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	<title>Arte &amp; Impresa - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Apr 2026 09:09:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Nasce a Roma la Fondazione Acea, un nuovo ente nel segno della cultura d&#8217;impresa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[La Fondazione Acea è orientata alla valorizzazione culturale e del patrimonio storico aziendale. Previsto anche un programma che include ambiente, educazione, sociale e rigenerazione urbana]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con la nascita della <strong>Fondazione Acea</strong>, presentata a<strong> Roma</strong> l’8 aprile 2026, prende forma un progetto che mette al centro la cultura come leva di connessione tra passato e futuro. Il nuovo ente non intende infatti impegnarsi solo conservazione, ma vuole costruire un racconto capace di restituire il ruolo che l’azienda ha avuto nello sviluppo della città e del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei pilastri dell’attività sarà infatti la valorizzazione del patrimonio storico e dell’archivio aziendale, inteso come spazio dinamico di ricerca e divulgazione. In questa direzione si inserisce anche l’esperienza della mostra <em><strong>Heritage</strong></em>, che ha già ottenuto riconoscimenti significativi, dimostrando come la memoria industriale possa tradursi in un linguaggio accessibile e contemporaneo.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La Fondazione si propone così come un luogo in cui la<strong> cultura d’impresa</strong> diventa materia viva: oggetti, documenti e testimonianze non restano confinati in una dimensione celebrativa, ma contribuiscono a costruire una narrazione più ampia, capace di dialogare con il presente. L’arte, in questo contesto, assume un ruolo strategico, offrendo strumenti per leggere temi complessi e favorire il coinvolgimento di pubblici diversi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla dimensione culturale, il progetto si sviluppa lungo <strong>sei aree strategiche </strong>che includono ambiente, sport e salute, scuola, promozione sociale e rigenerazione urbana. In particolare, l’attenzione al mondo della scuola e all’educazione sui temi dell’acqua rappresenta uno degli assi portanti dell’iniziativa: un modo per avvicinare le nuove generazioni a questioni fondamentali legate alla sostenibilità e alla gestione delle risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non meno rilevante è l’impegno sul fronte sociale, con attività dedicate al volontariato d’impresa e alla creazione di valore nei territori in cui Acea è presente, così come l’attenzione alla rigenerazione urbana, intesa come opportunità per restituire spazi e significati alle comunità. Con sede a <strong>Piazzale Ostiense</strong>, la Fondazione Acea si configura quindi come una piattaforma aperta, in cui la cultura rappresenta il punto di partenza per attivare progettualità più ampie, capaci di intrecciare memoria, educazione e responsabilità sociale.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="328951" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Fondazione-ACEA-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-328951" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Fondazione-ACEA-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Fondazione-ACEA-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Fondazione-ACEA-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Fondazione-ACEA.jpg 1221w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>L&#8217;acqua Evian celebra il bicentenario con il Balloon Dog di Jeff Koons</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/04/01/lacqua-evian-celebra-il-bicentenario-con-il-balloon-dog-di-jeff-koons/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 09:49:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[collaborazione]]></category>
		<category><![CDATA[evian]]></category>
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		<category><![CDATA[Koons]]></category>
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					<description><![CDATA[Evian celebra due secoli di storia con un’edizione limitata che intreccia estetica pop, lusso e cultura visiva contemporanea]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nata nel 1789 tra le rocce glaciali di <strong>Évian-les-Bains</strong>, nel cuore delle<strong> Alpi francesi</strong>, l’<strong>acqua Evian </strong>attraversa più di due secoli di storia trasformandosi da risorsa naturale a simbolo culturale. Imbottigliata per la prima volta nel 1826 per volontà del re di Sardegna, la celebre acqua minerale è oggi un marchio globale. Per celebrare il suo bicentenario, il marchio sceglie di amplificare la propria dimensione iconica attraverso una collaborazione che unisce sport e arte contemporanea. Accanto a figure di spicco dello sport internazionale — tra cui Carlos Alcaraz, Emma Raducanu, Frances Tiafoe e Céline Boutier — emerge la presenza di <strong>Jeff Koons</strong>, artista che più di altri ha saputo trasformare l’oggetto quotidiano in feticcio visivo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="731" data-id="328399" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/small-Untitled-1-1024x731.webp" alt="" class="wp-image-328399" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/small-Untitled-1-1024x731.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/small-Untitled-1-600x429.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/small-Untitled-1-768x548.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/small-Untitled-1.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Courtesy Evian</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si concretizza in una serie limitata di bottiglie in vetro, pensate per acqua naturale e frizzante. Il design, essenziale ma immediatamente riconoscibile, incorpora uno dei motivi più celebri dell’artista: il <strong>Balloon Dog</strong>. Nella versione per acqua naturale, il cane gonfiabile appare in una tonalità rosa, richiamata dal tappo; nella variante frizzante, il colore vira al blu. Entrambe le bottiglie sono avvolte da un nastro argentato, quasi a suggerire un dono, una celebrazione tangibile del gesto quotidiano del bere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Balloon Dog, apparso per la prima volta negli anni Novanta all’interno della serie <em><strong>Celebration</strong></em>, rappresenta uno dei vertici della poetica di Koons. Le sue superfici specchianti e i colori saturi evocano al contempo leggerezza infantile e monumentalità scultorea. Non è un caso che una delle versioni, quella arancione, abbia raggiunto nel 2013 la cifra record di 58,4 milioni di dollari da Christie’s, consacrando l’opera come una delle più riconoscibili e discusse dell’arte contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro tra Evian e Koons si inserisce in una tradizione di collaborazioni che, dal 2007, ha visto il marchio dialogare soprattutto con il mondo della moda, da Christian Lacroix a Diane von Furstenberg, fino ad Alexander Wang e Balmain. L’intervento di Koons segna tuttavia un passaggio significativo: per la prima volta, l’azienda affida la propria immagine a un artista visivo, spostando l’asse del discorso verso una riflessione più ampia sull’estetica e sulla riproducibilità dell’opera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ha dichiarato lo stesso Koons: «Ho scelto di incorporare il mio iconico Balloon Dog nel design perché non solo risuona con lo status iconico del brand, ma è anche direttamente collegato a questo momento celebrativo, ottimista — e, credo, vitale». Parole che rivelano una continuità tra linguaggio artistico e strategia comunicativa, dove l’oggetto-bottiglia diventa supporto simbolico di un immaginario condiviso.