<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>design - INSIDEART</title>
	<atom:link href="https://insideart.eu/tag/design/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link></link>
	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Thu, 04 Jun 2026 12:54:56 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
	<item>
		<title>Fashion design &#038; AI: cosa cambia?</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/06/05/fashion-design-ai-cosa-cambia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Stabile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 05:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ARTech Law]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=335670</guid>

					<description><![CDATA[Dalle nuove opportunità creative alle sfide legali: ne abbiamo parlato con Serena Tavolaro, esperta di proprietà intellettuale e fashion law, che ha analizzato i principali temi legati all’utilizzo dell’IA nel design]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nella moda, l’intelligenza artificiale ha già smesso di essere promessa: è diventata insieme motore creativo e nuova frontiera del rischio giuridico. Dalla previsione delle tendenze alla generazione di nuovi modelli, le opportunità sono significative, ma sollevano interrogativi cruciali sul piano della tutela e della titolarità dei diritti. Ne abbiamo parlato con <strong>Serena Tavolaro</strong>, Managing Associate di Morri Rossetti &amp; Franzosi, esperta di diritto della proprietà intellettuale e della moda.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una delle questioni giuridiche fondamentali legate all’uso di IA per il design di moda consiste nella tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Quando l’IA crea, chi detiene i diritti su tali creazioni?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La titolarità dei diritti sulle creazioni realizzate con strumenti di intelligenza artificiale rappresenta oggi uno dei nodi più complessi del diritto della proprietà intellettuale, soprattutto in un settore come la <strong>moda</strong>, in cui il <strong>valore economico</strong> del <strong>prodotto</strong> coincide spesso con il suo <strong>contenuto creativo</strong> e <strong>simbolico</strong>. Nel sistema europeo, il diritto d’autore resta ancorato alla <strong>creatività umana</strong>: l’opera deve essere espressione delle scelte libere e creative dell’autore e rifletterne la personalità. L’IA, quindi, non può essere qualificata come autore, né come titolare di diritti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò non esclude tuttavia la <strong>tutela </strong>delle<strong> opere AI-assisted</strong>, purché sia riconoscibile un <strong>contributo creativo umano</strong>. Nel settore della moda, il processo creativo non si esaurisce nella generazione automatica di immagini o modelli, ma comprende attività di ricerca, selezione, direzione artistica e adattamento tecnico. Anche quando vengono impiegati strumenti generativi, il <strong>designer</strong> mantiene un <strong>ruolo centrale</strong> nella definizione dell’estetica finale e nella coerenza con il linguaggio del brand.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="417" data-id="335686" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/zQe3jmZJ8qznmuAPMksdfZ1RWg-1024x417.jpg" alt="" class="wp-image-335686" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/zQe3jmZJ8qznmuAPMksdfZ1RWg-1024x417.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/zQe3jmZJ8qznmuAPMksdfZ1RWg-600x244.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/zQe3jmZJ8qznmuAPMksdfZ1RWg-768x312.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/zQe3jmZJ8qznmuAPMksdfZ1RWg-1536x625.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/zQe3jmZJ8qznmuAPMksdfZ1RWg.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto al <strong>diritto d’autore</strong>, le maison continuano a operare attraverso un <strong>sistema multilivello di protezione</strong> che include <strong>disegni e modelli</strong>, <strong>marchi</strong>, <strong>concorrenza sleale</strong> e tutela del <strong>know-how</strong>. In prospettiva, assumeranno crescente rilievo anche gli strumenti di governance del processo creativo: la documentazione dei prompt, la tracciabilità delle modifiche e il controllo sui dataset potrebbero diventare elementi rilevanti non solo sul piano organizzativo, ma anche probatorio in sede contenziosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La recente modifica della legge italiana sul diritto d’autore ha esteso la protezione anche alle opere create con l’ausilio dell’IA. Cosa cambia per il sistema moda?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La riforma della legge italiana sul diritto d’autore (L. 633/1941) conferma un principio ormai centrale: l’utilizzo dell’intelligenza artificiale non esclude la tutela, purché l’opera sia riconducibile al lavoro intellettuale umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di un passaggio particolarmente rilevante per il settore moda, in cui l’IA è già ampiamente utilizzata negli <strong>uffici stile</strong> per sviluppare moodboard, esplorare varianti di design, simulare materiali e accelerare i processi di prototipazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un esempio concreto aiuta a chiarire: un ufficio stile può utilizzare un sistema di Gen-AI per generare decine di varianti di una stessa silhouette partendo da prompt ispirati agli archivi della maison. Il designer seleziona alcuni output, li modifica, integra elementi distintivi del brand e li adatta tecnicamente al prodotto finale. In questo caso, l’IA svolge una funzione di acceleratore creativo, ma il risultato finale resta frutto di scelte umane, che ne determinano l’identità e, conseguentemente, la possibile tutela giuridica.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="643" data-id="335688" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/3-1700x0-c-default-1024x643.webp" alt="" class="wp-image-335688" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/3-1700x0-c-default-1024x643.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/3-1700x0-c-default-600x377.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/3-1700x0-c-default-768x482.