<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Josef Koudelka - INSIDEART</title>
	<atom:link href="https://insideart.eu/tag/josef-koudelka/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Feb 2025 14:23:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Bologna, 14 artisti e 14 mostre per la III Biennale di Fotografia dell’Industria e del Lavoro</title>
		<link>https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 09:52:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Alexander Rodchenko]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale Foto/Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Valsecchi]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione Mast]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Joan Fontcuberta]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Jodice]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Ruff]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=163216</guid>

					<description><![CDATA[Un progetto, 39 giorni di apertura, 14 nomi della fotografia internazionale e altrettante location. Questi sono i numeri della III Biennale di Fotografia dell&#8217;Industria e del Lavoro prodotta e promossa dalla Fondazione MAST che, dal 12 ottobre al 19 novembre, coinvolgerà la città di Bologna con 14 esposizioni tutte a ingresso gratuito. Un’iniziativa che, come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">U<span style="color: #000000;">n progetto, 39 giorni di apertura, 14 nomi della fotografia internazionale e altrettante location. Questi sono i numeri della <strong>III Biennale di Fotografia dell&#8217;Industria e del Lavoro</strong> prodotta e promossa dalla <strong>Fondazione MAST </strong>che, dal 12 ottobre al 19 novembre, coinvolgerà la città di Bologna con 14 esposizioni tutte a ingresso gratuito. Un’iniziativa che, come ha sottolineato il sindaco Virginio Merola nel suo discorso di apertura, rende il capoluogo sempre «più vivo, una destinazione e una scelta». Un progetto che continua sempre più vigoroso nel suo percorso grazie anche alle «imprese che credono nella cultura e nell’importanza di lasciare un’eredità più che degli ereditieri». Un’avventura «dal bilancio positivo se il pubblico torna per il terzo anno &#8211; spiega simpaticamente il direttore artistico <strong>François Hébel</strong> &#8211; in cui artisti internazionali credono fermamente, proponendo progetti esclusivi di enorme valore e in cui sentono un interesse concreto per il proprio lavoro».</span></p>
<p><span style="color: #000000;">«Attraverso lo sguardo degli artisti &#8211; con le parole di <strong><span><strong>Bartolomeo</strong> </span>Pietromarchi</strong> Direttore del MAXXI Arte di Roma presente in veste di moderatore alla conferenza d’apertura &#8211; il mondo del lavoro, tema centrale della nostra contemporaneità, diventa immediatamente comprensibile perché vediamo la trasformazione dei luoghi del lavoro, del concetto stesso di lavoro, come si trasforma attraverso lo sviluppo delle nuove tecnologie e nel recupero delle tradizioni». </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Per questa edizione di Foto/Industria, è stato scelto il titolo generale <em>Etica ed Estetica del lavoro </em>in cui, però, ha voluto sottolineare più volte il direttore artistico François Hébel, «ogni location ospita una mostra d’autore con un proprio titolo». E ringraziando <strong>Isabella Seràgnoli</strong>, presidente della Fondazione MAST per aver avuto <em>carta bianca<span style="font-family: Arial Narrow; font-size: medium;">,</span></em> François Hébel, insieme con Urs Stahel, ha orgogliosamente presentato ogni singolo progetto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Un viaggio fotografico che prende avvio dalla periferia, precisamente alla Fondazione MAST con la mostra di <strong>Thomas Ruff</strong> <em>Macchine &amp; Energia</em> curata da Urs Stahel, aperta anche oltre la Biennale, fino al 14 gennaio. Circa 70 istantanee realizzate utilizzando la macchina fotografica, non più solo come dispositivo automatico, ma come strumento di trasformazione delle immagini in nuovo materiale visivo. Dagli scatti ai macchinari dismessi di un’industria ormai fallita, ritratti come relitti o reperti archeologici di un tempo passato, agli studi dell’immagine nei suoi minuscoli pixel, immagini zoomate al massimo, quasi irriconoscibili dove il soggetto però rimane percettibile. Sempre a cura di Urs Stahel, la mostra dell’italiano <strong>Carlo Valsecchi </strong>nella spettacolare location dell’Ex Ospedale dei Bastardini che accoglie i suoi scatti &#8221;studiati e puliti&#8221; che descrivono il luogo e l’avventura imprenditoriale della Philip Morris. Inquadrature minimaliste, geometriche e perfette, una luce irreale, alternanza di notte e giorno, spazi vuoti abitati solo dalle strutture in metallo, tubi e macchine, tutto quasi irreale e futuristico. Sulla stessa linea anche la mostra di <strong><span style="font-family: Arial Narrow; font-size: medium;">M</span>årten Lange</strong> all’Angelica – Centro di Ricerca Musicale| Teatro San Leonardo, che rivolge il suo sguardo all’industria, affascinato dalla sofisticazione e dall’ingegnosità delle macchine, dalla tecnologia<span style="font-family: Arial Narrow; font-size: medium;">  </span>e gli effetti che essa produce sull’uomo. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/2-carlo-valsecchi/" rel="attachment wp-att-163237"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-163237" title="2. Carlo Valsecchi" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Carlo-Valsecchi-600x208.jpg" alt="" width="600" height="208" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Carlo-Valsecchi-600x208.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Carlo-Valsecchi-1200x416.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Carlo-Valsecchi.jpg 1920w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La realtà del lavoro però è ben diversa. Lo raccontano bene gli scatti di donne e uomini, impegnati nel loro lavoro in fabbriche e uffici, realizzati, in sedici anni di commissioni, da <strong>Lee Frielander</strong> e raccolti a Palazzo Paltroni o quelli di <strong>Alexander Rodchenko </strong>che, provenienti dalla Collezione del Museo d’Arte Multimediale di Mosca, riescono a dare a soggetti ordinari tagli inconsueti senza tradire il compito documentaristico. Non solo, anche le gigantesche panoramiche di <strong>Josef Koundelka </strong>al Museo Civico Archeologico nelle quali, il curatore François Hébel ha intravisto uno sguardo &#8221;involontario&#8221; rivolto all’industria e al lavoro o quelle, al Museo internazionale e biblioteca della Musica, di <strong>John Myers </strong>che racconta la triste realtà della chiusura delle fabbriche e il loro smantellamento. Stabilimenti abbandonati e in decadenza, altri riconvertiti a nuove attività imprenditoriali e commerciali. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/koj1987011d01816-07/" rel="attachment wp-att-163225"><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-163225" title="Josef Koudelka" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Josef-Koudelka-600x197.jpg" alt="" width="600" height="197" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Josef-Koudelka-600x197.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Josef-Koudelka-1200x394.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Josef-Koudelka.jpg 1920w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Sorprendente, poi, la scoperta fatta dallo stesso Hébel nel momento della realizzazione della Biennale: un bellissimo e casuale confronto fra generazioni. Da un lato, nella chiesa di S. Maria della Vita, gli scatti ‘’militanti’’ realizzati negli anni ‘70 di un’allora trentenne <strong>Mimmo Jodice</strong> che raccontano le lotte sociali, il lavoro minorile e l’abbandono della propria terra con la speranza di trovare un lavoro e dall’altra quelli del giovane trentenne <strong>Michele Borzoni</strong> a Palazzo Pepoli Campogrande che, invece, documentano la recente crisi economica italiana del 2009 e le sue conseguenze disastrose. «A cinquant’anni di differenza &#8211; ha raccontato il curatore Hébel &#8211; è accaduto che due artisti all’età di trent’anni si sono mobilitati per parlare del lavoro e della dignità che esso offre. Di conseguenza si può vedere perfettamente come la fotografia si sia sviluppata e, sullo stesso tema, lo sguardo dell’artista sia mutato. Così anche nella <strong>Collezione Walther </strong>in cui si collocano, a cento anni di differenza, due progetti, esposti alla Pinacoteca Nazionale: quello di un fotografo di villaggio creato apposta per mire industriali e quello di <strong>Mitch Epstein</strong>. Il primo al principio del ‘900 e l’altro negli anni 2000. Entrambi documentano la realtà industriale ma con tecniche e percezioni differenti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/1-mimmo-jodice_festival-dellunita/" rel="attachment wp-att-163230"><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-163230" title="1. Mimmo Jodice_Festival dell'Unità" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Mimmo-Jodice_Festival-dellUnità-600x413.jpg" alt="" width="600" height="413" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Mimmo-Jodice_Festival-dellUnità-600x413.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Mimmo-Jodice_Festival-dellUnità-1200x826.jpg 1200w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Da non perdere la straordinaria storia dell’astronauta sovietico scomparso, &#8221;occultata per ragion di stato&#8221; durante la Guerra Fredda e raccontata da <strong>Joan Fontcuberta</strong> a Palazzo Boncompagni dopo anni di intense ricerche d’archivio.<span style="font-family: Arial Narrow; font-size: medium;">  </span>E l’affascinante indagine poliziesca nella Tokyo degli anni ’60 sul &#8221;caso del cadavere fatto a pezzi&#8221; documentata da <strong>Yukichi Watabe </strong>al Museo di Palazzo Poggi. La maratona non finisce qui. In mostra anche <strong>Matheiu Bernard-Reymond e Vincent Fournier </strong>che giocano sull’illusione e l’ambiguità tra reale e irreale facendo perdere ogni capacità discernimento: il primo allo Spazio Carbonesi con un reportage, completamente trasformato in post-produzione, sui luoghi di produzione d’energia in Alsazia, il secondo al MAMbo accostando al fascino del cosmo, curiosi piccoli robot.<span style="font-family: Arial Narrow; font-size: medium;">  </span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/b-4/" rel="attachment wp-att-163236"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-163236" title="Vincent-Fournier" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Vincent-Fournier_Murata-Boy1-600x436.jpg" alt="" width="600" height="436" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Vincent-Fournier_Murata-Boy1-600x436.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Vincent-Fournier_Murata-Boy1-1200x872.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Vincent-Fournier_Murata-Boy1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333;">Attorno alla Biennale è stato organizzato un ricco programma di eventi, che si terranno prevalentemente al MAST (ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria): incontri e visite guidate con gli artisti, tavole rotonde con grandi personaggi dell’attualità come il premio Nobel Joseph Stieglitz e del mondo della fotografia contemporanea, performance teatrali e concerti, workshop per i più piccoli e in collaborazione con la Cineteca di Bologna un ciclo di biopic sui protagonisti della fotografia mondiale. Un progetto di Fondazione MAST fino al 19 novembre, info: <a href="www.fotoindustria.it" target="_blank"><span style="color: #333333;">www.fotoindustria.it </span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;">MAST Photogallery e altre sedi</p>

<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/2-thomas-ruff/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Thomas-Ruff-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/koj1987011d01816-07/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Josef-Koudelka-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/2-lee-friedlander_boston-1986/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Lee-Friedlander_Boston-1986-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/2-joan-fontcuberta_sputnik-kloka/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Joan-Fontcuberta_Sputnik-kloka-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/2-alexandre-rodchenko_wood-factory/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Alexandre-Rodchenko_Wood-factory-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/1-mimmo-jodice_festival-dellunita/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Mimmo-Jodice_Festival-dellUnità-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/1-john-myers_female-brick-worker-william-mobberley-brickworks-kingswinford-1983/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-John-Myers_Female-brick-worker-William-Mobberley-Brickworks-Kingswinford-1983-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/1-marten-lange-07-8-18-3-from-the-series-machina-2007/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Mårten-Lange-07-8-18-3-from-the-series-Machina-2007-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Mårten-Lange-07-8-18-3-from-the-series-Machina-2007-150x150.jpg 150w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Mårten-Lange-07-8-18-3-from-the-series-Machina-2007-600x600.