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="750" data-id="328398" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/small-evian-200-Years-Young-Jeff-Koons-LED-Duo.webp" alt="" class="wp-image-328398" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/small-evian-200-Years-Young-Jeff-Koons-LED-Duo.webp 1000w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/small-evian-200-Years-Young-Jeff-Koons-LED-Duo-600x450.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/small-evian-200-Years-Young-Jeff-Koons-LED-Duo-768x576.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Courtesy Evian</figcaption></figure>
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		<title>Audiovisivo, Intesa Sanpaolo finanzia oltre 750 produzioni tra cinema e serie TV</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/03/11/audiovisivo-intesa-sanpaolo-finanzia-oltre-750-produzioni-tra-cinema-e-serie-tv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 14:13:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 2009 il gruppo bancario ha investito circa 3,7 miliardi di euro nel settore audiovisivo sostenendo film, serie televisive e produzioni internazionali girate in Italia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni l’industria audiovisiva è diventata uno degli strumenti più efficaci di promozione culturale ed economica del Paese. In questo scenario Intesa Sanpaolo si conferma tra i principali sostenitori finanziari del settore: dal 2009 il gruppo ha erogato circa <strong>3,7 miliardi di euro</strong>, contribuendo alla realizzazione di <strong>oltre 750 film e serie televisive</strong>, oltre a <strong>220 produzioni tra spot pubblicitari, factual e format televisivi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attività è coordinata dal <strong>Desk Media &amp; Cultura</strong> della Divisione Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese. La struttura affianca le società di produzione non solo con strumenti di finanziamento, ma anche con consulenze dedicate alla costruzione finanziaria dei progetti, supportando produzioni cinematografiche, televisive e contenuti destinati alle piattaforme streaming.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="416" data-id="326300" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Desktop_230511_5mld_supporto_cinema_produzioni_audiovisive-1024x416.jpg" alt="" class="wp-image-326300" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Desktop_230511_5mld_supporto_cinema_produzioni_audiovisive-1024x416.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Desktop_230511_5mld_supporto_cinema_produzioni_audiovisive-600x244.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Desktop_230511_5mld_supporto_cinema_produzioni_audiovisive-768x312.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Desktop_230511_5mld_supporto_cinema_produzioni_audiovisive-1536x624.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Desktop_230511_5mld_supporto_cinema_produzioni_audiovisive.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Uno dei risultati più evidenti di questo modello è l’aumento delle <strong>produzioni internazionali realizzate in Italia</strong>. Grazie ai rapporti con major hollywoodiane, studi indipendenti e piattaforme OTT, Intesa Sanpaolo ha partecipato al sostegno di numerosi titoli globali girati nel Paese. Tra questi figurano <strong>Fast &amp; Furious 10, Indiana Jones, The Equalizer 3, Gossip Girl, 007, The White Lotus, Ferrari di Michael Mann, Those About to Die, Ripley, The Decameron, The Hand of Dante e Stolen Girl</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questi si aggiungono alcune produzioni sostenute più recentemente, tra cui <strong>Emily in Paris, The Resurrection of the Christ, Eternity e Solo Mio</strong>. Le riprese internazionali in Italia generano ricadute economiche importanti, coinvolgendo tecnici, maestranze, location e servizi collegati all’industria audiovisiva, oltre a contribuire alla diffusione globale dell’immagine e del talento creativo italiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’impegno della banca nel settore si riflette anche nel sostegno al <strong>Los Angeles Italia Film Festival</strong>, giunto alla nona edizione consecutiva di partnership con Intesa Sanpaolo. Il festival, organizzato dall’Istituto Capri nel Mondo e in programma dall’8 al 14 marzo 2026, rappresenta una delle principali piattaforme di promozione del cinema italiano negli Stati Uniti e si svolge tradizionalmente nei giorni che precedono la cerimonia degli Oscar.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le opere presentate al festival e sostenute finanziariamente figurano <strong>Buen Camino, Napoli New York, 5 secondi, La vita va così, Amata, 40 secondi, La vita da grandi, Unicorni, Oi vita mia, Rosso volante e Franco Battiato. Il lungo viaggio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno dei momenti più significativi della manifestazione è la sezione <strong>“Honoring Italian Masters by Intesa Sanpaolo”</strong>, dedicata alle personalità che hanno contribuito alla diffusione internazionale del cinema italiano. Nell’edizione 2026 vengono celebrati <strong>Monica Guerritore, Andrea Scrosati e Iginio Straffi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sostegno al settore audiovisivo si basa su un insieme di strumenti finanziari specifici per l’industria cinematografica. Tra questi figurano la <strong>monetizzazione del tax credit cinematografico</strong>, il <strong>co-finanziamento delle produzioni</strong> e operazioni di <strong>syndicated loan con banche internazionali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo modello consente ai produttori di anticipare gli incentivi fiscali, strutturare coproduzioni tra diversi Paesi e sostenere progetti di dimensioni più ambiziose, sempre più destinati alla distribuzione globale.</p>
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		<item>
		<title>Castello Monaci, il vino come narrazione artistica del territorio</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/03/11/castello-monaci-il-vino-come-narrazione-artistica-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 10:10:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[castello monaci]]></category>