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/3-1700x0-c-default-1536x964.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/3-1700x0-c-default.webp 1700w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>IA</strong>, quindi, <strong>non sostituisce il designer</strong>, ma si inserisce come <strong>strumento di supporto</strong> all’interno di una filiera creativa che continua a richiedere visione, selezione e controllo umano. Questo comporta un <strong>cambiamento culturale</strong> prima ancora che tecnico: la creatività assistita non può più essere considerata una semplice innovazione operativa, ma diventa parte integrante della strategia aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il cambiamento più significativo riguarda il <strong>piano organizzativo</strong>. Le aziende sono chiamate a strutturare in modo più rigoroso il processo creativo, documentando il contributo umano, verificando la <strong>provenienza</strong> dei <strong>dataset</strong> e disciplinando <strong>contrattualmente</strong> la titolarità degli <strong>output</strong> generati. In caso di contenzioso, diventerà essenziale dimostrare il ruolo del designer nella selezione e rielaborazione dei risultati prodotti dall’IA, anche attraverso <strong>sistemi di archiviazione</strong> e <strong>tracciabilità</strong> del lavoro creativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale si configura così non solo come uno strumento tecnologico, ma come un tema strategico di <strong>governance</strong> e <strong>compliance</strong> per l’intero fashion system.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come è usata l’IA nel fast fashion e nel settore luxury? E quali i profili di rischio?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>fast fashion</strong>, queste tecnologie vengono spesso impiegate dalle grandi piattaforme globali per intercettare micro-tendenze in tempo reale: sistemi di IA scandagliano flussi continui di immagini e contenuti online e generano proposte di design quasi istantanee, già pronte per essere convertite in capi destinati alla produzione su larga scala. In questo modello, il rischio giuridico principale è rappresentato dalla possibile somiglianza con prodotti di altri brand o designer, amplificata da una velocità e da una scala senza precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>settore luxury</strong>, invece, l’IA viene utilizzata in modo più controllato e strategico, in particolare dalle principali maison internazionali, ad esempio, per valorizzare gli archivi storici. Un brand può impiegare sistemi generativi per rielaborare pattern iconici o silhouette storiche, creando nuove collezioni che dialogano con l’identità del marchio. In questo contesto, il valore risiede proprio nella capacità di presidiare il processo creativo e garantire coerenza stilistica, riducendo al contempo il rischio di interferenze con diritti di terzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Due approcci che riflettono non solo modelli di business differenti, ma anche diversi profili di rischio giuridico.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In quale scenario normativo ci stiamo muovendo oggi in Europa?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">A livello europeo, il quadro normativo si sta progressivamente consolidando attorno a un <strong>approccio umano-centrico</strong>. La giurisprudenza della <strong>Corte di giustizia dell’Unione europea</strong> continua a richiedere un’opera originale quale espressione della personalità dell’autore, criterio che guida anche la valutazione delle opere create con il supporto dell’IA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parallelamente, il <strong>Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale</strong> introduce obblighi di trasparenza, documentazione e accountability che, pur non incidendo direttamente sulla titolarità dei diritti, influenzano il funzionamento dei sistemi generativi e il loro utilizzo nei processi creativi. Questo si traduce, per le imprese, nella necessità di integrare competenze giuridiche, tecnologiche e organizzative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Particolarmente delicato resta il tema dell’<strong>addestramento dei modelli su contenuti protetti. </strong>Le norme sul <strong>text and data mining</strong> assumono un ruolo centrale in un contesto in cui immagini, archivi storici e codici estetici rappresentano asset fondamentali per il settore moda. Pur non avendo ancora raggiunto una significativa diffusione come è per gli Stati Uniti, va segnalato che nella giurisprudenza di alcuni <strong>Stati membri</strong> – tra cui la <strong>Germania</strong> – il tema dell’utilizzo dei contenuti protetti da copyright per il training dei modelli di IA sta diventando sempre più centrale.&nbsp; Pertanto, in assenza di certezze dovute al fatto che la <strong>Corte di Giustizia</strong> non si è ancora espressa in merito ai confini di liceità di queste pratiche – ma dovrebbe farlo nei prossimi mesi, essendo pendente un referral proveniente da una <strong>Corte ungherese</strong> – agli operatori è consigliabile di muoversi con prudenza. Cruciale, per la mitigazione del rischio di violare diritti d’autore altrui impiegando sistemi di IA, è dunque la verifica delle licenze sui contenuti usati dai modelli e delle fonti da cui essi attingono.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="614" data-id="335689" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/1936-1024x614.webp" alt="" class="wp-image-335689" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/1936-1024x614.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/1936-600x360.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/1936-768x461.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/1936.webp 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono le novità introdotte dalla riforma UE sul design e quali le principali sfide per la moda?