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	<title>gallerie - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Jun 2026 09:06:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>New York archivia l&#8217;era delle mega-gallerie: un modello in crisi tra costi e nuove strategie</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/05/new-york-archivia-lera-delle-mega-gallerie-un-modello-in-crisi-tra-costi-e-nuove-strategie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 08:04:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus on]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>
		<category><![CDATA[new york]]></category>
		<category><![CDATA[Pace gallery]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo anni di espansione globale e sedi monumentali, il sistema delle grandi gallerie internazionali mostra segni di rallentamento: emblematico il caso Pace Gallery]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;epoca delle mega-gallerie sembra avviarsi al tramonto. A <strong>New York</strong>, città simbolo del mercato dell&#8217;arte contemporanea, il modello che negli ultimi due decenni ha visto nascere colossi internazionali con sedi museali, centinaia di dipendenti e una presenza capillare nelle principali capitali dell&#8217;arte sta attraversando una fase di profonda trasformazione. L&#8217;aumento dei costi immobiliari, la contrazione delle vendite nella fascia alta del mercato e il cambiamento delle abitudini dei collezionisti stanno mettendo in discussione una struttura che fino a pochi anni fa appariva inattaccabile. Le grandi gallerie continuano a dominare il settore, ma il loro peso economico e organizzativo richiede investimenti sempre più difficili da sostenere. Negli ultimi mesi non sono mancati segnali significativi: chiusure di sedi prestigiose, riduzioni del personale e una crescente attenzione verso modelli più flessibili, basati su collaborazioni temporanee, spazi condivisi e programmi espositivi meno onerosi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, molte realtà di medie dimensioni stanno recuperando competitività grazie a una maggiore agilità operativa e a rapporti più diretti con artisti e collezionisti. La crisi del modello non coincide tuttavia con una crisi del mercato dell&#8217;arte nel suo complesso. Piuttosto, evidenzia una ridefinizione delle strategie commerciali e culturali. Se negli anni Duemila la crescita sembrava passare inevitabilmente attraverso l&#8217;espansione internazionale e l&#8217;apertura di sedi sempre più spettacolari, oggi il settore appare orientato verso strutture più sostenibili e meno dipendenti dalla logica della crescita continua. <strong>New York</strong> resta il principale laboratorio di queste trasformazioni. Qui, dove il fenomeno delle mega-gallerie è nato e si è consolidato, si stanno sperimentando le formule che potrebbero caratterizzare il mercato del prossimo decennio: meno gigantismo, maggiore specializzazione e una nuova attenzione all&#8217;equilibrio tra dimensione economica e progettualità culturale.</p>



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<h1 class="wp-block-heading">Il caso Pace Gallery</h1>



<p class="wp-block-paragraph">Emblematica, in questo senso, la decisione di <strong>Pace Gallery</strong>, tra le più influenti realtà del sistema globale dell&#8217;arte, di ridurre significativamente il proprio organico e il numero di artisti rappresentati. Il ceo <strong>Marc Glimcher</strong> ha definito “non più sostenibile” il modello della mega-galleria fondato su espansione continua e crescita dei prezzi, riconoscendo la necessità di ripensare strutture e strategie in un mercato profondamente cambiato. Una svolta particolarmente significativa perché arriva da uno dei protagonisti assoluti del mercato globale. La galleria fondata nel <strong>1960</strong> da <strong>Arne Glimcher </strong>ha annunciato una profonda riorganizzazione: il roster degli artisti sarà ridotto da circa <strong>130 </strong>a poco più di<strong> 80 nomi</strong>, con l&#8217;uscita di figure come <strong>Keith Coventry</strong>, <strong>Glenn Kaino</strong>, <strong>teamLab </strong>e <strong>John Gerrard</strong>, mentre il personale subirà una riduzione di circa il 20%. Una decisione che riflette le difficoltà di un mercato sempre più polarizzato, dove i risultati record ottenuti dalle opere più ambite convivono con un rallentamento della domanda nella fascia intermedia. Tra costi di gestione crescenti, sedi sempre più onerose e una struttura organizzativa complessa, Pace sceglie di tornare a una dimensione più sostenibile, concentrando risorse e attenzione su un numero più ristretto di artisti. Un cambio di paradigma che potrebbe anticipare una trasformazione più ampia dell&#8217;intero sistema dell&#8217;arte contemporanea.</p>



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		<title>Pietro Vallone è stato nominato presidente di ANGAMC</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/05/26/pietro-vallone-e-stato-nominato-presidente-di-angamc/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 11:16:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cultur]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[massimodecarlo]]></category>
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		<category><![CDATA[pietro vallone]]></category>
		<category><![CDATA[presidente]]></category>
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					<description><![CDATA[Partner e direttore finanziario di MASSIMODECARLO, Vallone guiderà l'associazione delle gallerie per il quadriennio 2026-2030. Al centro del mandato fiscalità, internazionalizzazione e competitività del sistema italiano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sarà <strong>Pietro Vallone </strong>il nuovo presidente di <strong>ANGAMC</strong>, l’<strong>Associazione Nazionale Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea</strong>, per il mandato <strong>2026-2030</strong>. L’elezione è stata ufficializzata nel corso dell’assemblea ordinaria tenutasi il 25 maggio alla Triennale di Milano e segna l’avvio di una nuova fase per il comparto delle gallerie italiane, chiamato oggi a confrontarsi con un mercato sempre più internazionale e competitivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vallone, partner e direttore finanziario della galleria <strong>MASSIMODECARLO</strong>, succede ad <strong>Andrea Sirio Ortolani</strong> in un momento considerato particolarmente delicato per il sistema dell’arte contemporanea italiano. Tra le questioni centrali figurano la pressione fiscale, la circolazione delle opere, l’evoluzione dei modelli economici delle gallerie e il rafforzamento della presenza italiana nello scenario globale.