		<category><![CDATA[luigi seracca guerriero]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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					<description><![CDATA[Luigi Seracca Guerrieri racconta la visione dell'antica tenuta salentina di famiglia, una storia di radici, tradizione e sensibilità contemporanea]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il vino è uno dei modi più antichi e complessi attraverso cui un territorio racconta se stesso. Non soltanto  un prodotto agricolo o un’esperienza gastronomica, ma il risultato di una lunga stratificazione di paesaggio, patrimonio e lavoro umano. In ogni bottiglia convivono il clima, la terra, le tecniche tramandate e la visione di chi oggi, con spirito di rinnovamento, continua a interpretarle. <strong><a href="https://www.castellomonaci.com/" type="link" id="https://www.castellomonaci.com/">Castello Monaci</a></strong> è un&#8217;antica realtà che ben rappresenta tale dimensione: la sua storia affonda le radici nel <strong>XVI secolo</strong>, quando nei dintorni di <strong>Salice Salentino </strong>sorse una fortificazione legata alla presenza di monaci basiliani che utilizzavano questi luoghi come spazio di culto, meditazione e rifugio. Le vicende del castello si intrecciano così con quelle dello scenario circostante, segnato dalla presenza di antichi vitigni, ulivi secolari e una cultura agricola che nei secoli ha modellato il paesaggio. Negli anni la dimora si è evoluta da luogo di culto e residenza nobiliare a centro produttivo e culturale, mantenendo però intatta la memoria delle sue origini. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="386" data-id="326194" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Castello-BASdef-1024x386.jpg" alt="" class="wp-image-326194" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Castello-BASdef-1024x386.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Castello-BASdef-600x226.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Castello-BASdef-768x289.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Castello-BASdef-1536x578.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/Castello-BASdef.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto Maraca Fotografia</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Oggi<strong> Castello Monaci</strong> è una tenuta vitivinicola dove vigneti, architettura storica e spazi dedicati all’accoglienza compongono un paesaggio articolato. Accanto alla produzione, trovano posto esperienze legate all’enoturismo, percorsi di degustazione e il <strong>Museo del vino</strong>, che racconta l’evoluzione della viticoltura pugliese attraverso strumenti storici, fotografie e documenti della vita agricola del territorio. L’intervista che segue con<strong> Luigi Seracca Guerrieri</strong>, che da anni guida con innovazione e sensibilità contemporanea l&#8217;azienda, nasce proprio da questa prospettiva: riflettere sul vino come racconto culturale, esplorare il rapporto tra memoria, estetica e narrazione e immaginare come una realtà vitivinicola possa dialogare con altri linguaggi, dall’arte contemporanea al design, contribuendo alla valorizzazione del tessuto che lo circonda.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il vino racconta sempre una storia fatta di territorio, tradizione e persone. Quanto è importante per voi trasformare questa storia in un vero e proprio racconto culturale?</strong><br>Il vino, per noi, è un modo di custodire il tempo. In ogni bottiglia si intrecciano la nostra terra, le tradizioni che abbiamo ereditato e le storie delle persone che, generazione dopo generazione, hanno dato forma all&#8217;identità della Castello Monaci.&nbsp;Trasformare questa storia in un racconto culturale è fondamentale, perché il vino è uno dei modi più autentici per trasmettere la memoria di un luogo. Nel nostro caso, significa raccontare il Salento, i suoi paesaggi, il suo clima e il lavoro che la nostra famiglia porta avanti da generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Molte cantine oggi si relazionano all&#8217;arte contemporanea attraverso mostre, eventi o residenze artistiche. Avete mai pensato a progetti che mettano in relazione il vino con il linguaggio dell&#8217;arte?</strong>Pensiamo che il vino e l&#8217;arte condividano una stessa sensibilità, entrambi nascono dall&#8217;osservazione del tempo, della natura e dello sguardo umano. Per questo l&#8217;idea di far dialogare il vino con il linguaggio dell&#8217;arte ci sembra un connubio  molto interessante. Abbiamo già valutato la possibilità di sviluppare progetti in questa direzione. Alcune attività sono state già fatte e siamo pronti ad andare in quella direzione. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il design e l&#8217;immagine di una bottiglia sono spesso il primo contatto tra il vino e il pubblico. Quanto conta per voi l&#8217;aspetto estetico – dall&#8217;etichetta alla presentazione – nel raccontare l&#8217;identità di Castello Monaci?</strong> <br>Per noi il design della bottiglia deve essere un segno discreto, capace di anticipare ciò che il vino porta con sé. Il legame con la storia e l&#8217;eleganza di Castello Monaci vogliamo che sia presente in modo sottile, quasi suggerito. L&#8217;idea è che l&#8217;immagine del vino riesca a evocare, più che descrivere, i tratti distintivi del luogo.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se Castello Monaci dovesse confrontarsi con un artista contemporaneo, che tipo di progetto immaginereste e quale aspetto del vostro lavoro vi piacerebbe far interpretare attraverso l&#8217;arte?</strong><br>Se dovessimo dialogare con un&#8217;artista contemporaneo, immagineremmo un progetto capace di mettere in relazione tempi diversi: la memoria profonda di questo luogo e lo sguardo contemporaneo con cui oggi interpretiamo il vino. Ci piacerebbe che l&#8217;artista partisse proprio da questa tensione fertile, tra tradizione e sensibilità presente, per restituire, attraverso il suo linguaggio, il carattere del Salento, la stratificazione della storia e una forma di eleganza che nasce dall&#8217;incontro tra tradizione e visione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Salento è sempre più presente anche nella scena artistica italiana. In che modo una realtà come questa può contribuire alla valorizzazione culturale dell&#8217;identità locale oltre alla produzione vinicola?</strong><br>Castello Monaci, nel suo modo di essere e di accogliere, cerca di custodire e interpretare l&#8217;eleganza profonda del territorio salentino. Il vino ne è una delle espressioni, ma il racconto si compie davvero nell&#8217;esperienza della cantina, del museo del vino, dei vigneti, del bosco e del castello. La visita, l&#8217;incontro con gli spazi e con la storia che li attraversa, la degustazione vissuta in questo luogo permettono di entrare in contatto non solo con i nostri vini, ma con il carattere e la sensibilità di questo territorio. Il nostro desiderio è che chi arriva qui non porti via soltanto il ricordo di un vino, ma la sensazione di aver attraversato, anche solo per un momento, l&#8217;anima di un luogo e della sua storia.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="659" data-id="326200" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-10-at-17.31.38-1024x659.jpeg" alt="" class="wp-image-326200" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-10-at-17.31.38-1024x659.