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La recente riforma europea sul design segna un passaggio fondamentale nell’adattamento della tutela giuridica alla trasformazione digitale. La protezione viene estesa anche agli <strong>elementi virtuali</strong> e alle <strong>rappresentazioni tridimensionali</strong>, includendo prodotti destinati ad <strong>ambienti immersivi</strong>, <strong>piattaforme digitali</strong> e <strong>contesti virtuali</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il fashion system questo significa che la tutela non riguarda più soltanto l’oggetto fisico, ma anche la sua <strong>dimensione digitale</strong>. La moda contemporanea si sviluppa infatti in una dimensione sempre più ibrida, in cui le collezioni possono vivere contemporaneamente nello spazio materiale e in ambienti virtuali, dal <strong>gaming</strong> al <strong>metaverso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa evoluzione apre <strong>nuove opportunità creative e commerciali</strong>, ma rende più complesso il controllo delle violazioni. Le principali criticità riguardano infatti l’<strong>enforcement </strong>e il <strong>monitoraggio dei contenuti online</strong>: la possibilità di riprodurre, modificare e diffondere file digitali rende più difficile individuare e contrastare le contraffazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diventa quindi necessario affiancare agli strumenti giuridici tradizionali nuove strategie tecnologiche di tutela, basate su sistemi di tracciamento, autenticazione e gestione dei diritti nel contesto digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli operatori della moda si segnala anche la possibilità, garantita dal nuovo pacchetto normativo, di poter procedere al <strong>deposito</strong> e alla <strong>registrazione</strong> di <strong>modelli c.d. multipli</strong> a condizioni più ampie rispetto a quanto avveniva in passato. È infatti stato soppresso il vecchio limite che prevedeva l’obbligo di depositare modelli multipli solo a condizione di avere le stesse classi merceologiche, cosicché oggi una collezione di più oggetti (fino a 50) può essere protetta con una sola registrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con l’avvento dell’IA e della possibilità di accelerare ed ampliare il processo creativo, si tratta di un’ottima opportunità per ottenere protezione senza incremento dei costi di registrazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una grande novità è poi l’allargamento della tutela autorale del design, che la <strong>giurisprudenza europea</strong> pare aver definitivamente sottratto ai soli prodotti di fascia “alta” e reso accessibile anche a prodotti destinati a circuiti non d’arte, come, appunto, le icone della moda.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IA e archivi della moda: esistono precedenti nel sistema moda?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto tra moda, ispirazione e appropriazione creativa è da sempre centrale nel fashion law. La Gen-AI amplifica questa dinamica, consentendo di accedere e rielaborare enormi quantità di contenuti provenienti da <strong>archivi digitalizzati</strong>, ma aumentando al contempo il rischio che gli output risultino troppo simili a opere preesistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il confine tra ispirazione lecita e riproduzione indebita resta quindi il punto cruciale. Nel sistema moda esistono numerosi precedenti che dimostrano la rilevanza di questo tema: dalla tutela delle suole rosse di <strong>Christian Louboutin</strong>, ai contenziosi sul monogramma <strong>Louis Vuitton</strong>, fino ai casi relativi alle tre bande <strong>Adidas </strong>o alle controversie tra <strong>Gucci</strong> e <strong>Guess</strong>. Più di recente, il caso <strong>Hermès</strong> contro i “<strong>MetaBirkin</strong>” ha evidenziato come tali problematiche si estendano anche agli ambienti digitali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi casi mostrano come la protezione giuridica nel settore moda non riguardi soltanto opere complesse, ma anche <strong>elementi distintivi</strong> e riconoscibili del <strong>linguaggio stilistico</strong>. L’intelligenza artificiale, combinando e rielaborando su vasta scala tali elementi, rischia di intensificare situazioni già note, rendendo più frequenti e difficili da valutare i <strong>casi di interferenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale non modifica la natura di questo confine, ma ne amplifica la portata e la complessità. In questo scenario, gli <strong>archivi delle maison</strong> assumono un ruolo sempre più strategico non solo come <strong>patrimoni culturali</strong>, ma come <strong>asset giuridici ed economici</strong>. La loro gestione richiederà politiche sempre più strutturate in termini di accesso, licensing e controllo sull’utilizzo dei contenuti, soprattutto nei processi di training e generazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In prospettiva, la capacità di governare dati, processi creativi e strumenti tecnologici rappresenterà uno degli elementi chiave per la competitività e la tutela dell’identità nel fashion system.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="500" height="500" data-id="335674" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/fsfseg.png" alt="" class="wp-image-335674" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/fsfseg.png 500w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/06/fsfseg-300x300.png 300w" sizes="auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Laureata in Giurisprudenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’avvocato <strong>Serena Tavolaro</strong> ha iniziato il suo percorso professionale forense in un primario Studio legale milanese, dedicandosi fin da subito alla tutela della proprietà industriale e intellettuale. Ha, inoltre, consolidato la sua conoscenza in tale ambito prestando attività in un rilevante Studio internazionale. Nel corso degli anni, Serena ha maturato una significativa esperienza nella gestione della difesa giudiziale e stragiudiziale in Materia di Diritto della Proprietà Industriale ed Intellettuale e contrattualistica (marchi, brevetti, design, diritto d’autore, pubblicità e concorrenza sleale) nei settori del luxury, fashion, interior design, alimentare, farmaceutico e brevettuale davanti all’Autorità Giudiziale Italiana, EUIPO, UIBM, Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), Dogane nell’interesse di Aziende italiane e straniere. È frequentemente coinvolta come relatrice in corsi in materia di Proprietà Industriale e Intellettuale, nonché al Master online Diritto della Moda – Altalex. È socio della Camera Avvocati Industrialisti e di LES Italy (Licensing Executives Society).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’estetica precaria delle certezze va in scena, in quattro atti</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/05/15/temporary-rooms-la-prima-personale-di-davide-stucchi-in-triennale-a-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra De Pascalis]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:44:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[damianogulli]]></category>
