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	<title>Europa - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 10:58:51 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Commissione europea sempre più verso lo stop ai fondi per la Biennale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Bruxelles avvia la procedura per sospendere i finanziamenti dopo la decisione di riaprire il padiglione russo. La Biennale ha 30 giorni per fare marcia indietro o giustificare la scelta]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel fragile crocevia tra diplomazia e produzione culturale, la <strong>Biennale di Venezia</strong> si ritrova oggi al centro di una tensione che eccede il perimetro artistico per sconfinare apertamente nella sfera politica. La <strong>Commissione europea </strong>ha infatti avviato una procedura formale che potrebbe condurre alla <strong>sospensione </strong>— o addirittura alla revoca — dei finanziamenti destinati alla storica istituzione veneziana, a seguito della decisione di riaprire il <strong>padiglione della Federazione Russa</strong>, assente dal 2022 in risposta all’invasione dell’Ucraina.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="329238" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1490666012-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-329238" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1490666012-1024x576.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1490666012-600x338.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1490666012-768x432.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1490666012-1536x864.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1490666012-2048x1152.webp 2048w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1490666012-1920x1080.webp 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">La scelta della Fondazione Biennale, guidata da <strong>Pietrangelo Buttafuoco</strong>, ha suscitato una reazione compatta da parte di numerosi Stati membri dell’Unione, che avevano già espresso il proprio dissenso attraverso una lettera congiunta. In questo scenario, la Commissione non si limita a un richiamo simbolico, ma evoca una possibile violazione del regime sanzionatorio europeo: il nodo cruciale riguarda infatti il finanziamento statale russo alla partecipazione, elemento che renderebbe il padiglione non soltanto una presenza artistica, ma anche un dispositivo di rappresentazione politica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bruxelles teme che la riapertura possa essere strumentalizzata da Mosca come segnale di una rinnovata legittimità internazionale, incrinando la coerenza delle misure adottate dall’Unione negli ultimi anni. In questo senso, la Biennale — tradizionalmente spazio di confronto e pluralità — rischia di diventare terreno di ambiguità, dove la libertà espressiva si intreccia con dinamiche di soft power.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal canto suo, il ministro della Cultura italiano<strong> Alessandro Giuli </strong>ha preso le distanze dalla decisione, ribadendo tuttavia l’autonomia statutaria della Biennale, che ne garantisce l’indipendenza rispetto all’indirizzo governativo. Una posizione che riflette la complessità del caso: se da un lato l’Italia riconosce la sensibilità politica della questione, dall’altro non interviene direttamente, lasciando alla Fondazione la responsabilità della scelta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ora si apre una finestra temporale di trenta giorni, entro cui la Biennale dovrà riconsiderare la propria decisione o fornire motivazioni tali da convincere la Commissione a non procedere con il blocco dei fondi europei, pari a due milioni di euro per il triennio 2025–2028.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="683" data-id="329239" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/padiglione-russia-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-329239" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/padiglione-russia-1-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/padiglione-russia-1-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/padiglione-russia-1-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/padiglione-russia-1-1536x1025.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/padiglione-russia-1.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Tornano le Giornate Europee del Patrimonio: in tutta Italia aperture straordinarie</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/09/26/tornano-le-giornate-europee-del-patrimonio-in-tutta-italia-aperture-straordinarie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 10:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[Mic]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 27 e 28 settembre l’Italia partecipa alla grande manifestazione culturale europea con visite, aperture straordinarie e iniziative diffuse. Tema dell’edizione 2025: l’arte di costruire]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nelle giornate del <strong>27 e 28 settembre</strong> l’Italia si unisce al più vasto appuntamento culturale del continente: le <strong>Giornate Europee del Patrimonio (GEP)</strong>. Promosse dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea, le GEP rappresentano un’occasione unica per ripensare il nostro rapporto con i luoghi della cultura, in un intreccio di memoria collettiva e progettualità futura. La loro declinazione italiana, coordinata dal Ministero della Cultura, trasformerà il Paese in un palcoscenico diffuso fatto di aperture straordinarie, visite guidate, convegni ed eventi pensati per avvicinare il pubblico al patrimonio storico e artistico.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" data-id="311727" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/090515601-3a161eae-674b-477d-8ffd-0449c64bb714-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-311727" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/090515601-3a161eae-674b-477d-8ffd-0449c64bb714-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/090515601-3a161eae-674b-477d-8ffd-0449c64bb714-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/090515601-3a161eae-674b-477d-8ffd-0449c64bb714-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/090515601-3a161eae-674b-477d-8ffd-0449c64bb714.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Il tema scelto per il 2025 – <strong><em>Architetture: l’arte di costruire</em></strong> – è traduzione dello slogan europeo <em>Heritage and Architecture: Windows to the Past, Doors to the Future</em>. Un invito a considerare l’architettura non soltanto come disciplina tecnica, ma come scrittura viva di comunità e paesaggi. Ogni edificio, dal monumento antico al manufatto industriale, custodisce infatti un deposito di storie, aspirazioni e visioni che meritano di essere ascoltate. Nella prospettiva dell&#8217;evento, l&#8217;architettura diventa chiave di lettura del passato e soglia verso il futuro. Le Giornate Europee del Patrimonio offrono così l’occasione per osservare il nostro paesaggio costruito con uno sguardo rinnovato, cogliendone la stratificazione storica e insieme il potenziale immaginativo, perché abitare significa anche ereditare e trasformare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come di consueto, l’iniziativa non si limita al <a href="https://cultura.gov.it/evento/gep-2025-eventi-diurni" target="_blank" rel="noreferrer noopener">calendario diurno</a>. La <a href="https://cultura.gov.it/evento/gep-2025-apertura-serale" target="_blank" rel="noreferrer noopener">serata di sabato 27 settembre</a> sarà segnata dalle <strong>aperture straordinarie dei musei statali</strong>, visitabili al prezzo simbolico di un euro: un gesto che vuole ribadire l’idea di accessibilità democratica alla cultura. </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="311726" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/GEP2025_Card-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-311726" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/GEP2025_Card-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/GEP2025_Card-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/GEP2025_Card-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/GEP2025_Card-1536x864.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/GEP2025_Card.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Tour europeo: le mostre contemporanee da non perdere quest’estate</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/08/15/tour-europeo-sei-mostre-contemporanee-da-non-perdere-questestate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena de Martino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2025 07:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[itinerario artistico]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[Un viaggio tra le città europee dove l’arte contemporanea si fa linguaggio universale e regala esperienze uniche ai viaggiatori più curiosi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quest’estate, chi sceglierà di mettersi in viaggio troverà in Europa un terreno fertile per esperienze fuori dall’ordinario e avanguardiste visioni. Mostre che non si limitano ad esporre opere, ma che diventano scenari imprescindibili, capaci di trasformare ogni tappa in un viaggio dentro e fuori di sé. Seguendo un percorso che unisce città simbolo della cultura contemporanea (da Berlino a Parigi, passando per Barcellona, Bilbao, Londra e fino a una tappa inaspettata nella meno conosciuta Baviera) si propongono sei appuntamenti imperdibili. Un itinerario che non è solo geografico, ma emotivo. Diventa infatti un attraversamento di luoghi e linguaggi, dove ogni mostra diventa una tappa per ripensare se stessi e il mondo che ci circonda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra Berlino, Parigi e Barcellona l’arte come manifesto di identità</h2>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="680" data-id="308326" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG20250314032358679-1024x680.jpeg" alt="" class="wp-image-308326" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG20250314032358679-1024x680.