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	<title>Architettura &amp; Design - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Jul 2026 09:31:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Shavin House, firmata Frank Lloyd Wright, cerca un nuovo proprietario</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/08/la-shavin-house-firmata-frank-lloyd-wright-cerca-un-nuovo-proprietario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:30:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[asta]]></category>
		<category><![CDATA[Frank Lloyd Wright]]></category>
		<category><![CDATA[Shavin hiouse]]></category>
		<category><![CDATA[Sotheby's]]></category>
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		<category><![CDATA[Tennessee]]></category>
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					<description><![CDATA[In vendita da Sotheby's per 1,6 milioni di dollari, la residenza è un esempio di casa "usoniana", in cui natura, luce e spazio si fondono secondo la visione organica di Wright]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Arroccata sulla sommità di <strong>Missionary Ridge</strong>, con una vista che si apre sul fiume <strong>Tennessee</strong> e sul profilo del <strong>Lookout Mountain</strong>, la <em>Shavin House</em>, unica opera firmata da <strong>Frank Lloyd Wright</strong> nello Stato, rappresenta una delle testimonianze più preziose della sua filosofia architettonica. Rimasta per settant&#8217;anni nelle mani della stessa famiglia, la casa si apre ora a una nuova fase della sua storia: <strong>Alliance Sotheby’s International Realty</strong> l&#8217;ha infatti proposta sul mercato internazionale con una richiesta di 1,6 milioni di dollari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rendere ancora più speciale la struttura è la storia che ne ha accompagnato la nascita. Nel <strong>1948</strong> Seamour e Gerte Shavin cercavano un architetto capace di progettare una casa moderna, prendendo come riferimento l&#8217;abitazione realizzata per un loro familiare da un allievo di Wright. Non immaginavano che sarebbe stato lo stesso maestro a raccogliere la richiesta e a seguire personalmente il progetto fino alla sua conclusione quattro anni dopo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/6zyrxKTaEmemFRCoKmRKHK-1600-80.jpg-1-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-340503" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/6zyrxKTaEmemFRCoKmRKHK-1600-80.jpg-1-1024x683.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/6zyrxKTaEmemFRCoKmRKHK-1600-80.jpg-1-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/6zyrxKTaEmemFRCoKmRKHK-1600-80.jpg-1-768x512.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/6zyrxKTaEmemFRCoKmRKHK-1600-80.jpg-1-1536x1024.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/6zyrxKTaEmemFRCoKmRKHK-1600-80.jpg-1.webp 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La struttura racconta una fase fondamentale della ricerca progettuale di Wright, orientata a costruire un dialogo armonioso tra l&#8217;uomo, lo spazio domestico e il paesaggio circostante. È la filosofia che anima le celebri &#8220;case usoniane&#8221;, sviluppate tra la fine degli anni Trenta e gli anni Cinquanta come modello di residenza moderna, funzionale ed economicamente accessibile, pensata per integrarsi con la natura anziché imporsi su di essa. La struttura racchiude molti dei principi che definiscono questa visione. Distribuita interamente su un unico livello, presenta corridoi raccolti e rivestiti in legno accompagnano verso ambienti più ampi e inondati di luce, creando una sequenza di spazi che alterna intimità e apertura. La luce naturale diventa un attore principale nell&#8217;architettura: le finestre alte e strette, collocate sopra la linea dello sguardo, illuminano gli interni senza rinunciare alla privacy, rafforzando il legame visivo con il paesaggio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/w89NsS68siW383SNNZfDxJ-1600-80.jpg-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-340504" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/w89NsS68siW383SNNZfDxJ-1600-80.jpg-1024x683.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/w89NsS68siW383SNNZfDxJ-1600-80.jpg-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/w89NsS68siW383SNNZfDxJ-1600-80.jpg-768x512.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/w89NsS68siW383SNNZfDxJ-1600-80.jpg-1536x1024.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/w89NsS68siW383SNNZfDxJ-1600-80.jpg.webp 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Anche la scelta dei materiali riflette la concezione organica di <strong>Frank Lloyd Wright</strong>. Pur senza aver mai visitato il sito destinato alla costruzione, l&#8217;architetto selezionò elementi profondamente radicati nel contesto locale, come la <strong>crab orchard stone</strong>, una pietra naturale che richiama le stratificazioni della roccia e il <strong>cipresso della Louisiana</strong>. A definire l&#8217;identità della casa contribuiscono inoltre alcuni tratti distintivi del suo linguaggio progettuale: l&#8217;ingresso volutamente discreto, gli arredi fissi concepiti come parte integrante dell&#8217;architettura e il grande camino in pietra, fulcro della zona giorno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio la coerenza di questa visione progettuale ha contribuito a fare della <em>Shavin House</em> un punto di riferimento dell&#8217;architettura moderna americana. Nel <strong>1993</strong> la residenza è stata inserita nel <em>National Register of Historic Places</em> e, due anni più tardi, è diventata l&#8217;unica proprietà di <strong>Chattanooga</strong> a ottenere il riconoscimento di monumento storico locale. Oggi, con il suo debutto sul mercato internazionale, si apre una nuova fase nella storia di un&#8217;abitazione che continua a incarnare uno degli esempi più autentici della filosofia architettonica di Wright.</p>



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		<item>
		<title>Il Distretto del Contemporaneo arriva in Campidoglio. Vattani: «Roma è una città sul Mediterraneo»</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/26/il-distretto-del-contemporaneo-arriva-in-campidoglio-vattani-roma-e-una-citta-sul-mediterraneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 12:53:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[capitale]]></category>
		<category><![CDATA[distretto del contemporaneo]]></category>