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Mårten-Lange-07-8-18-3-from-the-series-Machina-2007-1200x1200.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/b-4/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Vincent-Fournier_Murata-Boy1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/2-carlo-valsecchi/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Carlo-Valsecchi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/2-mathieu-bernard-reymond_transformpower_turbine_transformation_144/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/2.-Mathieu-Bernard-Reymond_TransformPower_Turbine_Transformation_144-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/1-yukichi-watabe/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.Yukichi-Watabe-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/1-mitch-epstein_amos-coal-power-plant-raymond-west-virginia-2004/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Mitch-Epstein_Amos-Coal-Power-Plant-Raymond-West-Virginia-2004-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2017/10/19/bologna-14-artisti-e-14-mostre-per-la-iii-biennale-di-fotografia-dellindustria-e-del-lavoro/chinese-textile-workshop-seized-from-prato-municipal-police/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/10/1.-Michele-Borzoni_Chinese-textile-workshop-seized-from-prato-Municipal-Police-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>

<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000; font-size: medium;"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A occhi aperti</title>
		<link>https://insideart.eu/2014/07/25/a-occhi-aperti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jul 2014 11:59:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calendart]]></category>
		<category><![CDATA[abbas]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Mauro]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Webb]]></category>
		<category><![CDATA[Artelibro]]></category>
		<category><![CDATA[Don McCullin]]></category>
		<category><![CDATA[Elliott Erwitt]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Basilico]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenza Bravetta]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Pellegrin]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Fusco]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastião Salgado]]></category>
		<category><![CDATA[Steve McCurry]]></category>
		<category><![CDATA[Venaria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=105605</guid>

					<description><![CDATA[Una serie di immagini realizzate con gli occhi ben aperti sul mondo, ne è nato il libro di Maurizio Calabresi, A occhi aperti, appunto, che ha raccolto le interviste, vibranti e palpabili, a dieci grandi fotografi, dieci testimoni del nostro tempo (Abbas, Gabriele Basilico, Elliott Erwitt, Paul Fusco, Don McCullin, Steve McCurry, Josef Koudelka, Paolo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://insideart.eu/2014/07/25/a-occhi-aperti/a-occhi-aperti/" rel="attachment wp-att-105609"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-105609" title="A occhi aperti" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2014/07/A-occhi-aperti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Una serie di immagini realizzate con gli occhi ben aperti sul mondo, ne è nato il libro di Maurizio Calabresi, <em>A occhi aperti</em>, appunto, che ha raccolto le interviste, vibranti e palpabili, a dieci grandi fotografi, dieci testimoni del nostro tempo (<strong>Abbas, Gabriele Basilico, Elliott Erwitt, Paul Fusco, Don McCullin, Steve McCurry, Josef Koudelka, Paolo Pellegrin, Sebastião Salgado, Alex Webb</strong>). Il progetto del libro diventa una mostra inedita attraverso le oltre cento fotografie curate da <strong>Alessandra Mauro </strong>e<strong> Lorenza Bravetta</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;intervista del New York Times con Josef Koudelka</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/11/21/lintervista-del-new-york-times-con-josef-koudelka/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 09:01:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[New York Times]]></category>
		<category><![CDATA[Wall]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.insideart.eu/?p=74607</guid>

					<description><![CDATA[Uscita anche la seconda parte dell&#8217;intervista riguardante il fotografo ceco Josef Koudelka sul New York Times. Il suo ultimo lavoro fotografico è Wall, il resoconto di anni vissuti fra la Palestina e Israele. Koudelka è forse l&#8217;ultimo di quei fotografi che appartiene alla generazione passata sotto il nome di fotografia umanistica che accorpa nomi come Berson, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-74608" title="20131119-koudelka-2-slide-WA51-articleInline" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/11/20131119-koudelka-2-slide-WA51-articleInline-150x150.png" alt="" width="150" height="150" />Uscita anche la seconda parte dell&#8217;intervista riguardante il fotografo ceco <strong>Josef Koudelka</strong> sul <strong>New York Times</strong>. Il suo ultimo lavoro fotografico è <strong>Wall</strong>, il resoconto di anni vissuti fra la Palestina e Israele. Koudelka è forse l&#8217;ultimo di quei fotografi che appartiene alla generazione passata sotto il nome di fotografia umanistica che accorpa nomi come Berson, Erwitt, Doisneau e come tutti loro anche Koudelka è membro della Magnum foto. Ora l&#8217;artista ha 75 anni e vive a Parigi ma, come dice <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #333333;"><a href="http://lens.blogs.nytimes.com/2013/11/20/josef-koudelka-a-restless-eye/?_r=0" target="_blank"><span style="color: #333333; text-decoration: underline;">nell&#8217;intervista</span></a></span></span> nella sua vita non è mai stato fermo più di tre mesi nello stesso posto altrimenti sarebbe diventato cieco, «tutto ciò che ho fatto è stato viaggiare e lasciarmi influenzare dal mondo».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La ricerca religiosa in laguna</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/06/13/non-solo-il-padiglione-vaticano-la-ricerca-religiosa-in-laguna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 13:55:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale di venezia]]></category>