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-10-at-17.31.38-600x386.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-10-at-17.31.38-768x494.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-10-at-17.31.38.jpeg 1191w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="767" height="1024" data-id="326202" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-11-at-10.03.52-767x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-326202" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-11-at-10.03.52-767x1024.jpeg 767w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-11-at-10.03.52-450x600.jpeg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-11-at-10.03.52-768x1025.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-11-at-10.03.52-1151x1536.jpeg 1151w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-11-at-10.03.52.jpeg 1199w" sizes="auto, (max-width: 767px) 100vw, 767px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luigi Seracca Guerrieri</figcaption></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Claire Fontaine presenta l&#8217;etichetta d&#8217;artista dello Chardonnay Planeta</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/02/25/claire-fontaine-presenta-letichetta-dartista-dello-chardonnay-planeta-alla-galleria-lia-rumma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 11:43:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Claire Fontaine]]></category>
		<category><![CDATA[etichetta]]></category>
		<category><![CDATA[galleria Lia Rumma]]></category>
		<category><![CDATA[on fire]]></category>
		<category><![CDATA[Planeta]]></category>
		<category><![CDATA[Vino]]></category>
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					<description><![CDATA[Milano celebra l’anniversario dello Chardonnay Planeta con un evento alla Galleria Lia Rumma]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Galleria Lia Rumma di Milano</strong> ha ospitato la presentazione ufficiale della trentesima vendemmia dello <strong>Chardonnay Planeta</strong>, celebrata con un’edizione speciale la cui etichetta riproduce <strong><em>On Fire</em> </strong>(2023) del collettivo <strong>Claire Fontaine</strong>. Un evento che ha riunito arte contemporanea e cultura del vino in un dialogo serrato sul tema dell’emergenza ambientale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta della galleria milanese non è secondaria: Lia Rumma rappresenta da anni uno dei punti di riferimento internazionali per la ricerca artistica più impegnata e concettuale, e Claire Fontaine – collettivo fondato a Parigi nel 2004 – ne è tra le voci più riconosciute. La presentazione ha assunto così il carattere di un incontro tra mondi affini per visione critica e attenzione al presente.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="174" height="290" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/images-69.jpg" alt="" class="wp-image-324780"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Al centro dell’iniziativa, l’opera <em>On Fire</em>. L’immagine dell’emoji della fiamma, ingrandita e decontestualizzata, diventa nella pratica di Claire Fontaine un segno ambivalente: simbolo di entusiasmo e approvazione nel linguaggio digitale quotidiano, ma anche allusione diretta agli incendi e al riscaldamento globale. «Gli emoji sono i geroglifici del presente», ha dichiarato il collettivo in più occasioni, sottolineando come questi pittogrammi condensino tensioni culturali, politiche e affettive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Applicata all’etichetta dello Chardonnay, la fiamma acquisisce una densità ulteriore. Il vino – prodotto agricolo legato ai cicli naturali e alla vulnerabilità climatica – si confronta con un’immagine che richiama la fragilità del territorio siciliano, sempre più esposto agli incendi estivi. L’operazione evita ogni retorica celebrativa: l’anniversario diventa occasione per assumere una posizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto, infatti, si traduce in un intervento concreto. Il ricavato della vendita di una serie limitata di Jeroboam di Chardonnay 2024 sarà destinato al recupero del paesaggio rurale all’interno del Parco Archeologico di Selinunte. Il piano prevede azioni di rigenerazione con flora autoctona e la realizzazione di aree di sosta integrate nel contesto naturale e archeologico, in un’ottica di tutela e valorizzazione sostenibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l’evento milanese è emersa con chiarezza la volontà di Planeta di collocare questo traguardo storico in una dimensione culturale ampia. Lo Chardonnay, vino simbolo del percorso qualitativo dell’azienda negli ultimi trent’anni, diventa il tramite per un’alleanza tra produzione agricola e ricerca artistica.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" data-id="324779" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG20251128110628217-1024x680.jpg" alt="" class="wp-image-324779" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG20251128110628217-1024x680.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG20251128110628217-600x398.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG20251128110628217-768x510.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/IMG20251128110628217.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Obiettivo Immagine, Enrico Maccari: «nel 2026 punteremo ancora di più sulla cultura»</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/12/18/obiettivo-immagine-enrico-maccari-nel-2026-punteremo-ancora-di-piu-sulla-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2025 10:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Parla il fondatore: “Il prossimo anno punteremo a rafforzare le nostre produzioni sia in ambito culturale, puntando soprattutto ai documentari, ma anche su veri e propri programmi tv dedicati al contemporaneo», afferma Maccari. «Un ambito dove abbiamo fatto bene e dove c’è spazio di crescita” Nel&#160;2026 Obiettivo Immagine&#160;si prepara ad affrontare una nuova fase di consolidamento e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h5 class="wp-block-heading"><em>Parla il fondatore: “Il prossimo anno punteremo a rafforzare le nostre produzioni sia in ambito culturale, puntando soprattutto ai documentari, ma anche su veri e propri programmi tv dedicati al contemporaneo», afferma Maccari. «Un ambito dove abbiamo fatto bene e dove c’è spazio di crescita”</em></h5>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="200" height="200" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/1517502771075.jpg" alt="" class="wp-image-321547"/></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Nel&nbsp;<strong>2026 Obiettivo Immagine</strong>&nbsp;si prepara ad affrontare una nuova fase di consolidamento e sviluppo, rafforzando il proprio posizionamento come realtà produttiva solida, contemporanea e capace di leggere con lucidità l’evoluzione del panorama audiovisivo italiano. Dopo oltre vent’anni di attività, l’azienda fondata e diretta da&nbsp;<strong>Enrico Maccari</strong>&nbsp;guarda al futuro con una strategia chiara, che tiene insieme continuità e innovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il&nbsp;<strong>segmento