		<category><![CDATA[flaminio]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[vattani]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Distretto del Contemporaneo propone una visione che supera l'immagine di Roma come città museo. A Roma il confronto sul futuro della Capitale a partire dal quadrante Flaminio e dal rapporto con il Tevere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo la Triennale di Milano, Venezia e Osaka, il <strong>Distretto del Contemporaneo</strong> è sbarcato anche in <strong>Campidoglio</strong>. Il progetto, ideato dal Comitato scientifico presieduto dall&#8217;ambasciatore <strong>Umberto Vattani</strong>, è nato per offrire una nuova chiave di lettura della Capitale a partire dal <strong>quadrante Flaminio</strong> attraverso il suo patrimonio architettonico contemporaneo e il rapporto con il Tevere. L&#8217;iniziativa, che punta a costruire una vera e propria narrazione, è stata al centro di <strong>Roma contemporanea</strong>, l&#8217;incontro promosso nell&#8217;ambito di <strong>Roma Terzo Millennio</strong>. L&#8217;appuntamento nella <strong>Sala della Protomoteca</strong> ha riunito amministratori, architetti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni italiane e internazionali per riflettere sul rapporto tra città, architettura e contemporaneità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprire i lavori è stato il sindaco <strong>Roberto Gualtieri</strong>, che ha ricordato come il percorso avviato negli ultimi anni abbia già prodotto risultati concreti. «Fino alla fine del mese è ancora visitabile la mostra <em>Roma Terzo Millennio</em>, che racconta una visione coerente della città», ha spiegato, sottolineando come il <strong>Distretto del Contemporaneo</strong> non rappresenti soltanto una delimitazione geografica, ma «un sistema urbano che va dall&#8217;area dell&#8217;ex caserma di via Guido Reni alla nuova piazza del MAXXI, fino alla futura Metro C», caratterizzato da una forte coerenza urbanistica e destinato a diventare «un motore culturale vivo».</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="339101" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-14.41.35-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-339101" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-14.41.35-1024x768.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-14.41.35-600x450.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-14.41.35-768x576.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-14.41.35-1536x1152.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-26-at-14.41.35.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">La riflessione si è poi spostata sul grande protagonista della giornata: il Tevere. Per Gualtieri il fiume costituisce la vera infrastruttura identitaria della Capitale, troppo a lungo marginalizzata. «Vogliamo restituire il Tevere alla vita urbana, riqualificarlo e farne il grande asse dello sviluppo della città», ha affermato, ricordando il tavolo operativo avviato sul modello parigino con l&#8217;obiettivo di rendere balneabile il fiume entro il 2032. Una strategia che guarda anche al mare: «Roma è una città di mare, con tredici chilometri di costa. È inconcepibile che il suo mare venga ancora percepito come una periferia».</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Distretto del Contemporaneo nasce dalla Farnesina</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La dimensione internazionale del progetto è stata evidenziata dall&#8217;ambasciatore <strong>Umberto Vattani</strong>, presidente del Comitato scientifico del <strong>Distretto del Contemporaneo</strong>, che ha sottolineato la presenza dell&#8217;IILA, degli ambasciatori del Giappone, della Repubblica Dominicana e di numerosi rappresentanti dei Paesi latinoamericani, a conferma dell&#8217;interesse che il tema della rigenerazione urbana suscita anche fuori dai confini nazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento Vattani ha ricostruito il percorso che ha portato alla nascita del Distretto, individuandone le radici nella Collezione Farnesina. «Si dice che siano i luoghi a trasformare le persone, ma è vero anche il contrario: sono le persone che possono trasformare i luoghi», ha osservato. Tutto ebbe inizio, ha ricordato, con l&#8217;arrivo del primo bronzo di Pietro Consagra nella sede del Ministero degli Affari Esteri, «il passaggio da un prima fatto di vuoti e silenzi a un dopo in cui l&#8217;arte ha progressivamente preso il sopravvento sull&#8217;architettura».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da quell&#8217;esperienza è nata una riflessione più ampia sul territorio. «Vogliamo contrastare la narrazione che consegna Roma soltanto al suo passato», ha spiegato Vattani, evocando il celebre dipinto di Giovanni Paolo Panini dedicato alla Roma antica e moderna e la visione mazziniana di una &#8220;Terza Roma&#8221;. «Noi abbiamo cercato di darle una forma. Quella forma è una cometa: nella sua testa nasce il Distretto del Contemporaneo.» Una metafora che sintetizza un sistema urbano capace di connettere il patrimonio architettonico del Novecento, il Tevere, l&#8217;EUR, Ostia e infine il Mediterraneo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La Senna come esempio per il Tevere</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il confronto con Parigi è stato affidato a <strong>Marion Waller</strong>, direttrice generale del Pavillon de l&#8217;Arsenal, che ha ricordato come il recupero della Senna abbia rappresentato prima di tutto un progetto sociale. «L&#8217;obiettivo è riportare i cittadini a vivere gli spazi urbani, favorendo l&#8217;incontro e la mescolanza», ha spiegato, indicando nel rapporto quotidiano tra abitanti e fiume uno degli elementi centrali della trasformazione della capitale francese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo sguardo storico è stato invece affidato a <strong>Claudio Parisi Presicce</strong>, sovrintendente capitolino ai Beni culturali, che ha invitato a leggere il Distretto come un territorio dove si concentrano secoli di stratificazioni culturali. Dallo scontro con Veio alla battaglia di Ponte Milvio tra Massenzio e Costantino, quest&#8217;area conserva alcuni dei momenti fondativi della storia romana. «Siamo abituati a considerare i monumenti come isole separate», ha osservato. «Esistono una città di sopra e una città di sotto che oggi devono tornare a dialogare.» L&#8217;obiettivo non è soltanto ricucire un tessuto urbano frammentato, ma reintegrare il patrimonio storico nella vita sociale contemporanea.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="339102" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/10-008_008_Rid-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-339102" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/10-008_008_Rid-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/10-008_008_Rid-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/10-008_008_Rid-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/10-008_008_Rid.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo Maurizio Alecci</figcaption></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Veloccia: «Il Flaminio tiene insieme contemporaneità e residenzialità»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A completare il quadro sono intervenuti anche l&#8217;architetto <strong>Franco Purini</strong> e <strong>Rosalia Vittorini</strong>, membri del Comitato scientifico del Distretto del Contemporaneo, che hanno approfondito il valore urbano e architettonico di questo quadrante della città. I loro interventi hanno restituito l&#8217;immagine di un sistema in cui convivono grandi architetture del Novecento, istituzioni culturali, spazi verdi e testimonianze storiche, delineando un&#8217;area che non rappresenta soltanto una concentrazione di opere contemporanee, ma una nuova chiave di lettura della trasformazione di Roma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A chiudere l&#8217;incontro è stato l&#8217;assessore all&#8217;Urbanistica <strong>Maurizio Veloccia</strong>, che ha richiamato la pluralità delle identità urbane della Capitale. «Roma è fatta di tante Rome», ha affermato, sottolineando come il quadrante del Distretto riesca a tenere insieme residenzialità e sviluppo contemporaneo, evitando che la città monumentale perda il rapporto con la vita quotidiana dei suoi abitanti. Anche Veloccia è tornato sul tema del Tevere e del mare. «I fiumi sono il luogo in cui nascono le città e devono tornare a essere i loro assi portanti», ha dichiarato. Da qui l&#8217;attenzione verso Ostia, «uno dei grandi luoghi su cui investire». «Oggi non celebriamo il funerale di Ostia, ma la sua rinascita», ha concluso, ribadendo come Roma debba finalmente riconoscersi per quello che, come ha ricordato anche Vattani, è sempre stata: una città affacciata sul Mediterraneo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Londra nasce Hypha Gallery South Bank, hub temporaneo per 600 artisti</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/23/a-londra-nasce-hypha-gallery-south-bank-hub-temporaneo-per-600-artisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 10:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[galleria]]></category>