		<category><![CDATA[camille henrot]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Carroll]]></category>
		<category><![CDATA[padiglione della Santa sede]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Enciclopedico]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Crumb]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Azzurro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.insideart.eu/?p=55176</guid>

					<description><![CDATA[Questa edizione della Biennale di Venezia fa emergere molto bene come la ricerca religiosa sia presente nell’arte di oggi. I racconti biblici sono spesso studiati, analizzati, interpretati, come se nel caos del mondo contemporaneo ci fosse un bisogno di andare alle origini]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.insideart.eu/2013/06/13/non-solo-il-padiglione-vaticano-la-ricerca-religiosa-in-laguna/biennale2013-26-3/" rel="attachment wp-att-55234"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-55234" title="Biennale2013-26" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/06/Biennale2013-261-600x399.jpeg" alt="" width="600" height="399" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/06/Biennale2013-261-600x399.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/06/Biennale2013-261.jpeg 900w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>Questa edizione della <strong>Biennale di Venezia</strong> fa emergere molto bene come la ricerca religiosa sia presente nell’arte di oggi. I racconti biblici sono spesso studiati, analizzati, interpretati, come se nel caos del mondo contemporaneo ci fosse un bisogno di andare alle origini, di riconoscere quanto è costitutivo della storia dell’uomo. Come se il desiderio dell’essere umano di crearsi un sapere illimitato – la mostra del <strong>Palazzo enciclopedico</strong> indaga il desiderio di sapere e vedere tutto – non potesse rispondere alla domanda, sempre riemergente, sul senso ultimo dell’esistere. È interessante come da questi lavori emerga il desiderio di riandare alle origini del senso attraverso la ricerca religiosa. La creazione è il soggetto del video intenso e incalzante (Leone d’argento per il miglior giovane artista) della francese <strong>Camille Henrot</strong> (Parigi, 1978): Grosse fatigue. La giovane autrice dipinge una multicolore storia dell’universo, nei suoi passaggi più significativi: dal nulla alla creazione, dal popolarsi umano e animale della terra fino alla post-creazione, quando la fatica di crearsi un sapere sempre provvisorio lascia il posto alla messa in scena della morte. È uno straordinario “ritratto”, in cui la dimensione religiosa emerge in tutta la sua forza nei racconti mitici delle origini, a iniziare da quelli del libro della Genesi. In questa ricerca, il mito dà unità alla complessità del reale, creando una sintesi del sapere umano.</p>
<p>La Genesi è ancora il soggetto dell’opera di <strong>Robert Crumb</strong>, fumettista nordamericano tanto apprezzato quanto discusso. Per l’autore, ogni parola del racconto biblico deve essere riprodotta fedelmente. Tuttavia, questo progetto rivela l’illusione di una “traduzione” senza mediazioni. L’opera diventa un fumetto che si trasforma in una caricatura. Se il lavoro è stato contestato per il carattere esplicito di alcune scene sessuali, la vera provocazione di Crumb consiste nel fatto che la pretesa traduzione letterale trasforma i racconti della Genesi in una satira grottesca tanto poco credibile quanto assurda. Il padiglione cinese riprende, con alcuni video, temi tratti dalla Bibbia e dalle sue interpretazioni nella cultura occidentale, come quelli della Torre di Babele, del Giudizio universale di Michelangelo, della Croce, della Deposizione… L’assunzione di modelli iconografico-religiosi dell’Occidente è stimolo per alcune riflessioni di grande portata. È forse infatti l’espressione del desiderio di confrontarsi con altri universi spirituali? Il segno di un mondo che si sta sempre più globalizzando, anche nell’immaginario individuale e collettivo?</p>
<p>Anche il <strong>padiglione della Santa sede</strong>, In principio, riflette su temi biblici, a partire dai primi 11 capitoli della Genesi, anche se i riferimenti al testo appaiono come suggestioni. Se, per esempio, nel primo libro della Bibbia, Dio è all’origine della creazione e della storia, nel padiglione la sua presenza non è esplicitata. Ci potremmo chiedere fino a che punto i lavori siano stati originati dal testo o vi rimandino. Di quale “principio” si tratta? Così, se nel coinvolgente lavoro sulla creazione di <strong>Studio Azzurro</strong>, in una oscurità luminescente, lo spettatore è invitato a interpellare con la mano uomini e donne portatori di narrazioni personali, le opere di <strong>Josef Koudelka</strong> sulla de-creazione appaiono riflessioni sul tempo che passa, sulla consunzione che travolge il reale, sulla gloria degli imperi che lasciano il posto alla rovina, a una meditazione sulla morte. Nella terza sezione sulla ri-creazione, solo <strong>Lawrence Carroll</strong>, nel suo ultimo bellissimo pannello, con un riquadro color ocra che si staglia su una tela più chiara, sembra lasciare spazio a un oltre. Se nei primi padiglioni i riferimenti biblici sono leggibili a partire dalla visione dell’opera, in quello della Santa sede il legame appare più evanescente. I lavori degli artisti sono di grande forza espressiva. Lasciano aperta tuttavia la domanda sugli obiettivi di una committenza, quando si mette in relazione un testo – e quindi un “senso” da interpretare – con il suo “prendere corpo” in una forma.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Studio Azzurro alla Biennale</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/06/10/studio-azzurro-alla-biennale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Quintieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2013 15:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale di venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Cirifino]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Ravasi]]></category>
		<category><![CDATA[In Principio]]></category>
