-1024x576.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-05_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi-600x338.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-05_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi-768x432.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/MARC-BY-SOFIA-05_Courtesy-of-A24-dimensioni-grandi.jpeg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Shadow Man&#8221;: in arrivo il film sull&#8217;impero di Larry Gagosian</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/05/22/shadow-man-in-arrivo-il-film-sullimpero-di-larry-gagosian/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 10:49:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Pop Corn]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Barry Avrich]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[Gagosian Gallery]]></category>
		<category><![CDATA[Larry Gagosian]]></category>
		<category><![CDATA[Shadow Man: Inside The Secret World of Larry Gagosian]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=333407</guid>

					<description><![CDATA[Il documentario, firmato Barry Avrich, indaga la figura di Gagosian ricostruendo dinamiche interne attraverso le voci di ex dipendenti e artisti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella scena dell’arte contemporanea globale, pochissime figure sono riuscite a incidere in modo così diretto e continuativo sulle dinamiche del mercato quanto <strong>Larry Gagosian</strong>. La sua parabola professionale, iniziata fuori dai circuiti istituzionali e consolidata nel tempo fino a diventare un sistema internazionale articolato, ha finito per ridefinire il ruolo stesso del gallerista, trasformandolo in un attore centrale delle logiche economiche e culturali del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questa figura, così centrale e al tempo stesso difficile da decifrare, a trovarsi ora al centro di un progetto cinematografico che si muove senza autorizzazione ufficiale e fuori dai consueti canali istituzionali. Il regista canadese <strong>Barry Avrich</strong> ha infatti confermato la realizzazione di <em>Shadow Man: Inside The Secret World of Larry Gagosian</em>, un documentario che sembra voler forzare l’accesso a uno degli ambienti più protetti e influenti dell’arte contemporanea. Il progetto sarebbe nato all’insaputa della galleria, generando così una reazione fatta più di sorpresa che di dichiarazioni ufficiali. Il progetto, rimasto inizialmente nell’ombra, sarebbe emerso senza che lo stesso entourage della galleria ne fosse informato, alimentando sorpresa e cautela negli ambienti vicini all’istituzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/230731_r42725.jpg-1024x768.webp" alt="" class="wp-image-333475" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/230731_r42725.jpg-1024x768.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/230731_r42725.jpg-600x450.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/230731_r42725.jpg-768x576.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/230731_r42725.jpg-1536x1152.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/230731_r42725.jpg.webp 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il film si costruisce attorno a una rete di testimonianze dirette: ex dipendenti, artisti e insider del mercato pronti a raccontare dinamiche interne raramente rese pubbliche. L’obiettivo non è soltanto quello di delineare la biografia di un mercante d’arte, ma di esplorare le strutture di potere, le strategie commerciali e le relazioni che regolano il funzionamento del segmento più alto del mercato, quello delle opere “blue chip”. Un&#8217;indagine ormai nota ad Avrich, che già nel 2017 con <em>Blurred Lines: Inside the Art World</em> aveva messo in scena il dialogo tra creatività e finanza, coinvolgendo figure come <strong>Marina Abramović</strong> e <strong>Damien Hirst</strong>. Tre anni dopo, con <em>Made You Look: A True Story About Fake Art</em>, aveva invece ricostruito il caso della frode legata alla galleria Knoedler &amp; Co., uno degli scandali più clamorosi del sistema artistico newyorkese. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="750" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG20240524024836777.jpg" alt="" class="wp-image-333476" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG20240524024836777.jpg 1000w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG20240524024836777-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/IMG20240524024836777-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con <em>Shadow Man</em>, il regista sembra ora spostare il fuoco narrativo verso il vertice della piramide: non più soltanto le anomalie del mercato, ma chi ne definisce le regole. Il ritratto di Gagosian che emerge dal dibattito critico internazionale è quello di un intermediario diventato egli stesso attore dominante del sistema che contribuisce a governare. Come ha osservato un celebre profilo pubblicato su The New Yorker, la sua ascesa lo ha portato a un punto in cui la distanza tra chi vende arte e chi incarna il potere economico si è quasi dissolta. È proprio questa trasformazione &#8211; da gallerista a magnate globale &#8211; a costituire il fulcro interpretativo del documentario.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/Larry-Gagosian-l-homme-fort-de-l-art-contemporain-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-333477" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/Larry-Gagosian-l-homme-fort-de-l-art-contemporain-1024x682.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/Larry-Gagosian-l-homme-fort-de-l-art-contemporain-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/Larry-Gagosian-l-homme-fort-de-l-art-contemporain-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/Larry-Gagosian-l-homme-fort-de-l-art-contemporain-1536x1023.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/Larry-Gagosian-l-homme-fort-de-l-art-contemporain.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Larry Gagosian photographed in his property in the East Hamptons<br><br>Lawrence Gilbert &#8220;Larry&#8221; Gagosian (born April 19, 1945) is an American art dealer who owns the Gagosian Gallery chain of art galleries. Working in concert with collectors including Douglas S. Cramer, Eli Broad, and Keith Barish, he developed a reputation for staging museum-quality exhibitions of contemporary art.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Attorno a questo asse si sviluppa una narrazione che promette di scavare nelle zone meno visibili del sistema: trattative riservate, rapporti di forza tra artisti e gallerie e logiche che regolano l’accesso al mercato. In un contesto in cui il valore culturale e quello finanziario risultano sempre più intrecciati, il film di Avrich si propone come una lente critica su un universo in cui la trasparenza è spesso l’eccezione, e la segretezza la norma.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/BN-NM900_0516CO_16H_20160412105256-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-333478" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/BN-NM900_0516CO_16H_20160412105256-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/BN-NM900_0516CO_16H_20160412105256-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/BN-NM900_0516CO_16H_20160412105256-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/BN-NM900_0516CO_16H_20160412105256.jpg 1274w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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