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	<title>Giulio Turcato - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
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		<title>Dieci artisti per Olio</title>
		<link>https://insideart.eu/2014/07/26/dieci-artisti-per-olio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2014 11:56:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Una collettiva alla Galleria Six di Milano che ripercorre cinquanta anni di storia della pittura]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://insideart.eu/2014/07/26/dieci-artisti-per-olio/giulio-turcato-1956/" rel="attachment wp-att-105681"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft  wp-image-105681" title="giulio turcato 1956" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2014/07/giulio-turcato-1956.jpg" alt="" width="185" height="281" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2014/07/giulio-turcato-1956.jpg 859w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2014/07/giulio-turcato-1956-396x600.jpg 396w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2014/07/giulio-turcato-1956-792x1200.jpg 792w" sizes="(max-width: 185px) 100vw, 185px" /></a>In <strong>Galleria Six</strong> si ripercorrono cinquanta anni di storia della pittura attraverso le opere di vari artisti che oltre a differenziarsi per aver presenziato nel mondo dell’arte in periodi e luoghi geografici ben distinti, variano anche per background culturale. Questo allo scopo di approcciare a svariate forme della pittura sia nel suo modo di comunicare, sia nel presenziare attraverso la materia. Dieci artisti in <em>Olio</em>, il titolo dell’esposizione, accompagneranno il visitatore in questo percorso che racconta con l’aiuto di più voci la strada battuta dall’uomo, specchio a volte di lati oscuri. Storie visive dipinte ermeticamente o con la trasparenza propria della realtà.</p>
<p>Narrazioni dure, scolpite nell’astrazione o semplicemente meravigliose:<strong> Karel Appel, Michael Cline, Sandra Gamarra, Leon Golub, Marcia Hafif, Markus Lupertz, Claudio Olivieri, Norbert Schwontkowski, Antoni Tapies, Giulio Turcato</strong>. Attraverso il loro apporto possiamo osservare da vicino i mutamenti artistici avvenuti nel corso del tempo. Per esempio Claudio Olivieri (Roma,1934) iniziò la sua carriera artistica tra Milano e Bologna, negli anni ‘50 e ’60, non appena espose in un istituto insieme a Enrico della Torre. Il suo primo quadro è datato 1959, <em>Senza titolo</em>. È considerato uno dei protagonisti della pittura analitica Giulio Turcato (Mantova, 19 febbraio 1912 – Roma, 22 gennaio1995) è stato fra i principali esponenti dell&#8217;astrattismo informale italiano. Nel 1948 Karel Appel (Amsterdam, 1921) dà vita con Constant e Corneille al gruppo <strong>Reflex</strong>. Nello stesso anno a Parigi, l’artista fonda il gruppo &#8220;COBRA&#8221;con Constant, Corneille, Asger Jorn e Pierre Alechinsky. In esso si propone una nuova interpretazione dell&#8217;espressionismo in chiave informale e ironica.</p>
<p>Fino al 18 agosto. Galleria Six, via Filippino Lippi 12, Milano. Info; <a href="http://www.galleriasix.it" target="_blank">www.galleriasix.it</a></p>
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		<title>Immagini del colore</title>
		<link>https://insideart.eu/2014/06/11/immagini-del-colore-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 14:21:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nell’ambito della mostra Immagini del colore, Accardi-Hafif-Turcato, la galleria romana Edieuropa propone oggi, 11 giugno, un focus sull&#8217;artista americana Marcia Hafif. La mostra dedicata agli artisti Carla Accardi, Giulio Turcato e Hafif, appunto, è stata inaugurata lo scorso 8 aprile in memoria dell’omonima mostra curata da Marisa Volpi il 12 aprile del 1967, con la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://insideart.eu/2014/06/11/immagini-del-colore-2/marcia-hafif/" rel="attachment wp-att-100887"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-100887" title="Marcia Hafif" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2014/06/Marcia-Hafif.jpg" alt="" width="201" height="218" /></a>Nell’ambito della mostra <strong>Immagini del colore, Accardi-Hafif-Turcato</strong>, la galleria romana <strong>Edieuropa</strong> propone oggi, 11 giugno, un focus sull&#8217;artista americana<strong> Marcia Hafif</strong>. La mostra dedicata agli artisti <strong>Carla Accardi</strong>, <strong>Giulio Turcato</strong> e<strong> Hafif</strong>, appunto, è stata inaugurata lo scorso 8 aprile in memoria dell’omonima mostra curata da <strong>Marisa Volpi</strong> il 12 aprile del 1967, con la quale si inaugurava la prima sede della galleria, in via del Corso. Trenta opere tra tele, sicofoil e disegni, risalenti principalmente agli anni Sessanta e Settanta, accompagnate da qualche opera più recente in modo da offrire un panorama artistico che spazi fino ai nostri giorni. Carla Accardi e Giulio Turcato, amici oltre che colleghi, diedero vita al gruppo <strong>Forma 1</strong> e con Marcia Hafif, parteciparono attivamente alla vita culturale della capitale. In mostra fino al 30 maggio nella sede attuale della galleria in piazza Cenci, a Roma.</p>
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		<title>Immagini del colore</title>