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Fondata a Milano nel 1964 come Sindacato Nazionale Mercanti d’Arte Moderna, ANGAMC ha progressivamente ampliato il proprio ruolo, trasformandosi in un interlocutore stabile per le istituzioni sui temi normativi e fiscali legati al mercato dell’arte. Negli ultimi anni l’associazione ha intensificato il confronto su dossier strategici come IVA, esportazione dei beni culturali, fiscalità del collezionismo e regolamentazione della circolazione delle opere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’elezione di Vallone viene letta anche come un segnale della crescente managerializzazione del settore. MASSIMODECARLO rappresenta infatti una delle realtà italiane più strutturate sul piano internazionale, con sedi operative a Milano, Londra, Parigi, Hong Kong e Seoul. Una dimensione globale che riflette l’evoluzione del mercato dell’arte contemporanea, sempre più concentrato attorno a grandi operatori capaci di muoversi su scala internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo primo intervento da presidente, Vallone ha ribadito l’intenzione di proseguire il lavoro avviato negli ultimi anni dall’associazione, sottolineando l’importanza del dialogo con le istituzioni e il contributo del Gruppo Apollo sui temi fiscali e normativi. L’obiettivo, ha spiegato, è rafforzare il posizionamento delle gallerie italiane non solo sul piano commerciale, ma anche culturale, valorizzando attività espositive, ricerca curatoriale, archivi e pubblicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al nuovo presidente è stato nominato anche il consiglio direttivo dell’associazione. I vicepresidenti saranno Giovanni Bonelli della Galleria Giovanni Bonelli e Claudia Ciaccio di ZERO…. Nel consiglio siedono inoltre Antonio Addamiano di Dep Art Gallery, Federica Barletta di Ncontemporary, Filippo Di Carlo della Galleria dello Scudo e Marco Niccoli della Galleria d’Arte Niccoli. Definita anche la rete dei delegati territoriali, che riflette la varietà geografica del sistema dell’arte contemporanea italiana: Alessandro Luppi seguirà Emilia-Romagna e Marche, Sara Zanin il Lazio e il Centro Italia, Giuseppe Lezzi la Lombardia, Claudia Zunino Piemonte e Liguria, Tiziana Di Caro Campania e Sud Italia, Simone Frittelli la Toscana e Giordano Raffaelli il Triveneto.</p>



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		<item>
		<title>miart, l&#8217;importante è partecipare</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/04/19/miart-limportante-e-partecipare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 14:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ArtMarket]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Art week]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
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		<category><![CDATA[MiArt]]></category>
		<category><![CDATA[Paris Internationale]]></category>
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					<description><![CDATA[Durante la principale fiera milanese, segnata quest’anno dalla coesistenza con Paris Internationale e MEGA, le gallerie interrogano il senso della manifestazione oggi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Paris Internationale, MEGA, miart</strong>. Quest&#8217;anno sono per la prima volta tre gli eventi di mercato che si concentrano a <strong>Milano </strong>nel giro di pochi giorni, inquadrati in una densissima <strong>Art Week</strong>. Un dato che fa della fiera un campo sospeso tra due tensioni opposte: da un lato il rafforzamento, inteso come capacità di consolidare relazioni, dall’altro il rischio di saturazione di un comparto che vede le piccole gallerie tentare di resistere a un sistema corporate. Insomma, se la densità può trasformarsi in energia condivisa, capace di rendere la città un polo magnetico per il collezionismo internazionale, resta aperta la domanda su quanto questo equilibrio sia sostenibile. Ne abbiamo parlato con alcune gallerie presenti a miart, che ci hanno spiegato perché oggi vale la pena partecipare nonostante il rischio e l&#8217;insostenibilità dei costi. </p>



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<h2 class="wp-block-heading">Fiere e art week: «Sono eventi complementari»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">«Di solito gli eventi di qualità arricchiscono». Così <strong>Vistamare</strong> (Pescara), pure presente a Paris Internationale oltre che a miart, si esprime sulla coesistenza di più manifestazioni. Dello stesso parere la milanese <strong>C + N Gallery CANEPANERI</strong>: «La compresenza è un vantaggio. Fiera e Art Week sono complementari e si rafforzano a vicenda: chi arriva per una finisce spesso per visitare anche l’altra. Sono elementi che dialogano bene tra loro». Un fatto, per CANEPANERI, che riguarda anche lo svolgersi di tre manifestazioni contempornaeamente: «Si crea un circuito che tende a rafforzarsi. A volte si è più stimolati a vedere più cose piuttosto che una sola: è un dato di fatto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla questione abbiamo sentito anche <strong>IPERCUBO</strong> (Milano), che ha sottolineato come tutto dipenda dalla qualità delle proposte. «In questo periodo, ad esempio, ci sono eventi come Paris Internationale, che ha appena debuttato qui, o altre iniziative nate negli ultimi anni &#8211; spiegano &#8211; un collezionista realmente interessato ha comunque la possibilità di visitarle tutte. Esistono anche diverse tipologie di collezionisti: alcuni sono più inclini a esplorare contesti alternativi rispetto alle fiere più istituzionali come miart». «È chiaro però &#8211; aggiungono &#8211; che, in molti casi, sono le fiere più piccole a beneficiare della presenza di un evento consolidato come miart, più che il contrario».</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Una città, tre fiere: «Sovrapposizione negativa»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è chi individua un potenziale dispersivo nell&#8217;insieme di eventi che popolano le Art Week. Su questo si è espressa la <strong>Galleria Paola Verrengia</strong> (Salerno): «Non vedo una reale necessità di operazioni di questo tipo. Per quanto riguarda le fiere, la situazione di quest’anno è piuttosto insolita, tuttavia non credo che abbia danneggiato una manifestazione come miart». «Penso che non sia un bene avere troppe fiere. Milano, tra l’altro, non è una megalopoli: ha senso &#8211; si chiedono &#8211; concentrare così tante iniziative?».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più netta la posizione della romana <strong>Ex Elettrofonica</strong>: «Avere tre fiere contemporaneamente crea una sovrapposizione negativa. Diverso è il discorso del <em>gallery weekend</em>: che la città si attivi intorno a una fiera è naturale e positivo, perché significa che una parte significativa del sistema contemporaneo la sostiene, rendendola più attrattiva». Diversa la prospettiva nei confronti dell&#8217;Art Week: «Dovrebbe essere un elemento attrattivo, soprattutto per il collezionismo internazionale. Quando una città si presenta con un programma ricco, diventa più interessante da visitare: si viene per la fiera, ma anche per le altre mostre e iniziative. Naturalmente non parliamo della cittadinanza locale, ma di un pubblico globale. Sta poi agli organizzatori fare in modo che questa ricchezza non penalizzi la presenza in fiera. È una sfida, ma se funziona è sicuramente positiva».</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Essere in fiera: «Vale la pena partecipare»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se la saturazione divide, il motivo stesso della partecipazione alle fiere continua invece a raccogliere un consenso più compatto. Per molte gallerie, l&#8217;evento resta innanzitutto un dispositivo di accesso: «è l’unico momento in cui possiamo esporci a collezionisti che non conosciamo» afferma <strong>CANEPANERI</strong>, sottolineando come il pubblico fieristico intercetti tanto i non frequentatori locali quanto i visitatori internazionali. Una funzione ribadita anche da <strong>Verrengia</strong>, per cui la manifestazione «rappresenta un’occasione unica per mostrare il nostro lavoro a un pubblico ampio e qualificato», soprattutto per chi, come nel caso della galleria salernitana, opera lontano dai grandi centri. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa dimensione si aggiunge quella relazionale e strategica: per <strong>Ipercubo</strong> «non si tratta solo della possibilità di incontrare nuovi collezionisti, ma anche di entrare in contatto con istituzioni, curatori», fino a configurare la fiera come uno spazio di «posizionamento nel mercato», dove si costruisce visibilità e riconoscibilità. Anche <strong>Ex Elettrofonica</strong> insiste su questa centralità, pur con cautela: «resta sicuramente un momento importante», sebbene «non tutte le fiere riescono ad avere lo stesso potere attrattivo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i temi, anche i costi di partecipazione:  «L’impegno economico iniziale è alto e rientrare non è facile» ammette <strong>CANEPANERI</strong>, sintetizzando una condizione diffusa: la partecipazione è un investimento rischioso, il cui ritorno non è mai garantito. Eppure, nonostante la moltiplicazione delle fiere e la competizione crescente, la presenza continua a essere percepita come necessaria: «vale comunque la pena partecipare», si ribadisce, anche quando i margini sono incerti. Insomma, una sorta di passaggio obbligato, che a Milano porta le gallerie a confrontarsi con i rischi di un mondo in proliferazione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="329667" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-12.54.33-1-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-329667" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-12.54.33-1-768x1024.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-12.54.33-1-450x600.jpeg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-12.54.33-1-1152x1536.jpeg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-16-at-12.54.33-1.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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		<item>
		<title>Addio a Ashley Stewart Rödder, direttrice di Gagosian</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/02/23/addio-a-ashley-stewart-rodder-direttrice-di-gagosian/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:56:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Ashley Stewart Rödder]]></category>
		<category><![CDATA[David Zwirner]]></category>
		<category><![CDATA[Gagosian]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Salon 94]]></category>
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					<description><![CDATA[Morta a 42 anni, viene ricordata dai suoi colleghi e dagli artisti con cui ha collaborato come un "Talento raro scomparso troppo presto"]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ashley Stewart Rödder, <strong>direttrice</strong> della galleria <strong>Gagosian</strong>, è morta all&#8217;inizio di questa settimana all&#8217;età di 42 anni dopo una lunga lotta contro una grave malattia. Nata nel <strong>1984</strong>, è cresciuta in West Virginia prima di trasferirsi a <strong>New York</strong>, dove ha conseguito la laurea al <strong>Marymount Manhattan College</strong> e in un secondo momento un master presso il <strong>Sotheby’s Institute of Art</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha lavorato per sette anni presso la <strong>Galleria David Zwirner</strong>, ricoprendo diversi incarichi e successivamente ha svolto il ruolo di direttrice delle vendite da <strong>Salon 94 </strong>per quattro anni. Approdata in Gagosian nel 2019, ha contribuito all’organizzazione di molte esposizioni nelle sedi di <strong>New York, Beverly Hills, Parigi, Londra e Atene</strong>. <strong>Larry Gagosian</strong>, In una dichiarazione diffusa via e-mail, ha ricordato la direttrice come una figura di grande determinazione e dedizione nei confronti degli artisti che rappresentava. “Era una sostenitrice appassionata e una professionista profondamente stimata dai colleghi”, ha affermato. “La sua perdita è enorme e il nostro pensiero va al marito, alla famiglia e agli amici”.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/1746025704175.jpeg" alt="" class="wp-image-324510" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/1746025704175.jpeg 800w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/1746025704175-600x400.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/1746025704175-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La galleria l’ha inoltre descritta come una consulente affidabile, una collega preziosa e una professionista dallo spirito collaborativo. Stewart Rödder è sempre stata attivamente impegnata nella comunità artistica: faceva parte del <strong>Comitato Diversità, Equità e Inclusione</strong> di Gagosian, coordinava il <strong>Contemporary Council </strong>ed era membro del consiglio di amministrazione della <strong>Children’s Art Guild</strong> e di <strong>Performa</strong>, un&#8217;organizzazione artistica no-profit statunitense. Anche Salon 94 le ha reso omaggio con un post su Instagram, ricordandola come una collega molto amata e una presenza fondamentale per gli artisti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Un messaggio di sostegno è arrivato anche dall&#8217;artista statunitense <strong>Marilyn Minter</strong>, che ha ricordato Stewart Rödder come un &#8220;Talento raro scomparso troppo presto&#8221;, menzionando il periodo al Salon 94 dove hanno collaborato insieme per diversi progetti. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="650" height="464" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/large_39380_5548768.jpg" alt="" class="wp-image-324513" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/large_39380_5548768.jpg 650w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/large_39380_5548768-600x428.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al Forum ITALICS 2026 le gallerie italiane si interrogano sul proprio futuro</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/02/16/al-forum-italics-2026-le-gallerie-italiane-si-interrogano-sul-proprio-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 17:53:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[forum]]></category>
		<category><![CDATA[forum italics 2026]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>