		<category><![CDATA[Hypha Gallery Southbank]]></category>
		<category><![CDATA[hypha studios]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
		<category><![CDATA[Will Jennings]]></category>
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					<description><![CDATA[Hypha Gallery South Bank trasforma un ex ufficio in un hub creativo, completo di gallerie, atelier per artisti e showroom commerciale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel cuore di <strong>Londra</strong>, a pochi passi dalla <strong>Tate Modern</strong>, prenderà forma un nuovo spazio temporaneo interamente dedicato all’arte contemporanea, destinato a inserirsi nel tessuto già denso e in continua trasformazione della South Bank. L’iniziativa porta la firma di <strong>Hypha Studios</strong>, charity che da anni lavora sul recupero di edifici dismessi, restituendo loro una funzione viva attraverso atelier, mostre e progetti culturali diffusi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 giugno verrà così inaugurata la <strong>Hypha Gallery South Bank</strong>, situata in un ex edificio direzionale su Southwark Bridge Road e oggi ripensata come dispositivo culturale aperto. Al suo interno troveranno posto tre gallerie, uno spazio per progetti speciali, una serie di atelier per artisti e un’area showroom dedicata alla dimensione commerciale del progetto, sviluppata attraverso <strong>Hypha Curates</strong>. Il nuovo centro nasce da una collaborazione con lo sviluppatore <strong>HUB</strong> e con<strong> Bridge Fund Management</strong> e si configura fin da subito come un organismo flessibile, pensato per accogliere nel corso di un anno circa 600 artisti. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="827" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-13.56.09-1-1024x827.jpeg" alt="" class="wp-image-338505" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-13.56.09-1-1024x827.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-13.56.09-1-600x485.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-13.56.09-1-768x620.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-13.56.09-1-1536x1240.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-13.56.09-1.jpeg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo è creare un ambiente in cui produzione, esposizione e confronto possano intrecciarsi in modo continuo, favorendo l’incontro tra pratiche diverse e nuovi pubblici. A sottolineare questa dimensione in divenire è <strong>Will Jennings</strong>, direttore generale ad interim di Hypha Studios, che evidenzia come esista la possibilità di un prolungamento del progetto oltre il periodo inizialmente previsto, anche se legato a variabili esterne ancora imprevedibili. In questa logica, la temporaneità non rappresenta un limite ma una componente strutturale dell’identità stessa degli spazi, pensati per mutare e dissolversi nel tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-77-1024x538.jpg" alt="" class="wp-image-338506" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-77-1024x538.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-77-600x315.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-77-768x403.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-77.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per il primo anno, gli studi saranno assegnati a <strong>17 artisti </strong>del collettivo emergente <em>Lobby</em>, selezionati attraverso una open call pubblica. Accanto alla pratica individuale negli atelier, il gruppo sarà coinvolto attivamente nella costruzione del programma pubblico della sede, contribuendo a performance, incontri e iniziative condivise. Tra le prime esposizioni previste negli spazi al piano terra figurano una mostra di scultura intitolata <em>Bridging the Gap</em>, un insieme di lavori site-specific e un’installazione sonora immersiva che dialoga con l’architettura dell’edificio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="569" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-Studios-Stratford-East-Village-former-Sainsburys-2-e1780997129534-1280x711-1-1024x569.jpg" alt="" class="wp-image-338509" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-Studios-Stratford-East-Village-former-Sainsburys-2-e1780997129534-1280x711-1-1024x569.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-Studios-Stratford-East-Village-former-Sainsburys-2-e1780997129534-1280x711-1-600x333.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-Studios-Stratford-East-Village-former-Sainsburys-2-e1780997129534-1280x711-1-768x427.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Hypha-Studios-Stratford-East-Village-former-Sainsburys-2-e1780997129534-1280x711-1.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento architettonico si ispira a uno dei riferimenti più noti dell’arte contemporanea parigina, il <strong>Palais de Tokyo</strong>, assunto come modello per un approccio essenziale e non finito allo spazio espositivo. L’ex edificio è stato così trasformato in circa 800 metri quadrati di gallerie e oltre 400 metri quadrati di studi, attraverso un linguaggio materico ridotto all’essenziale: superfici grezze lasciate a vista, nuovi pavimenti in cemento e partizioni inserite per costruire una struttura aperta e modulabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2021, Hypha Studios ha già riconvertito circa 70 edifici vuoti nel Regno Unito, trasformandoli in spazi gratuiti per la produzione e la mostra d’arte, sostenendo oltre 3.000 artisti. In questo percorso, la Hypha Gallery South Bank si configura oggi come il progetto più esteso e ambizioso mai realizzato dalla charity.