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	<title>Cronache d&#039;arte, notizie e protagonisti del mondo dell&#039;arte contemporanea</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 13:23:19 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Shilpa Gupta alla GAM di Milano, il linguaggio come spazio di libertà</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/07/shilpa-gupta-alla-gam-di-milano-il-linguaggio-come-spazio-di-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:23:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 15 settembre al 20 dicembre 2026 la GAM di Milano ospita una nuova mostra personale di Shilpa Gupta per l'ottava edizione di Furla Series]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sarà dedicata a <strong>Shilpa Gupta</strong> l&#8217;ottava edizione di <strong>Furla Series</strong>, il progetto promosso da Fondazione Furla in collaborazione con la GAM – Galleria d&#8217;Arte Moderna di Milano che, dal 15 settembre al 20 dicembre 2026, porterà negli spazi del museo una nuova mostra personale dell&#8217;artista indiana, tra le figure più significative della scena contemporanea internazionale. La mostra, curata da Bruna Roccasalva, presenterà una serie di opere inedite realizzate appositamente per gli ambienti della GAM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da oltre vent&#8217;anni Gupta sviluppa una ricerca che attraversa temi di forte attualità, come il linguaggio, la censura, i confini, la mobilità e le dinamiche che regolano la libertà individuale e collettiva. Le sue installazioni, che combinano scultura, luce, video, suono e performance, mettono spesso in discussione sistemi di controllo e appartenenza, interrogando il rapporto tra identità personale e dimensione politica.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="599" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/02_Untitled-1024x599.jpg" alt="" class="wp-image-340357" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/02_Untitled-1024x599.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/02_Untitled-600x351.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/02_Untitled-768x449.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/02_Untitled-1536x898.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/02_Untitled.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;esposizione milanese si inserisce nel percorso di Furla Series, il programma avviato nel 2017 con l&#8217;obiettivo di sostenere la produzione artistica contemporanea e valorizzare il lavoro delle artiste attraverso collaborazioni con importanti istituzioni italiane. Dal 2021 il progetto ha trovato nella GAM una sede stabile, costruendo ogni anno un dialogo tra interventi contemporanei e le collezioni storiche del museo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta di Shilpa Gupta conferma questa linea curatoriale. Il suo lavoro, infatti, si confronta con questioni globali senza rinunciare a una dimensione profondamente umana. Le parole, i suoni, gli oggetti e i dispositivi tecnologici diventano strumenti per riflettere sulle relazioni tra individuo e potere, sui limiti imposti dai confini geografici e culturali e sulla possibilità di costruire nuove forme di dialogo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/05_I-live-under-your-sky-too-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-340356" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/05_I-live-under-your-sky-too-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/05_I-live-under-your-sky-too-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/05_I-live-under-your-sky-too-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/05_I-live-under-your-sky-too-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/05_I-live-under-your-sky-too.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le nuove produzioni realizzate per Milano offriranno uno sguardo d&#8217;insieme sulla ricerca dell&#8217;artista, mantenendo al centro alcuni dei nuclei tematici che ne hanno caratterizzato il percorso internazionale. Un lavoro che negli anni è stato presentato in alcune delle principali istituzioni museali del mondo e nelle più importanti rassegne d&#8217;arte contemporanea, dalle Biennali di Venezia, Berlino e Sharjah fino alle mostre personali ospitate da musei come il Barbican di Londra, il Centre for Contemporary Arts di Cincinnati, il Museum of Contemporary Art di Anversa e, più recentemente, l&#8217;Hamburger Bahnhof di Berlino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questo nuovo appuntamento Furla Series conferma la propria vocazione a sostenere la produzione artistica contemporanea attraverso progetti concepiti appositamente per gli spazi espositivi, favorendo l&#8217;incontro tra pratiche internazionali e il patrimonio storico della GAM. Un dialogo che negli anni è diventato uno degli elementi distintivi del programma, capace di offrire al pubblico nuove chiavi di lettura tanto dell&#8217;arte contemporanea quanto delle collezioni del museo.</p>
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		<item>
		<title>Andrea Speziali firma il primo francobollo italiano dedicato all&#8217;Art Nouveau</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/07/andrea-speziali-firma-il-primo-francobollo-italiano-dedicato-allart-nouveau/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 12:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