		<link>https://insideart.eu/2014/04/08/immagini-del-colore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2014 13:52:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La galleria romana Edieuropa inaugura oggi la mostra dedicata agli artisti Carla Accardi, Giulio Turcato e Marcia Hafif. Evento in memoria dell&#8217;omonima mostra curata da Marisa Volpi il 12 aprile del 1967, con la quale si inaugurava la prima sede della galleria, in via del Corso. Trenta opere tra tele, sicofoil e disegni, risalenti principalmente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.insideart.eu/2014/04/08/immagini-del-colore/rev1398511/" rel="attachment wp-att-93451"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-93451" title="rev139851(1)" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2014/04/rev1398511.jpg" alt="" width="180" height="123" /></a>La galleria romana <strong>Edieuropa</strong> inaugura oggi la mostra dedicata agli artisti <strong>Carla Accardi</strong>, <strong>Giulio Turcato</strong> e <strong>Marcia Hafif</strong>. Evento in memoria dell&#8217;omonima mostra curata da <strong>Marisa Volpi</strong> il 12 aprile del 1967, con la quale si inaugurava la prima sede della galleria, in via del Corso. Trenta opere tra tele, sicofoil e disegni, risalenti principalmente agli anni Sessanta e Settanta, accompagnate da qualche opera più recente in modo da offrire un panorama artistico più ampio che arrivi fino ai nostri giorni. Carla Accardi e Giulio Turcato, amici oltre che colleghi, diedero vita al gruppo <strong>Forma 1</strong> e con Marcia Hafif, parteciparono attivamente alla vita culturale della capitale. In mostra fino al 30 maggio nella sede attuale della galleria in piazza Cenci, a Roma.</p>
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		<title>Accardi, Turcato e Hafif ancora insieme dopo Forma 1</title>
		<link>https://insideart.eu/2014/03/24/accardi-turcato-e-hafif-ancora-insieme-dopo-forma-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2014 16:01:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.insideart.eu/2014/03/24/accardi-turcato-e-hafif-ancora-insieme-dopo-forma-1/accardi-riquadro-rosso-1996-vinilico-su-tela-cm-50x701/" rel="attachment wp-att-90690"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-90690" title="Accardi, Riquadro rosso - 1996 - vinilico su tela cm 50x70(1)" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2014/03/Accardi-Riquadro-rosso-1996-vinilico-su-tela-cm-50x701-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le plastiche spugnose di <strong>Giulio Turcato</strong>, il vitalissimo segno di <strong>Carla Accardi</strong>,  il lievitare delle forme dai contrasti del colore di <strong>Marcia Hafif</strong>. I tre artisti hanno in comune il gusto di «giocare», di infrangere ogni mitomania, di darci piacere. E questa particolare affinità, questo dialogo tra visioni viene messo in mostra alla <strong>galleria Edieuropa Qui Arte contemporanea</strong> da martedì 8 aprile (ore 18.00). Oggi come un tempo. Proprio così. Perché la stessa mostra, curata da <strong>Marisa Volpi</strong>, aveva segnato l&#8217;inizio dell&#8217;esperienza della celebre galleria d&#8217;arte romana nel 1967 nella sua prima sede in via del Corso 525. Nata inizialmente come sede della rivista <em>Qui arte contemporanea</em>, pensata e voluta da Capogrossi, Colla, Leoncillo, Fontana Pasmore e Sadun, era diventata un luogo d’incontri, dibattiti, conferenze, sui vari temi dell’arte contemporanea d’avanguardia. Erano gli anni dell’esplosione del colore, in America, in Inghilterra, in Francia, la televisione a colori era la grande rivoluzione. Ci si aspettava un mondo pieno di progressi sociali, un futuro brillante. Oggi, proseguendo il cammino di recupero della memoria, i  tre grandi artisti vengono riproposti nella mostra <em>Immagini del colore</em>, con un ricordo speciale per Carla Accardi. Nella mostra sono state selezionate circa trenta opere tra tele, sicofoil e disegni, principalmente degli anni Sessanta e Settanta, oltre a qualche opera più recente, per offrire un panorama più ampio che arriva fino ai giorni nostri.</p>
<p style="text-align: justify;">Amici nella vita, Carla Accardi e Giulio Turcato diedero vita al gruppo a <strong>Forma 1</strong> e con Marcia Hafif, che in quegli anni viveva a Roma, partecipavano attivamente alla vita culturale della città. Di lei nel 1997 scrisse una bellissima presentazione Carla Accardi alla sua personale in galleria: &#8221;con lei ho trovato subito delle particolari affinità, ricordo i grandi quadri con le nuvole e il fascino dei monocromi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;8 aprile<br />
Galleria Edieuropa Qui Arte contemporanea<br />
Piazza dei Cenci 56, Roma<br />
Info: 06 6476 0172</p>