		<category><![CDATA[In principio (e poi)]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Carroll]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Sangiorgi]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Sede]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Roveda]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Azzurro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.insideart.eu/?p=54591</guid>

					<description><![CDATA[L’intero padiglione della santa Sede alla 55esima Biennale di Venezia, In Principio, si incentra sui primi 11 capitoli della Genesi biblica, da un’idea del cardinale Gianfranco Ravasi: Studio Azzurro, Josef Koudelka e Lawrence Carroll sviluppano attraverso vari linguaggi capitoli diversi di questa parte della Genesi. La Creazione, corrispondente ai primi cinque capitoli, è stata affidata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’intero <strong>padiglione della santa Sede</strong> alla 55esima <strong>Biennale di Venezia</strong>,<strong> In Principio</strong>, si incentra sui primi 11 capitoli della Genesi biblica, da un’idea del cardinale <strong>Gianfranco Ravasi</strong>: <strong>Studio Azzurro, Josef Koudelka</strong> e <strong>Lawrence Carroll</strong> sviluppano attraverso vari linguaggi capitoli diversi di questa parte della Genesi. La Creazione, corrispondente ai primi cinque capitoli, è stata affidata alla creatività di Studio Azzurro, composto da <strong>Fabio Cirifino, Paolo Rosa, Leonardo Sangiorgi</strong> e <strong>Stefano Roveda</strong>. La Creazione viene narrata immaginificamente attraverso una videoinstallazione interattiva dal titolo <strong>In principio (e poi)</strong> che occupa un’intera sala. Ci si immerge in un’esperienza sensoriale dal forte impatto emotivo che coinvolge l’intera persona.</p>
<p>Sulle due pareti laterali figure di sordomuti accolgono con la loro presenza: basta toccare le loro immagini proiettate perché si animino e raccontino la nascita del mondo vegetale, il tutto attraverso gesti che creano scie luminose. Entrando, sulla destra si concretizza la narrazione della nascita del mondo animale, sulla sinistra, la narrazione della nascita del mondo vegetale: la visualizzazione dei gesti in scie informa la vista come se ci si trovasse di fronte a organismi astratti che diventano viventi. Togliendo la mano dalle figure, esse si voltano e finisce il racconto. Gli artisti hanno scelto i sordomuti perché nessuno più di loro riesce a comunicare attraverso il gesto, perché sono portatori di una sofferenza che si può ritrovare a livello globale nella società contemporanea e perché, come nel paradiso terrestre l’uomo doveva nominare animali e vegetali per dargli la vita, così loro nominano le cose, in maniera poetica. Sulla parete centrale proiezioni di figure di carcerati con pene molto pesanti da scontare, Tavola laterale E POI … senza tempo, senza spazio (gli uomini): quando lo spettatore li tocca, protendono le mani verso chi guarda appoggiandole ad un vetro immaginario. I carcerati rappresentano l’umanità nella sua identità e sono portatori di una sofferenza dovuta anche al ripensamento su ciò che hanno fatto.</p>
<p>Queste persone hanno una vita costretta sia dal punto di vista spaziale che temporale: nella loro esistenza sono rilegati in ambienti piccoli, mentre nello scorrere del loro tempo avviene una dilatazione; ciò li conduce alla riflessione. Nella sofferenza ritornano alle loro origini, le ritrovano, quasi si volessero ricollegare con esse, quasi volessero ricongiungersi simbolicamente con chi li ha generati. Sul pavimento, invece, Tavola orizzontale – In principio, una proiezione complessa che rappresenta la creazione universale, Paolo Rosa la definisce «una relazione universale», nel centro sono visualizzate le scie degli organismi disegnati dai sordomuti e intorno si crea un cerchio con le mani di tutti gli spettatori che hanno toccato le figure. L’interattività fra le persone realizza un mondo che si pone come un grande organismo cellulare. Infine il commento sonoro è dato da battiti del cuore che si uniscono creando armonia. Info: <a href="http://www.studioazzurro.com" target="_blank">www.studioazzurro.com</a></p>
<p>[youtube]http://youtu.be/ybsJRIDk6WU[/youtube]</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il tris del Vaticano</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/05/31/il-tris-del-vaticano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2013 15:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calendart]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Paolucci]]></category>
		<category><![CDATA[biennale di Venezi]]></category>
		<category><![CDATA[In Principio]]></category>
		<category><![CDATA[In principio (e poi)]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[Lawerence Carroll]]></category>
		<category><![CDATA[padiglione della Santa sede]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Tano Festa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.insideart.eu/?p=53649</guid>

					<description><![CDATA[Venezia, ecco il padiglione della Santa sede Koudelka, Studio Azzurro e Carroll gli artisti]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-53650" title="Biennale2013-14" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/05/Biennale2013-141-600x399.jpg" alt="" width="322" height="214" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/05/Biennale2013-141-600x399.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/05/Biennale2013-141.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 322px) 100vw, 322px" />È stato inaugurato questa mattina il <span style="color: #333333;"><span style="color: #000000;"><strong>padiglione della Santa sede</strong></span> che, per la prima volta nella storia, prende parte alla 55esima Esposizione internazionale d’arte della <span style="color: #000000;"><strong>biennale di Venezia</strong></span>. <span style="color: #000000;"><strong>In Principio</strong></span> è il titolo scelto per il padiglione, situato all’Arsenale nelle sale d’armi nord. Il direttore dei musei Vaticani, Il professore<span style="color: #000000;"><strong> Antonio Paolucci</strong></span>, è il curatore di una mostra che getta un ponte nuovo tra arte e fede. Si è scelto di ripercorrere i primi 11 capitoli della genesi invitando tre artisti di portata internazionale, provenienti da differenti stati e che si esprimono con media eterogenei: <span style="color: #000000;"><strong>Studio Azzurro, Lawerence Carroll, Josef</strong></span></span><span style="color: #000000;"><strong> Koudelka</strong></span>. Una forte simbologia si percepisce all’interno dell’intero padiglione a partire