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					<description><![CDATA[Per la prima volta l'Art Nouveau entra nella filatelia italiana con un'emissione dedicata del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per la prima volta nella storia della filatelia italiana, lo Stato dedica un francobollo all&#8217;Art Nouveau. L&#8217;emissione, inserita nella serie tematica <em>Le Eccellenze del Patrimonio culturale italiano</em> del <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>, rappresenta un riconoscimento istituzionale per uno dei movimenti artistici che ha segnato il passaggio tra Otto e Novecento. Il bozzetto è stato realizzato da <strong>Andrea Speziali</strong>, storico dell&#8217;arte, artista e presidente dell&#8217;associazione Italia Liberty, da anni impegnato nella ricerca e nella valorizzazione del patrimonio Liberty italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;immagine scelta per il francobollo sintetizza alcuni degli elementi iconici del linguaggio Art Nouveau: una figura femminile dai capelli fluenti, motivi floreali e linee ornamentali ispirate alla natura, elementi che hanno caratterizzato la produzione artistica europea tra la fine del XIX e l&#8217;inizio del XX secolo. L&#8217;obiettivo è condensare, in un formato di pochi centimetri, l&#8217;identità di uno stile che ha influenzato architettura, arti decorative, grafica e design. Classe 1988, Andrea Speziali è considerato uno dei principali studiosi italiani del Liberty. Dopo la formazione all&#8217;<strong>Accademia di Belle Arti di Urbino</strong>, ha affiancato l&#8217;attività artistica alla ricerca storico-artistica, promuovendo pubblicazioni, mostre e progetti dedicati all&#8217;Art Nouveau. È inoltre ideatore della <strong>Art Nouveau Week</strong>, manifestazione internazionale che ogni anno coinvolge centinaia di città con visite guidate, conferenze ed eventi dedicati al patrimonio Liberty.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="834" height="1024" data-id="340349" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/francobollo-834x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-340349" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/francobollo-834x1024.jpeg 834w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/francobollo-489x600.jpeg 489w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/francobollo-768x943.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/francobollo-1251x1536.jpeg 1251w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/francobollo.jpeg 1564w" sizes="(max-width: 834px) 100vw, 834px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;emissione del francobollo assume anche un valore simbolico: per la prima volta il <strong>Liberty</strong> entra ufficialmente tra le eccellenze del patrimonio culturale celebrate dalla filatelia italiana. Un riconoscimento che arriva dopo oltre un secolo dalla diffusione di questo linguaggio artistico e che contribuisce a rilanciare l&#8217;attenzione verso edifici, collezioni e testimonianze spesso poco conosciute del patrimonio nazionale. L&#8217;iniziativa coincide inoltre con la nuova edizione della <strong>Art Nouveau Week</strong>, in programma dall&#8217;8 al 14 luglio, e con la mostra <em>Il Soffio contemporaneo del Liberty</em>, ospitata a Bari, dove opere contemporanee di Speziali dialogano con materiali storici legati al movimento, proponendo una riflessione sull&#8217;attualità dell&#8217;estetica Liberty e sulla sua capacità di continuare a ispirare il linguaggio artistico contemporaneo. Con questa emissione, la filatelia diventa così uno strumento di divulgazione culturale, capace di trasformare un piccolo supporto cartaceo in un mezzo di promozione del patrimonio artistico italiano, confermando come il Liberty continui a occupare un posto significativo nella storia e nell&#8217;identità culturale del Paese.</p>
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		<item>
		<title>Nasce la mappa interattiva del patrimonio culturale digitale italiano</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/07/nasce-la-mappa-interattiva-del-patrimonio-culturale-digitale-italiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lana Blanc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 09:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
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					<description><![CDATA[Attraverso un'unica piattaforma è ora possibile individuare sulla mappa dove si trovano fisicamente le collezioni digitalizzate, capire quali enti e istituti ne curano la tutela e come si collegano tra loro]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È online la nuova Mappa del Patrimonio culturale digitale italiano, il servizio nazionale pensato per raccogliere, censire e rendere più accessibile il vasto insieme di collezioni digitali custodite da musei, archivi, biblioteche, parchi archeologici e istituti culturali del Paese. Attraverso una piattaforma interattiva e georeferenziata, il progetto permette di esplorare la distribuzione territoriale delle risorse digitalizzate, mettendo in relazione beni, collezioni, luoghi della cultura ed enti responsabili della loro conservazione, tutela e valorizzazione. Realizzata nell’ambito di <strong>Ecomic</strong>, l’ecosistema digitale per la cultura, la Mappa costituisce uno degli strumenti principali del <strong>Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale (PND)</strong> e nasce con l’obiettivo di creare un censimento aggiornato e condiviso delle collezioni italiane.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1080" data-id="340263" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/Palazzo-Corsini_1920x1080-1.jpg" alt="" class="wp-image-340263" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/Palazzo-Corsini_1920x1080-1.jpg 1920w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/Palazzo-Corsini_1920x1080-1-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/Palazzo-Corsini_1920x1080-1-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/Palazzo-Corsini_1920x1080-1-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/Palazzo-Corsini_1920x1080-1-1536x864.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Accademia Nazionale dei Lincei di Roma</figcaption></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un patrimonio digitale ancora da scoprire e valorizzare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova piattaforma nasce per affrontare una delle sfide centrali della trasformazione digitale della cultura: rendere visibile e fruibile un patrimonio spesso frammentato, composto anche da risorse che non sono ancora pienamente integrate nei sistemi nazionali di catalogazione. Il progetto si concentra in particolare su due ambiti ancora poco esplorati. Da una parte il cosiddetto “digitale pregresso”, ovvero materiali prodotti attraverso precedenti campagne di digitalizzazione ma non ancora confluiti nelle infrastrutture nazionali perché realizzati con criteri o standard differenti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altra parte, il “digitale sommerso”, formato da collezioni conservate localmente dagli istituti culturali, spesso prive di una descrizione sistematica e non facilmente accessibili attraverso i canali online. Attraverso la raccolta e l’integrazione di questi dati, la Mappa punta a superare la frammentazione delle informazioni, creando una visione coordinata del patrimonio digitale italiano e favorendo nuove possibilità di ricerca, consultazione e riuso dei contenuti.