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		<title>Il Macro si fa in tre</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/12/19/il-macro-si-fa-in-tre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bernoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2013 15:48:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[In mostra Renato Mambor e i gemelli De Serio. Nuovo allestimento per la collezione permanente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.insideart.eu/2013/12/19/il-macro-si-fa-in-tre/2013_macro_mambor_03/" rel="attachment wp-att-79566"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-79566" title="2013_MACRO_Mambor_03" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_MACRO_Mambor_03-600x434.jpg" alt="" width="318" height="230" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_MACRO_Mambor_03-600x434.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_MACRO_Mambor_03.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 318px) 100vw, 318px" /></a>Le contaminazioni linguistiche di <strong>Renato Mambor,</strong> il paradosso del doppio di Gianluca e Massimiliano De Serio, l&#8217;allestimento inedito di parte della collezione permanente: ecco le tre nuove esposizioni che il Macro inaugura oggi e rende visibili fino alla prossima primavera. Nato a Roma nel 1936, Mambor diviene presto un illustre esponente della Scuola di piazza del Popolo contribuendo a tenere viva la scena artistica capitolina negli anni Sessanta e Settanta; trenta sue opere dedicate al teatro, comprese nel ventennio che va dal 1969 al 1989, approdano al Macro raccolte nella mostra, visibile fino al 4 maggio<em>, Atto unico,</em> a cura di <strong>Benedetta Carpi De Resmini</strong>. «Uno scivolamento, quasi involontario, dalla pittura al teatro», come lo definisce lo stesso artista nelle citazioni che accompagnano la visione dei suoi lavori, «un avvicinamento all&#8217;arte scenica come forma di sperimentazione per tentare di creare una sorta di metalinguaggio», come precisa la curatrice. Dalle <em>Azioni fotografate</em>, in cui Mambor congela un&#8217;azione e la sviluppa dandole un nuovo significato, alla scultura <em>Trousse</em>, concepita come uno spazio fisico che diviene mentale, le opere proposte si muovono al confine tra varie forme espressive in cui la realtà viene indagata a cominciare dalla sua intrinseca relazione tra soggetto e oggetto. Tanto materiale originale, fotografie di scena, bozzetti, allestimenti e disegni, si trova nei cassetti dei due grandi archivi posti al centro della sala, a testimonianza dei primi passi della carriera artistica mossi da Mambor nel mondo del cinema come sceneggiatore e cartellonista.</p>
<p><a href="http://www.insideart.eu/2013/12/19/il-macro-si-fa-in-tre/2013_12_macro_de_serio_06/" rel="attachment wp-att-79567"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-79567" title="2013_12_MACRO_DE_SERIO_06" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_12_MACRO_DE_SERIO_06-600x337.jpg" alt="" width="390" height="220" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_12_MACRO_DE_SERIO_06-600x337.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_12_MACRO_DE_SERIO_06-400x225.jpg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_12_MACRO_DE_SERIO_06.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px" /></a>Uno scatto fotografico può essere paragonato a una seduta di psicanalisi quando i soggetti che si riprendono a vicenda sono due gemelli e il loro lavoro, dal titolo E<em>secuzione, </em>in programma fino al 4 maggio, nasce sulla scia dell&#8217;autoritratto così come sviluppato nella storia dell&#8217;arte e modernizzato dai nuovi mezzi tecnologici. «Un ossimoro artistico dove si ricerca la presenza continua del gesto e dove ci si scontra con l&#8217;assenza del risultato», così <strong>Gianluca e Massimiliano De Serio</strong> definiscono la loro videoinstallazione in cui indagano il tema dell&#8217;identità vissuto da due gemelli e allo stesso tempo portano avanti una riflessione sull&#8217;ambiguità del tempo e sull&#8217;incertezza delle relazioni tra gli individui appartenenti a una stessa società. «Questo lavoro – precisano – nasce in seguito a un periodo di crisi identitaria, relazionale e creativa per cui l&#8217;esecuzione della foto diventa l&#8217;esecuzione di un&#8217;identità che soccombe». A maggio il Macro ospiterà il loro video <em>Un ritorno</em>, presentato in anteprima al Castello di Rivoli in cui i due attraverso l&#8217;ipnosi regrediscono allo stato prenatale, come una tappa del tour nei musei Amaci. Ma i De Serio non trascurano i loro lavori cinematografici, sono infatti al lavoro sullo sviluppo di una sceneggiatura per una prossima produzione che li vedrà ancora una volta impegnati nel lungometraggio.</p>
<p><em><a href="http://www.insideart.eu/2013/12/19/il-macro-si-fa-in-tre/2013_macro_percorsi_contemporaneo_toderi/" rel="attachment wp-att-79568"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-79568" title="2013_MACRO_PERCORSI_CONTEMPORANEO_Toderi" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_MACRO_PERCORSI_CONTEMPORANEO_Toderi-600x337.jpg" alt="" width="368" height="207" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_MACRO_PERCORSI_CONTEMPORANEO_Toderi-600x337.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_MACRO_PERCORSI_CONTEMPORANEO_Toderi-400x225.jpg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/12/2013_MACRO_PERCORSI_CONTEMPORANEO_Toderi.jpg 1000w" sizes="auto, (max-width: 368px) 100vw, 368px" /></a>Percorsi nel contemporaneo</em> è l&#8217;allestimento inedito di un significativo nucleo di opere, ben quarantaquattro, proveniente dalla collezione permanente del museo capitolino. Strutturata attraverso approfondimenti tematici, l&#8217;esposizione rende note al grande pubblico alcune delle opere della collezione, che ammontano a 1.300 tra quelle storiche, acquistate e in comandato, con un alternarsi tra lavori storici e più recenti. <strong>Carla Accardi, Giulio Turcato, Mario Ceroli, Perino &amp; Vele, Marc Quinn, Mimmo Rotella</strong> sono solo alcuni tra gli artisti in mostra che negli anni hanno arricchito la collezione del museo, anche se dal 2006 non ci sono più fondi da parte del museo per nuove acquisizioni.</p>