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					<description><![CDATA[La quarta edizione del Forum ITALICS si è svolta al MACRO di Roma, alternando un momento pubblico a una giornata di lavoro riservata ai galleristi associati. Un appuntamento che consolida il ruolo della rete come piattaforma di indirizzo e progettualità condivisa]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Forum ITALICS 2026</strong>, ospitato al <strong>MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma</strong>, ha restituito l’immagine di un sistema consapevole delle proprie fragilità ma non privo di strumenti critici per affrontarle. A segnare l&#8217;inizio di questa quarta edizione, l&#8217;evento pubblico <em><strong>Perdersi a Roma</strong></em>, una conversazione che ha intrecciato cinema, letteratura e pratiche artistiche contemporanee con <strong>Saverio Costanzo, Nicola Lagioia e Cristiana Perrella</strong>, costruita a partire dalle suggestioni della mostra <em>UNAROMA</em>. L&#8217;evento è proseguito poi con una <strong>giornata a porte chiuse</strong> riservata ai galleristi associati che ha concentrato l’attenzione su sette tavoli di lavoro, veri laboratori di autodiagnosi e progettualità in cui le gallerie del circuito ITALICS hanno fatto un bilancio sulle risorse e criticità del loro impegno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le questioni trattate, il tema<strong> <em>ITALICS 2030: nuovo ciclo strategico di un’istituzione</em></strong> nel tavolo moderato da <strong>Marco Delogu</strong>, che ha avviato una riflessione sul rafforzamento della collaborazione interna, sull’apertura internazionale e sul dialogo con le amministrazioni. Il tavolo<strong> <em>Politiche pubbliche e mercato dell’arte: ruolo e compiti del Ministero della Cultura</em></strong>, moderato da <strong>Marta Ragozzino</strong>, ha invece  approfondito il rapporto tra intervento pubblico e operatori del settore, con attenzione ai temi della fiscalità, della tutela e della circolazione delle opere.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="1200" data-id="324135" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Le_MACRO_musee_dart_contemporain_de_Rome_34233071971-1.jpg" alt="" class="wp-image-324135"/></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con <em><strong>Il collezionismo oggi, tra nuove generazioni e nuove reti</strong></em>, coordinato da <strong>Giovanni Floridi</strong>, si è analizzata l’evoluzione del collezionismo contemporaneo e il ruolo crescente delle nuove generazioni. Il tavolo<strong> <em>Strategie per il riconoscimento internazionale degli artisti italiani non storicizzati</em></strong>, con <strong>Cristiana Perrella e Francesco Stocchi</strong>, ha messo a fuoco strumenti e criticità legati alla presenza internazionale degli artisti italiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>La fiera e oltre: nuovi modelli commerciali e promozionali per le gallerie</strong></em>, moderato da <strong>Flavio Del Monte</strong>, ha invece esaminato le trasformazioni delle strategie di promozione e vendita in un contesto di mercato in evoluzione, mentre il tavolo <em><strong>Nuove tecnologie, diritti e competenze nel lavoro delle gallerie</strong></em>, con <strong>Carmelo Carbotti</strong>, ha affrontato l’impatto delle piattaforme digitali e dell’intelligenza artificiale sulle pratiche professionali. Infine, <em><strong>Intrecci tra antico, moderno e contemporaneo nella curatela del XXI secolo</strong></em>, moderato da <strong>Flaminia Gennari Santori</strong>, ha riflettuto sul ruolo delle gallerie nella costruzione di prospettive trans-storiche e nel rinnovamento dei linguaggi curatoriali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La giornata si è conclusa con un momento di sintesi orientato alla definizione di obiettivi comuni per la continua evoluzione di ITALICS, ribadendo la volontà della rete di operare come soggetto coeso e dinamico, capace di coniugare visione culturale e dimensione imprenditoriale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="608" data-id="324136" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/macro-roma.jpg" alt="" class="wp-image-324136"/></figure>
</figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Forum ITALICS 2026: al MACRO il confronto sul futuro delle gallerie italiane</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/02/09/forum-italics-2026-al-macro-il-confronto-sul-futuro-delle-gallerie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 11:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[banca ifis]]></category>
		<category><![CDATA[forum italics 2026]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>
		<category><![CDATA[italics]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 15 e 16 febbraio 2026 la quarta edizione del Forum ITALICS, realizzata in collaborazione con il MACRO, riunisce operatori e professionisti per discutere strategie, sostenibilità, internazionalizzazione e nuove sfide del sistema dell’arte]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Si terrà il <strong>15 e 16 febbraio 2026</strong> al <strong>MACRO — Museo d’Arte Contemporanea di Roma</strong> la quarta edizione del <strong>Forum ITALICS</strong>, appuntamento ormai centrale nel dibattito sul presente e sul futuro delle gallerie italiane. Il progetto, promosso da ITALICS in collaborazione con il museo romano, si propone come un momento di analisi e confronto sulle trasformazioni in atto nel sistema dell’arte, con particolare attenzione al ruolo delle gallerie come imprese culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al centro del programma, il rinnovamento strategico delle gallerie italiane, chiamate oggi a confrontarsi con scenari sempre più complessi e interconnessi. Collaborazione, internazionalizzazione e sostegno alle realtà emergenti sono alcuni dei temi chiave, insieme alle questioni legate alla produzione culturale sostenibile e all’impatto territoriale delle attività artistiche. Ampio spazio sarà dedicato anche ai rapporti tra politiche pubbliche e mercato dell’arte, così come all’evoluzione del collezionismo, sempre più influenzato da nuove abitudini e dall’ingresso di generazioni diverse.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="688" data-id="323483" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/029__MACRO_ph.-LUIGI-FILETICI-1024x688.jpg" alt="" class="wp-image-323483" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/029__MACRO_ph.-LUIGI-FILETICI-1024x688.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/029__MACRO_ph.-LUIGI-FILETICI-600x403.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/029__MACRO_ph.-LUIGI-FILETICI-768x516.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/029__MACRO_ph.-LUIGI-FILETICI-1536x1032.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/029__MACRO_ph.-LUIGI-FILETICI.jpg 1772w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">MACRO, photo Luigi Filetici</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il Forum approfondirà inoltre le strategie per la valorizzazione internazionale degli artisti non storicizzati, i nuovi modelli di visibilità e comunicazione per le gallerie e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle pratiche del sistema culturale, un tema ormai centrale nelle riflessioni sul futuro della produzione e della mediazione artistica. In collaborazione con il MACRO, il Forum conta anche quest&#8217;anno Banca Ifis come main sponsor dell&#8217;iniziativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto agli incontri riservati agli addetti ai lavori, il Forum ITALICS 2026 prevede anche un momento di apertura al pubblico. Domenica 15 febbraio, alle ore 18.00, il MACRO ospiterà il talk <strong>“Perdersi a Roma”</strong>, una conversazione tra<strong> Saverio Costanzo, Nicola Lagioia e Cristiana Perrella</strong>. L’incontro, a ingresso libero fino a esaurimento posti, prenderà spunto dalle suggestioni della mostra <em>UNAROMA</em> per riflettere sulla città, sulle trasformazioni dei suoi paesaggi urbani e culturali e sul dialogo tra generazioni, intrecciando cinema, letteratura e pratiche artistiche.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="714" height="1024" data-id="323484" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/260130-ITA2FOR_invito-768x1102-1-714x1024.jpg" alt="" class="wp-image-323484" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/260130-ITA2FOR_invito-768x1102-1-714x1024.jpg 714w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/260130-ITA2FOR_invito-768x1102-1-418x600.jpg 418w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/260130-ITA2FOR_invito-768x1102-1.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 714px) 100vw, 714px" /></figure>
</figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Le gallerie d&#8217;arte contro l&#8217;ICE, una protesta internazionale</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/01/30/le-gallerie-darte-contro-lice-una-protesta-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 10:41:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Pretti]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[ice]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[Renee Good]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 30 gennaio, molte gallerie americane e europee hanno scelto di rimanere chiuse a sostegno delle proteste dei cittadini contro gli abusi dell'ICE]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Unendosi all&#8217;esempio del <a href="https://insideart.eu/2026/01/24/minneapolis-il-walker-art-center-chiude-per-protesta-contro-lice/"><strong>Walker Art Center</strong> di <strong>Minneapolis</strong></a>, varie gallerie americane &#8211; e le loro sedi europeee &#8211; rimarranno chiuse oggi per protestare contro le operazioni violente dell&#8217;ICE. L&#8217;iniziativa prende forma in un clima di tensioni sempre più profonde, aggravato dalle recenti uccisioni di <strong>Renée Good</strong> e <strong>Alex Pretti</strong> e dalle innumerevoli segnalazioni di abusi, arresti e detenzioni da parte delle forze dell&#8217;ordine americane. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Una mobilitazione di questa portata è un evento raro nel mondo dell&#8217;arte, che tradizionalmente si muove con molta cautela di fronte all&#8217;attualità politica. L&#8217;ultimo episodio risale al 1° dicembre del 1989 durante il <em>Day Without(Art)</em>, un&#8217;iniziativa promossa da <strong>Visual AIDS</strong> durante l&#8217;emergenza dell&#8217;<strong>HIV</strong>, quando le istituzioni statunitensi decisero di chiudere i battenti. Una differenza sostanziale tra le due manifestazioni è sicuramente la rapidità di coordinazione delle gallerie, resa possibile dalla velocità con cui le notizie sono diffuse sui social media. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/3716f70a-afc8-49de-9339-d27e76159c0d-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-322728" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/3716f70a-afc8-49de-9339-d27e76159c0d-1024x576.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/3716f70a-afc8-49de-9339-d27e76159c0d-600x338.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/3716f70a-afc8-49de-9339-d27e76159c0d-768x432.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/3716f70a-afc8-49de-9339-d27e76159c0d.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A colpire è sicuramente la varietà delle realtà che hanno deciso di aderire: dai giganti del mercato, con sedi tra New York e Londra, a spazi indipendenti e realtà emergenti, uniti dalla volontà di esprimere il proprio dissenso contro le decisioni del governo. Da <strong>Almine Rech</strong> a <strong>David Zwirner</strong>, da <strong>Gagosian</strong> a <strong>Pace</strong> <strong>Gallery</strong> fino a <strong>Magenta Plains</strong> e <strong>The Empty Circle,</strong> la partecipazione attraversa il sistema dell&#8217;arte americano, mettendo colossi e strutture sperimentali sullo stesso piano. La chiusura non solo ha un valore solamente simbolico: in molti casi, gli spazi si offrono come luogo sicuro, dove i manifestanti potranno preparare cartelli e manifesti, rafforzando così il legame tra pratica artistica e attivismo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;iniziativa ha superato i confini degli Stati Uniti, diventando una questione globale. Aderendo alla protesta, alcune gallerie europee hanno voluto ribadire la dimensione globale del tema &#8220;migrazione&#8221;, che non riguarda solo gli USA, ma attraversa le storie di tutti i paesi e dei loro abitanti. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="536" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/LA-protests-Glendale-terminates-detention-contract-with-ICE-DHS.webp" alt="" class="wp-image-322729" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/LA-protests-Glendale-terminates-detention-contract-with-ICE-DHS.webp 800w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/LA-protests-Glendale-terminates-detention-contract-with-ICE-DHS-600x402.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/LA-protests-Glendale-terminates-detention-contract-with-ICE-DHS-768x515.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Iran in rivolta, chiudono le gallerie</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/01/16/iran-in-rivolta-chiudono-le-gallerie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 11:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[scontri]]></category>
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					<description><![CDATA[Le proteste e il collasso dell'economia fermano il mondo dell'arte: gallerie e artisti sono costretti a chiudere le proprie attività]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In <strong>Iran </strong>malcontento nelle strade e il collasso economico hanno colpito anche il mondo dell&#8217;arte. Molti galleristi hanno deciso di chiudere le attività a causa della pressione del pubblico e delle proteste in corso. Da quando il governo iraniano ha bloccato l&#8217;accesso a internet è difficile ricevere informazioni, ma <em>The Art Newspaper</em> è riuscito a raccogliere qualche testimonianza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;incertezza per le gallerie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le voci emerse, quella di un gallerista, che ha rivelato che non era sua intenzione chiudere, in quanto in un momento di profonda crisi gli spazi culturali possono servire come luoghi di rifugio, aperti al dialogo. Tuttavia, quando il numero di uccisioni e arresti è aumentato, la sua posizione è cambiata. La possibile riapertura dello spazio sembra al momento impossibile ed è proprio questa incertezza a preoccupare il gallerista, che descrive questa situazione come insostenibile e difficile da spiegare, soprattutto a chi non la sta vivendo. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="513" data-id="321496" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/iran.webp" alt="" class="wp-image-321496" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/iran.webp 770w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/iran-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/iran-768x512.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px" /></figure>
</figure>