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="340264" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/transetto_Cappella_Nativita.jpg" alt="" class="wp-image-340264" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/transetto_Cappella_Nativita.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/transetto_Cappella_Nativita-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/transetto_Cappella_Nativita-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Complesso monumentale e Biblioteca dei Girolamini di Napoli</figcaption></figure>
</figure>







<h2 class="wp-block-heading">Una piattaforma per esplorare, gestire e condividere le collezioni digitali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il cuore del servizio è una mappa interattiva che consente di individuare le collezioni digitali presenti sul territorio e di analizzare le connessioni tra beni digitalizzati, istituzioni culturali ed enti responsabili. La piattaforma permette inoltre di effettuare ricerche avanzate attraverso diversi parametri, tra cui la tipologia dei beni, i formati digitali disponibili, le licenze d’uso, i soggetti proprietari e gli enti coinvolti nella gestione delle risorse. Ogni collezione è accompagnata da una scheda descrittiva contenente informazioni tecniche e contestuali, offrendo agli utenti uno strumento più completo per comprendere origine, caratteristiche e modalità di accesso ai materiali digitali. Accanto alla sezione pubblica, la piattaforma mette a disposizione degli enti culturali un ambiente operativo dedicato alla gestione delle proprie informazioni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Musei, archivi, biblioteche e altre istituzioni potranno così aggiornare, verificare e integrare i dati relativi alle proprie collezioni attraverso un sistema strutturato che accompagna l’intero ciclo di vita delle informazioni: dalla raccolta alla validazione, fino alla pubblicazione e alla condivisione tramite sistemi interoperabili e Api. La Mappa si configura quindi non solo come uno strumento di consultazione, ma anche come un’infrastruttura strategica per la governance del patrimonio culturale digitale italiano, capace di sostenere il monitoraggio dei processi di digitalizzazione e favorire una maggiore collaborazione tra le diverse realtà del settore.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1400" height="1000" data-id="340262" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/palazzina-ffm-aprile-23-7-.jpg" alt="" class="wp-image-340262" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/palazzina-ffm-aprile-23-7-.jpg 1400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/palazzina-ffm-aprile-23-7--600x429.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/palazzina-ffm-aprile-23-7--1024x731.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/palazzina-ffm-aprile-23-7--768x549.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fondazione Fiera Milano</figcaption></figure>
</figure>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ex sede della Marlborough Gallery a Chelsea venduta per 7,5 milioni di dollari</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/07/lex-sede-della-marlborough-gallery-a-chelsea-venduta-per-75-milioni-di-dollari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:49:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo storico spazio newyorkese al 545 West 25th Street, per decenni simbolo della celebre galleria londinese, cambia proprietà]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Uno dei luoghi simbolo del mercato dell&#8217;arte newyorkese cambia definitivamente volto. L&#8217;ex sede della <strong>Marlborough Gallery</strong> nel quartiere di <strong>Chelsea </strong>è stata venduta per <strong>7,5 milioni di dollari</strong>, chiudendo un altro capitolo della lunga storia della galleria, che nel 2024 ha cessato le proprie attività dopo quasi ottant&#8217;anni di attività.  L&#8217;immobile, situato al <strong>545 West 25th Street</strong>, occupa il primo e il secondo piano del <strong>Chelsea Arts Tower</strong> ed è stato per anni uno degli indirizzi più prestigiosi della scena artistica internazionale. Con soffitti alti fino a oltre cinque metri, un ampio terrazzo al secondo piano, accesso carrabile e una configurazione pensata per ospitare opere monumentali, lo spazio è stato teatro di mostre dedicate ad alcuni dei maggiori protagonisti dell&#8217;arte del <strong>Novecento </strong>e contemporanea, da <strong>Francis Bacon</strong> a <strong>Lucian Freud</strong>, da <strong>Henry Moore</strong> a <strong>Paula Rego</strong>. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="439" data-id="340242" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/20210308_MARLBOROUGH-09_PLH.webp" alt="" class="wp-image-340242" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/20210308_MARLBOROUGH-09_PLH.webp 1000w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/20210308_MARLBOROUGH-09_PLH-600x263.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/20210308_MARLBOROUGH-09_PLH-768x337.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">La vendita arriva dopo un percorso travagliato. In seguito alla decisione di chiudere tutte le sedi internazionali – comprese quelle di <strong>Londra</strong>, <strong>Madrid </strong>e <strong>Barcellona</strong> – la proprietà era stata immessa sul mercato con una richiesta iniziale di <strong>10,9 milioni di dollari</strong>. La cessione a<strong> 7,5 milioni</strong> rappresenta quindi una significativa riduzione rispetto al prezzo di partenza, ma segna la definitiva uscita di scena di uno dei luoghi più iconici del quartiere di Chelsea. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="340243" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/MartinEder_Bacon_Freud-81-1.webp" alt="" class="wp-image-340243" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/MartinEder_Bacon_Freud-81-1.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/MartinEder_Bacon_Freud-81-1-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/MartinEder_Bacon_Freud-81-1-768x512.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Fondata nel <strong>1946</strong> da <strong>Frank Lloyd</strong> e <strong>Harry Fischer,</strong> <strong>Marlborough Gallery</strong> è stata una delle gallerie più influenti del secondo dopoguerra, contribuendo alla consacrazione internazionale di artisti come <strong>Francis Bacon, Frank Auerbach, Barbara Hepworth</strong> e <strong>Lucian Freud</strong>. Negli ultimi anni, tuttavia, la galleria aveva attraversato una lunga fase di difficoltà, aggravata da conflitti interni alla famiglia proprietaria e da una complessa riorganizzazione delle proprie sedi, culminata nella decisione di liquidare l&#8217;attività.  Il futuro dell&#8217;immobile resta ancora da definire. Grazie alla sua destinazione d&#8217;uso flessibile e alle caratteristiche architettoniche, potrebbe tornare a ospitare una galleria d&#8217;arte oppure essere riconvertito in uno spazio culturale, un museo, una scuola o un&#8217;altra attività aperta al pubblico. In ogni caso, la vendita sancisce la fine di un indirizzo che ha contribuito a scrivere la storia del mercato dell&#8217;arte contemporanea a<strong> New York</strong>. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Italian Council 2026, scelti i primi 12 progetti: 2,7 milioni di euro per sostenere l&#8217;arte contemporanea italiana</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/06/italian-council-2026-scelti-i-primi-12-progetti-27-milioni-di-euro-per-sostenere-larte-contemporanea-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 10:59:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[italian council 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[Il MiC ha reso noti i vincitori dell'Ambito 1 dell'Italian Council 2026. Il programma dispone di uno stanziamento complessivo di 2,7 milioni di euro]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Prende forma l&#8217;edizione 2026 dell&#8217;<strong>Italian Council</strong>, il programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per favorire la produzione artistica e la diffusione internazionale dell&#8217;arte italiana. Sono stati ufficializzati i risultati dell&#8217;<strong>Ambito 1 – Committenza internazionale di opere d&#8217;arte</strong>, che ha selezionato dodici progetti tra le ventisette candidature presentate. Le graduatorie relative agli altri due ambiti saranno pubblicate nelle prossime settimane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con un finanziamento complessivo di <strong>2,7 milioni di euro</strong>, l&#8217;Italian Council rappresenta il principale strumento nazionale dedicato al sostegno dell&#8217;arte contemporanea italiana oltre i confini del Paese. L&#8217;iniziativa punta a valorizzare il lavoro di artisti, curatori e critici attraverso collaborazioni con istituzioni culturali straniere, contribuendo al tempo stesso ad arricchire le collezioni pubbliche italiane.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="538" data-id="340165" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ministero-cultura-1200-1024x538.jpg" alt="" class="wp-image-340165" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ministero-cultura-1200-1024x538.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ministero-cultura-1200-600x315.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ministero-cultura-1200-768x403.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/ministero-cultura-1200.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;edizione 2026 è articolata in tre linee di intervento. La prima finanzia la produzione di nuove opere commissionate nell&#8217;ambito di partenariati internazionali e successivamente acquisite da musei pubblici italiani. La seconda sostiene la promozione all&#8217;estero di artisti, curatori e critici mediante mostre, pubblicazioni, partecipazioni a biennali e acquisizioni museali. La terza è dedicata allo sviluppo professionale attraverso residenze e borse di ricerca internazionali. I dodici progetti selezionati coinvolgono istituzioni culturali di Europa, America Latina, Stati Uniti, Indonesia, Giamaica, Tunisia e Turchia, confermando la vocazione internazionale del programma.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Italian Council 2026: ecco i protagonisti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli interventi finanziati figura <strong>Il Santuario dell&#8217;Acqua – Sanctuary of Water</strong> di <strong>Tomás Saraceno</strong>, promosso da Blu Breeding and Learning Unit insieme al Museo de Arte Moderno de Buenos Aires e destinato a entrare nella collezione del <strong>Castello di Rivoli Museo d&#8217;Arte Contemporanea</strong>. La <strong>GAMeC di Bergamo</strong> acquisirà invece <strong>ELISABETTA</strong> di <strong>Michela de Mattei</strong>, progetto sviluppato da Almare in collaborazione con Associació Amici del Videoart e IUNO APS. A Palermo, l&#8217;<strong>Ecomuseo del Mare Memoria Viva</strong> accoglierà <strong>Marzuki&#8217;s Violin (Working Title)</strong> di <strong>Paola Pietronave</strong>, nato dalla collaborazione tra Yayasan Gudskul Studi Kolektif in Indonesia e la Galleria d&#8217;Arte Moderna &#8220;Empedocle Restivo&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Centro per l&#8217;Arte Contemporanea Luigi Pecci</strong> di Prato arricchirà le proprie collezioni con due nuove opere: <strong>Future Landscape of Sonic Reparation</strong> di <strong>Marco Barotti</strong>, sviluppata con Fundación TBA21, E-Werk Luckenwalde e Alligator Head Foundation, e <strong>Cautha</strong> di <strong>Diego Gualandris</strong>, realizzata grazie alla collaborazione tra Associazione Tilia e Tabacalera di Madrid.