<p>Macro, Via Nizza 138, Roma. Info: <a href="http://www.museomacro.org" target="_blank">www.museomacro.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Arte per la legalità</title>
		<link>https://insideart.eu/2013/10/23/arte-per-la-legalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2013 11:35:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ecco il fondo dell'associazione Benvenuti in Italia, donate opere d'artisti contemporanei come Purificato]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-68642" title="Immagine 2" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/10/Immagine-21-600x442.png" alt="" width="420" height="309" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/10/Immagine-21-600x442.png 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/10/Immagine-21.png 725w" sizes="auto, (max-width: 420px) 100vw, 420px" />L’arte contemporanea al servizio della legalità e della solidarietà, ovvero un cospicuo nucleo di opere d’arte, tra dipinti, litografie, incisioni e sculture di <strong>Domenico Purificato</strong>, <strong>Giulio Turcato, Piero Gilardi, Sergio Scanu</strong> e altri artisti, che vanno a costituire il fondo di dotazione dell’associazione <strong>Benvenuti in Italia</strong>. Nata a Torino nel 2010 per iniziativa di <strong>Davide Mattiello</strong> (in seguito parlamentare indipendente nelle fila del Partito democratico) più che una fondazione stricto sensu, rappresenta un organismo di partecipazione che attraverso una nuova espressione di rappresentanza politica, su ispirazione dell’advocacy group, si fa promotrice dei principi di democrazia, legittimità e cittadinanza attiva. L’obiettivo è quello di elaborare idee e progetti in ambito sociale, educativo e culturale e di attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica su essi per poi, esercitando pressione sui governanti, convertirli in proposte politiche concrete. Tra le attività svolte la Scuola di politica e di buone pratiche unitamente all’impegno costante contro le mafie e la corruzione ed il coordinamento di diversi temi di ricerca.</p>
<p>Pensiero, passione e azione costante oltre a caratterizzare i militanti dell’associazione hanno esortato anche alcuni artisti e loro congiunti, galleristi e collezionisti a sostenere la stessa attraverso la donazione di opere d’arte. Una collezione eterogenea quella torinese dove tra oli su tela, incisioni, opere plastiche e fotografie di autori più o meno noti si può ammirare anche una classicheggiante Natura morta di Domenico Purificato, oscillante tra affiliazione alla scuola romana e adesione incondizionata al neorealismo o l’astrattismo formale espresso in Arcipelago di Giulio Turcato, un vorticoso e cangiante monocromo turchino su sfondo scuro. Ad esse si unisce l’incisione Hodie tibi cras mihi riprodotta da Alberto Maso Gilli per la Maison Goupil e tratta dal dipinto del ritrattista Pier Celestino Gilardi, conservato nella galleria civica d&#8217;arte moderna di Torino, che con quest’opera del 1884, coinvolgente nella sofferenza composta del mesto gruppo di anziani alle esequie di un loro compagno, raggiunse una notevole popolarità. E inoltre l’esponente dell’action painting nostrana Adriano Tuninetto, presente nella raccolta con Figurina del 1956 in cui si ripropone la predilezione del pittore per i forti contrasti cromatici e per la fisionomia umana lucidamente analizzata fino alla deformazione dei tratti.</p>
<p>Del pittore Sergio Scanu sono presenti due opere, Cresta vivace, un olio su masonite, in cui sono ancora le vigorose tinte, incandescenti come una ondata lavica, a dominare la scena e Don Tarcisio, una effigie di intensa potenza espressiva sezionata in pungenti geometrie di picassiana memoria. Accanto alle rilevanti testimonianze di artisti scomparsi o di veterani dei più apprezzabili movimenti artistici contemporanei, la fondazione conserva anche opere di più recente attuazione ideate da <strong>Letizia Battaglia, Gianni Bergamin</strong> e <strong>Daniele Ratti</strong>. Tra le donazioni vi sono anche testimonianze di Piero Gilardi, artista e teorico da sempre attento sia alle più moderne tendenze artistiche e alle nuove tecnologie sia a riprodurre attraverso i diversi materiali, frammenti di vita naturale; come l’Albero della rinascita del 2010, in poliuretano espanso, che nel germogliare simbolico della vita qui simbolicamente evocata dal passaggio dal sottosuolo verso l’alto &#8211; dalle radici scure e svigorite al tronco vivificato dalla colorazione malva, per finire con le fronde in una esplosione di verde acceso e di frutti scarlatti, dei succulenti fichi d’india &#8211; casualmente sembra richiamare, nelle forme e nei toni, il logo che contrassegna la sigla di Benvenuti in Italia. Una chiara riconferma della corrispondenza di intenti.</p>