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG20250314032358679-600x398.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG20250314032358679-768x510.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/IMG20250314032358679.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vaginal Davis, <em>Memorabilia and ephemera</em><br>© Vaginal Davis, Courtesy of the Artist, Foto Graysc</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il viaggio artistico comincia a <strong>Berlino</strong>, dove il <strong>Gropius Bau</strong> dedica fino al <strong>14 settembre 2025</strong> una grande retrospettiva a <strong>Vaginal Davis</strong>, icona della scena queer e punk. Attraverso film, zine, installazioni e istallazioni sonore, l’artista riesce ad mischiare attivismo, identità e vissuti, trasformando lo spazio in una resistenza ad ogni forma di conformismo.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="308483" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_06.jpg-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-308483" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_06.jpg-1024x683.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_06.jpg-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_06.jpg-768x512.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_06.jpg-1536x1025.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_06.jpg-2048x1366.webp 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" data-id="308482" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_12.jpg-683x1024.webp" alt="" class="wp-image-308482" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_12.jpg-683x1024.webp 683w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_12.jpg-400x600.webp 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_12.jpg-768x1152.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_12.jpg-1024x1536.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_12.jpg-1366x2048.webp 1366w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/GalerieIsabellaBortolozzi_VD_TheWickedPavilion_PhotosGraysc_12.jpg-scaled.webp 1707w" sizes="auto, (max-width: 683px) 100vw, 683px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Da qui si passa a <strong>Parigi</strong>, dove il <strong>Centre Pompidou </strong>ospita l’universo fotografico di <strong>Wolfgang Tillmans</strong>. La mostra, ultima prima della ristrutturazione del museo e presente fino al<strong> 22 settembre 2025</strong>, attraversa oltre trent’anni di carriera. Alterna ritratti intimi, immagini astratte e opere sonore, componendo un racconto sulla vulnerabilità, in grado di restituire la bellezza nascosta nei dettagli quotidiani.  </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="874" height="1024" data-id="308484" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Wolfgang-Tillmans-c-Centre-Pompidou-Bertrand-Prevost-2025-04-874x1024.webp" alt="" class="wp-image-308484" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Wolfgang-Tillmans-c-Centre-Pompidou-Bertrand-Prevost-2025-04-874x1024.webp 874w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Wolfgang-Tillmans-c-Centre-Pompidou-Bertrand-Prevost-2025-04-512x600.webp 512w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Wolfgang-Tillmans-c-Centre-Pompidou-Bertrand-Prevost-2025-04-768x900.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Wolfgang-Tillmans-c-Centre-Pompidou-Bertrand-Prevost-2025-04.webp 1024w" sizes="auto, (max-width: 874px) 100vw, 874px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Sempre nella capitale parigina, la <strong>Fondation Louis Vuitton</strong> ospita fino al 1 settembre 2025 la retrospettiva<em> <strong>David Hockney – 25</strong></em>: oltre 400 opere ripercorrono 70 anni di carriera. Tra piscine californiane, ritratti psicologici e iPad drawings, la mostra racconta Hockney come maestro della luce e dell’intimità visiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1080" height="757" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Z-A18XdAxsiBvxgt_DavidHockneyPortraitofanArtist-PoolwithTwoFigures-1972.webp" alt="" class="wp-image-308481" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Z-A18XdAxsiBvxgt_DavidHockneyPortraitofanArtist-PoolwithTwoFigures-1972.webp 1080w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Z-A18XdAxsiBvxgt_DavidHockneyPortraitofanArtist-PoolwithTwoFigures-1972-600x421.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Z-A18XdAxsiBvxgt_DavidHockneyPortraitofanArtist-PoolwithTwoFigures-1972-1024x718.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Z-A18XdAxsiBvxgt_DavidHockneyPortraitofanArtist-PoolwithTwoFigures-1972-768x538.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il percorso prosegue poi a <strong>Barcellona</strong> con <em><strong>Art Nou 2025</strong></em> (fino al 4 settembre 2025), festival diffuso che anima gallerie indipendenti e istituzioni con oltre quaranta artisti under 35. I giovani creativi affrontano temi attuali, dalle identità fluide alla dissidenza sessuale, dalla migrazione alle discriminazioni, offrendo nuove prospettive su di essi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Da Bilbao a Londra: potere, territorio ed esperienze sensoriali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’itinerario tocca poi <strong>Bilbao</strong>, dove il <strong>Guggenheim</strong> diventa, fino al <strong>9 novembre 2025</strong>, la scenografia delle audaci installazioni di <strong>Barbara Kruger</strong>. Testi, immagini e suoni si fondono in opere che questionano le strutture plasmanti la nostra vita quotidiana come l&#8217;identità, il desiderio, la verità e il controllo. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="781" data-id="308325" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/046Galerias-Barbara-Kruger-1024x781-1.jpg" alt="" class="wp-image-308325" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/046Galerias-Barbara-Kruger-1024x781-1.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/046Galerias-Barbara-Kruger-1024x781-1-600x458.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/07/046Galerias-Barbara-Kruger-1024x781-1-768x586.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Barbara Kruger, <em>Another day. Another night</em><br>Courtesy <strong>Guggenheim</strong> Bilbao</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Da qui si vola a <strong>Londra</strong>, dove la <strong>Royal Academy of Arts</strong> propone la mostra <strong><em>Anselm Kiefer / Vincent Van Gogh</em></strong>, un dialogo visionario tra due artisti tormentati e spirituali. Le opere dense e materiche di Kiefer si confrontano fino al 26 ottobre 2025 con l’emotività vibrante di Van Gogh, rivelando una comune ossessione per il trauma e la rinascita.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="308478" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/vincent-van-gogh-anselm-kiefer-kiefer-van-gogh-at-royal-academy-of-arts-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-308478" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/vincent-van-gogh-anselm-kiefer-kiefer-van-gogh-at-royal-academy-of-arts-1024x576.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/vincent-van-gogh-anselm-kiefer-kiefer-van-gogh-at-royal-academy-of-arts-600x338.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/vincent-van-gogh-anselm-kiefer-kiefer-van-gogh-at-royal-academy-of-arts-768x432.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/vincent-van-gogh-anselm-kiefer-kiefer-van-gogh-at-royal-academy-of-arts.jpeg 1510w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p class="wp-block-paragraph">Il viaggio si conclude in <strong>Olanda</strong>, dove all’interno della suggestiva cornice della <strong>Oude Kerk</strong>, la chiesa più antica di Amsterdam, l’artista sudcoreana <strong>Kimsooja</strong> presenta <em><strong>To Breathe</strong></em>, un’installazione site-specific di grande intensità poetica. Luce, tessuto e suono si intrecciano in un’esperienza immersiva che trasforma l’architettura gotica in uno spazio di meditazione e sospensione. L’opera riflette sulla spiritualità, sulla respirazione come atto universale e sulla presenza del corpo nello spazio, in dialogo intimo con la storia sacra del luogo. Una delle esperienze sensoriali più raffinate della stagione espositiva europea.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Kimsooja-Oude-Kerk-040-Natascha-Libbert_lowres-scaled-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-308487" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Kimsooja-Oude-Kerk-040-Natascha-Libbert_lowres-scaled-1-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Kimsooja-Oude-Kerk-040-Natascha-Libbert_lowres-scaled-1-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Kimsooja-Oude-Kerk-040-Natascha-Libbert_lowres-scaled-1-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Kimsooja-Oude-Kerk-040-Natascha-Libbert_lowres-scaled-1-1536x1025.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/08/Kimsooja-Oude-Kerk-040-Natascha-Libbert_lowres-scaled-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Questo tour europeo dimostra quindi come l’arte contemporanea sappia parlare diverse lingue, trovando in ogni città un contesto unico in cui risuonare. Lasciarsi attraversare dalle opere, vivere l’estate come un percorso di scoperta dove l’arte diventa compagna di viaggio e chiave per leggere la quotidianità a noi intrinseca, non è forse questo l&#8217;obiettivo e il leitmotif dell&#8217;arte stessa?