dalle tre opere di <span style="color: #000000;"><strong>Tano Festa</strong></span> &#8211; tre lavori provenienti dalla serie che l’artista romano dedicò alla cappella Sistina &#8211; con i quali si apre il padiglione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel buio della prima sala, su quattro schermi, il collettivo degli Studio Azzurro nel lavoro dal titolo<span style="color: #000000;"><strong> In principio (e poi)</strong></span> ha dato una lettura dei primi cinque libri della Genesi, ovvero quelli dedicati alla creazione. Lo spettatore è chiamato a svolgere un ruolo attivo rispetto all’installazione. A terra il movimento circolare del cosmo al momento della creazione, registra il movimento delle mani che vanno poi a confluire nel movimento circolare generatore. Invece sugli schermi installati su tre delle pareti laterali vagano uomini e donne in uno spazio indefinito. Toccando lo schermo all’altezza dell’addome delle persone, è possibile fermare gli uomini e le donne portatori di storie. In sintonia con l’attenzione al contesto sociale, fin da sempre dimostrata dal gruppo, alla gestualità dei sordomuti è affidato lo svelamento del regno animale e di quello vegetale, mentre ai detenuti il racconto, tramite la voce, della loro esperienza e storia personale. Un lavoro che tocca profondamente e che stimolano lo spettatore a un movimento fisico sensoriale e mentale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella seconda sala a esprimere visivamente la De-creazione vi sono i lavori fotografici in bianco e nero del ceco Josef Koudelka (1938). Posizionate direttamente a terra e appoggiate al muro le sue fotografie &#8211; 9 di formato orizzontale e 3 trittici verticali &#8211; raccontano la contrapposizione dell’uomo al mondo e alle sue leggi, sia morali che naturali, come anche la conseguente distruzione materiale derivante dalla perdita di senso etico. L’intervento del tempo sulla storia umana e sull’ambiente, scenari di guerra, i poli antitetici di natura e mondo industriale sono i tre grandi temi della distruzione da lui affrontati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’ultima sala l’artista Laurence Carroll esprime la speranza insita nella Ri-creazione, attraverso la sua propria capacità di ridare vita ai materiali di recupero trasfigurandoli con processi di ripensamento e rigenerazione. L’installazione dal titolo Another life è composta da quattro grandi wall paintings e un floor piece. L&#8217;eterea illuminazione della sala contribuisce a esaltare il delicato lavoro dell’artista. Tra questi lavori di grande formato degno di nota, perché più degli altri riesce a esplicare il tema della rigenerazione, è il freezing painting, un lavoro che ciclicamente viene scongelato e ricongelato, mutando così di continuo il proprio aspetto nel corso della giornata. Un padiglione sicuramente interessante e curato con attenzione.</p>
<p><a href="http://www.insideart.eu/2013/05/31/il-padiglione-vaticano/" target="_blank">Guarda la photogallery</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Biennale, il padiglione Vaticano diventa realtà</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/05/23/biennale-il-padiglione-vaticano-diventa-realta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2013 09:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[biennale]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Ravasi]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Carroll]]></category>
		<category><![CDATA[padiglione Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Sede]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.insideart.eu/?p=51847</guid>

					<description><![CDATA[Infine il padiglione del Vaticano alla Biennale diventa realtà. Studio Azzurro, Josef Koudelka e Lawrence Carroll gli artisti presenti. Ma Dio dov'è?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.insideart.eu/2013/05/14/biennale-il-padiglione-vaticano-diventa-realta/carroll5web/" rel="attachment wp-att-51848"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-51848" title="Carroll5web" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/05/Carroll5web-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Infine il padiglione del Vaticano alla Biennale diventa realtà! Tuttavia, da quando <strong>Paolo VI</strong> parlò nel 1964 agli artisti nella Cappella Sistina affermando: «Noi abbiamo bisogno di voi», è passato molto tempo e non si ha proprio la sensazione che la chiesa abbia compiuto da allora un percorso adeguato alle aspettative. È sufficiente constatare come l’arte cosiddetta “sacra” meglio, direi liturgica, sia in realtà una pseudo-arte, ad appannaggio di dilettanti o di amatori armati di buona volontà quanto di incompetenza.</p>
<p>Un tentativo di superare questa frattura decennale tra arte e chiesa è stata la decisione da parte della Santa Sede di essere presente alla Biennale di Venezia del 2013, per volontà del cardinale <strong>Gianfranco Ravasi</strong>. Ha chiesto a diversi autori di riflettere sui primi capitoli della Genesi, dalla creazione, alla de-creazione, in vista di una nuova creazione, interpretando così l’umano in tutta la sua contraddittorietà, continuamente oscillante tra caduta nel male e desiderio di rinascita. Il filo rosso del percorso sarà quindi biblico. In questo senso, nella capacità di parlare di Dio attraverso la “storia” della creazione risiederà l’originalità della sfida del padiglione, nel suo tentativo di ricucire il dialogo tra arte e fede, oggi ancora troppo dimenticato, come dimostra anche la recente rimozione della cattedra di <strong>Jannis Kounellis</strong> dalla cattedrale di Reggio Emilia, e sulla quale nessuno, in ambito ecclesiale (ma tanti, in ambiente laico), è intervenuto per mostrare la sua contrarietà.</p>