		<category><![CDATA[davidestucchi]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[temporaryrooms]]></category>
		<category><![CDATA[triennale]]></category>
		<category><![CDATA[triennalemilano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=332450</guid>

					<description><![CDATA[Davide Stucchi alla Triennale di Milano mette in scena un paesaggio domestico instabile, fatto di oggetti disfunzionali e ambienti ibridi che riflette sulla precarietà contemporanea]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il Duomo di Milano è un cantiere sempre aperto, la nostra vita lo è altrettanto. Viviamo in un tempo precario, a tratti posticcio, fra palazzi e grandi città in cui ci si sente spesso della dimensione sbagliata, alla ricerca di un equilibrio un po’ più solido. Che poi, quando lo si raggiunge, spesso lo si rifiuta, per tornare a sentirsi più liberi. C’è bisogno di aria fra le pareti emotive delle nostre abitazioni interiori, così come di cambiamento. Sarà per questo che ci si aggrappa alla convinzione di essere, in qualche modo, qualcosa. Qualcuno. Per poi liberarsene, con un nuovo trasloco.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="667" data-id="332451" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_01-1024x667.jpg" alt="" class="wp-image-332451" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_01-1024x667.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_01-600x391.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_01-768x500.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_01-1536x1001.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_01.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Davide Stucchi. Temporary Rooms, exhibition view<br>poto Andrea Rossetti / Héctor Chico © Triennale Milano</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Davide Stucchi</strong>&nbsp;ha portato tutto questo nella sua prima mostra personale all’interno degli spazi di&nbsp;<strong>Triennale</strong>, a Milano.&nbsp;<strong><em>Temporary Rooms</em></strong>&nbsp;è un’installazione&nbsp;<em>site-specific&nbsp;</em>che si presenta come un cantiere edile, in cui il movimento e l’urgenza di soluzione sono protagonisti. Si entra all’interno di una scena dal sapore teatrale, con luci basse, convergenti in radenza sul corpo centrale di una stanza da bagno le cui pareti sono fatte di recinzioni metalliche modulari a griglia, quelle che si usano durante i lavori in corso. In effetti, l’esposizione&nbsp;<em>è un lavoro in corso</em>. Così come la nostra presenza-assenza sulle cose lo è.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra si articola in quattro fasi, un passaggio di attivazione fra utilizzo e immaginazione, in cui il bagno è il primo spazio proposto e dove ciascuna darà forma nel tempo a un diverso ambiente domestico. <strong>A cura di Damiano Gulli</strong>, gli elementi esposti diventano dei ready-made caratterizzati da un immediata intimità quotidiana, contrapposta a un utilizzo impossibile. Una serie di guanti bianchi da lavoro prende il posto di un asciugamani &#8211; <em>Touch me hardware</em>. E quanta strada percorsa ogni mattina e sera, quando si arriva davanti al lavandino per lavarsi la faccia, le mani, i denti; in <em>Rise and shine</em> una finestra diventa specchio per il lavabo, a sua volta sostenuto da scatole di scarpe, forse consumate? Forse mai indossate? Pile di possibilità che sorreggono le vite che vestiamo ogni giorno, per tentare di avverare la nostra.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-6 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="332452" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_05-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-332452" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_05-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_05-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_05-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_05-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_05.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Davide Stucchi. Temporary Rooms, exhibition view<br>poto Andrea Rossetti / Héctor Chico © Triennale Milano</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’opera <em>Does it open inward or outward? </em>è una maniglia con anelli e restituisce pienamente lo scambio identitario. Mille impronte digitali in un unico oggetto che non ha mai vissuto né è servito ad altro se non a fare entrare e uscire, eppure è sufficiente qualche monile per conferirle uno spessore nuovo, animato. E ancora, <em>Order of business</em> riporta l’attenzione all’ufficio, con wc e bidet dotati di rotelle, come le sedie da scrivania, posizionati uno di fronte all’altro così vicini che sembrano due colleghi mentre si scambiano informazioni o confidenze fra una pausa caffè e l’altra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«È una mostra che parla di design, di layout espositivi, messa in scena degli oggetti e di teatralità», afferma Damiano Gulli. «Si inscrive perfettamente nello spirito di Triennale e propone una dinamica ironica, ma anche tragica che descrive il tema della precarietà nella nostra contemporaneità. Gli oggetti sono disfunzionali e totalmente stravolti, eppure creano un dialogo immediato e riconoscibile perché uniscono linguaggi di tutti i giorni. È il caso della doccia-ascensore <em>Caution wet on the third floor</em> che introduce un livello di ambiguità e potenzialità attraverso due oggetti, uno dei quali certamente necessario a tutti. La mostra impone un cambio di prospettiva che permette di riattivare le cose e farle diventare altro da sé».