</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Design Economy 2025, primato assoluto per l&#8217;Italia nel settore</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/04/10/design-economy-2025-primato-assoluto-per-litalia-nel-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 13:49:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[Deloitte]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[design economy 2025]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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					<description><![CDATA[Anche Fondazione Symbola e Deloitte Private tra le aziende che hanno tracciato il Design Economy 2025, il rapporto sul design italiano ed europeo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Accrescere la consapevolezza del <strong>valore del design</strong> per la <strong>competitività del sistema produttivo nazionale</strong>. Questo l&#8217;intento del <strong>&#8220;Design Economy 2025&#8221;</strong>, il rapporto sullo stato di salute del settore in Italia tracciato da <strong>Fondazione Symbola, Deloitte Private, POLI.design, ADI Associazione per il Disegno Industriale </strong>in collaborazione con <strong>Comieco, AlmaLaurea e CUID</strong>. Con il patrocinio del <strong>ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e del ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong>, il &#8220;Design Economy 2025&#8221; fotografa un <strong>primato assoluto dell&#8217;Italia in Europa per fatturato</strong>, oltre a sottolineare la <strong>forte connessione tra design e made in Italy</strong>, in particolare nei settori dell’<strong>arredo</strong>, della <strong>moda </strong>e della <strong>meccanica</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A presentare i risultati del rapporto all&#8217;<strong>ADI Design Museum di Milano</strong> sono stati <strong>Domenico Sturabotti</strong>, direttore della Fondazione Symbola, e<strong> Cabirio Cautela</strong>, CEO POLI.design. Nell&#8217;incontro, moderato dalla giornalista del <em>Sole 24 Ore</em> <strong>Giovanna Mancini</strong>, hanno discusso <strong>Ermete Realacci</strong>, presidente della Fondazione Symbola, <strong>Ernesto Lanzillo</strong>, Deloitte Private Leader Italia,<strong> Luciano Galimberti</strong>, presidente ADI, <strong>Maria Porro</strong>, presidente Salone del Mobile, <strong>Francesco Zurlo</strong>, preside Scuola del design Politecnico di Milano, <strong>Carlo Montalbetti</strong>, direttore generale Comieco, <strong>Maurizio Di Robilant</strong>, presidente Robilant Spa, <strong>Paolo Fantoni</strong>, presidente Gruppo Fantoni, e <strong>Francesca Tosi</strong>, responsabile scientifico Laboratorio Ergonomia Design – Università degli Studi di Firenze. </p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="992" height="558" data-id="298661" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/rapporto-design-economy-2025.webp" alt="" class="wp-image-298661" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/rapporto-design-economy-2025.webp 992w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/rapporto-design-economy-2025-600x338.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/rapporto-design-economy-2025-768x432.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 992px) 100vw, 992px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">«L&#8217;Italia fulcro del design europeo»</h2>



<p class="wp-block-paragraph">«La leadership italiana nel design – dichiara <strong>Ermete Realacci</strong>, presidente della <strong>Fondazione Symbola</strong> &#8211; conferma il suo ruolo importante come infrastruttura immateriale del made in Italy, come dimostra il Salone del mobile di Milano, e protagonista nella sfida della sostenibilità. Nel pieno di una transizione verde e digitale il design è chiamato nuovamente a dare forma, senso e bellezza al futuro. Il design è strategico anche per sviluppare una nuova generazione di prodotti che nel segno della bellezza rispondano ai dettami dell’economia circolare: efficienza, minore impiego di materia ed energia, riciclabilità, riutilizzabilità».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«L&#8217;Italia si conferma il fulcro del design europeo mantenendosi al primo posto del podio in UE, in termini di fatturato e addetti del comparto», commenta invece<strong> Ernesto Lanzillo</strong>, partner e leader di <strong>Deloitte Private in Italia</strong>. Il design italiano fattura infatti<strong> 6,3 miliardi di euro</strong>, il <strong>19,8% del totale UE</strong>, ed è al primo posto per numero di addetti (ancora al 19,8%), ponendosi <strong>davanti a Germania</strong> (18,9% del fatturato a 6 miliardi e 15,1% degli addetti) e<strong> Francia </strong>(12,8% del fatturato a 4,1 miliardi e 15,6% degli addetti), pur trattandosi di una <strong>crescita più lenta</strong> rispetto agli anni precedenti (+4,6% in termini di fatturato e del +5,2% in occupazione). Nonostante il primato in valore assoluto, l&#8217;Italia è superata per efficienza dalla Spagna, che registra il più alto fatturato medio per addetto in Europa (148.645 euro), ben superiore alla media UE (90.355 euro) e a quella italiana (90.658 euro). Inoltre, le aziende italiane sono mediamente più piccole (1,5 addetti per impresa). </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="992" height="558" data-id="298662" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/design-economy-2025-italia.webp" alt="" class="wp-image-298662" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/design-economy-2025-italia.webp 992w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/design-economy-2025-italia-600x338.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/design-economy-2025-italia-768x432.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 992px) 100vw, 992px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Design Economy 2025: spazio all&#8217;healthcare</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il rapporto del 2025, sembra <strong>crescere la domanda di design nel settore sanitario</strong>, in cui estetica e funzionalità si integrano con esigenze mediche, ergonomia e benessere del paziente. Circa il 9,4% dei servizi di progettazione oggi richiesti al settore proviene proprio dall’<strong>healthcare</strong>, con la previsione di salire al 9,7% nei prossimi tre anni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«Oltre all’aspetto dimensionale micro/piccolo degli operatori &#8211; spiega ancora Lanzillo &#8211; il nostro paese si distingue per la creatività e la capacità di innovazione del design made in Italy, che emergono quali fattori essenziali per la competitività attuale e futura di tutti i settori industriali. Specialmente in un&#8217;epoca di trasformazioni radicali come questa, il design può fungere da ponte fra la tecnologia, i prodotti e i servizi, ma anche fra la sostenibilità, la salute e il benessere delle persone». «Nell’edizione di quest’anno del rapporto &#8211; aggiunge &#8211; abbiamo dunque voluto dedicare un’attenzione particolare all’importanza del design nel settore healthcare che, per quanto ancora frenato da barriere normative e culturali, presenta notevoli potenzialità e opportunità di sviluppo». </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nuove frontiere con l&#8217;IA</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’integrazione dell’<strong>intelligenza artificiale</strong> nel settore è in forte espansione in tutta Europa: in Italia l’80% delle aziende di design la utilizza, con un picco dell’88,9% tra le imprese, ma la Germania e la Francia stanno investendo a ritmi superiori. Per mantenere il primato, l’Italia dovrà puntare su innovazione e crescita dimensionale delle imprese. «Mentre la formazione sul design cambia e un pezzo di questa s’innesta su tradizioni produttive locale – dichiara infatti Cabirio Cautela, presidente POLI.Design &#8211; il mercato del lavoro inizia a chiedere figure di designer iperspecializzate su ambiti dove il design manipola tecnologie e/o mette al centro dell’azione progettuale grandi sfide collettive come quella ambientale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia 8 su 10 utilizzano l&#8217;IA per aumentare produttività, ridurre gli errori e supportare la creatività. Design e innovazione sono infatti profondamente connessi: mentre l’innovazione fa proprie le metodologie del design per prendere forma, il design fa riferimento continuo all’innovazione per aumentare la competitività delle proprie soluzioni. Tra le leve che consentono di stimolare l’innovazione, l’introduzione di nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, si afferma come un potente acceleratore. L’80% degli operatori intervistati di design utilizza strumenti di intelligenza artificiale: il 35,9% in maniera ampia e trasversale e il 43% limitatamente ad alcuni processi produttivi. La quota di utilizzatori è considerevolmente più elevata nel caso delle imprese che non dei progettisti (88,9% contro 53,5%).</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="992" height="558" data-id="298663" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/design-economy-2025-intelligenza-artificiale.webp" alt="" class="wp-image-298663" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/design-economy-2025-intelligenza-artificiale.webp 992w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/design-economy-2025-intelligenza-artificiale-600x338.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/design-economy-2025-intelligenza-artificiale-768x432.webp 768w" sizes="auto, (max-width: 992px) 100vw, 992px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Per il Design Economy 2025 Milano è la capitale del settore</h2>