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra gli altri progetti selezionati figurano <strong>The Traveling Garden</strong> di <strong>Theo Eshetu</strong>, destinato al Museo Nivola di Orani; <strong>Animalia</strong> di <strong>Daniele Costa</strong> per il Museo Novecento di Firenze; <strong>Atlante delle risonanze</strong> di <strong>Mario Airò</strong>, che entrerà nelle raccolte del Museo del Novecento di Milano grazie alla collaborazione tra MAMbo e Magazzino Italian Art; <strong>NUA</strong>, performance collettiva ideata da <strong>Benedetta Panisson</strong>, e <strong>I&#8217;ve Seen the Future</strong> di <strong>Roberto Fassone</strong>, entrambe destinate al <strong>Mart di Rovereto</strong>; <strong>Fantasia | Song of Dust</strong> di <strong>Gio Peres</strong>, che confluirà nelle collezioni del <strong>Museo Riso</strong> di Palermo; e <strong>Cartography of a Restless Sea. Textile Allegories and Global Currents</strong> di <strong>Ismaele Nones</strong>, destinata al <strong>MAC – Museo d&#8217;Arte Contemporanea di Lissone</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="945" data-id="340166" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/italian-council-1024x945-1.jpg" alt="" class="wp-image-340166" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/italian-council-1024x945-1.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/italian-council-1024x945-1-600x554.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/italian-council-1024x945-1-768x709.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>A New York l&#8217;arte venezuelana si mobilita per le vittime del terremoto</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/06/a-new-york-larte-venezuelana-si-mobilita-per-le-vittime-del-terremoto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 10:50:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[sostegno]]></category>
		<category><![CDATA[venezuela]]></category>
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					<description><![CDATA[La galleria Henrique Faria Fine Art ha trasformato una mostra dedicata agli artisti venezuelani in una raccolta fondi. Il ricavato sarà destinato a World Central Kitchen]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;arte diventa strumento di solidarietà. La mostra <strong><em>Venezuelan Cultural Diplomacy</em></strong>, ospitata presso la galleria <strong>Henrique Faria Fine Art di New York</strong>, è stata convertita in un&#8217;iniziativa benefica per sostenere le vittime dei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno. Secondo le autorità venezuelane, le due forti scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno provocato almeno 1.700 vittime, causato la distruzione o il grave danneggiamento di circa 58.000 edifici e lasciato migliaia di persone disperse, aggravando una situazione umanitaria già estremamente fragile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cuore dell&#8217;esposizione è <strong>Kiosko</strong>, un&#8217;installazione itinerante ideata da <strong>Eugenia Sucre</strong> insieme al collettivo newyorkese <strong>El Consulado NYC</strong>. Ispirato ai tradizionali chioschi di quartiere diffusi in molti Paesi dell&#8217;America Latina, il progetto riunisce oltre 200 opere e oggetti realizzati da artisti venezuelani appartenenti a diverse generazioni e discipline. Tra le opere in vendita figurano dipinti, disegni, stampe, libri d&#8217;artista, fanzine, vinili, cassette, cartoline, adesivi e spille. Tutti i lavori hanno un prezzo inferiore ai 2.500 dollari, mentre il valore complessivo della collezione è stimato intorno agli 80.000 dollari. Le opere possono essere acquistate sia in galleria sia attraverso la piattaforma online dedicata.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="658" data-id="340158" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/img_3x2-1024x658.jpg" alt="" class="wp-image-340158" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/img_3x2-1024x658.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/img_3x2-600x386.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/img_3x2-768x494.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/img_3x2.jpg 1459w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;intero ricavato delle vendite sarà devoluto a <strong>World Central Kitchen</strong>, l&#8217;organizzazione umanitaria fondata dallo chef José Andrés, impegnata nella distribuzione di pasti nelle aree colpite da calamità naturali e conflitti. Nel corso degli anni l&#8217;associazione è intervenuta in numerose emergenze internazionali, dai terremoti in Turchia e Siria agli uragani negli Stati Uniti, fino alle crisi umanitarie in diverse aree del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il Venezuela è sempre stato il cuore di questo progetto», ha spiegato Eugenia Sucre. «Kiosko nasce come luogo di incontro, scambio e condivisione della cultura venezuelana. Di fronte alla tragedia che sta vivendo il nostro Paese, destinare l&#8217;iniziativa agli aiuti umanitari è stata una scelta naturale». La mostra resterà aperta fino al <strong>6 luglio</strong>, mentre gli acquisti online saranno possibili fino al <strong>10 luglio</strong>. La giornata conclusiva sarà accompagnata da un evento speciale dedicato alla raccolta fondi e alla sensibilizzazione del pubblico sulla crisi che sta attraversando il Venezuela.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="340157" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/1bcc5f929b5f2d2d5ac7d994c4b72acdd9ed8266-11656x8742-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-340157" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/1bcc5f929b5f2d2d5ac7d994c4b72acdd9ed8266-11656x8742-1-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/1bcc5f929b5f2d2d5ac7d994c4b72acdd9ed8266-11656x8742-1-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/1bcc5f929b5f2d2d5ac7d994c4b72acdd9ed8266-11656x8742-1-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/1bcc5f929b5f2d2d5ac7d994c4b72acdd9ed8266-11656x8742-1.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<item>
		<title>Haaland, il vichingo dei Mondiali che compra libri antichi</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/06/haaland-il-vichingo-dei-mondiali-che-compra-libri-antichi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:33:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[haaland]]></category>