</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="332453" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_03-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-332453" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_03-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_03-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_03-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_03-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_03.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Davide Stucchi. Temporary Rooms, exhibition view<br>poto Andrea Rossetti / Héctor Chico © Triennale Milano</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un paesaggio fluido e stravolto, oltre il quale incombe la presenza di volumi imballati in nylon nero. Sono gli oggetti dei prossimi ambienti domestici che compongono l’installazione, in mostra fino al 4 ottobre 2026. Presenze silenziose e skyline, fanno da contraltare come ombre sulla luce. Pieni e vuoti, interno ed esterno, micro e macro. Tutto si svolge all’interno del gioco delle parti e strizza l’occhio con il senso di inadeguatezza che troppo spesso ci si sente addosso. Un inno al cambiamento, una denuncia allo stesso.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’estetica di Davide Stucchi, fra le figure più interessanti e raffinate della scena artistica italiana contemporanea, si muove su un terreno ibrido e riesce a parlare di temi complessi come la fragilità dei legami, l&#8217;intimità nell&#8217;era del consumo e personalità, senza essere, decisamente, didascalico. Attraverso <em>Temporary Rooms</em> Stucchi riesce a fare una cosa difficilissima, parlare di tragedia senza urlare. Rende digeribile una verità più amara, utilizzando un’ironia tagliente e di certo non per tutti i gusti, che neppure l&#8217;identità è definizione. Il disagio non si spiega, si avverte attraverso il tranello visivo. Ma nello stesso tempo, la griglia permette di vedere oltre. Crea spazio e lascia entrare. C’è una possibilità, dopotutto, di accoglienza anche nell’effimero.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="820" height="1024" data-id="332454" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_06-820x1024.jpg" alt="" class="wp-image-332454" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_06-820x1024.jpg 820w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_06-480x600.jpg 480w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_06-768x959.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_06-1230x1536.jpg 1230w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/TRIENNALE_STUCCHI_06.jpg 1537w" sizes="auto, (max-width: 820px) 100vw, 820px" /><figcaption class="wp-element-caption">Davide Stucchi. Temporary Rooms, exhibition view<br>poto Andrea Rossetti / Héctor Chico © Triennale Milano</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Davide Stucchi</strong>, <em>Temporary Rooms</em><br>a cura di Damiano Gulli<br>fino al 4 ottobre 2026<br>Triennale Milano</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli specchi di Lalanne segnano un nuovo record per il design</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/04/23/gli-specchi-di-lalanne-segnano-un-nuovo-record-per-il-design/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 10:43:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ArtMarket]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Claude lalanne]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Sotheby's]]></category>
		<category><![CDATA[Terry de gunzburg]]></category>
		<category><![CDATA[Yves Saint Laurent]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=330038</guid>

					<description><![CDATA[Venduti all'asta per 33,5 milioni di dollari, gli specchi hanno stabilito un nuovo primato per l'artista e per il mercato del design]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nelle sale del Breuer Building a New York, nuova sede di Sotheby&#8217;s, si è chiusa una vendita destinata a entrare nei record del design. Un <em>Ensemble </em>di quindici specchi di <strong>Claude Lalanne</strong>, realizzato per <strong>Yves Saint Laurent</strong> e <strong>Pierre Bergé</strong>, è stato aggiudicato per <strong>33,5 milioni di dollari</strong>, a fronte di una stima iniziale tra i 10 e i 15 milioni. Il risultato stabilisce un nuovo primato per l’artista e per il mercato del design in asta, superando il precedente record di <strong>31,4 milioni di dollari</strong> raggiunto dall’<em>Hippopotame Bar</em> di <strong>François-Xavier Lalanne</strong> nel dicembre 2025.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli specchi, in bronzo dorato, rispecchiano completamente il gusto fantasioso e giocoso di Lalanne: ogni pezzo dell&#8217;ensemble è incorniciato da una sottile trama di foglie e tralci, realizzati in bronzo elettroplaccato  e modellati da materiali raccolti direttamente dal giardino dell&#8217;artista.  L’opera proviene dalla <strong>Collection of Jean &amp; Terry de Gunzburg</strong> e rappresenta uno dei nuclei più importanti della produzione di Claude Lalanne, oltre a una delle sue espressioni più compiute. Il progetto nacque nel <strong>1974 </strong>su commissione di Yves Saint Laurent, che desiderava arricchire il Salon de Musique della sua residenza parigina. In origine furono realizzati soltanto due specchi, i primi mai concepiti dall’artista in questa forma. Con il tempo, però, la serie si ampliò fino a raggiungere quindici elementi nell’arco di circa dieci anni, trasformandosi gradualmente in una vera e propria installazione ambientale.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="799" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/62d723e27989510dfe0b5ca657d64199b0ffbdf6-2178x1451-1.avif" alt="" class="wp-image-330054"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio nel Salone della Musica che Terry de Gunzburg si imbatte negli specchi, che ebbe l&#8217;occasione di vedere più volte durante i suoi 15 anni di direzione creativa della linea cosmetica di Yves Saint Laurent Beauté. Successivamente, insieme al marito Jean, li inserì nella propria collezione di design d’avanguardia, fortemente legata al modernismo francese. Come dichiarato dalla coppia, la raccolta rifletteva i “valori” che hanno guidato le loro scelte: “libertà di pensiero, creatività e scoperta”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Contesi da cinque offerenti in una battaglia serrata durata circa dieci minuti, l’ensemble è stata infine aggiudicata, consacrando questa vendita come uno dei risultati più significativi nella storia del design del 20esimo secolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG20260423095810221-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-330056" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG20260423095810221-1024x681.