<p class="wp-block-paragraph">«Il rapporto fotografa con chiarezza il ruolo crescente del nostro settore nell’economia italiana – dichiara Luciano Galimberti, presidente ADI &#8211; e la centralità del progetto come motore di innovazione. Milano si conferma capitale internazionale del design, ma è l’intero sistema Paese a mostrare una vitalità diffusa, con nuove competenze, nuovi modelli formativi e un uso sempre più avanzato delle tecnologie come l’intelligenza artificiale. Per ADI, questa è la prova che il design italiano è pronto ad assumere un ruolo guida anche nel contesto globale. I dati confermano non solo il peso economico del settore, ma anche la sua funzione al servizio delle grandi trasformazioni: ambientale, digitale, sociale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il rapporto inquadra l&#8217;Italia in Europa, è pur vero che fotografa il settore anche nello stesso ambito nazionale. Diverse le valutazioni portate a termine, in particolare le stime condotte a livello territoriale fanno emergere &#8211; ancora una volta &#8211; una forte<strong> concentrazione delle attività del design in Lombardia</strong> e, più nello specifico, nella provincia di Milano. Nel territorio lombardo, infatti, si trovano ad operare circa 14mila imprese afferenti all’industria del design (circa un terzo del totale) da cui proviene il 32,8% del valore aggiunto e il 27,5% dell’occupazione complessiva del settore. Le imprese lombarde del design registrano più di 17 mila e cinquecento occupati (il 27,5% del totale nazionale). Seguono, ben distanziate, l’Emilia-Romagna e il Veneto, con un numero di posti di lavoro del settore rispettivamente pari a 8.418 e 7.458. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Milano, insomma, si conferma la principale capitale del design italiano, anche sede del Salone del Mobile e del Fuorisalone, la più grande manifestazione al mondo dedicata al design. Questa tendenza fa il paio con quella generale, visto che le imprese e i professionisti del design svolgono le loro attività prevalentemente nei centri metropolitani, dove hanno la possibilità di godere di una maggiore visibilità nazionale e internazionale. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.deloitte.com/it/it/services/deloitte-private/research/design-economy-2025.html?utm_source=linkedin&amp;utm_medium=paid&amp;utm_campaign=de25&amp;utm_content=eco-design" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qui</a> i dati completi del Design Economy 2025.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Frieze London 2024: al via la 21esima edizione</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/10/09/frieze-london-2024-al-via-la-21esima-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 10:04:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ArtMarket]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[frieze london 2024]]></category>
		<category><![CDATA[Gagosian]]></category>
		<category><![CDATA[Perrotin]]></category>
		<category><![CDATA[sadie colese HQ]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=258570</guid>

					<description><![CDATA[Dal 9 al 13 ottobre, l'attesissima fiera arriva a The Regent’s Park fra nuovi design, spazi rinnovati e tante novità sulla curatela]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Evento chiave dell&#8217;arte contemporanea, con edizioni a<strong> Seoul, New York e Los Angeles,</strong> <strong>Frieze</strong> <strong>London </strong>arriva finalmente in <strong>Europa</strong>, nella capitale del <strong>Regno Unito</strong> in cui tutto è iniziato. I partecipanti sono <strong>160,</strong> tra cui gallerie di primo piano come&nbsp;<strong>Sadie Coles HQ,&nbsp;White Cube,&nbsp;Gagosian,&nbsp;Hauser &amp; Wirth,&nbsp;Pace Gallery,&nbsp;Perrotin,&nbsp;Tina Kim Gallery,&nbsp;Almine Rech,&nbsp;Thaddaeus Ropac,&nbsp;Sprüth Magers&nbsp;e&nbsp;David Zwirner</strong>.&nbsp; </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="305" data-id="258579" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/8-6-1024x305.jpg" alt="" class="wp-image-258579" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/8-6-1024x305.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/8-6-600x179.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/8-6-768x229.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/8-6-1536x457.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/8-6.jpg 1680w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Frieze London, Photo Linda Nylind, Courtesy Frieze</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Una ventata di novità arriva sicuramente dal partner architettonico che per questo 2024 è lo<strong> Studio Between</strong>, studio multidisciplinare con sede a <strong>Londra</strong> che lavora tra interni e architettura, arredamento e design: la fiera londinese promette di aver rinfrescato il suo look, con un layout tutto da scoprire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le tante attese di <strong>Frieze London 2024</strong> c&#8217;è sicuramente il programma dedicato alla ceramica, curato da<strong> Pablo José Ramírez,</strong> con un focus particolare sulle pratiche indigene e della diaspora. Come sempre, ampio spazio è dedicato agli artisti emergenti: la sezione <strong>Focus </strong>presenterà ben <strong>34 esposizioni personali di gallerie emergenti</strong> provenienti tutto il mondo. <strong>Fatoş Üstek</strong>,&nbsp;curatore dell&#8217;esposizione a cielo aperto <strong>Frieze Sculpture</strong> negli storici <strong>English Gardens,</strong> parla di approcci artistici «audaci e sperimentali, di un incontro fra pratiche spirituali e concettuali».</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="258586" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/9-9-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-258586" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/9-9-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/9-9-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/9-9-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/9-9.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Frieze London, Photo Linda Nylind, Courtesy Frieze</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Diverse le sezioni riconfermate. Tra queste<strong> Artist-to-Artist,</strong> il progetto che affida a sei artisti di fama internazionale la selezione di talenti emergenti. Tra i mentori di quest&#8217;anno:&nbsp;<strong>Lubaina Himid, Rashid Johnson, Glenn Ligon, Zineb Sedira e Yinka Shonibare</strong>; <strong>Spotlight,</strong> che&nbsp;questa volta punta i riflettori sugli artisti attivi tra gli <strong>anni &#8217;50 e &#8217;70</strong>, tra cui&nbsp;<strong>Judy Chicago, Nabil Nahas, Balraj Khanna, Donald Locke e Nil Yalter.&nbsp;</strong>Nella sezione <strong>Studio,</strong> curata da <strong>Sheena Wagstaff</strong>, sarà invece possibile ammirare alcuni artisti alle prese con la loro ispirazione e atto creativo, come <strong>Isabella Ducrot, Nathalie Du Pasquier, Shirazeh Houshiary e Doris Salcedo.</strong></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="305" data-id="258584" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/2-16-1024x305.jpg" alt="" class="wp-image-258584" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/2-16-1024x305.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/2-16-600x179.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/2-16-768x229.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/2-16-1536x457.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/2-16.jpg 1680w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Yoshitomo Nara,&nbsp;<em>Ennui Head</em>, 2020, urethane on bronze. Edition AP 1 of 2, Edition of 3 + 2 APs. Courtesy of Pace Gallery</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="258585" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/1-22-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-258585" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/1-22-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/1-22-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/09/1-22.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption"> Leonora Carrington,&nbsp;<em>The Dancer</em>, 2011. Theaterplatz, Basel, June 2024. © rossogranada</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">info: <a href="https://www.frieze.com/fairs/frieze-london">Frieze London 2024</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Notte dei Musei 2024: ecco tutte le imperdibili iniziative</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/05/17/notte-dei-musei-a-roma-ecco-tutte-le-imperdibili-iniziative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 07:34:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Amoroso]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[galleria borghese]]></category>
		<category><![CDATA[Gnam]]></category>
		<category><![CDATA[notte dei musei]]></category>
		<category><![CDATA[notte dei musei capitolini]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo Barberini]]></category>
		<category><![CDATA[parco del celio]]></category>