delle news</strong>&nbsp;rimane uno dei pilastri fondamentali dell’identità di Obiettivo Immagine. È qui che la società è nata e ha costruito il proprio rapporto storico con la&nbsp;<strong>RAI</strong>, sviluppando competenze operative, rapidità decisionale e un’elevata affidabilità tecnica. Anche nel 2026, questo ambito continuerà a essere centrale nelle attività aziendali, con investimenti mirati su tecnologie, flussi di lavoro e professionalità in grado di rispondere alle esigenze sempre più complesse dell’informazione televisiva contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolinea l’Amministratore Delegato&nbsp;<strong>Enrico Maccari</strong>:&nbsp;<em>«Continuiamo ad investire sul segmento delle news, un ambito dove siamo nati e ancora centrale nelle nostre attività»</em>. Una dichiarazione che ribadisce la volontà di presidiare un settore strategico, senza però rimanere ancorati esclusivamente al passato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft is-resized" id="attachment_81279"><img decoding="async" src="https://associatedmedias.com/wp-content/uploads/2026/01/download-3.jpg" alt="" class="wp-image-81279" style="aspect-ratio:1.785734664764622;width:234px;height:auto"/><figcaption class="wp-element-caption">Zappi e Mazzantini</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla solidità del comparto news, il&nbsp;<strong>2026</strong>&nbsp;rappresenta infatti un anno chiave per l’espansione delle&nbsp;<strong>produzioni culturali</strong>, un terreno su cui Obiettivo Immagine ha già dimostrato qualità, visione e credibilità editoriale. L’azienda intende rafforzare in modo deciso la propria presenza nel mondo dei&nbsp;<strong>documentari</strong>, in particolare quelli legati all’arte, alla cultura e ai linguaggi del contemporaneo. Un percorso naturale, coerente con la storia recente della società e confermato dal successo di produzioni andate in onda sui principali canali del servizio pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’obiettivo non si ferma al documentario. La strategia per il 2026 guarda anche allo sviluppo di&nbsp;<strong>veri e propri programmi televisivi</strong>, pensati per raccontare il presente, intercettare nuove sensibilità e dialogare con un pubblico attento ai temi culturali, sociali e artistici del nostro tempo. Formati originali, capaci di coniugare rigore editoriale, qualità visiva e accessibilità, in linea con l’evoluzione dei palinsesti e delle piattaforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>«Nel 2026 punteremo a rafforzare le nostre produzioni sia in ambito culturale, puntando soprattutto ai documentari, ma anche su veri e propri programmi tv dedicati al contemporaneo»</em>, afferma Maccari.&nbsp;<em>«Un ambito dove abbiamo fatto bene e dove c’è spazio di crescita».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa visione si traduce in un investimento non solo economico, ma anche creativo e organizzativo: sviluppo di nuovi progetti editoriali, rafforzamento delle competenze interne, collaborazione con autori, registi e partner culturali, e una costante attenzione alla qualità della post-produzione, della grafica e del linguaggio visivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2026 Obiettivo Immagine si propone quindi come una&nbsp;<strong>struttura sempre più completa</strong>, capace di operare con la stessa efficacia nell’urgenza dell’informazione e nella profondità del racconto culturale. Un’azienda che guarda al futuro senza rinnegare le proprie radici, trasformando l’esperienza maturata sul campo in una leva per innovare, crescere e continuare a produrre contenuti di valore per il panorama audiovisivo italiano.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Photo Grant Deloitte 2025 esplora il contrasto da Triennale Milano</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/12/16/photo-grant-deloitte-2025-esplora-il-contrasto-da-triennale-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2025 10:09:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Deloitte]]></category>
		<category><![CDATA[photo grant deloitte]]></category>
		<category><![CDATA[triennale milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Photo Grant Deloitte porta negli spazi milanesi i lavori di Carlos Idun-Tawiah e Fabiola Ferrero in dialogo con l’anteprima di Atefe Moeini, vincitrice dell'Open Call 2025]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fino al 25 gennaio 2026 </strong>la <strong>Triennale di Milano </strong>ospita la terza edizione del <em><strong>Photo Grant Deloitte</strong></em>, progetto promosso da<strong>Deloitte Italia</strong> con il patrocinio di <strong>Fondazione Deloitte</strong>, in collaborazione con Triennale Milano, sotto la direzione artistica di <strong>Denis Curti </strong>e con il contributo curatoriale di <strong>BlackCamera</strong>. Un appuntamento ormai consolidato che, dopo <strong><em>Connection</em> e <em>Possibilities</em></strong>, sceglie di misurarsi con una parola densa e ambigua: <em><strong>Contrast</strong></em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contrasto, qui, diventa territorio di tensione concettuale: tra presenza e assenza, luce e ombra, memoria e invenzione. La mostra si articola in due sezioni cromaticamente distinte ma intimamente dialoganti, dedicate ai lavori di <strong>Carlos Idun-Tawiah</strong>, vincitore dell’edizione 2025 per la categoria<em><strong> Segnalazioni</strong></em>, e di <strong>Fabiola Ferrero</strong>, vincitrice dell’edizione 2024 per la <em><strong>Open Call</strong></em>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="751" data-id="319519" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/2.-Grandpa_s-Double-Bass-1024x751-1.jpg" alt="" class="wp-image-319519" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/2.-Grandpa_s-Double-Bass-1024x751-1.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/2.-Grandpa_s-Double-Bass-1024x751-1-600x440.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/2.-Grandpa_s-Double-Bass-1024x751-1-768x563.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Carlos Idun-Tawiah, <em>Grandpa’s Double Bass</em>, © Carlos Idun-Tawiah, 2024</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con <em><strong>Hero, Father, Friend</strong></em>, Idun-Tawiah costruisce un racconto autobiografico che prende avvio dalla perdita del padre per trasformarsi in un processo di auto-definizione. Le sue immagini funzionano come pagine di un diario ricomposto a posteriori, in cui il ricordo reale convive con la necessità dell’immaginazione. Le fotografie, solo apparentemente documentarie, sono in realtà scene ricostruite, veri e propri set cinematografici abitati da familiari e amici chiamati a interpretare ruoli affettivi. La paternità emerge così come concetto espanso: non un dato biologico, ma una forma di trasmissione emotiva e simbolica. Nel gesto di reinventare il passato, l’artista trasforma il dolore in materia fertile, restituendo alla memoria una funzione generativa.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="319518" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/REINASPRESS-2-1024x768-1.jpg" alt="" class="wp-image-319518" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/REINASPRESS-2-1024x768-1.