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	<title>monocromatismo - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
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		<title>La National Gallery ospita una mostra dedicata alla pratica del bianco e nero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 09:44:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[monocromatismo]]></category>
		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Immaginate un mondo dell&#8217;arte senza colori, un quadro o una scultura, la vedreste diversamente? Questa la domanda che lancia la National gallery di Londra con la mostra aperta fino al 18 febbraio e intitolata significativamente Monochrome: Painting in Black and White. Una selezione di una cinquantina di lavori dal medioevo fino al contemporaneo esplora una pratica [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Immaginate un mondo dell&#8217;arte senza colori, un quadro o una scultura, la vedreste diversamente? Questa la domanda che lancia la National gallery di Londra con la mostra aperta fino al 18 febbraio e intitolata significativamente <em>Monochrome: Painting in Black and White</em>. Una selezione di una cinquantina di lavori dal medioevo fino al contemporaneo esplora una pratica artista diffusa ma poco conosciuta. Curata da Lelia Packer e Jennifer Sliwka l&#8217;esposizione raccoglie grandi nomi della storia dell&#8217;arte da Jan van Eyck, Albrecht Dürer, Rembrandt van Rij e Jean-Auguste-Dominique Ingres per arrivare alla grande stanza monocroma realizzata da Olafur Eliasson. <span style="font-weight: 300;">«I pittori – dicono le curatrici – riducono la loro paletta di colori per varie ragioni, ma soprattutto per focalizzare l&#8217;attenzione dell&#8217;osservatore su un determinato particolare, concetto o tecnica. È una pratica molto libera, esterna dalla complessità legata ai colori con la quale è facile sperimentare la forma e il significato simbolico». Info: <a href="http://www.nationalgallery.org.uk/whats-on/monochrome-painting-in-black-and-white" target="_blank">www.nationalgallery.org.uk/whats-on/monochrome-painting-in-black-and-white</a></span></p>
<p style="text-align: justify;">[youtube]https://youtu.be/x_dJd9_YMbY[/youtube]</p>
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		<title>La via d&#8217;uscita dall&#8217;informale</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/03/27/la-via-duscita-dallinformale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 17:09:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calendart]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Fiz]]></category>
		<category><![CDATA[anni 60]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Marrocco]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[galleria Antonio Battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Intrecci]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Fontana]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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		<category><![CDATA[Pittura]]></category>
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					<description><![CDATA[Milano, esposti gli intrecci di Armando Marocco, opere potenzialmente espandibili all'infinito]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.insideart.eu/2013/03/27/la-via-duscita-dallinformale/quadro-n-5/" rel="attachment wp-att-48669"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-48669" title="Massimiliano Marocco, Intrecci" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/03/Quadro-n-5-517x600.jpg" alt="" width="237" height="276" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/03/Quadro-n-5-517x600.jpg 517w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/03/Quadro-n-5-1035x1200.jpg 1035w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/03/Quadro-n-5.jpg 1104w" sizes="(max-width: 237px) 100vw, 237px" /></a>La <strong>galleria Antonio Battaglia</strong> propone una mostra di <strong>Armando Marrocco</strong> intitolata <strong>Intrecci, anni 60</strong> a cura di <strong>Alberto Fiz</strong>. Ci si sofferma su un periodo storico di grande importanza, fondamentale per il percorso artistico del creativo, salentino d’origine e stabilitosi a Milano nel 1962, su consiglio di <strong>Lucio Fontana</strong>. In mostra opere monocromatiche realizzate in legno, cartone bianco o ondulato, materiali semplici che si presentano in giallo, rosso, azzurro, oro; opere appartenenti agli anni sessanta, soprattutto gli Intrecci, che Marrocco creò durante i momenti più caldi dell’arte programmata e Cinetica e che espose alla fine degli anni sessanta al Cenobio visualità, importante galleria di Brera che fu un po’ uno dei centri epocali per molti artisti di quegli anni.</p>
<p>«Gli Intrecci, esposti per la prima volta nel 1964 alla galleria Numero di Firenze, sono opere aperte che si caratterizzano per la loro possibilità di espandersi all’infinito e rappresentano per me una via d’uscita definitiva da ogni ipotesi informale. Si tratta di un tracciato ispirato liberamente a <strong>Piet Mondrian</strong>. L’idea dell’intreccio mi è venuta osservando le sedie impagliate presenti in gran numero nelle case del Mezzogiorno. Tuttavia, ciò che in origine era un oggetto d’uso è stato da me trasformato in un procedimento di carattere architettonico».</p>
<p>Oltre agli intrecci sono presenti: Multispazi illusori, lavori in acciaio inox e plexiglass, ideati attraverso una penetrazione spaziale reciproca grazie a un dialogo di riflessi ed elementi dinamici. Come ricorda il curatore: «Con una di queste opere, nel 1967, ha partecipato al IX Premio Lega vincendo il secondo premio ex-aequo con Mario Nigro. Sempre nel 1967 ha esposto i Multispazi illusori insieme ad opere meccaniche, esplicitamente riferibili all’arte programmata, nello spazio milanese della galleria Rizzato-Withworth».</p>
<p>Fino al 30 aprile; galleria Antonio Battaglia, via Ciovasso 5, Milano; info: <a href="http://www.galleriaantoniobattaglia.com " target="_blank">www.galleriaantoniobattaglia.com </a></p>
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