		<category><![CDATA[Zetema cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[In tutta Italia sabato 18 maggio apertura straordinaria dei musei tra mostre ed eventi. Aderiscono importanti istituzioni da Capodimonte alla GNAM]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sabato 18 maggio</strong> si rinnova l&#8217;appuntamento con la <strong>Notte Europea dei Musei</strong>, promossa da <strong>ICOM, UNESCO</strong> e <strong>Consiglio d’Europa</strong>, che contemporaneamente coinvolge le istituzioni europee. Inoltre nella stessa giornata, ricorre anche la<strong> Giornata Internazionale dei Musei</strong> celebrata in tutta<em> </em><strong>Europa</strong><em> </em>dal <strong>1977</strong>. L&#8217;obiettivo è quello di incentivare e omaggiare la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea. Le <strong>Gallerie dell&#8217;Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte, il MANN, gli Uffizi, Villa Medici</strong>, la <strong>Galleria Sabauda</strong>, la <strong>GAM</strong> con la retrospettiva su <a href="https://insideart.eu/2024/05/01/italo-cremona-illumina-la-gam-di-torino-e-il-mart-di-rovereto/">Italo Cremona,</a> il<strong> Museo Egizio</strong>, la <strong>Pinacoteca di Brera</strong> e quella di <strong>Siena</strong>, il <strong>MART</strong> e la <strong>Reggia di Caserta</strong> sono solo alcuni degli importantissimi poli museali che costellano il nostro paese e aderiscono all&#8217;iniziativa, proponendo interessanti visite guidate e approfondimenti sulle mostre in corso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un&#8217;arte che spazia dall&#8217;antico al contemporaneo: a Roma ad esempio, sarà possibile ammirare il <a href="https://insideart.eu/2024/03/25/velazquez-la-sua-prima-opera-arriva-in-galleria-borghese/"><strong>Velasquez </strong>ospitato alla<strong> Galleria Borghese</strong></a><strong> </strong>fino al <strong>23 giugno</strong>, l&#8217;esposizione di arte contemporanea a <strong>Palazzo Barberini</strong> <em><strong>Effetto Notte: nuovo realismo americano</strong></em> o le mostre in corso alla <strong>GNAM</strong>, <em><strong><a href="https://insideart.eu/2024/05/07/emilio-isgro-artista-dellanno-il-nuovo-progetto-della-gnam-parte-dal-maestro-delle-cancellature/">Artista alla GNAM. Emilio Isgrò protagonista 2024</a></strong></em> e <em><strong><a href="https://insideart.eu/2024/04/22/bai-ming-uneleganza-silenziosa-in-arrivo-alla-gnam-di-roma/">Bai Ming. At the Crossroads of Worlds</a></strong></em> e molti altri ancora.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="256" height="197" data-id="249262" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/3-29.jpg" alt="" class="wp-image-249262"/><figcaption class="wp-element-caption">Galleria Borghese</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" data-id="249261" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/4-15.jpg" alt="" class="wp-image-249261"/><figcaption class="wp-element-caption">GNAM, Isgrò cancella Isgrò, 2024, courtesy archivio Emilio Isgrò, ph. Andrea Valentini</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="400" data-id="249260" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/5-7.jpg" alt="" class="wp-image-249260"/><figcaption class="wp-element-caption">GNAM, Installation View<em><strong> Bai Ming</strong></em>, ph. Monkeys Video Lab</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">In contemporanea, torna anche l<em><strong>&#8216;</strong></em>iniziativa tutta capitolina, promossa da <strong>Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali </strong>e organizzata da <strong>Zètema Progetto Cultura</strong>: l’apertura straordinaria al pubblico sarà dalle 20.00 alle 02.00 (ultimo ingresso ore 01.00), sia degli spazi del&nbsp;<strong>Sistema museale di Roma Capitale&nbsp;</strong>sia di altri spazi culturali della capitale che hanno aderito all&#8217;iniziativa. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="660" height="440" data-id="249263" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-48.jpg" alt="" class="wp-image-249263" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-48.jpg 660w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/05/1-48-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 660px) 100vw, 660px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra<strong> </strong>le istituzioni civiche coinvolte troviamo i<strong> Capitolini</strong>,&nbsp;la <strong>Centrale Montemartini</strong>,&nbsp;i <strong>Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali</strong>,&nbsp;il <strong>Museo dell’Ara Pacis</strong>,&nbsp;il <strong>Museo di Roma,</strong>&nbsp;il <strong>Museo Napoleonico</strong>,&nbsp;il <strong>Museo di Roma in Trastevere,</strong>&nbsp;il <strong>Museo Pietro Canonica a Villa Borghese</strong>,<strong> Villa Torlonia</strong>, il <strong>Museo Carlo Bilotti</strong>,&nbsp;il <strong>Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco</strong>,&nbsp;il<strong> Museo Civico di Zoologia</strong>,&nbsp;il <strong>Museo della Repubblica Romana</strong> e <strong>della memoria garibaldina</strong>,&nbsp;<strong>Galleria d’Arte Moderna</strong>,&nbsp;il <strong>Museo di Casal de’ Pazzi</strong>,&nbsp;il <strong>Planetario di Roma</strong> e il <strong>Parco Archeologico del Celio</strong>. A queste si aggiunge il <strong>Museo dell&#8217;Arte Classica della Sapienza </strong>con <a href="https://insideart.eu/2024/04/17/alessio-deli-e-quella-tenue-fragilita-che-ci-appartiene/"><em><strong>Fragile</strong></em>,</a> di <strong>Alessio Deli.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Previsti durata la serata spettacoli teatrali, performance &#8211; &nbsp;come nel caso delle installazioni del coreografo di fama internazionale<strong>&nbsp;Jacopo Godani</strong> ai <strong>Mercati di Traiano </strong>&#8211;  e molti concerti di genere differente, con ad esempio <strong>Alessandra Amoroso</strong> al<strong> Parco del Celio</strong>. In ogni caso &#8211; sia per l&#8217;iniziativa europea che per quella capitolina &#8211; salvo che non sia diversamente indicato sul sito dei musei che invitiamo sempre a consultare &#8211; il biglietto ha il costo simbolico di 1 euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">info: <a href="https://www.museiincomuneroma.it/it/mostra-evento/notte-dei-musei-2024">nottedeimusei.it</a> ; <a href="http://musei.beniculturali.it/eventi/notte-europea-dei-musei-2">nottedeimuseieuropea.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>EUMies Awards, trionfa la proposta inclusiva di Spagna e Germania</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/04/26/eumies-awards-trionfa-la-proposta-inclusiva-di-spagna-e-germania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 08:02:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[eumies awards]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
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					<description><![CDATA[Vince la Germania la sezione Architettura 24 degli EUmies Awards, mentre la biblioteca G.G. Marquez di Barcellona si aggiudica il premio emergente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Per questa edizione <strong>2024</strong>, la giuria degli <strong>EUMies Awards</strong> ha riflettuto sopratutto sulle sfide attuali che architetti e altri professionisti devono affrontare nel contesto del <strong>Green Deal Europeo</strong>: sostenibilità, inclusività, transizione ecologica e consapevolezza ambientale sono solo alcuni degli aspetti accuratamente analizzati. Tra le <strong>362 </strong>opere realizzate in <strong>38 </strong>diversi paesi europei, sono state <strong>Germania</strong> e <strong>Spagna </strong>ad eccellere. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="246750" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/1-41-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-246750" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/1-41-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/1-41-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/1-41-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/1-41-1536x1025.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/1-41.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">&nbsp;<strong>©</strong>IWAN BAAN</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" data-id="246749" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/2-28.jpg" alt="" class="wp-image-246749" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/2-28.jpg 800w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/2-28-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/2-28-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption class="wp-element-caption">&nbsp;<strong>©</strong>IWAN BAAN</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">La prima, con il <strong>Padiglione Studio nel campus della Technische Universität di Braunschweig</strong> ha vinto il <strong>Premio Architettura 2024</strong>. Gli architetti, residenti a <strong>Berlino</strong>, sono <strong>Gustav Düsing</strong> e <strong>Max Hacke</strong>, i più giovani ad aver mai vinto questo tipo di premio. Il <strong>Padiglione Studio</strong> è un edificio a due piani, che offre diversi piani di lavoro per gli studenti di ogni facoltà. L&#8217;intero edificio è poi avvolto da una facciata in vetro per permettere la visuale del paesaggio circostante. Un ambiente innovativo e flessibile che, in linea con i repentini cambiamenti che governano ormai il nostro mondo, si pone come spazio sociale conforme a continue trasformazioni. La struttura è inoltre totalmente smontabile e oltre all&#8217;aggiunta di ulteriori piattaforme, potrebbe anche essere decostruito e letteralmente riedificato in un luogo diverso: tutto insomma all&#8217;insegna del green e perfettamente in linea con il concetto di architettura circolare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="579" data-id="246753" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/4-15-1024x579.jpg" alt="" class="wp-image-246753" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/4-15-1024x579.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/4-15-600x339.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/4-15-768x434.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/4-15.