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/REINASPRESS-2-1024x768-1-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/REINASPRESS-2-1024x768-1-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Fabiola Ferrer, <em>Reinas</em></figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro dello spazio espositivo si impone il lavoro di Fabiola Ferrero con <em><strong>Reinas</strong></em>, progetto che indaga l’identità venezuelana attraverso un doppio paradigma apparentemente inconciliabile: l’industria petrolifera e il culto della bellezza. Il Venezuela, paese dalle immense risorse naturali e dalla lunga tradizione nei concorsi di bellezza, viene raccontato attraverso i corpi e i volti delle donne che incarnano un ideale estetico imposto e interiorizzato. Ferrero osserva con lucidità una cultura in cui la bellezza diventa promessa di riscatto e al tempo stesso gabbia sociale. Le sue immagini, sospese tra messa in scena e realtà, restituiscono un racconto complesso, in cui il sogno individuale si intreccia alle contraddizioni di un intero sistema.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="666" data-id="319521" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/02photograntdeloitte2025.webp" alt="" class="wp-image-319521" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/02photograntdeloitte2025.webp 1000w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/02photograntdeloitte2025-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/02photograntdeloitte2025-768x511.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo Alessandra Marini</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il dialogo tra i due progetti è rafforzato dall’allestimento cromatico: i toni caldi e terrosi che accompagnano il lavoro di Idun-Tawiah si contrappongono al rosa dominante della sezione di Ferrero, colore simbolicamente associato all’universo femminile e alle sue convenzioni. Una scelta che non divide, ma amplifica il confronto. Significativi anche gli spazi di interazione con il pubblico, pensati come estensioni narrative delle opere. Da un lato, uno specchio con corona e fascia invita a confrontarsi con la propria immagine e con l’idea di vanità; dall’altro, una sedia e un tappeto evocano un ambiente domestico, luogo della memoria e dell’intimità, in cui il visitatore è chiamato a riconoscersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A completare il percorso, l’anteprima di <em><strong>Go Live</strong></em> di <strong>Atefe Moeini</strong>, vincitrice della <strong><em>Open Call 2025</em></strong>. Arrestata a Teheran per non aver rispettato il codice di abbigliamento imposto dal regime, l’artista iraniana trasforma un’esperienza personale in un progetto collettivo sulle vite delle donne nel suo paese. Le sue immagini, cariche di una forza silenziosa, si fanno archivio visivo di resistenza, affermando dignità e identità contro ogni forma di controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il<em> Photo Grant Deloitte 2025</em> si conferma così come uno spazio di riflessione sulle contraddizioni del nostro tempo, capace di attraversare geografie e culture diverse senza appiattirle. In occasione dell’inaugurazione, è stato annunciato il tema della prossima edizione: <em><strong>Proximities</strong></em>. Un invito a continuare l’esplorazione dei legami, delle distanze e delle soglie che definiscono il nostro essere nel mondo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="319522" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/2-Ghost-in-My-Room-683x1024.jpg" alt="" class="wp-image-319522" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/2-Ghost-in-My-Room-683x1024.jpg 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/2-Ghost-in-My-Room-400x600.jpg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/2-Ghost-in-My-Room-768x1152.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/2-Ghost-in-My-Room.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /><figcaption class="wp-element-caption">Atefe Moeini, <em>Ghost in My Room</em></figcaption></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Enel, il gruppo guidato da Flavio Cattaneo illumina il Natale di alcuni dei più bei borghi d&#8217;Italia</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/12/12/enel-il-gruppo-guidato-da-flavio-cattaneo-illumina-il-natale-di-alcuni-dei-piu-bei-borghi-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 10:18:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[enel]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[Festività natalizie all’insegna dell’energia, tra tradizione e innovazione: installazioni luminose dell’azienda elettrica nei centri storici di Trento, Assisi, Tivoli, Moncalieri e Castel Del Piano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Celebrare la tradizione, sostenere le economie locali e promuovere la sostenibilità. Sono queste alcune delle ragioni che hanno portato <strong>Enel</strong>, anche quest’anno, in occasione delle festività natalizie, a predisporre installazioni di illuminazione architetturale in molte località del nostro Paese. Le opere luminarie contribuiscono a ridisegnare le città, unendo arte, bellezza e sostenibilità per celebrare il territorio e le comunità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L’energia messa a disposizione dal Gruppo non si limita a illuminare: connette persone e luoghi, valorizza il patrimonio e rende accessibile a tutti la bellezza delle città. Le iniziative, effettuate spesso in collaborazione con le amministrazioni comunali, valorizzano il patrimonio culturale attraverso l’innovazione tecnologica, con l’obiettivo di creare un’atmosfera di gioia e unione durante le festività, anche usando soluzioni a basso consumo energetico. Le luminarie natalizie, infatti, sono parte integrante della tradizione, simboleggiando la luce, la speranza e la gioia del Natale, in un’ottica di sostegno alle comunità valorizzando i luoghi e i centri storici. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="550" data-id="319311" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/PHOTO-2025-12-11-17-45-27-e1765526462758-480x550-1.jpg" alt="" class="wp-image-319311"/></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Enel tiene molto, poi, alla valorizzazione culturale del messaggio natalizio. Le installazioni luminose sono progettate per raccontare storie, esaltando l’identità e il patrimonio culturale delle città e delle tradizioni. Enel, tra l’altro, utilizza soluzioni innovative come i LED ad alta efficienza energetica per realizzare installazioni artistiche che consumano meno energia, in linea con la mission aziendale della valorizzazione della consapevolezza dei consumi e della sostenibilità, offrendo soluzioni che riducono l’impatto ambientale pur creando un’esperienza luminosa di impatto. Le installazioni quest’anno hanno interessato cinque bellissime località italiane, sparse da nord a sud in lungo e in largo sullo Stivale: <strong>Trento, Assisi, Tivoli, Moncalieri e Castel Del Piano</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A Trento Enel ha trasformato Piazza Duomo in un affresco di luce che ridisegna le facciate del centro storico, esaltandone proporzioni e dettagli architettonici. Rosoni, archetti, affreschi e bassorilievi dialogano con trame floreali e geometriche in un gioco di proiezioni raffinato e suggestivo. L’intervento utilizza ventisette proiettori LED installati su una struttura temporanea accanto al grande albero di Natale. Grazie all’illuminazione mappata, le facciate vengono digitalizzate e le grafiche adattate con precisione alle superfici. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="445" data-id="319310" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/PHOTO-2025-12-11-17-45-27-1-e1765526680394-480x445-1.jpg" alt="" class="wp-image-319310"/><figcaption class="wp-element-caption">Assisi</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nella magica cornice di Assisi, invece, la città si accende insieme a Betlemme e diventa una galleria d’arte a cielo aperto. Il cuore dell’impianto umbro è il videomapping sul Palazzo del Comando, dedicato al tema “Pace sulla Terra”, che rilegge in chiave emozionale alcune opere di Banksy. Da qui prende vita un itinerario che attraversa palazzi e monumenti, proponendo su ogni facciata il dialogo tra un maestro della pittura e un valore simbolico legato alla pace: Chagall con il perdono sulla Basilica di Santa Chiara, Magritte con la speranza sulla Cattedrale di San Rufino, Klimt con l’accoglienza sull’Abbazia di San Pietro, Köder con la rinascita sulla Basilica di San Francesco, Picasso con il dialogo sul Santuario di Rivotorto. Un invito silenzioso e suggestivo da parte del gruppo energetico a vivere gli spazi quotidiani come luoghi di condivisione e bellezza. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A Tivoli, sede della storica centrale idroelettrica Enel dell’Acquoria, vicino Roma, dal 6 dicembre la luce diventa il filo conduttore per raccontare i luoghi iconici della città. Una facciata di Rocca Pia si anima in uno spettacolo che intreccia musica e arte, mentre la Torre dell’Orologio si veste di grafiche e animazioni natalizie. Scenografie diffuse si estendono nel centro storico, dando vita a un racconto fatto di storia e innovazione grazie a tecnologie che coniugano alto rendimento energetico e basso impatto ambientale. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="385" height="547" data-id="319312" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/PHOTO-2025-12-11-17-47-37-1.jpg" alt="" class="wp-image-319312"/><figcaption class="wp-element-caption">Trento, foto Matteo Pavana</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Atmosfere da favola invece a Moncalieri, in provincia di Torino, dove i simboli delle festività incontrano l’immaginario fiabesco e l’atmosfera circense: dall’Arco di Porta Navina a Piazza Vittorio Emanuele II, passando per il Castello Reale e il Ponte dei Templari, prende vita una sfilata di acrobati, ballerine ed equilibristi grazie a giochi di luci e videomapping. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Impossibile non citare Castel Del Piano, grazioso borgo alle pendici del Monte Amiata, in Toscana, dove il Municipio, grazie alle installazioni dell’azienda elettrica, diventa una tela vivente grazie a tre proiettori LED di ultima generazione, ottiche ad alta precisione e immagini calibrate sulle geometrie della facciata. Ogni cornice, finestra e dettaglio architettonico diventa parte di una scenografia luminosa. Le installazioni del gruppo guidato da Flavio Cattaneo mettono in evidenza il connubio tra innovazione tecnologica e valorizzazione culturale, dimostrando come la tecnologia possa essere al servizio dell’uomo e dell’ambiente, illuminando il patrimonio del Paese con un linguaggio di luce inclusivo e sostenibile.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="397" height="583" data-id="319314" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/12/PHOTO-2025-12-11-17-47-37.jpg" alt="" class="wp-image-319314"/></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>BMW sceglie di nuovo l&#8217;arte e lo fa con Valerio Berruti</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/10/24/bmw-sceglie-di-nuovo-larte-e-lo-fa-con-valerio-berruti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 10:19:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Bmw]]></category>
		<category><![CDATA[partnership]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Berruti]]></category>
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					<description><![CDATA[Presentata a Milano la nuova mostra di Berruti frutto della partnership con BMW, che consiste in un atto curatoriale sostenibile]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Tra le volte storiche di <strong>Palazzo Reale</strong> a Milano si è svolto un incontro che ha unito due visioni complementari: quella <strong>artistica e umana di Valerio Berruti</strong> e quella <strong>tecnologica e sensoriale di BMW</strong>. Con <em><strong>More than kids meets More than a car</strong></em>, l’arte contemporanea incontra il design industriale, generando una riflessione condivisa su <strong>bellezza, responsabilità e futuro</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" data-id="314426" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/BMW-1024x682.jpg" alt="" class="wp-image-314426" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/BMW-1024x682.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/BMW-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/BMW-768x511.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/BMW.jpg 1218w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Un incontro tra Berruti e BMW</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In questo nuovo dialogo c&#8217;è, da un lato, l’universo poetico di <strong>Berruti</strong>, protagonista della mostra <em>More than kids</em>, in cui l’infanzia diventa simbolo di rinascita e consapevolezza. Le sue figure sospese, tra pittura, scultura e animazione, parlano di <strong>speranza e cambiamento climatico</strong>, di fragilità e di resilienza. L’artista costruisce un linguaggio minimale e universale, in cui la leggerezza del tratto si carica di profondità etica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altro, <strong>BMW</strong>, rappresentata da <strong>Renzo Vitale</strong>, Creative Director of Sound Design del gruppo, porta avanti una ricerca in cui la tecnologia diventa <strong>esperienza emotiva</strong>. Il nuovo soundscape <em>HypersonX</em> – composto da 43 suoni dinamici che si adattano al contesto di guida – trasforma l’automobile in uno spazio di ascolto, in cui <strong>la macchina respira con chi la guida</strong>. È una visione che fonde innovazione e sensibilità, ribadendo l’idea di una <strong>mobilità capace di emozionare e rispettare l’ambiente</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-21 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="990" height="660" data-id="314427" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/BMW-incontra-Berruti-990x660-1.jpg" alt="" class="wp-image-314427" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/BMW-incontra-Berruti-990x660-1.jpg 