		<category><![CDATA[libro antico]]></category>
		<category><![CDATA[norvegia]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i protagonisti indiscussi del Mondiale, l'attaccante si distingue anche fuori dal campo: mesi fa ha acquistato il libro più costoso mai venduto nel suo Paese per donarlo alla biblioteca della città natale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Erling Haaland</strong> non è più soltanto l’attaccante che sta riscrivendo i <strong>Mondiali</strong>. Dopo la doppietta con cui ha trascinato la Norvegia alla storica vittoria sul <strong>Brasile </strong>e ai quarti di finale contro l’<strong>Inghilterra</strong>, il centravanti del <strong>Manchester City</strong> torna al centro del racconto anche per una storia lontana dal campo. Il “vichingo” del calcio contemporaneo è infatti anche collezionista e filantropo. Insieme al padre <strong>Alf-Inge</strong>, Haaland ha acquistato lo scorso marzo per circa <strong>1,3 milioni </strong>di corone norvegesi una rara edizione del <strong>1594</strong> delle cronache di <strong>Snorri Sturluson</strong>, considerata il libro più costoso mai venduto in <strong>Norvegia</strong>. Ma invece di custodirla in una collezione privata, ha scelto di donarla alla biblioteca della sua Bryne, la città in cui è cresciuto e con una condizione ben precisa: che l&#8217;opera sia sempre aperta e consultabile da chiunque ne esprima il desiderio. Un gesto che ribalta la logica del collezionismo privato, restituendo un bene di eccezionale valore storico alla comunità e trasformando un primato economico in un atto di condivisione del patrimonio culturale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="678" height="452" data-id="340122" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/images-4-1.jpeg" alt="" class="wp-image-340122" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/images-4-1.jpeg 678w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/images-4-1-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 678px) 100vw, 678px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="340123" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/s93qerbk_erling-haaland-getty_625x300_06_July_26-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-340123" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/s93qerbk_erling-haaland-getty_625x300_06_July_26-1024x576.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/s93qerbk_erling-haaland-getty_625x300_06_July_26-600x338.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/s93qerbk_erling-haaland-getty_625x300_06_July_26-768x432.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/s93qerbk_erling-haaland-getty_625x300_06_July_26-1536x864.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/s93qerbk_erling-haaland-getty_625x300_06_July_26.webp 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">La scelta racconta un lato meno conosciuto della personalità dell&#8217;attaccante del <strong>Manchester City</strong>. In un&#8217;epoca in cui i grandi campioni investono spesso in immobili, opere d&#8217;arte o beni di lusso, il fuoriclasse norvegese ha preferito riportare nella sua città un pezzo della storia nazionale, contribuendo alla tutela di un&#8217;opera fondamentale per l&#8217;identità culturale del Paese. È un gesto che parla di appartenenza, responsabilità e restituzione, e che conferma come il successo internazionale non abbia interrotto il legame con le proprie radici. Così, mentre la <strong>Norvegia</strong> sogna contro l’<strong>Inghilterra</strong>, <strong>Haaland</strong> diventa anche il simbolo di un nuovo mecenatismo sportivo. Un campione capace di trasformare la propria popolarità in attenzione per la cultura, dimostrando che l’eredità di un calciatore può misurarsi anche fuori dagli stadi: in una biblioteca, davanti a un libro antico, tra le pagine di una memoria collettiva.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fontana, il nome che regge le aste italiane</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/06/fontana-il-nome-che-regge-le-aste-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lana Blanc]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 09:19:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
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					<description><![CDATA[Senza ricambi il mercato italiano si restringe, sostenuto dalla coppia Fontana-Morandi, mentre dall'estero arrivano i record di Accardi e Dorazio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Dopo una lunga pausa, è di nuovo <strong>Lucio Fontana</strong> a guidare le sorti del made in Italy nelle aste, l&#8217;unico capace di correre da solo e far dimenticare le fragilità di un intero settore. I prezzi non sono più quelli di un tempo, certo, ma il desiderio di «tagli» resta vivo: lo dimostra quanto accaduto il 27 maggio da Sotheby&#8217;s a Milano, dove un <em>Concetto spaziale, Attese</em> (65&#215;54 cm), tre fendenti sulla tela, ha superato ampiamente la valutazione iniziale di 700mila-1 milione di euro, chiudendo a 1,8 milioni. Una cifra lontana dai fasti del 2015, quando opere delle stesse dimensioni potevano sfiorare o superare i 3 milioni, ma comunque significativa se si considera un dettaglio non trascurabile: la tela è gialla, e il giallo, rispetto al rosso o al bianco, vale in media la metà sul mercato. Nonostante questo, le offerte sono arrivate copiose sia dall&#8217;Italia che dall&#8217;estero, animando la gara. Nella stessa sessione, un taglio su fondo blu di formato mignon (22,4 x 16,5 cm) si è fermato a 512mila euro sotto i colpi del martello del banditore, il doppio della stima minima.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="964" height="964" data-id="340103" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/weblucio-fontana-copie-964x964-1.webp" alt="" class="wp-image-340103" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/weblucio-fontana-copie-964x964-1.webp 964w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/weblucio-fontana-copie-964x964-1-600x600.