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Spagna</strong> si aggiudica invece la sezione emergente degli<strong> EUmies Awards</strong> con la <strong>Biblioteca Gabriel García Márquez di Barcellona,</strong> progettata dal <strong>SUMA Arquitectura</strong> fondato a <strong>Madrid </strong>da <strong>Elena Orte</strong> e <strong>Guillermo Sevillano</strong>. Una biblioteca pubblica, inclusiva e accessibile a tutti, situata nel quartiere di <strong>Sant Martí</strong> a nord-est del centro di <strong>Barcellona</strong>. Uno spazio che è al contempo domestico e urbano, in grado di favorire la diffusione delle informazioni e coinvolgere tutti e cinque i sensi: un&#8217;attenzione rivolta non solo alla qualità architettonica, ma anche alla dimensione corporea, agli odori, ai colori e tutte quelle percezioni che un luogo può suscitare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="555" height="800" data-id="246754" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/6-4-1.jpg" alt="" class="wp-image-246754" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/6-4-1.jpg 555w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/04/6-4-1-416x600.jpg 416w" sizes="auto, (max-width: 555px) 100vw, 555px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>©</strong>Jesús Granada</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Molto interessante anche il concept dell&#8217;edificio che ha richiesto un apparato strutturale piuttosto complesso e l&#8217;utilizzo primario del legno. Inoltre, la luce ha un ruolo fondamentale per la struttura, motivo per cui sono state ideati specifici sistemi di schermatura che ne regolamentano la modulazione.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La cultura in Europa a trent’anni dalla firma del Trattato di Maastricht</title>
		<link>https://insideart.eu/2022/02/07/trattato-di-maastricht/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maria Mannocchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2022 17:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Green deal]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato di Maastricht]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=199856</guid>

					<description><![CDATA[Il Trattato di Maastricht viene firmato nel 1992 e dopo decenni il cammino dell'Unione Europea è ancora definito sotto il segno della cultura]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Corre l’anno 1992. Il muro di Berlino è ormai ridotto in briciole da qualche anno, la Germania guarda con speranza alla sua riunificazione, gli equilibri politici ed economici dell’occidente stanno mutando radicalmente e anche la società del tempo sta trasformandosi progressivamente. I governi degli allora stati membri della comunità europea si riuniscono nella città di <strong>Maastricht</strong>, al confine tra Belgio e Germania, per gettare le basi di ciò che noi oggi conosciamo come UE. Il <strong>Trattato di Maastricht </strong>ha segnato il coronamento di diversi decenni di dibattito sul rafforzamento della cooperazione economica in Europa ed è direttamente responsabile dell’avviamento del processo di formazione della cultura comunitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Trent’anni oggi dalla Firma del Trattato di Maastricht ci si trova di fronte all’occasione di fare il punto sui risultati che sono stati raggiunti durante gli ultimi decenni. A tal proposito si svolge a Roma il 9 febbraio 2022 la <em><a href="https://european-union.europa.eu/priorities-and-actions/conference-future-europe_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Conferenza sul Futuro dell’Europa</a></em>, in Via 4 novembre 149, durante la quale saranno analizzati i progressi fatti sul fronte della politica estera, della sicurezza e della difesa nonché nella cooperazione giudiziaria e della polizia, analizzando anche il ruolo dell&#8217;Italia nel processo di integrazione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="401" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/IMG_5734.jpg" alt="" class="wp-image-199860" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un unico popolo europeo nel Trattato di Maastricht&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Spagna ratificano all’inizio del 1992 il Trattato, creando le premesse per la moneta unica europea ma sopratutto definendo i criteri per la creazione di un organismo unico, in cui realtà indipendenti possano crescere e prosperare sotto il segno dell’inclusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Comunità nasce con la missione di garantire il buon funzionamento del mercato unico e, segnatamente, uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile delle attività economiche, un elevato livello di occupazione e di protezione sociale e la parità tra uomini e donne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante gli alti valori su cui si poggia l’avvento di una nuova realtà collettiva e internazionale, l’<strong><a href="https://insideart.eu/2022/01/20/david-sassoli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Unione Europea</a> </strong>resta a lungo un concetto distante dalle popolazioni dei paesi che la costituiscono. L’identità comunitaria nasce infatti con presupposti di natura principalmente economica che di rado riescono a impattare nell’immaginario della cittadinanza.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/lasma-artmane-j03kU597pFA-unsplash-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-199861" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/lasma-artmane-j03kU597pFA-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/lasma-artmane-j03kU597pFA-unsplash-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/lasma-artmane-j03kU597pFA-unsplash-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/lasma-artmane-j03kU597pFA-unsplash-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/lasma-artmane-j03kU597pFA-unsplash.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Verso una cultura europea</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La strada verso la definizione di un popolo europeo deve basarsi sul riconoscimento di un’eredità culturale comune che riesca a definire gli stati che ne fanno parte come membri di un’unica realtà. Il trattato di Maastricht agisce proprio in questa direzione definendo la prima forma di cittadinanza europea. Il processo di delineamento della cittadinanza, con gli annessi diritti, è dunque proseguito anche negli anni successivi, grazie prima al <strong>Trattato di Nizza </strong>e poi alla<strong> Dichiarazione di Laeken</strong>.&nbsp;Questi passi hanno portato alla normativa attuale, delineata prima nella Costituzione, e poi recepita nel <strong>Trattato di Lisbona</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura è dunque il veicolo scelta per delineare il sentiero da seguire come popolo e ancora oggi vediamo come le iniziative più recenti portate avanti dall’UE stiano raccogliendo la stessa eredità politica che i padri della Comunità hanno consegnato nelle mani dei governanti di oggi. Ne è un esempio il progetto <strong><a href="https://europa.eu/new-european-bauhaus/index_it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">New European Bauhaus</a></strong>.&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="697" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/IMG_5733.jpg" alt="" class="wp-image-199859" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/IMG_5733.jpg 750w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/02/IMG_5733-600x558.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La cultura come veicolo d’innovazione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa iniziativa si inserisce nella più ampia realizzazione dell’<strong>European Green Deal</strong>, finalizzato alla neutralità climatica che l’Unione Europea dovrebbe raggiungere entro il 2050, garantendo, in tale maniera, il primato mondiale per la più importante conversione ad una realtà ecosostenibile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’European Green Deal si pone come obiettivo la riduzione dei gas serra e dell’inquinamento, prerequisito fondamentale per favorire la biodiversità. Il New European Bauhaus è un progetto fondato sulla creatività multidisciplinare e per la sua realizzazione si è aperta la call alla partecipazione di tutte le menti creative appartenenti alla Comunità europea. Architetti, designer e artisti saranno i motori del cambiamento.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Premio New European Bauhaus apre le porte a tutte le idee in grado di far immaginare un futuro improntato sulla sostenibilità, attento agli sprechi e lontano dalle cattive abitudini che danneggiano l’intero pianeta. L’idea originale è quella di rintracciare attraverso la cultura e le iniziative permeate di creatività una chiave per lo storytelling del Green Deal, affinché questo non rimanga un progetto incapace di uscire dalle stanze del parlamento europeo ma in grado di radicarsi nella mentalità dei popoli dell’UE.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stimolo alla visione di un progresso sostenibile necessita della complicità di ogni individuo che nella sua realtà quotidiana prenda parte al cambiamento. L’Unione Europea quindi gioca la carta della cultura finalizzata al coinvolgimento e richiama in maniera esplicita l’esperienza della scuola del Bauhaus, fondata e diretta da <strong>Walter Gropius</strong> negli anni ’20 e parte degli anni ’30 del xx secolo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli 80 anni del Manifesto di Ventotene. Tra sogni e necessità di un’Unione Europea sempre più matura</title>
		<link>https://insideart.eu/2021/08/31/gli-80-anni-del-manifesto-di-ventotene-tra-sogni-e-necessita-di-ununione-europea-sempre-piu-matura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2021 15:18:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[manifesto ventotene]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=195878</guid>