<p>Secondo questa prospettiva, una commissione ha riflettuto sugli artisti da invitare. Se diversi nomi sono stati presi in considerazione, da <strong>Arnulf Rainer</strong> a <strong>Bill Viola</strong>, da <strong>David Simpson</strong> a <strong>Cristina Iglesias</strong>, da <strong>Mona Hatoum</strong> a <strong>Doris Salcedo</strong>, alla fine gli artisti presenti nel padiglione sono tre: <strong>Studio Azzurro</strong>, <strong>Josef Koudelka</strong> e <strong>Lawrence Carroll</strong>. Se Studio Azzurro riflette sul tema della creazione, proponendo, con una serie di pannelli, una installazione interattiva che ci introduce alla nascita della vita vegetale, animale e umana, il fotografo della Primavera di Praga propone una selezione di fotografie (delle quali alcune inedite) in cui la desolazione, l’abbandono e l’alienazione sono al centro della riflessione. Se con Studio Azzurro ci apriamo al momento germinale della creazione, con Koudelka cadiamo in una sorta di de-creazione, di caduta della vita umana nelle sue contraddittorietà. Carroll (nella foto un&#8217;opera nella chiesa di san Fedele a Milano) riflette invece sul tema della rinascita. Per l’artista, raccogliere oggetti abbandonati per poi manipolarli attraverso il gesto della creazione artistica, significa farli rinascere, dar loro nuova vita sottraendoli all’oblio. Ciò che appare un rifiuto, uno scarto, può essere trasformato, riportato a nuova vita, acquisire nuova dignità. L’oggetto diventa allora simbolo del desiderio di riscatto di tutti coloro che attendono una rinascita concreta e reale.</p>
<p>Abbiamo già visto questi autori in tantissime occasioni. Tuttavia, ci domandiamo che cosa apporteranno di nuovo. Di quale riflessione si faranno portavoci su Dio, sul mondo e sugli altri, in uno spazio che non può caratterizzarsi come semplice galleria espositiva. In breve, il senso del padiglione si giocherà sulla domanda: “Dov’è Dio? In che modo si parlerà di Dio?”. L’occasione della Biennale per la Santa Sede è infatti quella di essere chiamata a proporre un serio dialogo tra arte e fede, che non resti sul piano delle intenzioni o delle dichiarazioni. Su questi interrogativi, ne andrà del suo significato, del senso della sua identità.</p>
<p>In questa direzione di dialogo tra arte e fede, occorrerà poi tenere aperta una riflessione sull’arte liturgica, per evitare di continuare a vedere le nostre chiese invase da immagini che si fanno notare solo per il cattivo gusto e per il modo interrogativo con le quali propongono immagini su Dio. Se il padiglione sembra infatti riflettere sulla dimensione del sacro nell’arte, aspetto già ampiamente trattato in tutto il corso del Novecento, anche se non ancora sufficientemente recepito dalla chiesa, la vera sfida è infatti oggi quella dell’arte liturgica. Dimenticare questo aspetto significa bypassare un tema sul quale oggi il dibattito è più acceso che mai. Proprio perché riguarda il senso più profondo dell’identità della chiesa.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vaticano, tris d&#8217;artisti in Laguna</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/05/14/vaticano-tris-dartisti-in-laguna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 12:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calendart]]></category>
		<category><![CDATA[biennale]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Ravasi]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Carroll]]></category>
		<category><![CDATA[Micol Forti]]></category>
		<category><![CDATA[padiglione Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Baratta]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Iacobone]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.insideart.eu/?p=51866</guid>

					<description><![CDATA[Benvenuti  nel padiglione Vaticano. Il segreto di Pulcinella meglio custodito della Biennale di Venezia, ormai al via, si è inverato. Il trio d&#8217;artisti scelti dalla commissione papalina dopo più di un ripensamento e varie defezioni è realtà. L&#8217;omaggio alla volta Michelangiolesca di Tano Festa apre le danze – le opere saranno donate ai Musei Vaticani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/05/01-Koudelka_2010-2011.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-51901 alignleft" title="01-Koudelka_2010-2011" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/05/01-Koudelka_2010-2011-600x573.jpg" alt="" width="430" height="410" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/05/01-Koudelka_2010-2011-600x573.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/05/01-Koudelka_2010-2011.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px" /></a>Benvenuti  nel padiglione Vaticano. Il segreto di Pulcinella meglio custodito della Biennale di Venezia, ormai al via, si è inverato. Il trio d&#8217;artisti scelti dalla commissione papalina dopo più di un ripensamento e varie defezioni è realtà. L&#8217;omaggio alla volta Michelangiolesca di <strong>Tano Festa</strong> apre le danze – le opere saranno donate ai Musei Vaticani – condotte da <strong>Lawrence Carroll,</strong> <strong>Josef Koudelka</strong> e <strong>Studio Azzurro</strong>. Tre gli artisti, altrettanti i momenti della presenza ecclesiatica a Venezia, non vincolata ai temi dell&#8217;arte sacra ma ad altrettanti spunti della Genesi, interpretati ognuno a suo modo dal trio di artisti.</p>
<p>«Quello che vedete ancora nella sua provvisorietà è pensato ad hoc per il nostro padiglione e vede tre momenti: creazione, decreazione e ricreazione, rinascita, non vincolati a tale schemacità». A spiegarlo è <strong>Micol Forti</strong>, direttrice della sezione contemporanea dei Musei Vaticani e, di fatto, cocuratrice del padiglione, insieme ad <strong>Antonio Paolucci</strong>. «Studio Azzurro – prosegue – presenta tre momenti di una nuova creazione che parte dall&#8217;uomo. Il momento del caos è affidato a Josef Koudelka, la cui storia è legata alle foto degli zingari e dell&#8217;invasione di Praga del 1968. In questa circostanza il suo lavoro riflette su cosa sia oggi decreazione, si tratta di varie gigantografie dove si sussegue la distruzione della storia e del tempo, della natura e del pianeta. Il terzo elemento, più delicato, è quello della ricreazione, la morte che non coincide con la fine, affidato agli oggetti abbandonati e agganciati alle grandi tele di Lawrence Carroll, che aspettano una nuova vita. La rinascita non è una risposta ma una possibilità da offrire attraverso le nostre vite, un viaggio che ognuno dovrà percorrere».</p>
<p>A fare il punto su una delle questioni aperte del padiglione, quella economica, è monsignor <strong>Pasquale Iacobone</strong>, direttore del Pontificio consiglio della cultura della Santa Sede, presieduto dal cardinale <strong>Gianfranco Ravasi</strong>: «Non volevamo dare adito a sperperi inutili, abbiamo realizzato il nostro padiglione con una somma assi contenuta, appena 750mila euro, tutti offerti dagli sponsor. Certe elucubrazioni uscite da parte di alcune agenzie di stampa che parlano di milioni di euro sono del tutto false».</p>