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/beb1a3cc9a4256d3613b4a741f0418b60746cbfc-1800x1350.jpg-1024x768.avif" alt="" class="wp-image-338510" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/beb1a3cc9a4256d3613b4a741f0418b60746cbfc-1800x1350.jpg-1024x768.avif 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/beb1a3cc9a4256d3613b4a741f0418b60746cbfc-1800x1350.jpg-600x450.avif 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/beb1a3cc9a4256d3613b4a741f0418b60746cbfc-1800x1350.jpg-768x576.avif 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/beb1a3cc9a4256d3613b4a741f0418b60746cbfc-1800x1350.jpg.avif 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>DATALAND, il nuovo museo di Refik Anadol ed Efsun Erkılıç dedicato all&#8217;IA</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/22/dataland-il-nuovo-museo-di-refik-anadol-ed-efsun-erkilic-dedicato-allia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:33:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[A Los Angeles apre DATALAND, il museo in cui l’intelligenza artificiale e i dati generano esperienze in continuo mutamento]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A Los Angeles ha aperto<strong> DATALAND</strong>, il nuovo museo dedicato alle arti dell’intelligenza artificiale fondato da <strong>Refik Anadol ed Efsun Erkılıç</strong>. Ospitato negli spazi del Grand LA progettato da Frank Gehry, il progetto si presenta come un’istituzione atipica: non una semplice sede espositiva, ma un ambiente in cui le opere non sono mai definitive e si trasformano continuamente attraverso dati, sistemi computazionali e interazione umana. L’inaugurazione segna l’avvio di una tipologia museale che gli ideatori definiscono “omni-sensoriale”, in cui la fruizione non è basata solo sulla visione ma su una partecipazione fisica e percettiva del visitatore. Il museo si struttura infatti come un ecosistema in cui architettura, informazione digitale e presenza umana contribuiscono a generare l’esperienza estetica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Dataland - Living Museum - Press Preview" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/1n_cs9HnYV8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra inaugurale, <em>Machine Dreams: Rainforest</em>, introduce questa logica attraverso ambienti immersivi alimentati da modelli di intelligenza artificiale addestrati su grandi quantità di dati ecologici. Le installazioni non rappresentano la natura in modo tradizionale, ma ne elaborano una traduzione dinamica, costruita in tempo reale a partire da flussi informativi e variabili ambientali. Una componente centrale del progetto è l’interazione con il pubblico. Ai visitatori vengono assegnati dispositivi indossabili che registrano parametri fisiologici come frequenza cardiaca, temperatura corporea e risposta cutanea. Questi dati, insieme alle condizioni ambientali, influenzano la configurazione delle opere, modificandone continuamente forma, ritmo e intensità percettiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al sistema di rilevazione biometrica, un ulteriore dispositivo introduce una dimensione olfattiva personalizzata, costruendo per ogni visitatore un percorso sensoriale specifico. L’esperienza museale si sviluppa così come una relazione bidirezionale: non è solo il pubblico a interpretare l’opera, ma è l’opera stessa a reagire alla presenza di chi la attraversa. L’idea alla base di DATALAND è quella di superare la tradizionale separazione tra osservatore e oggetto artistico. Il museo diventa un laboratorio in cui l’arte si comporta come un sistema aperto, capace di apprendere e trasformarsi, mettendo in discussione la stabilità dell’opera e la sua autonomia rispetto al contesto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo scenario, la tecnologia non è solo strumento, ma infrastruttura narrativa e percettiva. Il risultato è un ambiente in cui la nozione stessa di “opera” si sposta verso qualcosa di fluido, continuamente ridefinito dall’incontro tra dati, macchina e corpo umano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Villa Medici dà nuova vita ai padiglioni dei borsisti</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/22/villa-medici-da-nuova-vita-ai-padiglioni-dei-borsisti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:07:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove firme per il ripensamento degli alloggi dei borsisti nei giardini storici dell’Accademia di Francia a Roma]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’Accademia di Francia a Roma ha annunciato gli esiti del concorso per il riallestimento di sei dei nove padiglioni destinati ai borsisti di Villa Medici. Le residenze, immerse nei giardini storici della Villa e concepite nel 1956 da Jacques Carlu, saranno ripensate da due team di progettazione affiancati da un intervento unitario sul disegno degli arredi. Lo studio parigino <strong>Septembre</strong> (Sami Aloulou, Mémia Belkaïd e Lina Lagerström) interverrà su tre padiglioni con un progetto che lavora sulla reversibilità degli spazi e su dispositivi architettonici leggeri, pensati per adattarsi alle diverse modalità di vita e lavoro dei borsisti. L’approccio mette in relazione il carattere domestico degli alloggi con la stratificazione storica e paesaggistica del sito.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="488" height="325" data-id="338340" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Image-generale.jpg" alt="" class="wp-image-338340"/></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="684" data-id="338341" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Pavillon-B-3-1024x684.jpg" alt="" class="wp-image-338341" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Pavillon-B-3-1024x684.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Pavillon-B-3-600x401.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Pavillon-B-3-768x513.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Pavillon-B-3.jpg 1471w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Gli altri tre padiglioni saranno affidati a <strong>UHO Architects</strong> (Max Turnheim e Max Utech) insieme a <strong>2A+P/A Associates</strong> (Gianfranco Bombaci e Matteo Costanzo). Il progetto si concentra sulla riorganizzazione funzionale degli interni, con particolare attenzione all’accessibilità, al miglioramento della luce naturale e all’efficienza degli spazi, attraverso un impianto più compatto e razionale. Elemento di raccordo tra i diversi interventi sarà la nuova linea di arredi progettata da <strong>Robert Stadler</strong>, pensata come sistema flessibile e condiviso. I mobili accompagneranno la vita quotidiana dei residenti, rispondendo alla duplice dimensione dei padiglioni: luoghi di lavoro e allo stesso tempo spazi di abitazione, spesso condivisi da artisti e ricercatori in residenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma riguarda alcuni degli spazi più significativi della residenza di Villa Medici, costruiti nel dopoguerra e collocati nella cosiddetta area della “braccheria”, storicamente legata alle attività agricole della Villa. Oggi questi edifici vengono progressivamente aggiornati per rispondere alle esigenze contemporanee della ricerca artistica, mantenendo però la loro autonomia e il rapporto diretto con il giardino. I nuovi allestimenti saranno presentati a partire dal 2027. Nel frattempo l’Accademia prosegue il percorso di selezione per il completamento del progetto, con un ulteriore bando destinato al riallestimento degli ultimi tre padiglioni rimasti esclusi da questa fase.