<h2 class="wp-block-heading">La pressione del pubblico sui social</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le reazioni negative da parte del pubblico rappresentano un ulteriore motivazione alla chiusura delle attività. La pagina Instagram <strong>Galleryinfo.ir</strong>, che promuove eventi artistici a <strong>Tehran</strong>, è stata attaccata dopo aver postato delle esibizioni in corso nella città. Tra i vari commenti si menzionava la mancanza di empatia verso ciò che sta accadendo e in risposta l&#8217;account deciso di ha pubblicare un ultimo contenuto a sostegno delle proteste prima di interrompere le comunicazioni. A questo episodio si aggiunge quello di un critico iraniano, che è stato costretto a chiudere il profilo dopo essersi espresso a favore dell&#8217;apertura delle gallerie. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La reazione dall&#8217;estero</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La preoccupazione verso il possibile scoppio di una guerra colpisce anche chi si trova all&#8217;estero. Diversi gli artisti iraniani che non rientrano nel loro Paese per gli scontri. Quanto alla scelta delle gallerie di aprire o chiudere, <em>The Art Newspaper</em> ha invece raccolto la testimonianza di <strong>Salman Antifar</strong>, fondatore della galleria londinese <strong>Ab-Anbar</strong>, che si è espresso sugli spazi ancora aperti: «Penso che questa possa essere una prima pratica di democrazia: lasciare che le persone decidano per sé stesse. Se un gallerista vuole mantenere il proprio spazio aperto e lavorare, dovrebbe poterlo fare senza essere deriso o pressato. E chiunque voglia restare chiuso dovrebbe essere libero di farlo».</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="422" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg" alt="" class="wp-image-321505" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422.jpeg 750w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/01/cq5dam.thumbnail.cropped.750.422-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Un mercato ancora cauto, nuvole da bere e tante gallerie emergenti. Ecco cosa è stata Artissima 2025</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/11/03/un-mercato-ancora-cauto-nuvole-da-bere-e-tante-gallerie-emergenti-ecco-cosa-e-stata-artissima-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Nov 2025 11:38:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ArtMarket]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Artissima]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[oval]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre 34.000 visitatori e spazio per i linguaggi più sperimentali, ma Artissima ha dimostrato che per gli effetti della nuova Iva c'è bisogno di tempo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Basta la riduzione dell&#8217;Iva a riportare in salute il mercato dell&#8217;arte in Italia? Ce lo si è chiesto tra i corridoi di <strong>Artissima</strong>, la fiera internazionale d&#8217;arte contemporanea che il 2 novembre ha chiuso le porte della sua <strong>trentaduesima edizione</strong>. Tra i primi appuntamenti fieristici della stagione, e quindi vero e proprio banco di prova dopo la riduzione delle tasse sulle opere d&#8217;arte, la manifestazione torinese ha contato <strong>oltre 34.000 visitatori </strong>nel corso delle sue quattro giornate, confermando il proprio ruolo nella diffusione dei linguaggi creativi più sperimentali. Ora che la fiera si è conclusa, ripercorriamo il fenomeno portato da Artissima nell&#8217;Oval del Lingotto. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="315396" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-032-scaled-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-315396" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-032-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-032-scaled-1-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-032-scaled-1-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-032-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-032-scaled-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">© Perottino, Piva, Castellano, Peirone</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Molti stand personali e una nuvola stampata in 3D</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sono state <strong>176 le gallerie</strong> che hanno esposto le loro opere negli spazi dell&#8217;Oval, di cui <strong>26</strong> alla prima partecipazione. Accanto alle più istituzionali <strong>Continua </strong>e <strong>Mazzoleni</strong>, che rispettivamente esponevano ora un lavoro di Arcangelo Sassolino, ora gli stendardi di Marinella Senatore, la fiera ha contato la presenza di <strong>Suprainfinit</strong>, galleria di Bucarest che ha interamente dedicato lo stand a un&#8217;opera immersiva di Victoria Zidaru, tra le artiste più note del proprio Paese. La stessa linea ha guidato anche le gallerie della sezione <strong><em>Present Future</em></strong>, i cui allestimenti &#8211; in particolare quello presentato da <strong>Loevenbruck </strong>con Cloe Royer &#8211; hanno posto al centro un solo artista emergente, quasi come una personale, ma anche quello della galleria <strong>Benappi</strong>, in cui l&#8217;artista <strong>Guendalina Urbani</strong> ha costruito una gabbia solo apparentemente invalicabile: le sue sbarre, infatti, al tatto si rivelano <strong>morbide e flessibili</strong>, pronte a piegarsi e a smentire la loro rigidità. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="315395" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-315395" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37-768x1024.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37-450x600.jpeg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37-1152x1536.jpeg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="315394" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37-1-768x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-315394" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37-1-768x1024.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37-1-450x600.jpeg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37-1-1152x1536.jpeg 1152w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-10-31-at-12.07.37-1.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Tra le note pop della fiera, lo stand dedicato alla<strong> nuvola da bere</strong>. È l’opera dell’artista giapponese <strong>Aki Inomata</strong>, presentata all’interno di <strong>Anonymous Art Project</strong>, iniziativa dedicata alla promozione dei nuovi talenti della scena nipponica contemporanea. Nel suo stand all’Oval, Inomata ha trasformato lo spazio in un laboratorio, dove ha realizzato piccole nuvole di latte stampate in 3D all’interno di bicchieri d’acqua che i visitatori – previa firma di una liberatoria – hanno potuto letteralmente bere. La formula che ha permesso a queste formazioni di durare fino a tre ore resta un segreto, custodito dall&#8217;artista dopo tre anni di sperimentazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Artissima, i premi dell&#8217;edizione 2025</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sono <strong>tredici i premi assegnati durante la trentaduesima edizione di Artissima</strong>. Tra i più attesi, il <strong>Premio illy Present Future</strong>, che è stato attribuito a <strong>Louis Morlae</strong>, presentato dalla galleria <strong>Rose Easton</strong> di Londra. Il <strong>Premio Orlane per l’Arte</strong> è andato alla galleria <strong>Zero</strong> di Milano, mentre il <strong>Premio Tosetti Value per la Fotografia</strong> ha premiato <strong>Alterazioni Video</strong>, rappresentato da <strong>Guido Costa Projects</strong> di Torino. Il <strong>Premio Vanni Occhiali</strong> è stato assegnato a <strong>Valentina Furian</strong> (galleria Una, Piacenza–Milano), e il <strong>Matteo Viglietta Award by Collezione La Gaia</strong> a <strong>Davide Stucchi</strong> (Martina Simeti, Milano). A <strong>Zoe Williams</strong> (Ciaccia Levi, Parigi–Milano) è andato il <strong>Carol Rama Award by Fondazione Sardi per l’Arte e GAM Torino</strong>, mentre il <strong>Premio Diana Bracco – Imprenditrici ad Arte</strong> ha riconosciuto il lavoro di <strong>Marta Barbieri e Paola Bonino</strong> (Una, Piacenza–Milano).