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG20260423095810221-600x399.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG20260423095810221-768x511.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/IMG20260423095810221.jpg 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il grande equivoco del design contemporaneo</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/04/20/il-grande-equivoco-del-design-contemporaneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra De Pascalis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:54:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[collezionismo]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[designweek]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[salonedelmobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=329673</guid>

					<description><![CDATA[Tra Salone del Mobile e Fuorisalone, la Design Week mette in scena un ecosistema dove prodotto ed esperienza convivono. Intanto il collezionismo si rafforza tra gallerie, aste e musei sempre più attenti al design contemporaneo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La tentazione, ogni anno, è sempre la stessa: liquidare la <strong>Milano Design Week </strong>come una gigantesca fiera dell’ego, dove ci si aggira tra sedute improbabili, lampade narrative, file di persone ben vestite in coda per un cocktail tiepido. Eppure, a ben guardare, il design oggi è forse il linguaggio più poroso e reattivo che abbiamo per leggere il contemporaneo. Più rapido dell’arte nell’assorbire segnali, più disinvolto nel metterli in circolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basta partire dall’apertura: la colazione-baratto di <strong>Maurizio Cattelan</strong> non introduce oggetti, ma attiva un momento quotidiano portato dentro un contesto su invito, dove ciò che conta non è l’oggetto in sé, ma il tipo di relazione che si crea. Il baratto diventa una regola di accesso più che una provocazione: si entra scambiando qualcosa, e questo sposta subito l’attenzione dal consumo all’interazione. In questo modo l’operazione mette in scena il funzionamento generale della design week: eventi brevi, accesso selezionato, e valore che si costruisce più nella situazione che nell’oggetto.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="774" height="516" data-id="329690" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/f51f3f1893bd9f17892e9e0c98c3dd02.jpg" alt="" class="wp-image-329690" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/f51f3f1893bd9f17892e9e0c98c3dd02.jpg 774w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/f51f3f1893bd9f17892e9e0c98c3dd02-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/f51f3f1893bd9f17892e9e0c98c3dd02-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">È una logica che si ritrova in molti dei progetti più osservati di questa edizione. La<strong> tea house temporanea alla Torre Velasca</strong>, ad esempio, funziona più come ambiente che come installazione: non espone, ma attiva. Così come la proliferazione di listening bar, micro-club e spazi ibridi (ormai presenza stabile del Fuorisalone) segnala uno spostamento preciso: il design non si limita a produrre oggetti, ma costruisce contesti di fruizione, spesso più memorabili degli oggetti stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto a questi formati più “situazionali”, restano centrali anche gli hub che negli anni hanno strutturato la geografia della settimana. Alcova continua a funzionare come piattaforma di ricerca, dove il design si presenta nella sua versione più sperimentale — tra i lavori di <strong>Max Lamb</strong> o <strong>Formafantasma</strong>, che insistono su materiali e processi più che su prodotti finiti. All’opposto, <strong>Brera Design District</strong> conferma la sua natura di distretto consolidato, dove brand come <strong>Cassina</strong> o <strong>B&amp;B Italia</strong> lavorano su installazioni sempre più narrative, spesso affidate a progettisti con un forte profilo autoriale. Anche realtà come <strong>5VIE Design Week</strong> insistono su un modello curatoriale riconoscibile, mescolando ricerca e heritage, mentre<strong> Isola Design Festival</strong> continua a intercettare una scena emergente che trova nella settimana milanese una visibilità difficilmente replicabile altrove.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="329697" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/tacchini-flock-formafantasma-milan-design-week-designboom-06b-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-329697" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/tacchini-flock-formafantasma-milan-design-week-designboom-06b-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/tacchini-flock-formafantasma-milan-design-week-designboom-06b-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/tacchini-flock-formafantasma-milan-design-week-designboom-06b-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/tacchini-flock-formafantasma-milan-design-week-designboom-06b-1536x1025.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/tacchini-flock-formafantasma-milan-design-week-designboom-06b.jpg 1800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, il Salone del Mobile mantiene il suo ruolo di infrastruttura industriale — meno spettacolare, forse, ma decisiva — dove aziende come <strong>Flos</strong> o <strong>Kartell</strong> continuano a misurare il rapporto tra innovazione formale e sostenibilità produttiva. È anche qui che si capisce quanto il design, al di là delle narrazioni, resti profondamente legato a logiche di scala, distribuzione e posizionamento. E fin qui nulla di realmente nuovo per chi frequenta la settimana milanese. Più interessante è osservare come queste pratiche si intreccino con un’altra dinamica, meno visibile ma sempre più determinante: la crescita del design come campo collezionabile strutturato.