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		<title>L&#8217;antica stamperia Bulla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabrizia Carabelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2013 06:00:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Alla Casa delle letterature i manufatti d'artista. In mostra dagli anni Settanta ai nostri giorni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.insideart.eu/2013/06/20/lantica-stamperia-bulla/torchio-litografico-di-fine-800/" rel="attachment wp-att-56148"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-56148" title="torchio litografico di fine 800" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/06/torchio-litografico-di-fine-800-600x399.jpg" alt="" width="485" height="322" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/06/torchio-litografico-di-fine-800-600x399.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/06/torchio-litografico-di-fine-800-1200x799.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2013/06/torchio-litografico-di-fine-800.jpg 1772w" sizes="auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px" /></a>Nell&#8217;era degli e-book e dell&#8217;arte digitale, dedicare una mostra a una famiglia di stampatori romani di antica generazione e ai manufatti da loro prodotti acquista davvero un senso maggiore. Nello specifico parliamo dei <strong>Bulla</strong> e della loro attività, cominciata già nel 1840. In una mostra, in programma alla <strong>Casa delle letterature</strong> di <strong>Roma</strong>, è stata fatta una selezione di alcune opere di artisti e scrittori contemporanei che hanno collaborato con la stamperia, dalla fine degli anni &#8217;70 fino ai giorni nostri. L&#8217;esibizione, dal titolo<strong> Testi in opera, stampatori romani: i Bulla, </strong>curata da <strong>Lorenzo Foltran</strong> e <strong>Pietro Marcozzi</strong> <strong>Rozzo</strong>, è un omaggio a quel crocevia delle arti, figurative e letterarie, creatosi all&#8217;interno della bottega, sede di una collaborazione proficua tra i maestri stampatori e importanti artisti e scrittori. Nel 1941 <strong>Roberto Bulla</strong>, figlio di Romolo e nipote del fondatore Anselmo, rappresenta la terza generazione all&#8217;interno della famiglia; la litografia è già un po’ in crisi, soppiantata dai mezzi più moderni, e allora si decide di aprire la bottega agli artisti: passano da lì, tra gli altri, <strong>Giuseppe Capogrossi</strong>,<strong> Renato Guttuso</strong>,<strong> Giorgio De Chirico</strong>,<strong> Massimo </strong><strong>Campigli</strong>,<strong> Mino Maccari</strong>,<strong> Giacomo Manzù</strong> e <strong>Corrado</strong> <strong>Cagli</strong>. Una strada tracciata e poi seguita anche dagli attuali eredi, Romolo e Rosalba, che lavorano in collaborazione con <strong>Sandro Chia</strong> e <strong>Luigi Ontani</strong>, <strong>Pietro</strong> <strong>Consagra</strong> e <strong>Toti</strong> <strong>Scialoja</strong>. E ancora <strong></strong><strong>Mimmo Paladino</strong>, presente in mostra con un libro firmato insieme a<strong> Leonardo Sciascia</strong>, che racconta la leggenda di Colapesce; <strong>Jannis Kounellis</strong>, che utilizza chiodi, pezzi di giornale, e stoffe o <strong>Enzo Cucchi</strong> e i suoi cubi colorati, sempre in commistione con la litografia bulliana.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima stamperia, come detto sopra, risale al 1840, anno in cui <strong>Anselmo Bulla</strong>  apre una bottega per stampare libri di alta qualità, tra volumi scientifici e conti correnti per il Vaticano. Anselmo è il nipote di Francesco (o François) che aveva cominciato l&#8217;attività già nel 1814, in Francia, dove una parte della famiglia Bulla era emigrata dalla Lombardia. A Roma mantengono i contatti con il resto d&#8217;Europa e del mondo, tenendosi aggiornati sulle preferenze del pubblico, sui temi e le stampe. Romolo, figlio di Anselmo, attivo dal 1891, comincia a produrre davvero di tutto, avviando una raffinata officina che si dedica a menù per grandi alberghi, biglietti di auguri, carnet, carte napoletane, tarocchi, partecipazioni, locandine, manifesti e molto altro. Oltre un secolo e mezzo dopo, una mostra del 2001 all’<strong>Accademia di San Luca</strong> raccoglieva centinaia di questi elementi e un libro catalogo curato da <strong>Giuseppe Appella</strong>, uscito per <strong>De Luca</strong> <strong>Editori</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella presente, invece, si concentra su lavori più contemporanei e la maggior parte dei manufatti è esposta sottovetro. È possibile visionarli virtualmente grazie a uno schermo posto all&#8217;ingresso, una mano coperta da un guanto bianco li sfoglia al posto nostro. C&#8217;è un faccia a faccia tra <strong>Patrizia Cavalli</strong> e l&#8217;artista <strong>Gianni Dessì</strong>, due litografie originali unite alla poesia L&#8217;io singolare proprio mio, e un&#8217;opera di <strong>Carla Accardi</strong> al lato opposto. Sono esposti libri d’artista, tra gli altri: <strong>Roberto Pace </strong>ed<strong> Edoardo Albinati </strong>che paragona Il Santo Graal a un&#8217;arancia, ancora<strong style="text-align: justify;"> Dessì</strong> con <strong>Giorgio Barberio Corsetti</strong>, <strong>Domenico Bianchi</strong><strong></strong> con testi