<p>Ravasi tocca invece un altro punto controverso della presenza della Santa Sede a Venezia, quello dell&#8217;arte sacra. «Il problema dell&#8217;arte sacra nella sua forma liturgica è ben presente in noi, questo è un padiglione di transizione. Sarà <strong>papa Francesco</strong>, a cui avrò l&#8217;onore di presentarlo, a decidere come continuare questo percorso di arte e di fede», dichiara il cardinale. «L&#8217;arte contemporanea è al centro degli interessi del Pontificio consiglio della cultura», spiega il presidente, «perché costituisce una delle espressioni più significative della cultura di questi decenni. Così si è deciso di promuovere, per la prima volta, la partecipazione della Santa Sede alla Biennale di Venezia con un tema fondamentale per la tradizione e la cultura della chiesa: la Genesi. Quanto agli artisti contattati – aggiunge – <strong>Bill Viola</strong>, come pure <strong>Iannis Kounellis</strong>, era nella lista, non è potuto essere presente ma ha mandato una lettera bellissima. La scultrice colombiana <strong>Doris Salcedo</strong> aveva presentato un progetto affascinante, un lungo manto di materiale organico, ma il microclima di Venezia non era adatto».</p>
<p>«La Biennale è un luogo per sua essenza di partecipazione», dichiara <strong>Paolo Baratta</strong>, presidente dell&#8217;omonima fondazione,  «non è un mercato dove si dispongono le opere in relazione al loro valore venale, né un&#8217;accademia ove si dettano regole. La scelta della Santa Sede – conclude – coincide con un periodo nel quale l&#8217;arte contemporanea, un tempo oggetto di attenzione di ristrette minoranze, ha rotto gli argini ed è diventata oggetto di attenzione di una sempre più vasta comunità: è diventata popolare».</p>
<p>Eccolo dunque, il senso più profondo di questo padiglione. Coram populo, la chiesa si affaccia sulla laguna per ribadire, in linea con la nuova immagine che vuole dare di sé al mondo, una vocazione popolare, un avvicinarsi ai mutati gusti e alla percezione del suo gregge, per meglio guidarlo nei fallaci passi della modernità. Con quali esiti e se ciò produrrà anche una selettiva intelligenza del gusto e una rinnovata, qualificata committenza, per usare ancora le parole di Baratta, è tutto da dire. Per ora, un primo sasso è gettato nello stagno veneziano, o meglio nella palude della contemporaneità.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Biennale Vaticano, Forti: tre momenti</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/05/14/biennale-vaticano-forti-tre-momenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Zuccari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:26:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[biennale]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[Lawrence Carroll]]></category>
		<category><![CDATA[padiglione Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Azzurro]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.insideart.eu/?p=51867</guid>

					<description><![CDATA[«Quello che vedete ancora nella sua provvisorietà è voluto per il nostro padiglione e vede tre momenti: creazione, decreazione e ricreazione, rinascita, non vincolati a tale schemacità». A dirlo è Micol Forti, direttrice della sezione contemporanea dei Musei Vaticani e cocuratrice del padiglione alla Biennale di Venezia, alla presentazione del padiglione della Santa Sede in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>«Quello che vedete ancora nella sua provvisorietà è voluto per il nostro padiglione e vede tre momenti: creazione, decreazione e ricreazione, rinascita, non vincolati a tale schemacità». A dirlo è Micol Forti, direttrice della sezione contemporanea dei Musei Vaticani e cocuratrice del padiglione alla Biennale di Venezia, alla presentazione del padiglione della Santa Sede in Vaticano. «Studio Azzurro – prosegue – presenta tre momenti di una nuova creazione che parte dall&#8217;uomo. Il momento del caos è affidato a Josef Koudelka, la cui storia è legata alle foto degli zingari e dell&#8217;invasione di Praga del 1968. In questa circostanza il suo lavoro riflette su cosa sia oggi decreazione, si tratta di varie gigantografie dove si sussegue la distruzione della storia e del tempo, della natura e del pianeta. Il terzo elemento, più delicato, è quello della ricreazione, la morte che non coincide con la fine, affidato agli oggetti abbandonati e agganciati alle grandi tele di Lawrence Carroll, che aspettano una nuova vita. La rinascita non è una risposta ma una possibilità da offrire attraverso le nostre vite, un viaggio che ognuno dovrà percorrere».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ecco il padiglione della Santa sede: Lawrence Carroll, Josef Koudelka e Studio Azzurrro</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/05/14/ecco-il-padiglione-della-santa-sede-lewis-carrol-josef-koudelka-e-studio-azzurrro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 09:39:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[biennale venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Koudelka]]></category>
		<category><![CDATA[Lewis Carrol]]></category>
		<category><![CDATA[padiglione santa sede]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
		<category><![CDATA[Studio Azzurrro]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.insideart.eu/?p=51855</guid>

					<description><![CDATA[È nei 500 mq delle sale d’armi all’Arsenale la sede del neonato padiglione della Santa sede a Venezia, presentato oggi a Roma. Tre gli artisti coinvolti, sul tema Creazione, de-creazione e ri-creazione: lo statunitense Lawrence Carroll, il polacco Josef Koudelka e il gruppo italiano Studio Azzurrro, fondato a Milano nel 1982 da Fabio Cirifino (fotografia), [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.insideart.eu/2013/05/14/ecco-il-padiglione-della-santa-sede-lewis-carrol-josef-koudelka-e-studio-azzurrro/studioazzurro/" rel="attachment wp-att-51856"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-51856" title="studioazzurro" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/05/studioazzurro-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>È nei 500 mq delle sale d’armi all’Arsenale la sede del neonato padiglione della Santa sede a Venezia, presentato oggi a Roma. Tre gli artisti coinvolti, sul tema Creazione, de-creazione e ri-creazione: lo statunitense <strong>Lawrence Carroll</strong>, il polacco <strong>Josef Koudelka</strong> e il gruppo italiano <strong>Studio Azzurrro</strong>, fondato a Milano nel 1982 da <strong>Fabio Cirifino</strong> (fotografia), <strong>Paolo Rosa</strong> (arte visiva e cinema) e <strong>Leonardo Sangiorgi</strong> (grafica).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