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MAXXI, inaugura la nuova piazza verde firmata Bas Smets</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/17/maxxi-al-via-i-lavori-per-la-nuova-piazza-verde-firmata-bas-smets/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 11:31:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Piazza Alighiero Boetti si trasforma: meno cemento e più natura per il primo passo concreto del progetto Grande MAXXI]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h4 class="wp-block-heading has-background" style="background-color:#fbf28b">Inaugurazione Piazza Alighiero Boetti di Bas Smets<br>Opening: 18 gugno ore 18:00<br>MAXXI<br></h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il 18 giugno inaugura a Roma la nuova piazza del <strong>MAXXI</strong>, segnando l’inizio concreto di uno degli interventi più attesi nel panorama della rigenerazione urbana contemporanea della capitale. La trasformazione riguarda <strong>piazza Alighiero Boetti</strong>, lo spazio antistante il museo progettato da <strong>Zaha Hadid</strong>, completamente ripensato secondo il progetto del paesaggista belga<strong> Bas Smets</strong>, vincitore del concorso internazionale promosso dalla<strong> Fondazione MAXXI</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="684" data-id="327070" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-maxxi-22.jpg.foto_.rmedium.jpeg" alt="" class="wp-image-327070" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-maxxi-22.jpg.foto_.rmedium.jpeg 960w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-maxxi-22.jpg.foto_.rmedium-600x428.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-maxxi-22.jpg.foto_.rmedium-768x547.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="642" data-id="327071" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-flaminio-15.jpeg.foto_.rmedium.jpeg" alt="" class="wp-image-327071" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-flaminio-15.jpeg.foto_.rmedium.jpeg 960w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-flaminio-15.jpeg.foto_.rmedium-600x401.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-flaminio-15.jpeg.foto_.rmedium-768x514.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il quartiere Flaminio a Roma</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento si inserisce all’interno del più ampio disegno del <strong>Grande MAXXI</strong>, un masterplan che punta a rafforzare il ruolo del museo come polo culturale e ambientale, ampliandone le funzioni e migliorando la qualità degli spazi aperti. In questo contesto, la nuova piazza rappresenta il primo tassello visibile di una trasformazione che coinvolgerà progressivamente l’intero comparto, includendo il futuro MAXXI Hub e nuove aree verdi. Il progetto di <strong>Smets</strong> si distingue per un approccio radicale alla gestione del suolo e del clima urbano. L’attuale distesa minerale, caratterizzata da superfici impermeabili e scarsa ombreggiatura, sarà sostituita da un sistema paesaggistico in grado di assorbire acqua, ridurre l’effetto isola di calore e migliorare il comfort ambientale. Alberature selezionate, superfici drenanti e una nuova topografia leggera contribuiranno a creare un ambiente più vivibile, in cui la dimensione naturale dialoga con l’architettura iconica del museo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="649" data-id="327067" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_Green_render_LAN-Architecture-1068x677-2-1024x649.jpg" alt="" class="wp-image-327067" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_Green_render_LAN-Architecture-1068x677-2-1024x649.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_Green_render_LAN-Architecture-1068x677-2-600x380.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_Green_render_LAN-Architecture-1068x677-2-768x487.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_Green_render_LAN-Architecture-1068x677-2.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Grande MAXXI, Green render LAN Architecture</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="327068" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_MargheritaGuccione_BasSmets_LorenzoRibichini-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-327068" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_MargheritaGuccione_BasSmets_LorenzoRibichini-1024x683.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_MargheritaGuccione_BasSmets_LorenzoRibichini-600x400.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_MargheritaGuccione_BasSmets_LorenzoRibichini-768x512.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_MargheritaGuccione_BasSmets_LorenzoRibichini-1536x1024.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/GrandeMAXXI_MargheritaGuccione_BasSmets_LorenzoRibichini.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Grande MAXXI, Margherita Guccione, BasSmets, ph. Lorenzo Ribichini</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del progetto c’è l’idea di una piazza come “infrastruttura climatica”, capace non solo di accogliere eventi e flussi di visitatori, ma anche di rispondere alle sfide ambientali contemporanee. L’introduzione di nuove specie vegetali e di dispositivi per la gestione sostenibile delle acque piovane trasformerà lo spazio in un ecosistema urbano, aumentando la biodiversità e offrendo nuove modalità di fruizione quotidiana. La riqualificazione non si limita a un intervento estetico, ma ridefinisce il rapporto tra il <strong>MAXXI </strong>e il quartiere <strong>Flaminio</strong>, restituendo alla città uno spazio pubblico più inclusivo e accessibile. La piazza diventerà così un luogo di sosta, incontro e attraversamento, capace di attivare relazioni tra il museo e il contesto urbano circostante.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="678" data-id="327073" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-maxxi-nuovo-1.png.foto_.rmedium.jpg" alt="" class="wp-image-327073" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-maxxi-nuovo-1.png.foto_.rmedium.jpg 960w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-maxxi-nuovo-1.png.foto_.rmedium-600x424.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/domus-maxxi-nuovo-1.png.foto_.rmedium-768x542.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il progetto della nuova piazza verde ©Bureau Bas Smets</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto complessivo del <strong>Grande MAXXI</strong> si svilupperà su un orizzonte temporale più ampio, con ulteriori interventi previsti fino al <strong>2027</strong>. Con l’apertura del cantiere, il <strong>MAXXI</strong> inaugura dunque una nuova stagione in cui architettura, paesaggio e sostenibilità si intrecciano, proponendo un modello di spazio pubblico capace di rispondere alle esigenze climatiche e sociali della città contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">info: <a href="https://www.maxxi.art/events/la-nuova-piazza-verde-del-maxxi/" type="link" id="https://www.maxxi.art/events/la-nuova-piazza-verde-del-maxxi/">MAXXI</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Chicago apre l&#8217;Obama Presidential Center, la biblioteca che trasforma la memoria in spazio pubblico</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/09/a-chicago-apre-lobama-presidential-center-la-biblioteca-che-trasforma-la-memoria-in-spazio-pubblico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 13:08:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[Chicago]]></category>
		<category><![CDATA[Michelle Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Obama Presidential Center]]></category>
		<category><![CDATA[South Side]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=336209</guid>