di<strong> Kakuan</strong> (Una giornata folle). I libri firmati di<strong> Bruno Ceccobelli</strong>, <strong>Nunzio</strong> e i caratteri greci di <strong>Ersi Sotiropoulos, </strong><strong>Ruggero Savinio </strong>con le parole di<strong> Antonella Anedda</strong>,<strong> Chia</strong> con poesie di <strong>Roberto Triana</strong>, <strong>Giulio Turcato </strong>ed<strong> <strong>Emilio Villa</strong> </strong>con riflessioni scritte a mano. Infine, all&#8217;interno dell&#8217;opera esposta di <strong>Piero Pizzi Cannella</strong> sembra quasi di vedere una dedica al libro d&#8217;arte: Io sono là/dove tutto/sta fermo e aspetta. È esposto, inoltre, il volume <strong>Dogana</strong> curato da <strong>Eduardo Cicelyn</strong>. L&#8217;esposizione è all&#8217;interno del ciclo <strong>Doppio passo</strong>, incontri tra arte e letteratura, a cura di <strong>Maria Ida Gaeta</strong>, il primo appuntamento di una rassegna dedicata alle grandi stamperie storiche romane e alle loro creazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino al 25 luglio; Casa delle letterature, piazza dell&#8217;Orologio, Roma; info: <a href="http://www.casadelleletterature.it" target="_blank" rel="noopener">www.casadelleletterature.it</a></p>

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		<title>Testi in opera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jun 2013 13:36:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Casa delle Letterature propone il primo appuntamento di una rassegna dedicata alle grandi stamperie storiche romane e alle loro creazioni, sottolineando, in particolare, l’intensa e proficua collaborazione dei maestri stampatori con artisti e scrittori. Le stamperie romane sono state e tuttora continuano a essere punti di incontro dove, in un crogiolo di idee, avviene [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.insideart.eu/2013/06/13/testi-in-opera/images-109/" rel="attachment wp-att-55227"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-55227" title="Bulla" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2013/06/images6-150x145.jpg" alt="" width="150" height="145" /></a>La <strong>Casa delle Letterature</strong> propone il primo appuntamento di una rassegna dedicata alle grandi stamperie storiche romane e alle loro creazioni, sottolineando, in particolare, l’intensa e proficua collaborazione dei maestri stampatori con artisti e scrittori. Le stamperie romane sono state e tuttora continuano a essere punti di incontro dove, in un crogiolo di idee, avviene la vera fusione tra arte e letteratura. Iniziamo dai <strong>Bulla</strong>, storica stamperia romana fondata nel 1840. Dal 1941, Roberto Bulla, padre degli attuali proprietari della stamperia, Romolo e Rosalba, ha cominciato a privilegiare il lavoro con importanti artisti della scena romana. Ancora oggi, la stamperia è un importante punto di riferimento per artisti di diverse generazioni. La mostra propone una selezione di opere di grandi maestri dell’arte contemporanea della scuola romana affiancati da prestigiose firme della letteratura durante un periodo che va dalla fine degli anni ’70 ai primi anni ’90. Sono esposti libri d’artista e opere di <strong>Carla Accardi</strong>, <strong>Domenico Bianchi</strong>, <strong>Bruno Ceccobelli</strong>, <strong>Sandro Chia</strong>, <strong>Enzo Cucchi</strong>, <strong>Gianni Dessì</strong>, <strong>Jannis Kounellis</strong>, <strong>Nunzio</strong>, <strong>Roberto Pace</strong>, <strong>Mimmo Paladino</strong>, <strong>Piero Pizzi Cannella</strong>, <strong>Ruggero Savinio</strong>, <strong>Giulio Turcato</strong> in dialogo con <strong>Edoardo Albinati</strong>, <strong>Antonella Anedda</strong>, <strong>Giorgio Barberio Corsetti</strong>, <strong>Kakuan</strong>, <strong>Leonardo Sciascia</strong>, <strong>Ersi Sotiropoulos</strong>, <strong>Roberto Triana</strong> ed <strong>Emilio Villa</strong>. È esposto inoltre il volume <strong>Dogana</strong> curato da <strong>Eduardo Cicelyn</strong>. Testi in opera è all&#8217;interno del ciclo <strong>Doppio Passo</strong>, incontri tra arte e letteratura, a cura di <strong>Maria Ida Gaeta</strong>.</p>
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		<title>Emilio Vedova</title>
		<link>https://insideart.eu/2012/12/07/emilio-vedova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Rodi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2012 12:34:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Torino, alla galleria Mazzoleni le opere del maestro fondatore del Gruppo degli otto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.insideart.eu/2012/12/07/emilio-vedova/04-emilio-vedova-senza-titolo-1959-olio-su-tela-cm-65-x-45/" rel="attachment wp-att-35596"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-35596" title="04 - Emilio Vedova, Senza titolo,  1959, olio su tela, cm 65 x 45" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/04-Emilio-Vedova-Senza-titolo-1959-olio-su-tela-cm-65-x-45-404x600.jpg" alt="" width="211" height="314" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/04-Emilio-Vedova-Senza-titolo-1959-olio-su-tela-cm-65-x-45-404x600.jpg 404w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/04-Emilio-Vedova-Senza-titolo-1959-olio-su-tela-cm-65-x-45-809x1200.jpg 809w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/04-Emilio-Vedova-Senza-titolo-1959-olio-su-tela-cm-65-x-45.jpg 1196w" sizes="auto, (max-width: 211px) 100vw, 211px" /></a>Emilio Vedova</strong> (Venezia, 1919 – Venezia, 2006 ) è stato uno dei protagonisti indiscussi della pittura italiana del secondo dopoguerra. Autodidatta, aderisce ad alcuni dei movimenti che hanno cambiato il volto dell’arte italiana del Novecento: da<strong> Corrente</strong> al <strong>Fronte nuovo delle arti</strong>. Entrambe le esperienze durano l’arco di pochi mesi. Lo sguardo e la pittura di Vedova sono volti all’estero, alle tendenze astrattiste che giungono d’oltralpe e d’oltreoceano e il pensiero di rimanere ancorato a una stanca idea di realismo lo ripulsa.</p>