					<description><![CDATA[A 80 anni dal Manifesto di Ventotene la figura di Altiero Spinelli è ancora attuale. E l'Europa è molto più unita dalla cultura che dalla politica.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Celebriamo oggi, 31 agosto 2021, il 114esimo anniversario della nascita di un uomo considerato, in maniera unanime, uno dei padri fondatori dell’<a href="https://insideart.eu/2021/03/25/a-londra-inaugura-lopera-darte-piu-lunga-deuropa-lha-realizzata-lartista-attivista-sonia-boyce/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Europa</a> unita: una realtà, fino agli inizi del secolo scorso, esistente solo nell’immaginazione e nelle virtuose visioni di grandi uomini come Altiero Spinelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uomo politico, intellettuale, attivo antifascista, Spinelli è stato in grado di dare corpo ad un pensiero straordinario, nato durante uno dei periodi più incredibilmente fecondi, seppur pieni di dolore, della riflessione umana, i primi anni Quaranta, mentre divampavano le fiamme del secondo conflitto mondiale e proprio l’Europa era più divisa che mai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tragedia, in talune circostanze, come quella in cui viene coinvolto Altiero Spinelli, ha sollecitato grandi personaggi ad una profonda meditazione, i cui frutti si sono dimostrati indispensabili per un ritorno alla civiltà, all’indomani del 1945.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante il confino sull’isola di Ventotene, Spinelli dedica il tempo di reclusione, con il sostegno del giornalista e attivista politico Ernesto Rossi, alla stesura di uno dei testi chiave riguardo le relazioni politiche tra gli stati, capace di andare alla radice delle questioni della pace e dell’ordine internazionale, cioè il vero nucleo da cui il conflitto allora in corso si sviluppava.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="537" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/08/IMG-20210831-WA0002-1024x537.jpg" alt="" class="wp-image-195879" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/08/IMG-20210831-WA0002-1024x537.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/08/IMG-20210831-WA0002-600x315.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/08/IMG-20210831-WA0002-768x403.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/08/IMG-20210831-WA0002-1536x805.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2021/08/IMG-20210831-WA0002.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Altiero Spinelli </figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il manifesto di Ventotene si inserisce nella tradizione della letteratura politica novecentesca, acquisendo il rango di <em>classico</em> e di conseguenza assume anche il ruolo di strumento per la&nbsp; divulgazione della memoria e dell’eredità culturale, soprattutto in un presente popolato sempre di più da coloro che sono figli di decenni di pace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Voi siete i figli di settant&#8217;anni di pace» dice Umberto Eco il 28 novembre 2014 di fronte l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e aggiunge: «Ed è dei padri fondatori dell’Europa Unita il merito: uomini come Spinelli, Adenauer, De Gasperi, Schuman. L’Europa ha radici comuni, lo vediamo nelle opere d’arte e di letteratura, dalle lingue e la musica. Culture diverse ma con forti basi comuni». </p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura, in particolare attraverso l’arte, è un insieme di codici da sempre capace di superare ogni confine. Già all’inizio del XX secolo i movimenti d’avanguardia del vecchio continente basavano sullo scambio reciproco di intuizioni lo sviluppo della cultura figurativa occidentale: in particolare, è con Pablo Picasso che assistiamo alla carriera di un artista capace di incarnare i valori di uguaglianza, unione e cooperazione che sarebbero poi stati i pilastri del pensiero unico europeo. Con le sue opere e la sua attività, Picasso incarna un simbolo dell’Europa, come sarebbe stata sognata dai suoi padri fondatori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è quindi nella cultura che si è intuito fin dall’origine questo grandioso progetto, iniziato concretamente all’alba degli anni ’50, che si sarebbe rintracciata la formula capace di far crescere un popolo unito e non una semplice coesistenza territoriale, esclusivamente coesa da interessi politici ed economici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma è nell’inverno del 1992, a Maastricht, che si ratifica il trattato in cui vengono delineati i tratti del volto dell’Europa che oggi conosciamo. Dopo l’atto unico europeo, sorge la consapevolezza che la visione strettamente economista è inefficace per far vivere in maniera prospera una comunità di popoli e il vero traino per il superamento di quella asfittica dimensione è la promozione e la tutela di un patrimonio culturale continentale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre si è costantemente immersi nella ricerca di un <em>demos</em> europeo, che si fondi sulla poliedrica composizione delle etnie nazionali, si può scorgere una <em>Nazione europea in cammino</em>, così la definisce il costituzionalista Michele Ainis, capace di percepirsi come il frutto dell’eredità delle generazioni passate, mescolata con quelle presenti e future e che si traduce di conseguenza in una volontà di vivere un’esistenza fondata su principi e valori condivisi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi viviamo una fase nuova della storia europea: le linee guida trasmesse da Altiero Spinelli, con il suo manifesto, e dagli altri&nbsp; suoi padri fondatori sono sentieri che ancora non sono stati percorsi fino in fondo. È compito di un’Unione più matura rispetto al passato essere ancor più consapevole del valore della coesione, soprattutto di fronte alle sfide che questa nuova decade sta ponendo di fronte al nostro sguardo.</p>
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		<title>La fine del sogno europeo</title>
		<link>https://insideart.eu/2020/12/04/la-fine-del-sogno-europeo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulia Giambrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Dec 2020 11:56:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio Squillacciotti]]></category>
		<category><![CDATA[opera]]></category>
		<category><![CDATA[What has left since we left]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=191718</guid>

					<description><![CDATA[What has left since we left, ultima opera di Giulio Squillacciotti. Un’umana allegoria dell’Europa. Ne parliamo con l’artista]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_191726" style="width: 607px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_3.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-191726" class="size-medium wp-image-191726" title="Production still " src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_3-597x600.png" alt="" width="597" height="600" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_3-597x600.png 597w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_3-150x150.png 150w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_3.png 872w" sizes="auto, (max-width: 597px) 100vw, 597px" /></a><p id="caption-attachment-191726" class="wp-caption-text">WHAT HAS LEFT SINCE WE LEFT (Italy, The Netherlands, 2020). Short Film Single Channel &#8211; 20&#8242;. Produced by: Careof (I) | Kingswood Films (NL). With the support of: Italian Council | Limburg Film Fonds. Photo by Joris Hilterman. Production still.</p></div></p>
<p>È uscito per la casa editrice olandese Onomatopee <em>What has left since we left</em>, libro a cura di <strong>Giulio Squillacciotti</strong> che insieme ad alcuni densi contributi (Ayşe Zarakol, Marwan Moujaes, Federico Lodoli, Marina Lalovic, Erica Petrillo, Enrico De Gasperis) correlati allo script dell’omonimo film opera ultima di Squillacciotti, racconta per intero il progetto dell’artista che l&#8217;anno scorso ha vinto il Talent Prize.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">Scritto con <strong>Daan Milius e Huib Haye van der Werf</strong>, il film è in attesa di fare la sua prima comparsa nei festival, mentre il libro è già acquistabile (<a href="https:// www.onomatopee.net/exhibition/what-has-left-since-we-left/" target="_blank">https:// www.onomatopee.net/exhibition/what-has-left-since-we-left/</a>). Squillacciotti delinea un ritratto allegorico, personificato e quasi umano di un’Europa immaginata alla fine dei suoi giorni. Tre esponenti superstiti si riuniscono nella sala del trattato di Maastricht dove tutto ha avuto origine per decretare la fine del sogno europeo. Nasce un dialogo personale a tre voci mediato dalla figura chiave di un’interprete britannica che tutto si direbbe meno che neutrale. I tre diventano alter ego di un unico protagonista e la riunione formale si trasforma in una seduta psico-analitica o semplicemente nel ritratto visivo di una situazione mentale fuori controllo. «Il progetto è nato in Olanda ed è durato un anno e mezzo – racconta Squillacciotti –. In seguito ho pensato di realizzare un libro che non fosse una speculazione fittizia ma che nascesse dalla commissione di alcuni saggi. Cinque saggi scritti da cinque persone provenienti da discipline completamente diverse: una politologa turca, una giornalista serba, un libanese poeta-artista, un filosofo nietzschiano».</span></p>