					<description><![CDATA[Situato nel South Side di Chicago, il progetto si allontana dalla tradizionale biblioteca presidenziale, reinterpretandola come spazio civico aperto alla comunità]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La tradizione &#8211; iniziata da <strong>Roosevelt</strong> nel <strong>1938</strong> &#8211; di costruire una biblioteca al termine del proprio mandato come Presidente degli Stati Uniti continua ancora oggi, trasformandosi da semplice archivio della memoria politica a spazio complesso, in cui storia, identità e vita pubblica tendono a intrecciarsi. È in questa evoluzione che si inserisce <strong>Barack Obama</strong> con la realizzazione dell’<strong>Obama Presidential Center</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come già suggerisce il nome, la struttura &#8211; che aprirà al pubblico il <strong>19 giugno</strong> nel South Side di <strong>Chicago</strong> &#8211; si allontana dall&#8217;accezione tradizionale di &#8220;biblioteca&#8221;, presentandosi più come un campus articolato e diffuso. Il progetto si basa sull&#8217;idea di un luogo aperto, che trasforma la memoria in esperienza viva. Così, oltre a custodire materiali ufficiali, oggetti personali e dossier governativi, l&#8217;Obama Presidential Center accoglie persone, attività, incontri e forme diverse di partecipazione. La scelta del luogo incrementa il valore collettivo del progetto: il centro infatti si trova nel South Side di Chicago, quartiere profondamente intrecciato con la biografia dell&#8217;ex Presidente.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/domus-testo-1.jpg.foto_.rmedium.jpg.avif" alt="" class="wp-image-336241" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/domus-testo-1.jpg.foto_.rmedium.jpg.avif 960w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/domus-testo-1.jpg.foto_.rmedium.jpg-600x450.avif 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/domus-testo-1.jpg.foto_.rmedium.jpg-768x576.avif 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È nel South Side infatti che Obama ha mosso i primi passi della sua carriera politica ed è lo stesso quartiere dov&#8217;è nata e cresciuta sua moglie. La costruzione del centro in questo contesto assume così il valore di un ritorno, quasi di una restituzione simbolica a un territorio che ha avuto un ruolo decisivo nella loro storia. Per questo il centro appare come una costellazione di spazi differenti, in cui un museo e le sue sale espositive si affiancano ad auditorium, ad aree per eventi, laboratori, strutture sportive e giardini, in una continua alternanza tra ambienti chiusi e aperti, tra luoghi del racconto e luoghi della vita quotidiana. L’intenzione non è quella di separare la memoria dalla realtà presente, ma di farle convivere, di renderle permeabili l’una all’altra. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/108316723-1780581111395-gettyimages-2278666018-obamacenter-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-336242" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/108316723-1780581111395-gettyimages-2278666018-obamacenter-1024x683.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/108316723-1780581111395-gettyimages-2278666018-obamacenter-600x400.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/108316723-1780581111395-gettyimages-2278666018-obamacenter-768x512.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/108316723-1780581111395-gettyimages-2278666018-obamacenter-1536x1024.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/108316723-1780581111395-gettyimages-2278666018-obamacenter.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A dare forma a questa visione è stato lo studio newyorkese <strong>Tod Williams Billie Tsien Architects</strong>, che ha immaginato il centro non come un edificio unitario e monumentale, ma come un insieme di architetture distinte, distribuite all’interno di un ampio paesaggio verde e collegate tra loro da un sistema continuo di percorsi e spazi aperti. Più che concentrarsi sulla costruzione di un unico volume iconico, i progettisti hanno scelto di articolare il programma in una serie di corpi autonomi, tutti radicati nello stesso piano pubblico, trasformando il campus in un luogo da attraversare e scoprire progressivamente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso, l<strong>&#8216;Obama Presidential Center</strong> segna un passaggio significativo nell&#8217;evoluzione di questa tipologia architettonica. Più che un monumento dedicato a una presidenza, appare come un&#8217;infrastruttura civica pensata per il futuro, un luogo in cui il racconto di un&#8217;esperienza politica diventa il punto di partenza per costruire nuove relazioni con la città e con la comunità. Se le biblioteche presidenziali sono nate per custodire il passato, il progetto di Chicago sembra voler dimostrare che la memoria può essere anche uno strumento per immaginare ciò che verrà.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="819" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/williams-tsien-obama-presidential-center-chicago_dezeen_2364_col_7-1024x819.jpg" alt="" class="wp-image-336244" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/williams-tsien-obama-presidential-center-chicago_dezeen_2364_col_7-1024x819.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/williams-tsien-obama-presidential-center-chicago_dezeen_2364_col_7-600x480.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/williams-tsien-obama-presidential-center-chicago_dezeen_2364_col_7-768x614.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/williams-tsien-obama-presidential-center-chicago_dezeen_2364_col_7-1536x1229.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/williams-tsien-obama-presidential-center-chicago_dezeen_2364_col_7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Barcellona è la capitale dell&#8217;architettura nel centenario della morte di Gaudí</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/05/barcellona-e-la-capitale-dellarchitettura-nel-centenario-della-morte-di-gaudi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 10:33:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[capitale dell'architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Gaudì]]></category>
		<category><![CDATA[laboratori]]></category>
		<category><![CDATA[rambla]]></category>
		<category><![CDATA[Sagrada familia]]></category>
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					<description><![CDATA[Il programma prevede oltre 1.500 appuntamenti dedicati alla sostenibilità, alla progettazione urbana e al futuro delle città]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Barcellona si prepara a vivere uno degli appuntamenti culturali e urbanistici più importanti della sua storia recente. La città catalana è stata designata <strong>Capitale Mondiale dell’Architettura Unesco-Uia 2026</strong>, un riconoscimento che la trasformerà per mesi in un laboratorio internazionale dedicato al futuro delle città, alla qualità dello spazio pubblico e alle sfide della sostenibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;evento assume un significato ancora più speciale perché coincide con il centenario della morte di <strong>Antoni Gaudí</strong>, figura simbolo dell’architettura catalana e autore di alcune delle opere più celebri al mondo. Le celebrazioni culmineranno con il completamento delle torri centrali della <strong>Sagrada Familia</strong> e con l’inaugurazione della Torre di Gesù, uno degli interventi più attesi nel lungo percorso costruttivo della basilica.