<p>Nel 1952, sotto la guida del critico <strong>Lionello Venturi</strong>, assieme ad altri sette pittori (<strong>Afro Basaldella, Renato Birolli, Antonio Corpora, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Giuseppe Santomaso</strong> e <strong>Giulio Turcato</strong>), Emilio Vedova da vita alla breve ma fondamentale esperienza del <strong>Gruppo degli otto</strong>, dal quale scaturisce la prima stagione informale dell’arte italiana, più irruenta e romantica, nei toni e nei gesti, rispetto alla sua controparte europea. «Alla fine del 1950 – racconta l’artista in Pagine di diario – passo da una crisi, mi ribello contro tutta la geometria, il rigore dominante dei miei quadri e cerco di far vibrare il mio lavoro in una maggiore spontaneità; ora non mi preoccuperò più di tagliare profili netti, angolature esatte di luce e ombra, ma scaturirà dal mio intimo direttamente luce e ombra, preoccupato unicamente di trasmettere l’immagine senza nessun revisionismo aprioristico». L’astrattismo di Vedova rifiuta qualsiasi richiamo alla forma, come testimoniano compiutamente le opere in mostra alla <strong>galleria Mazzoleni</strong> di <strong>Torino</strong>, a cura di <strong>Francesco Poli</strong>, fino al 28 febbraio 2013.</p>
<p>Le sue opere sono fatte di gesto e colore, espressioni catartiche di una sensibilità attiva sempre alla ricerca del rinnovamento, sia nell’attività pittorica, che nell’accesa vita politica e civile. Lo spazio della tela è una dimensione da conquistare, di riflessione esistenziale, psicologico e drammatico, ma anche di testimonianza culturale e politica. L’esposizione propone diversi oli su tela di medie dimensioni che attestano molto bene lo sviluppo della ricerca dell’artista tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, un periodo di ricerche e sperimentazioni: dai primi studi per i Plurimi, fino a giungere al ciclo degli straodinari Absurdes berliner tagebuch ’64. Infine, a documentare la crescita della ricerca dell’artista sono presenti due opere della metà degli anni ’80, in cui il perimetro del cerchio e la sua superficie, fatta di accesi contrasti tra il bianco e il nero e violente pennellate di rosso, evocano l’instabilità spaziotemporale della vita umana.</p>
<p>fino al 28 febbraio 2013</p>
<p>Mazzoleni galleria d’arte moderna, piazza Solferino 2, Torino</p>
<p>info: <a href="http://www.mazzoleniarte.it " target="_blank">www.mazzoleniarte.it </a></p>

<a href='https://insideart.eu/2012/12/07/emilio-vedova/09-tondo-non-dove-1986-olio-su-legno-diam-280-cm/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/09-Tondo-non-dove-1986-olio-su-legno-diam.-280-cm-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/09-Tondo-non-dove-1986-olio-su-legno-diam.-280-cm-150x150.jpg 150w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/09-Tondo-non-dove-1986-olio-su-legno-diam.-280-cm-596x600.jpg 596w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/09-Tondo-non-dove-1986-olio-su-legno-diam.-280-cm-1192x1200.jpg 1192w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/09-Tondo-non-dove-1986-olio-su-legno-diam.-280-cm.jpg 1761w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>
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<a href='https://insideart.eu/2012/12/07/emilio-vedova/05-emilio-vedova-senza-titolo-1959-olio-su-masonite-cm-50-x-35/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/05-Emilio-Vedova-Senza-titolo-1959-olio-su-masonite-cm-50-x-35-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2012/12/07/emilio-vedova/04-emilio-vedova-senza-titolo-1959-olio-su-tela-cm-65-x-45/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/12/04-Emilio-Vedova-Senza-titolo-1959-olio-su-tela-cm-65-x-45-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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		<title>Stellare come Giulio Turcato</title>
		<link>https://insideart.eu/2012/10/05/stellare-come-giulio-turcato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Bernoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Oct 2012 13:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Bartolomeo Pietromarchi]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetta Carpi De Resmini]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Grilli e Hiwa K]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Giaretta]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Turcato]]></category>
		<category><![CDATA[Julieta Aranda]]></category>
		<category><![CDATA[macro]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Brambilla]]></category>