</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="315397" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp_Image_2025-10-30_at_16.45.01-1024x768.jpeg" alt="" class="wp-image-315397" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp_Image_2025-10-30_at_16.45.01-1024x768.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp_Image_2025-10-30_at_16.45.01-600x450.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp_Image_2025-10-30_at_16.45.01-768x576.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp_Image_2025-10-30_at_16.45.01.jpeg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Premio illy Present Future</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Tra i premi dedicati alla ricerca e alla dimensione internazionale, <strong>Thomias Radin</strong> (Esther Schipper, Berlino–Parigi) si è aggiudicato il <strong>Premio Oelle – Mediterraneo Antico</strong>, e <strong>Iris Touliatou</strong> (Sylvia Kouvali, Londra–Pireo) il <strong>Premio Pista 500 by Pinacoteca Agnelli</strong>. Il <strong>Premio “Ad occhi chiusi” by Fondazione Merz</strong> è stato conferito a <strong>Caroline Cordeiro</strong> (Galatea, San Paolo–Salvador), mentre il <strong>Vilnius Residence Prize</strong> ha premiato <strong>Rodrigo Hernandez</strong> (P420, Bologna – ChertLüdde, Berlino). Il <strong>Premio Ettore e Ines Fico</strong> è andato a <strong>Giovanni Termini</strong> (Me Vannucci, Pistoia). Infine, l’<strong>Artissima New Entries Fund</strong> ha sostenuto tre giovani gallerie: <strong>Vohm</strong> (Seul), <strong>Trotoar</strong> (Zagabria) e <strong>zazà</strong> (Milano–Napoli).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per gli effetti dell&#8217;Iva al 5% c&#8217;è bisogno di tempo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">«Artissima è stata il primo momento di verifica per l’Iva al 5% – ha affermato <strong>Luigi Fassi</strong>, direttore della fiera dal 2022 – ma soprattutto la sua cartina di tornasole. La nuova aliquota si è rivelata non solo un provvedimento fiscale indispensabile, ma un fatto culturale, una notizia di portata europea che ridefinisce il modo in cui l’Italia si colloca nel sistema dell’arte. Questa misura non agisce sul margine, ma sul senso: restituisce al nostro Paese la possibilità di competere ad armi pari, e allo stesso tempo di proporre un modello fondato su qualità, consapevolezza e responsabilità. Artissima ha avuto il privilegio e la responsabilità di metterlo alla prova, dimostrando come una fiera possa essere anche un luogo di diplomazia culturale, capace di far dialogare politica, economia e visione».</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="708" data-id="315399" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/luigi-fassi-1024x708.jpg" alt="" class="wp-image-315399" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/luigi-fassi-1024x708.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/luigi-fassi-600x415.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/luigi-fassi-768x531.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/luigi-fassi.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luigi Fassi, © Giorgio Perottino</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Queste le parole del direttore Fassi, ma nei corridoi di Artissima è stato sottolineato anche altro: «È ancora presto per vederne gli effetti, per quanto la stampa ne abbia parlato molto i collezionisti devono ancora abituarsi alla novità e assimilare questa informazione, soprattutto perché sta cominciando ad acquistare una nuova generazione», hanno dichiarato dalla galleria <strong>Ciaccia Levi</strong> (Parigi e Milano). «L&#8217;abbassamento dell&#8217;Iva ha rappresentato una scossa importante &#8211; hanno aggiunto &#8211; ma chiaramente il mercato ha bisogno di tempo per recepirla, soprattutto perché non si acquista un&#8217;opera al mese. In ogni caso il mercato italiano per noi che abbiamo sede in Francia è molto importante, rappresenta il 20% delle nostre vendite».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Risultati ancora non troppo diversi, quindi, o quantomeno differenti ma per altre ragioni: «A livello di volume non è cambiato molto, sicuramente è più facile la comunicazione con i clienti, perché c&#8217;è meno preoccupazione quando si comunica il costo di un&#8217;opera &#8220;più Iva&#8221;», hanno affermato dalla galleria milanese<strong> Viasaterna</strong>. «Il nostro andamento di quest&#8217;anno è dipeso dalle opere che abbiamo presentato e non dall&#8217;Iva &#8211; hanno proseguito &#8211; l&#8217;anno scorso abbiamo portato un artista più giovane, dunque meno costoso, e abbiamo fatto sold out al secondo giorno di fiera, quest&#8217;anno le opere esposte sono di un artista più affermato».</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="315398" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-044-scaled-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-315398" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-044-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-044-scaled-1-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-044-scaled-1-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-044-scaled-1-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/11/Artissima25-Colore-GP-044-scaled-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">© Perottino, Piva, Castellano, Peirone</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">«Per noi è andata meglio rispetto all&#8217;anno scorso, soprattutto perché la Fondazione CRT ha acquisito una serie dell&#8217;artista David Schutter», hanno dichiarato invece dalla galleria romana <strong>Magazzino</strong>. «Vorremmo sperare che fosse per l&#8217;Iva più bassa, finalmente l&#8217;hanno ridotta». Insomma, la riforma è ancora troppo giovane per vederne gli effetti, ma la sua novità sembra rappresentare fin da questa edizione di Artissima un fattore di incoraggiamento.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>miart, un dubbio: siamo davvero tutti amici?</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/04/05/miart-un-dubbio-siamo-davvero-tutti-amici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2025 16:03:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ArtMarket]]></category>
		<category><![CDATA[Focus on]]></category>
		<category><![CDATA[gallerie]]></category>
		<category><![CDATA[italics]]></category>
		<category><![CDATA[MiArt]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=298030</guid>