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/weblucio-fontana-copie-964x964-1-300x300.webp 300w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/weblucio-fontana-copie-964x964-1-768x768.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 964px) 100vw, 964px" /><figcaption class="wp-element-caption">Lucio Fontana</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Fontana e Morandi, gli unici certi in un mercato ristretto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se Fontana resta l&#8217;unico nome su cui il mercato scommette senza esitazioni, il resto della vecchia guardia spazialista naviga in acque più incerte. <strong>Alberto Burri </strong>e <strong>Piero Manzoni</strong>, un tempo leader indiscussi, si presentano ormai come comprimari, con risultati che non convincono fino in fondo. Ancora più marcato il caso di Enrico Castellani: da Sotheby&#8217;s, una «Superficie bianca» del 1972 (81&#215;120 cm) è stata aggiudicata per appena 192mila euro, una cifra che un decennio fa sarebbe stata giudicata quasi offensiva, quando la stessa opera avrebbe potuto tranquillamente superare i 700mila euro. Nonostante questi cali, l&#8217;asta nel suo complesso ha totalizzato 11 milioni di euro, grazie soprattutto a opere &#8220;fresh-to-market&#8221;, mai passate prima sul mercato, confermando i livelli dello scorso anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A tenere alta la classifica resta Morandi, tornato ai suoi livelli dopo un biennio complicato: 1,6 milioni per una «Natura morta» del 1959, essenziale e perfettamente calibrata; 1 milione per una versione del 1924, più materica; 1,7 milioni per una terza tela, degli anni Venti, venduta il 30 maggio da Farsetti a Prato. Numeri solidi, in un mercato italiano sempre più marginale, le opere migliori finiscono a Parigi, e Christie&#8217;s ha abbandonato le aste italiane. L&#8217;unica vera sorpresa arriva da Mario Schifano, con due esiti opposti da Sotheby&#8217;s: 652mila euro per «Botticelli 2» (1962), oltre stima ma comunque in linea col riassestamento post-boom 2022; e appena 38mila euro per «Spazio» (1965-66), lavoro fotografico in smalto e spray finora sottovalutato, probabilmente il vero affare della sessione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" data-id="340110" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/143406249-645de1f2-b5e2-40cb-a98d-2097ca3c4a29.jpg" alt="" class="wp-image-340110" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/143406249-645de1f2-b5e2-40cb-a98d-2097ca3c4a29.jpg 1280w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/143406249-645de1f2-b5e2-40cb-a98d-2097ca3c4a29-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/143406249-645de1f2-b5e2-40cb-a98d-2097ca3c4a29-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/07/143406249-645de1f2-b5e2-40cb-a98d-2097ca3c4a29-768x432.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption class="wp-element-caption">«Natura morta», Giorgio Morandi</figcaption></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">Record e delusioni: il mercato corre a due velocità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tre aggiudicazioni, tre record personali, tre artisti diversi: è il segnale più netto arrivato dal mercato nelle ultime settimane. Il 12 giugno da Ketterer a Monaco, <em>Tic-Tac Rosso</em> (1959-60) di <strong>Piero Dorazio</strong>, quasi due metri di lunghezza, esposto alla Biennale di Venezia del 1960, ha toccato 2,6 milioni di euro, quasi raddoppiando il primato precedente. Otto giorni prima, il 20 maggio da Dorotheum a Vienna, era toccato a <strong>Carla Accardi</strong>: il paravento double face <em>Fonda notte &#8211; Pieno giorno</em> (1986, 170&#215;180 cm), opera che si discosta dalla sua produzione più nota, ha comunque raggiunto i 520mila euro, nuovo massimo per l&#8217;artista. Numeri che raccontano un collezionismo disposto a spingersi oltre le stime pur di assicurarsi pezzi rari o iconici. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il fenomeno si ripete, su scala minore, con <strong>Mimmo Rotella</strong> e <strong>Salvo</strong>. Complice l&#8217;antologica di Palazzo Ducale a Genova (aperta fino al 13 settembre), <em>Exotic</em>, décollage di Rotella del 1961, è stato aggiudicato a 166mila euro. Ancora più significativo il caso di <em>Una sera</em> di Salvo: la provenienza dalla collezione di Giancarlo Politi, l&#8217;editore scomparso di recente a cui l&#8217;opera era dedicata (la scritta compare sul retro della tela), ha spinto il prezzo a 192mila euro — quasi 30mila euro in più rispetto a un dipinto analogo, e persino più grande, venduto il 26 maggio da Il Ponte a Milano per 164mila euro. La provenienza, in questo caso, ha pesato quanto l&#8217;opera stessa. A stonare in questo quadro è proprio Dorazio, protagonista in negativo di un&#8217;altra vendita nello stesso periodo. <em>Eastern Spleen</em> (1958, 73&#215;92 cm), reticolo storico che sembrava avviato verso un&#8217;adesione convinta, si è invece fermato a 128mila euro — vicino alle stime minime e lontanissimo dai 285mila euro pagati per la stessa opera nel 2018, sempre da Sotheby&#8217;s a Milano. Un divario che dice più di ogni altro dato quanto il mercato resti instabile: lo stesso artista capace, nel giro di poche settimane, di un record assoluto con un&#8217;opera e di una débâcle con un&#8217;altra. Solo l&#8217;autunno dirà se si è trattato di un incidente isolato o del segno di un mercato ancora alla ricerca di un proprio equilibrio.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Addio a Fausto Delle Chiaie, colui che trasformò la strada nel museo più libero di Roma</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/06/addio-a-fausto-delle-chiaie-colui-che-trasformo-la-strada-nel-museo-piu-libero-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jul 2026 08:50:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[fausto delle chiaie]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[L'artista, protagonista assoluto dell'arte urbana italiana, è stato autore di un museo a cielo aperto tra l'Ara Pacis e piazza Augusto Imperatore]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">È morto all&#8217;età di 81 anni il romano <strong>Fausto Delle Chiaie</strong>, figura inclassificabile dell&#8217;arte contemporanea italiana, conosciuto da migliaia di romani e turisti per il suo museo all&#8217;aperto allestito ogni giorno tra l&#8217;<strong>Ara Pacis</strong> e <strong>piazza Augusto Imperatore</strong>. La notizia della sua scomparsa segna la fine di una delle esperienze artistiche più originali e coerenti del panorama italiano.  