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="335813" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcelona-vunav-1024x682.webp" alt="" class="wp-image-335813" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcelona-vunav-1024x682.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcelona-vunav-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcelona-vunav-768x512.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcelona-vunav.webp 1217w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Dal 28 giugno al 2 luglio, Barcellona ospiterà il congresso internazionale dell’Unione Internazionale degli Architetti, che porterà in città circa 10.000 professionisti e oltre 250 relatori provenienti da numerosi Paesi. Gli incontri si svolgeranno in diverse sedi distribuite sul territorio urbano, coinvolgendo spazi iconici e strutture civiche rappresentative della trasformazione della metropoli catalana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il programma prevede più di 1.500 iniziative tra conferenze, mostre, installazioni, visite guidate e attività aperte al pubblico. L’obiettivo è diffondere gli eventi nei dieci distretti cittadini, favorendo una partecipazione capillare e valorizzando il patrimonio architettonico e culturale dei quartieri oltre i tradizionali percorsi turistici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’edizione 2026 offrirà inoltre l’occasione per mostrare alcuni dei principali interventi urbanistici in corso. Tra questi figurano il rinnovamento delle Ramblas, la riqualificazione di aree strategiche della città e l’espansione di importanti istituzioni culturali, come il Museu Nacional d’Art de Catalunya e il Museu d’Art Contemporani de Barcelona. Accanto a questi progetti si affiancano nuove iniziative museali dedicate sia all’arte tradizionale sia alle tecnologie digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione sarà riservata alla storica Rambla, uno degli assi urbani più conosciuti della città. Il vasto progetto di recupero punta a restituire centralità agli spazi pubblici e a valorizzare edifici storici, tra cui il Teatre Principal, considerato il più antico teatro di Barcellona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le novità più significative figura anche la nascita della <strong>Casa dell’Architettura</strong>, che ospiterà un grande modello urbano dedicato al Piano Barcellona 2026-2035. La riproduzione, realizzata attraverso centinaia di elementi modulari assemblati come un gigantesco puzzle, offrirà una rappresentazione dettagliata dell’area metropolitana e delle sue prospettive di sviluppo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" data-id="335812" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcellona-capitale-architettura-2026.01-1024x538.webp" alt="" class="wp-image-335812" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcellona-capitale-architettura-2026.01-1024x538.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcellona-capitale-architettura-2026.01-600x315.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcellona-capitale-architettura-2026.01-768x403.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcellona-capitale-architettura-2026.01-1536x806.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/barcellona-capitale-architettura-2026.01.webp 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<item>
		<title>Prairie Ark e Nomads’ Beacon Tower: due architetture aliene nella prateria mongola</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/05/prairie-ark-e-nomads-beacon-tower-due-architetture-aliene-nella-prateria-mongola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 09:06:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Buzz - Büro Ziyu Zhuang]]></category>
		<category><![CDATA[mongolia]]></category>
		<category><![CDATA[Nomad Beacon tower]]></category>
		<category><![CDATA[Prairie's ark]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto, firmato Buzz - Büro Ziyu Zhuang, si distingue per il suo aspetto "alieno", pensato per interagire attivamente con il paesaggio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In <strong>Mongolia</strong>, più precisamente sulle rive del <strong>lago Laoli</strong>, che bagnano la vasta prateria di <strong>Ulanqab</strong>, lo studio cinese <strong>Buzz &#8211; Büro Ziyu Zhuang</strong> ha realizzato un intervento che si distingue per il suo carattere insolito. Lontano dalle convenzionali strategie di mimetizzazione e dai richiami dell&#8217;architettura locale, il progetto propone una riflessione sul rapporto tra costruzione, natura e trasformazione nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il complesso è composto da due architetture radicalmente opposte, che emergono nel paesaggio come presenze enigmatiche. La prima, <strong>Prairie Ark</strong>, è una struttura destinata a ospitare esposizioni, incontri, performance e momenti collettivi. Adagiata nel terreno, appare come una grande massa orizzontale che affiora dalla terra con l’ambiguità di un relitto antico: un’astronave silenziosa che sembra essere rimasta lì da sempre oppure pronta, da un momento all’altro, a sollevarsi e scomparire all’orizzonte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Buro-Ziyu-Zhuangs-Prairie-Ark_hube_012.jpg-1024x575.webp" alt="" class="wp-image-335784" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Buro-Ziyu-Zhuangs-Prairie-Ark_hube_012.jpg-1024x575.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Buro-Ziyu-Zhuangs-Prairie-Ark_hube_012.jpg-600x337.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Buro-Ziyu-Zhuangs-Prairie-Ark_hube_012.jpg-768x432.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Buro-Ziyu-Zhuangs-Prairie-Ark_hube_012.jpg-1536x863.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/Buro-Ziyu-Zhuangs-Prairie-Ark_hube_012.jpg.webp 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La copertura inclinata prolunga idealmente il terreno e diventa un percorso da attraversare. Salendo lungo i diversi terrazzamenti, i visitatori possono osservare la prateria da punti di vista diversi, instaurando un rapporto diretto con l’ambiente circostante. Gli accessi, distribuiti tra il livello interrato, il piano terra e la copertura, eliminano una chiara distinzione tra interno ed esterno, rendendo più fluido il passaggio tra architettura e paesaggio. All’interno, lo spazio si sviluppa come un grande ambiente aperto e flessibile. Una serie di lucernari distribuiti sulla sommità lascia entrare la luce naturale, che durante la giornata modifica continuamente l’atmosfera degli ambienti attraverso giochi di ombre e variazioni luminose.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="730" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/prairie-ark-and-nomads-beacon-tower-by-buzz-ulanqab-china-v0-5wxe4kksvx2h1.jpg.webp" alt="" class="wp-image-335785" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/prairie-ark-and-nomads-beacon-tower-by-buzz-ulanqab-china-v0-5wxe4kksvx2h1.jpg.webp 960w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/prairie-ark-and-nomads-beacon-tower-by-buzz-ulanqab-china-v0-5wxe4kksvx2h1.jpg-600x456.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/prairie-ark-and-nomads-beacon-tower-by-buzz-ulanqab-china-v0-5wxe4kksvx2h1.jpg-768x584.