					<description><![CDATA["Among friends" è il tema di miart 2025. Abbiamo parlato con i galleristi in fiera a Milano delle forme di collaborazione nel mondo dell'arte, ecco cosa ci hanno risposto]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Among friends</strong></em>, suggeriscono da <strong>miart</strong>. Come nelle edizioni passate, e come avviene pure in <a href="https://insideart.eu/2024/10/23/artissima-tutto-pronto-per-la-nuova-edizione/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">altri appuntamenti fieristici</a>, la manifestazione meneghina <strong>lancia una linea</strong>, celebrando stavolta <strong>Robert Rauschenberg</strong>. Pur omaggiando la poetica dell&#8217;artista, all&#8217;insegna dei legami duraturi, in occasione del centenario della nascita, <a href="https://insideart.eu/2025/04/03/comincia-miart-2025-dove-larte-e-among-friends/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">la ventinovesima edizione</a> della fiera milanese d&#8217;arte moderna e contemporanea fa sorgere <strong>alcune questioni</strong>, dalle ragioni che spingono un evento di mercato a caricarsi di una linea fino alla valutazione dello stato di salute dell&#8217;art system. Ma c&#8217;è una domanda che il tema della manifestazione impone: nel mondo dell&#8217;arte siamo davvero tutti amici? A risponderci sono stati gli stessi galleristi e operatori, che ci hanno raccontato le loro esposizioni in fiera e il loro punto di vista sulla <strong>collaborazione nel settore</strong>, oltre che sull&#8217;argomento più caldo del momento: <strong>l&#8217;IVA al 22% sulle opere d&#8217;arte</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="298067" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6958-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-298067" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6958-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6958-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6958-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6958-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6958.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="298068" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6793-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-298068" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6793-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6793-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6793-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6793-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A6793.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Photo Nicola Gnesi Studio</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una fiera &#8220;among friends&#8221;, ma non lo sanno tutti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una fiera è senz&#8217;altro una grande mostra e un&#8217;occasione di incontro all&#8217;insegna dell&#8217;arte, ma è prima di tutto un evento di mercato. Come è normale, sono diverse le gallerie che non tengono conto nell&#8217;esposizione del tema <em>among friends</em>. «Le fiere possono avere di certo un tema ma è chiaro che sono manifestazioni commerciali», dichiara <strong>Paola Potena</strong>, direttrice della <strong>galleria Lia Rumma</strong> (Milano e Napoli). «Penso che miart sia una fiera di qualità &#8211; prosegue &#8211; e in questi eventi il tema diventa un cappello sotto cui possono trovare posto tante realtà diverse e sotto cui ogni galleria può trovare il modo di inserire ciò che vuole». </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per alcune gallerie è di certo più semplice rendere il tema della fiera un elemento strutturale dell&#8217;esposizione. È il caso della <strong>galleria Mazzoleni</strong>, che ha declinato l&#8217;elemento-guida dell&#8217;amicizia attraverso le opere di Marinella Senatore. «Essendo un&#8217;artista partecipativa, Senatore lascia emergere nelle performance e nei workshop diversi sentimenti, tra cui quello dell&#8217;amicizia», spiega <strong>Jose Graci</strong>, direttore della sede londinese della galleria. Un discorso simile lo presenta anche la <strong>galleria Gió Marconi</strong> (Milano), che in occasione dei suoi sessant&#8217;anni di vita porta in fiera le opere di coloro che nel corso del tempo hanno ruotato attorno alla figura del gallerista. </p>



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<p class="wp-block-paragraph">Ma se il tema di una fiera è più una macro-linea, il maggiore investimento sulla sua portata dovrebbe provenire dalla manifestazione stessa. Sembrano inserirsi in questa prospettiva i <em><strong>talks among friends</strong></em>, che ampliano i limiti temporali dell&#8217;evento, e le iniziative previste nei giorni di fiera al <strong>Caffè Letterario by Herno</strong>, che ospita presentazioni di libri e dibattiti nei padiglioni di Allianz MiCo. Eppure la pervasività di quanto la manifestazione intende mettere al centro, l&#8217;amicizia come legame duraturo, <strong>sembra essere relativa</strong>. <strong>Nessuno spazio</strong> infatti per le forme d&#8217;arte più partecipative, le <strong>performance</strong>, e <strong>nessun workshop</strong> in programma nei giorni di fiera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A miart il clima di collaborazione c&#8217;è</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Su una questione miart ci ha preso in pieno. In un settore competitivo come quello dell&#8217;arte &#8211; ci si prova ad essere amici, dicono alcuni operatori in fiera &#8211; sembra intravedersi un nuovo senso di collaborazione. Oltre a testimoniarlo le <strong>numerose copie della lettera firmata da artisti, curatori e galleristi</strong> indirizzata al governo per chiedere <strong>l&#8217;abbassamento dell&#8217;IVA</strong> &#8211; <strong>attualmente al 22 % </strong>&#8211; sulle opere d&#8217;arte, lo confermano anche in molti in fiera. «Siamo gli unici che non fanno nulla, almeno finora, per cambiare le cose. Il precedente ministro sosteneva che le gallerie vendono lusso, non cultura, invece l&#8217;attuale sembra avere idee diverse», spiega <strong>Giuseppe Lezzi</strong> di <strong>M77 Gallery </strong>(Milano).</p>



<p class="wp-block-paragraph">«C&#8217;è un senso di forte solidarietà tra colleghi e ITALICS ne è la testimonianza», spiega ancora Paola Potena. «La fiera è mirata su alcuni temi, funzionali al fatto che l&#8217;Italia deve fare sistema &#8211; aggiunge &#8211; in particolare i galleristi, che hanno gli stessi obiettivi pur nelle loro differenze di identità, di ricerca artistica e strategie commerciali, stanno capendo come fare sistema a dispetto di una politica che li mortifica. Insomma, a fronte dei tagli alla cultura e della mancanza di collegamenti tra enti diversi le gallerie si stanno organizzando e stanno creando un fronte comune. Nel chiedere un&#8217;IVA più vantaggiosa si sta scoprendo un nuovo modo di stare e lavorare insieme: nell&#8217;unire anche gli artisti tornano così a crearsi comunità, com&#8217;era prima».</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="298070" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A7064-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-298070" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A7064-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A7064-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A7064-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A7064-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/T3A7064.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Photo Nicola Gnesi Studio</figcaption></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Eppure sembrano esserci ancora motivi per le gallerie internazionali per partecipare alle fiere italiane. Lo affermano dalla galleria londinese <strong>Sadie Coles HQ</strong>: «qui c&#8217;è un mercato interessante con collezionisti importanti e miart è un&#8217;occasione per riconnettersi con loro». Insomma, esserci e creare dialoghi in un appuntamento internazionale sembra comunque valere di più della consapevolezza di un mercato svantaggioso.</p>
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