Per oltre quarant&#8217;anni Delle Chiaie ha scelto di sottrarsi ai circuiti tradizionali dell&#8217;arte, trasformando il marciapiede nel proprio spazio espositivo. Le sue installazioni, costruite con oggetti abbandonati, materiali di recupero, piccoli assemblaggi e interventi ironici, nascevano dal dialogo diretto con la città. L&#8217;opera non era destinata al museo, ma al passante, chiamato a fermarsi, osservare e spesso sorridere. Un&#8217;idea radicale che anticipò molte riflessioni contemporanee sullo spazio pubblico e sulla partecipazione.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Autore del <strong>Manifesto Infrazionista</strong> (1986), Delle Chiaie definiva la propria pratica come un&#8217;azione di &#8220;collocazione&#8221; e &#8220;donazione&#8221;: le opere venivano lasciate nei luoghi dell&#8217;arte e della vita quotidiana senza alcuna mediazione, affidandosi allo sguardo di chi le incontrava. La Treccani ha riconosciuto il suo lavoro come uno degli episodi più significativi della street art italiana <em>ante litteram</em>, ben prima che il termine diventasse di uso comune.  <strong>Achille Bonito Oliva</strong> lo definì efficacemente un &#8220;artista en plein air&#8221;, mentre negli anni la sua ricerca è stata sostenuta da critici come Carolyn Christov-Bakargiev, Jan Hoet e Cesare Pietroiusti. Pur partecipando a mostre e progetti internazionali, Delle Chiaie rimase fedele alla propria idea di arte quotidiana, gratuita e accessibile, costruita lontano dal mercato e vicina alle persone.  Il suo &#8220;Museo all&#8217;aria aperta&#8221; era un luogo in continua trasformazione, fatto di incontri, conversazioni e piccoli gesti, dove ogni visitatore diventava parte dell&#8217;opera stessa. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni il riconoscimento istituzionale è finalmente arrivato. Nel 2023 il Governo gli ha concesso il vitalizio previsto dalla <strong>Legge Bacchelli</strong>, riconoscendo il valore di una ricerca artistica sviluppata con straordinaria coerenza, spesso in condizioni economiche difficili. Alcune sue opere sono inoltre entrate nella <strong>Collezione Farnesina</strong>, confermando il ruolo ormai acquisito nella storia dell&#8217;arte contemporanea italiana.  La scomparsa di Fausto Delle Chiaie lascia un vuoto non soltanto nel panorama artistico romano, ma nell&#8217;idea stessa di arte pubblica. Ha dimostrato che un museo può nascere su un marciapiede, che un oggetto scartato può diventare poesia e che il pubblico più importante non è quello delle inaugurazioni, ma quello che inciampa casualmente in un&#8217;opera durante una passeggiata.</p>
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		<title>New York, Mamdani stanzia 323 milioni di dollari per la cultura</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/07/03/new-york-mamdani-stanzia-323-milioni-di-dollari-per-la-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 11:40:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi]]></category>
		<category><![CDATA[mamdani]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
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					<description><![CDATA[Si tratta del più alto stanziamento mai approvato a New York. Previsto anche un fondo pluriennale per sostenere le organizzazioni artistiche in difficoltà]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;amministrazione del sindaco Zohran Mamdani punta sulla cultura come leva strategica per lo sviluppo della città e approva il più consistente finanziamento pubblico mai destinato al settore. Il nuovo bilancio prevede infatti uno stanziamento di 323,8 milioni di dollari per il Dipartimento degli Affari Culturali, con un incremento del 7% rispetto all&#8217;anno precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;investimento rientra nell&#8217;accordo raggiunto il 30 giugno tra il sindaco e la presidente del Consiglio comunale, Julie Menin, sul bilancio cittadino per l&#8217;anno fiscale 2027. La cifra destinata alle politiche culturali supera di oltre 100 milioni di dollari quanto previsto nel piano finanziario preliminare 2026-2030, che stimava uno stanziamento di poco superiore ai 215 milioni.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;L&#8217;arte e la cultura rappresentano una componente essenziale dell&#8217;identità di New York e vogliamo garantire che chi contribuisce a renderla una capitale creativa possa continuare a viverci e lavorarci&#8221;, ha affermato Mamdani, sottolineando la volontà dell&#8217;amministrazione di sostenere un comparto messo sotto pressione dall&#8217;aumento del costo della vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risorse saranno gestite dal Dipartimento degli Affari Culturali, che provvede alla distribuzione dei fondi pubblici alle istituzioni artistiche della città. Il bilancio introduce inoltre un nuovo Fondo per la stabilità culturale, finanziato con 10 milioni di dollari all&#8217;anno fino al 2029, destinato a sostenere musei, teatri, associazioni e organizzazioni culturali in difficoltà economica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La misura risponde alle richieste avanzate negli ultimi mesi dagli operatori del settore, che sollecitavano strumenti permanenti per garantire maggiore stabilità finanziaria alle realtà culturali della metropoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attenzione di Mamdani verso il mondo dell&#8217;arte riflette anche il suo percorso personale. Figlio della regista Mira Nair e marito dell&#8217;illustratrice e artista siriano-americana Rama Duwaji, il sindaco ha più volte ribadito il ruolo centrale della creatività nel mantenere New York uno dei principali poli culturali a livello internazionale.</p>



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