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A poca distanza si trova la <strong>Nomads’ Beacon Tower</strong>, che rappresenta il contrappunto verticale del progetto. Se Prairie Ark si estende orizzontalmente e sembra radicarsi nel terreno, la torre si sviluppa verso l’alto come un punto di riferimento visibile da lontano. Situata su una piccola isola lungo la sponda orientale del lago, cambia funzione e percezione a seconda delle stagioni. Durante il periodo secco, un percorso pedonale collega la torre a un teatro all’aperto e a uno spazio di incontro organizzato attorno al nucleo centrale della struttura. Una scala conduce poi fino alla sommità, da cui si apre una vista panoramica sulla steppa. Nei mesi estivi, quando il livello dell’acqua si alza e il sentiero viene sommerso, la torre diventa invece raggiungibile soltanto in barca, assumendo il carattere di un luogo più isolato e contemplativo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="767" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/buro-ziyu-zhuang-prairie-ark-nomads-beacon-tower-china_dezeen_2364_col_7-1024x767.jpg" alt="" class="wp-image-335786" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/buro-ziyu-zhuang-prairie-ark-nomads-beacon-tower-china_dezeen_2364_col_7-1024x767.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/buro-ziyu-zhuang-prairie-ark-nomads-beacon-tower-china_dezeen_2364_col_7-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/buro-ziyu-zhuang-prairie-ark-nomads-beacon-tower-china_dezeen_2364_col_7-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/buro-ziyu-zhuang-prairie-ark-nomads-beacon-tower-china_dezeen_2364_col_7-1536x1151.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/buro-ziyu-zhuang-prairie-ark-nomads-beacon-tower-china_dezeen_2364_col_7.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Più che oggetti conclusi, le due architetture sembrano concepite per evolvere insieme al paesaggio che le ospita. I loro usi rimangono volutamente aperti, mentre il passare del tempo e l’azione degli agenti atmosferici contribuiranno a modificarne l’aspetto. In questo modo il progetto non si impone sul territorio, ma accetta di essere parte di un processo continuo di trasformazione, lasciando che siano anche il contesto e il tempo a completarne il significato.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="719" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/prairie-ark-and-nomads-beacon-tower-by-buzz-ulanqab-china-v0-ef2uwjksvx2h1.jpg.webp" alt="" class="wp-image-335787" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/prairie-ark-and-nomads-beacon-tower-by-buzz-ulanqab-china-v0-ef2uwjksvx2h1.jpg.webp 960w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/prairie-ark-and-nomads-beacon-tower-by-buzz-ulanqab-china-v0-ef2uwjksvx2h1.jpg-600x449.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/prairie-ark-and-nomads-beacon-tower-by-buzz-ulanqab-china-v0-ef2uwjksvx2h1.jpg-768x575.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>NYX Hotel Rome completa l’apertura: ospitalità, arte contemporanea e rigenerazione urbana nel cuore di Prati</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/03/nyx-hotel-rome-completa-lapertura-ospitalita-arte-contemporanea-e-rigenerazione-urbana-nel-cuore-di-prati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 11:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo lifestyle hotel di Leonardo Hotels inaugura tutti i suoi servizi e si presenta come un progetto che intreccia design, sostenibilità e ricerca artistica]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l’apertura completa di tutti i suoi servizi, <strong>NYX Hotel Rome</strong> si affaccia sulla scena romana come una nuova destinazione dedicata all’ospitalità contemporanea. Situato nel quartiere Prati, a pochi passi da Castel Sant’Angelo e dal Vaticano, il nuovo lifestyle hotel firmato <strong>Leonardo Hotels</strong> nasce dalla riqualificazione dell’ex Hotel Cicerone e rappresenta la terza struttura del gruppo nella Capitale e il secondo indirizzo italiano del brand <strong>NYX Hotels by Leonardo Hotels</strong> dopo Milano. Il progetto punta a superare il concetto tradizionale di struttura ricettiva, proponendo un modello in cui design, cultura e sostenibilità diventano elementi centrali dell’esperienza. Con <strong>324 camere distribuite su otto piani</strong>, spazi dedicati al benessere, aree meeting modulari, una terrazza interna e due differenti proposte gastronomiche, l’hotel si presenta come un luogo capace di accogliere sia il turismo leisure sia quello business.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolare attenzione è stata riservata all’identità degli spazi. Gli interni, progettati dall’interior designer <strong>Andreas Neudahm</strong>, interpretano l’estetica del brand NYX attraverso colori intensi, materiali ricercati e un linguaggio visivo che unisce comfort e sperimentazione. A caratterizzare ulteriormente il progetto è la presenza dell’arte contemporanea, integrata non come semplice elemento decorativo ma come componente strutturale dell’esperienza di soggiorno. Grazie alla collaborazione con <strong>Spazio Taverna</strong>, gli ambienti dell’hotel sono stati trasformati in un vero e proprio percorso espositivo permanente. Otto artisti under 40 legati alla città di Roma sono stati invitati a realizzare interventi site-specific capaci di dialogare con l’architettura dell’edificio e con il contesto urbano circostante. Le opere affrontano temi che spaziano dalla memoria alla trasformazione della città, mettendo in relazione archeologia e contemporaneità, identità locale e visione internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli artisti coinvolti figurano <strong>Kim Isul</strong>, <strong>Giulia Mangoni</strong>, <strong>Cecilia Caporlingua</strong>, <strong>Lihi Turjeman</strong>, <strong>Genuardi &amp; Ruta</strong>, <strong>Diego Miguel Mirabella</strong> e <strong>Federica Di Pietroantonio</strong>, autori di interventi che contribuiscono a costruire una narrazione diffusa all’interno della struttura. L’hotel assume così i contorni di uno spazio ibrido, in cui l’ospitalità si intreccia con la produzione culturale e con il sostegno alle nuove generazioni artistiche. A completare il dialogo tra passato e presente contribuisce anche il recupero di un’opera di <strong>Nerone Ceccarelli</strong> rinvenuta durante i lavori, reinserita all’interno del progetto come testimonianza della storia del luogo. Un elemento che rafforza l’idea di un intervento capace di mettere in relazione memoria, innovazione e produzione culturale contemporanea. Il progetto si distingue inoltre per l’attenzione ai temi della sostenibilità ambientale. Attualmente in fase di certificazione Green Building e orientato al conseguimento della certificazione <strong>BREEAM – Very Good</strong>, l’intervento ha previsto l’utilizzo di materiali sostenibili, sistemi avanzati di gestione energetica e soluzioni tecnologiche per il controllo centralizzato dei consumi. Un approccio che affianca alla qualità dell’accoglienza una riflessione più ampia sul futuro degli spazi urbani e sulle possibilità offerte dalla rigenerazione del patrimonio esistente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.nyx-hotels.it/rome/nyx-hotel-rome" type="link" id="https://www.nyx-hotels.it/rome/nyx-hotel-rome">NYX Hotel Rome</a></p>
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