990w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/BMW-incontra-Berruti-990x660-1-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/BMW-incontra-Berruti-990x660-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 990px) 100vw, 990px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Un atto curatoriale sostenibile</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’incontro tra Berruti e BMW non è una semplice collaborazione, ma un <strong>atto curatoriale condiviso</strong>: un progetto che restituisce alla tecnologia un volto umano e all’arte un respiro contemporaneo. La forza di <em>More than kids meets More than a car</em> risiede proprio in questo punto di contatto, ovvero nel comprendere che la creatività, in ogni forma, è oggi il vero motore della sostenibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attraverso questa partnership, BMW rinnova un impegno che da oltre cinquant’anni lega il marchio al mondo dell’arte. Dalle <strong>Art Car</strong> firmate da Warhol, Lichtenstein, Koons e Julie Mehretu alle collaborazioni con istituzioni come il <strong>Guggenheim Museum</strong>, la <strong>Tate Modern</strong>, il <strong>Centre Pompidou</strong> e <strong>La Scala di Milano</strong>, il gruppo tedesco ha costruito un dialogo costante tra ingegneria e immaginazione. Con <strong>Valerio Berruti</strong>, quel dialogo trova una nuova forma di equilibrio: <strong>un’estetica condivisa</strong>, dove arte e tecnologia non si osservano da lontano ma si contaminano.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="314428" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/20251022_0764-S6NUy2-1024x683-1.webp" alt="" class="wp-image-314428" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/20251022_0764-S6NUy2-1024x683-1.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/20251022_0764-S6NUy2-1024x683-1-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/10/20251022_0764-S6NUy2-1024x683-1-768x512.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>A Fabriano nasce un’opera collettiva con 150 studenti</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/07/15/a-fabriano-nasce-unopera-collettiva-con-150-studenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte & Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[bper banca]]></category>
		<category><![CDATA[edoardo piermattei]]></category>
		<category><![CDATA[fabriano industry]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione ermanno casoli]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Smarrelli]]></category>
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					<description><![CDATA[Pensata per gli spazi di Fabriano Industry, l'opera di Edoardo Piermattei è stata realizzata con un progetto promosso dalla Fondazione Ermanno Casoli]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Una grande opera collettiva, fatta di cemento pigmentato e creatività condivisa, diventa il simbolo tangibile di un’esperienza formativa che unisce arte, scuola e impresa. Si intitola <em><strong>Studio per cementare uno spettro</strong></em> il lavoro che l’artista <strong>Edoardo Piermattei</strong> ha realizzato insieme a oltre <strong>150 studenti del comprensorio fabrianese</strong>, coinvolti in un laboratorio intensivo all’interno del <strong>Future Campus Fabriano 2025</strong>. L’opera sarà inaugurata <strong>mercoledì 16 luglio 2025 alle ore 17</strong> nella sede di <strong>Fabriano Industry</strong>, all’interno degli spazi di <strong>BPER Banca</strong> in <strong>Piazza Giambattista Miliani 16</strong>.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1500" height="1001" data-id="306850" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/16_PS_AIRBNB_ITALIANVILLAGES_STUDIOVISIT_PIERMATTEI_©PiotrNiepsuj_HR.jpg" alt="" class="wp-image-306850" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/16_PS_AIRBNB_ITALIANVILLAGES_STUDIOVISIT_PIERMATTEI_©PiotrNiepsuj_HR.jpg 1500w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/16_PS_AIRBNB_ITALIANVILLAGES_STUDIOVISIT_PIERMATTEI_©PiotrNiepsuj_HR-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/16_PS_AIRBNB_ITALIANVILLAGES_STUDIOVISIT_PIERMATTEI_©PiotrNiepsuj_HR-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/16_PS_AIRBNB_ITALIANVILLAGES_STUDIOVISIT_PIERMATTEI_©PiotrNiepsuj_HR-768x513.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /><figcaption class="wp-element-caption">Edoardo Piermattei, ©Piotr Niepsuj</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è nato nell’ambito del <strong>workshop <em>Ho conosciuto Giotto e Giotto ha conosciuto me</em></strong>, curato da <strong>Marcello Smarrelli</strong> e promosso da <strong>Confindustria Ancona</strong> con la <strong>Fondazione Ermanno Casoli</strong>, realtà da sempre impegnata nel creare ponti tra arte contemporanea e contesto produttivo. Il <strong>Future Campus</strong>, giunto alla sua quarta edizione, è un percorso dedicato ai ragazzi tra i 15 e i 18 anni, pensato per aiutarli a orientarsi nel mondo del lavoro e nella scoperta di sé, a partire dalle risorse del proprio territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lavoro prende forma in <strong>153 cementine</strong> disposte in un pannello di oltre tre metri per quasi due d’altezza (<strong>340 x 180 cm</strong>). Ogni piastrella è stata creata manualmente dai partecipanti durante il laboratorio, sotto la guida dell’artista. Il risultato è un mosaico potente, che fonde gesto individuale e visione collettiva. Il titolo scelto, <em>Studio per cementare uno spettro</em>, evoca l’idea di dare corpo e permanenza a qualcosa di impalpabile: le emozioni, i pensieri, le relazioni nate durante il percorso formativo. L’opera, concepita come<strong> site-specific e permanente</strong>, sarà collocata stabilmente negli spazi di Fabriano Industry, diventando parte integrante dell’identità di un luogo che rappresenta l’incontro tra innovazione, manifattura e cultura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Studio per cementare uno spettro</strong></em> sarà visitabile con un’apertura straordinaria da <strong>giovedì 17 a martedì 23 luglio</strong>, tutti i giorni dalle <strong>9 alle 19</strong>. A partire da agosto, il pubblico potrà accedervi nei giorni di <strong>martedì e giovedì</strong>, dalle <strong>10 alle 13</strong> e dalle <strong>16 alle 19</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-24 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="795" data-id="306851" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/47359cba-7b62-1f1f-80ae-146a6f6d256a.jpg" alt="" class="wp-image-306851" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/47359cba-7b62-1f1f-80ae-146a6f6d256a.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/47359cba-7b62-1f1f-80ae-146a6f6d256a-600x398.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/47359cba-7b62-1f1f-80ae-146a6f6d256a-1024x678.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/47359cba-7b62-1f1f-80ae-146a6f6d256a-768x509.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>
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