<p><div id="attachment_191725" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_2.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-191725" class="size-medium wp-image-191725" title="Production still " src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_2-600x600.png" alt="" width="600" height="600" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_2-600x600.png 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_2-150x150.png 150w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_2.png 873w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-191725" class="wp-caption-text">WHAT HAS LEFT SINCE WE LEFT (Italy, The Netherlands, 2020). Short Film Single Channel &#8211; 20&#8242;. Produced by: Careof (I) | Kingswood Films (NL). With the support of: Italian Council | Limburg Film Fonds. Photo by Joris Hilterman. Production still.</p></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;"><strong>Ho letto nella Prefazione di <em>What has left since we left</em> che mentre tornavi in Italia causa Covid-19, hai ritrovato lo stesso isolamento che volevi rendere nel film. Isolamento ed Europa evocano inevitabilmente la situazione attuale. Mi piacerebbe che mi parlassi di questo casuale parallelismo</strong>.<br />
«È stato un caso fortuito. Il film è stato scritto molto prima che scoppiasse il Covid. Era abbastanza emblematico però che quel luogo, la sala di Maastricht, in cui ero stato più volte, si trovasse dimesso, con le luci spente, isolato. Ho pensato subito alla sinossi del film, ho pensato l’isolamento quasi in termini manicomiali. Tre politici fittizi collocati in un contesto ideale futuro ma inevitabilmente prossimo. In un luogo emblematico per il passato dell’Europa e altrettanto per la sua fine. I tre discutono dentro la sala astrattamente, completamente isolati dall’esterno al pari della traduttrice nella sua cabina di traduzione. L’isolamento non è inteso politicamente, volevo un distacco dalla realtà e isolarli in una sorta di iperuranio di pensieri inconcludenti. Un loop decisionale infinito.Volevo rendere l’idea di un futuro nato sulle rovine, così come quello dell’Europa. Siamo adagiati su queste rovine aspettando qualcosa che non accadrà mai».</span></p>
<p><div id="attachment_191722" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/WHLSWL_FILM_BACKSTAGE_3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-191722" class="size-medium wp-image-191722" title="Backstage " src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/WHLSWL_FILM_BACKSTAGE_3-600x400.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/WHLSWL_FILM_BACKSTAGE_3-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/WHLSWL_FILM_BACKSTAGE_3-1200x800.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/WHLSWL_FILM_BACKSTAGE_3.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-191722" class="wp-caption-text">WHAT HAS LEFT SINCE WE LEFT (Italy, The Netherlands, 2020). Short Film Single Channel &#8211; 20&#8242;. Produced by: Careof (I) | Kingswood Films (NL). With the support of: Italian Council | Limburg Film Fonds. Photo by Joris Hilterman</p></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;"><strong>Il rapporto tra architettura e personaggi quanta importanza ha avuto? Si evince molto dalle inquadrature del film. Qual è stato il tuo approccio con l’architettura relazionata alla psicologia dei personaggi?</strong><br />
«Nel mio lavoro credo si possa rintracciare una linea contestuale agli spazi, siano essi fittizi, immaginati o reali. Così come è accaduto nel progetto sul manicomio di Collegno. Si tratta di costruire spazi che possono essere simbolici, speculativi, mistificazioni di spazi reali o semplicemente immaginazioni di conversazioni possibili in luoghi che hanno avuto o che hanno un valore reale. La sala di Maastricht si prestava alla perfezione. In questo caso ho studiato la cromia degli ambienti per restituirla negli abiti dei personaggi su quelle stesse scale cromatiche. C’è stata una personificazione della stanza, i personaggi diventavano parte dello spazio stesso. Come se il protagonista fosse la stanza, come se la testimonianza fosse raccontata dalla stanza stessa. La costruzione estetica dello spazio, poi, è stata maniacale». </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;"><strong>Nel tuo film immagini la fine dell’Europa attraverso un dramma familiare e intimo a tre voci. È un desiderio immaginato dettato dal dibattito attuale o qualcosa che secondo te si è già realizzato?</strong><br />
«Mi interessava soprattutto confrontarmi con l’immaginazione e non con la cronaca dei fatti, non in termini giornalistici o politici spiccioli. Non voglio essere un cronista del presente. Il mio approccio è storico nel senso che sento il bisogno di valutare qualcosa solo quando è già accaduto.Volevo procedere per allegorie applicando un filtro ad alcune questioni attuali ma non per renderle comprensibili o spiegarle. Non mi interessava analizzare delle possibili cause di fine dell’Europa ma capire alcuni meccanismi umani, mi interessava più &#8221;il come&#8221; che &#8221;il che cosa&#8221;. Lo spettatore deve trovare la sua lettura, io non voglio fornire nessuna parola chiave».</span></p>
<p><strong>Il confronto con la situazione attuale è molto diretto. Credo ci sia un doppio binario su cui viaggia questo film: uno simbolico e uno reale, un sottofondo storico ad un racconto immaginifico</strong>.<br />
«Sì, non a caso alcune battute dello script sono prese idealmente da alcune dinamiche gestionali della Brexit. La mia volontà vera però è stata costruire delle dinamiche umane di possibili relazioni».</p>
<p><div id="attachment_191724" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_1.png"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-191724" class="size-medium wp-image-191724" title="Production still " src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_1-600x600.png" alt="" width="600" height="600" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_1-600x600.png 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_1-150x150.png 150w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/Screenshot_1.png 874w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><p id="caption-attachment-191724" class="wp-caption-text">WHAT HAS LEFT SINCE WE LEFT (Italy, The Netherlands, 2020). Short Film Single Channel &#8211; 20&#8242;. Produced by: Careof (I) | Kingswood Films (NL). With the support of: Italian Council | Limburg Film Fonds. Photo by Joris Hilterman. Production still.</p></div></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;"><strong>Nel film c’è un personaggio chiave, l’interprete-analista britannica. Ce ne parli? </strong><br />
«La figura dell’interprete è un filtro. Ho sempre pensato simbolicamente alla distanza che si crea tra chi parla e chi interpreta. Storicamente si è sempre speculato sull’identità della traduzione, penso ad esempio al caso Eichmann e al Processo di Norimberga – non a caso Hannah Arendt ha sottolineato proprio l’ambiguità della traduzione in quell’occasione –. Il traduttore è un creatore. Ho voluto mettere al centro questo ruolo e immaginare che la sua funzione fosse quella di mediare analizzando, immaginando una dinamica dialettica tra la sala e la cabina di traduzione. Un traduttore non neutro che traducesse con sentimento e perlopiù di nazionalità britannica, per spiegare il suo disappunto rispetto all’uscita da un gruppo di amici – la Brexit –. Nel film usa la sua lingua domandandosi quanto questa sia effettivamente neutrale. Quanto allora il ruolo stesso dell’interprete può esserlo? Si crea un gioco di incomprensioni linguistiche e fraintendimenti dialettici tra il traduttore e i personaggi fino a quando l’interprete rompe il muro della traduzione e inizia a rivolgersi direttamente a ciascuno di loro, sostituendo la traduzione all’analisi». </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;"><strong>Sull’attrice protagonista hai detto: «Volevo che fosse evidente che fosse la stessa tanto quanto volevo che fosse chiaro che lo stesso volto incarnava tre identità diverse». Ci spieghi meglio?</strong><br />
«Doveva essere chiaro che si trattasse della stessa persona e ho scelto di non palesare la diversità dei tre personaggi con trucco estremo o props per restituire l’idea di una pièce teatrale, il contesto era d’altronde già mastodontico, la scenografia era tale che ho preferito puntare sulla riduzione invece che sull’aggiunta di elementi. C’è stato un gran lavoro con l’attrice, riflettevamo continuamente sul tentativo dei tre personaggi di costruire una relazione che fosse umana. Volevo evidenziare l’incorporazione di una triplice identità, come fosse una seduta psicoanalitica o semplicemente un luogo manicomiale in cui una donna sente nella sua testa delle voci che sono suoi alter ego».</span></p>
<p><div id="attachment_191719" style="width: 410px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/ONMTP-182-What-Has-Since-We-Left-003.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-191719" class="size-medium wp-image-191719" title="What has left since we left" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/ONMTP-182-What-Has-Since-We-Left-003-400x600.jpg" alt="" width="400" height="600" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/ONMTP-182-What-Has-Since-We-Left-003-400x600.jpg 400w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/ONMTP-182-What-Has-Since-We-Left-003-800x1200.jpg 800w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/12/ONMTP-182-What-Has-Since-We-Left-003.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /></a><p id="caption-attachment-191719" class="wp-caption-text">WHAT HAS LEFT SINCE WE LEFT (Italy, The Netherlands, 2020). Publication on Onomatopee Eindhoven. Designed by Studio Temp. Produced by Careof Milan in partnership with Jan Van Eyck Academie Maastricht. Realized with the support of: Italian Council (6th Edition) and Fondazione Cariplo</p></div></p>
<p>&nbsp;</p>
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