		<category><![CDATA[Martina Caruso]]></category>
		<category><![CDATA[Ozmo]]></category>
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					<description><![CDATA[Pietromarchi, fresco di nomina, omaggia il pittore  Nuovo ciclo espositivo per il Macro ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.insideart.eu/2012/10/05/stellare-come-giulio-turcato/pietromarchi_bartolomeo-2/" rel="attachment wp-att-29459"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft  wp-image-29459" title="Pietromarchi_bartolomeo" src="http://www.insideart.eu/wp-content/uploads/2012/10/Pietromarchi_bartolomeo1-150x150.jpg" alt="" width="198" height="198" /></a>Sorride <strong>Bartolomeo Pietromarchi</strong>, il direttore del <strong>Macro</strong> fresco di nomina come prossimo <strong>curatore del padiglione Italia</strong> <strong>alla Biennale di Venezia</strong> che si svolgerà dal primo giugno al 24 novembre 2013. «È un bell’impegno – dichiara in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo ciclo espositivo autunnale del museo capitolino – ma che sono felice di poter intraprendere». Nessuno sbilanciamento ancora sul progetto della sua 55esima Biennale ma Pietromarchi rivela che il suo sarà «un lavoro sull’arte italiana più storica che giovane e che tiene conto di una visione tematica dell’arte, anche se – aggiunge – non faccio distinzione tra arte storica e arte contemporanea».</p>
<p>Protagonista della nuova stagione del Macro è <strong>Giulio Turcato</strong> che il museo omaggia in occasione del centenario della sua nascita. «La mostra – dichiara Pietromarchi – è il risultato di un bel lavoro di squadra che presenta non solo le tele e le opere del pittore ma anche una ricca documentazione con tanto materiale che restituisce bene il ritratto di un&#8217;artista anche nella sua dimensione più intima e privata». L’esposizione dal titolo <strong>Stellare</strong> in programma fino al 13 gennaio 2013 e curata da Benedetta Carpi De Resmini e Martina Caruso, nipote dell’artista e portavoce dell’archivio Giulio Turcato, presenta un percorso espositivo che si snoda nel ventennio di produzione dell’artista veneziano ma romano d&#8217;adozione che va dal 1950 al 1975. Una stesura del colore istintiva, come la definiva lo stesso Turcato, che dalla prima opera in esposizione Comizio, in cui la bandiera rossa lascia la sua iconografia di vessillo per diventare forma astratta e utopica, fino alla chiusura affidata all’installazione giocosa Porta del 1973 sottolinea la particolare apertura verso l’imprevisto e l’ignoto. Uno sbilanciamento che caratterizza l’opera dell’artista, componente anche del collettivo Forma 1 venuto a mancare nel 1995, che l’Italia non ha saputo valorizzare quando ancora in vita. «La forza di Turcato – precisa la curatrice Carpi De Resmini – è quella di aver anticipato stilemi di artisti che ora sono star dell’arte contemporanea: Tranquillanti per il mondo, dove nella tela vengono inserite vere pillole di tranquillanti come fossero stelle in un cielo notturno, ne è un valido esempio visto il rimando ad alcune famigerate opere di Damien Hirst». La mostra funge da aperitivo per una più grande che verdà l&#8217;artista in esposizione al Vittoriano dal prossimo gennaio.</p>
<p>La collezione a cielo aperto del progetto, fortemente voluto dal Macro, Urban arena si arricchisce di un&#8217;altra opera monumentale che campeggia su un grande muro di un palazzo adiacente al museo: Voi valete più di molti passeri! firmata dallo street artist<strong> Ozmo</strong>. Una citazione biblica per la riedizione di una stampa satirica dell&#8217;Ottocento in cui troneggia sul popolo il dio denaro a cui si accompagna un video, Evolution (Megapixel) firmato dal regista canadese di origine italiane <strong>Marco Brambilla</strong>. Freschi artisti in residenza per la nuova tornata di Studio in progress: <strong>Julieta Aranda, Giovanni Giaretta, Francesca Grilli e Hiwa K</strong> sono i vincitori del secondo ciclo del programma che aprono i loro studi a curiosi e appassionati in attesa della mostra finale in programma a dicembre. Info: <a href="http://www.museomacro.org" target="_blank">www.museomacro.org</a></p>

<a href='https://insideart.eu/2012/10/05/stellare-come-giulio-turcato/2012_turcato_composizione_argento_con_dollaro_1962/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/10/2012_TURCATO_Composizione_argento_con_dollaro_1962-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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<a href='https://insideart.eu/2012/10/05/stellare-come-giulio-turcato/2012_turcato_scenderia-in-miniera_1950/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/10/2012_TURCATO_Scenderia-in-Miniera_1950-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/2012/10/05/stellare-come-giulio-turcato/n017/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/10/2012_TURCATO_tranquillanti_per_il_mondo_1961-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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<a href='https://insideart.eu/2012/10/05/stellare-come-giulio-turcato/2012_studioinprogress_k_ritratto/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2012/10/2012_StudioInProgress_K_ritratto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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