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="640" data-id="329696" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/domus-piscina-romano-3.jpg.foto_.rmedium.png.jpg" alt="" class="wp-image-329696" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/domus-piscina-romano-3.jpg.foto_.rmedium.png.jpg 960w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/domus-piscina-romano-3.jpg.foto_.rmedium.png-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/domus-piscina-romano-3.jpg.foto_.rmedium.png-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, il design è entrato stabilmente nel radar di collezionisti, advisor e istituzioni con modalità sempre più allineate a quelle dell’arte contemporanea. Le grandi case d’asta, da Sotheby&#8217;s a Christie&#8217;s, hanno rafforzato i dipartimenti dedicati, lavorando tanto sul modernariato quanto su produzioni contemporanee in edizione limitata. Il risultato è un mercato più leggibile, ma anche più competitivo, dove rarità, firma e narrazione contano quanto, se non di più, delle qualità intrinseche dell’oggetto. Le gallerie, dal canto loro, hanno affinato un modello ormai consolidato: Nilufar Gallery, Carpenters Workshop Gallery e Friedman Benda operano come piattaforme di produzione oltre che di vendita, costruendo autorialità e posizionamenti con una precisione che guarda apertamente al sistema dell’arte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi ci sono i musei. Il processo di musealizzazione del design contemporaneo è ormai evidente: istituzioni come il&nbsp;Vitra Design Museum&nbsp;o il&nbsp;Design Museum&nbsp;non si limitano a esporre, ma storicizzano in tempo reale, integrando il design nelle collezioni e nei programmi di ricerca. Un passaggio che stabilizza il campo e ne rafforza la legittimità culturale — con effetti diretti anche sul mercato.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="329699" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/brera-design-week-2025-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-329699" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/brera-design-week-2025-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/brera-design-week-2025-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/brera-design-week-2025-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/brera-design-week-2025.jpg 1280w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Dentro questo scenario, la&nbsp;Milano Design Week&nbsp;funziona come un acceleratore. Non tanto perché “lancia tendenze” — formula ormai logora — ma perché rende visibili queste stratificazioni: oggetti pensati per la produzione industriale convivono con pezzi unici, ambienti esperienziali con edizioni da collezione, ricerca sui materiali con operazioni dichiaratamente narrative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto, allora, è osservare come il design contemporaneo stia costruendo valore su più livelli: uso, immagine, contesto, collezione. È forse questa la sua vera specificità attuale: non tanto l’ibridazione, ormai acquisita, quanto la capacità di tenere insieme registri diversi senza doverli risolvere. Una sedia può ancora essere una sedia, ma anche un’edizione limitata, un’immagine virale, un lotto d’asta, un pezzo da museo. Non tutto insieme, necessariamente. Ma abbastanza da rendere il design uno dei territori più operativi e meno ideologici del contemporaneo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Milano, comincia la Design Week 2026</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/04/20/milano-comincia-la-design-week-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 09:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[design week]]></category>
		<category><![CDATA[Fuorisalone]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=329686</guid>

					<description><![CDATA[Dal Salone del Mobile al Fuorisalone, la città si trasforma in un laboratorio diffuso di idee, forme e visioni]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Milano </strong>torna a essere, ancora una volta, il baricentro internazionale del design. <strong>Dal 21 al 26 aprile 2026</strong>, negli spazi di <strong>Fiera Milano Rho</strong>, prende vita la <strong>64esima edizione </strong>del <strong>Salone del Mobile.Milano</strong>, mentre dal 20 aprile l’intera città si anima con il palinsesto capillare del <strong>Fuorisalone</strong>. Un doppio movimento – istituzionale e diffuso – che conferma la<strong> Design Week</strong> come uno degli appuntamenti culturali ed economici più rilevanti a livello globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri restituiscono con chiarezza la portata dell’evento:<strong> oltre 1.900 espositori </strong>provenienti da <strong>32 Paesi</strong>, <strong>16 padiglioni </strong>completamente sold out, più di 169.000 metri quadrati di superficie espositiva. Accanto alle manifestazioni consolidate – dal Salone Internazionale del Mobile al Complemento d’Arredo, fino a Workplace3.0 e S.Project – emergono nuove traiettorie progettuali che ampliano il perimetro stesso della fiera.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="329692" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Milano-Design-Week-2026-Salone-del-Mobile-Isola-Design-Festival-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-329692" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Milano-Design-Week-2026-Salone-del-Mobile-Isola-Design-Festival-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Milano-Design-Week-2026-Salone-del-Mobile-Isola-Design-Festival-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Milano-Design-Week-2026-Salone-del-Mobile-Isola-Design-Festival-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Milano-Design-Week-2026-Salone-del-Mobile-Isola-Design-Festival.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il 2026 segna infatti un passaggio significativo: il Salone non è più soltanto una piattaforma di prodotto, ma si configura come un’infrastruttura di sistema, capace di mettere in relazione filiere, mercati e visioni. In questo scenario si inseriscono le due principali novità dell’edizione: <strong>Salone Contract </strong>e <strong>Salone Raritas</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo guarda alla dimensione dei grandi progetti integrati – dall’hospitality al real estate, fino agli spazi pubblici e alla nautica – proponendosi come dispositivo strategico per connettere aziende e committenze internazionali. Non è casuale che il suo debutto sia accompagnato da una riflessione teorica di alto profilo, con la lectio magistralis di Rem Koolhaas e la presentazione del Masterplan 2027 sviluppato con OMA.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="611" data-id="329691" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Design-Week-2026-1024x611.webp" alt="" class="wp-image-329691" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Design-Week-2026-1024x611.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Design-Week-2026-600x358.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Design-Week-2026-768x458.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Design-Week-2026.webp 1140w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Di segno diverso, ma altrettanto emblematico, è Salone Raritas: una “lanterna architettonica” dedicata all’unicità e alla dimensione collezionistica del design. Qui, tra pezzi rari e opere ibride, il progetto si sottrae alla serialità industriale per tornare a interrogare il valore dell’oggetto come esperienza estetica e culturale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accanto alla fiera, Milano si espande in una costellazione di eventi che ridefiniscono il rapporto tra spazio urbano e progettualità. Il <strong>Fuorisalone 2026</strong>, con il tema <em><strong>Essere Progetto</strong></em>, invita a ripensare il design non come esito formale, ma come processo aperto, fatto di tentativi, errori e trasformazioni. È un cambio di paradigma che sposta l’attenzione dalla perfezione dell’oggetto alla complessità del suo divenire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, il progetto torna a essere un atto profondamente umano: un luogo di conoscenza, dove il tempo rallenta e il dialogo tra materiali, saperi e culture si fa centrale. Dopo anni segnati da accelerazione e iperproduzione, la Design Week sembra così recuperare una dimensione più riflessiva, quasi etica, del fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La città partecipa a questa narrazione con iniziative diffuse: dalla <strong>Notte Bianca del Progetto</strong>, che apre al pubblico archivi storici di design e architettura, al<strong> Design Kiosk in Piazza della Scala</strong>, fino ai percorsi urbani che attraversano le architetture del Novecento. Anche l’esperienza del visitatore si evolve, grazie a strumenti digitali come il <strong>Fuorisalone Passport</strong>, pensato per rendere più fluido l’accesso agli eventi e favorire nuove forme di interazione.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="329693" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Superstudio-Design_SuperNova_KeyVisual-1024x576.jpg" alt="" class="wp-image-329693" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Superstudio-Design_SuperNova_KeyVisual-1024x576.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Superstudio-Design_SuperNova_KeyVisual-600x338.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Superstudio-Design_SuperNova_KeyVisual-768x432.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/Superstudio-Design_SuperNova_KeyVisual.jpg 1500w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il design varca le soglie della Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/04/13/il-design-varca-le-soglie-della-galleria-nazionale-darte-moderna-e-contemporanea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 15:11:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[gnamc]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=329199</guid>

					<description><![CDATA[Dal nuovo allestimento con i grandi marchi del design italiano al progetto di cultural-branding, il museo reinventa i suoi spazi e partecipa al Salone del Mobile 2026]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Alla <strong>Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma </strong>prende forma un nuovo dialogo tra arte e design. In occasione della conferenza stampa del <strong>13 aprile</strong>, la <strong>GNAMC </strong>ha presentato in anteprima un progetto che inaugura una nuova visione del museo, tra allestimento, sperimentazione espressiva e collaborazioni con il mondo del design. «In una visione multidisciplinare, la dimensione creativa del design può contribuire ad arricchire l&#8217;immagine della Galleria, a migliorarne la fruibilità e a diffonderne le icone, instaurando una virtuosa collaborazione con le aziende protagoniste del made-in-Italy» ha specificato la direttrice del museo <strong>Renata Cristina Mazzantini</strong>. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="329281" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/6.-Poltrona-Skin-di-Molteni_Sala-Fontana_foto-Massimo-Listri-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-329281" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/6.-Poltrona-Skin-di-Molteni_Sala-Fontana_foto-Massimo-Listri-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/6.-Poltrona-Skin-di-Molteni_Sala-Fontana_foto-Massimo-Listri-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/6.-Poltrona-Skin-di-Molteni_Sala-Fontana_foto-Massimo-Listri-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/6.-Poltrona-Skin-di-Molteni_Sala-Fontana_foto-Massimo-Listri-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/6.-Poltrona-Skin-di-Molteni_Sala-Fontana_foto-Massimo-Listri.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Poltrona <em>Skin</em> di Molteni nella Sala Fontana, GNAMC, foto di Massimo Listri</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="794" data-id="329282" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/7.-Carta-da-parati-e-tendaggi-di-ArmaniCasa_Sala-Klimt_foto-Massimo-Listri-1024x794.jpg" alt="" class="wp-image-329282" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/7.-Carta-da-parati-e-tendaggi-di-ArmaniCasa_Sala-Klimt_foto-Massimo-Listri-1024x794.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/7.-Carta-da-parati-e-tendaggi-di-ArmaniCasa_Sala-Klimt_foto-Massimo-Listri-600x465.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/7.-Carta-da-parati-e-tendaggi-di-ArmaniCasa_Sala-Klimt_foto-Massimo-Listri-768x595.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/7.-Carta-da-parati-e-tendaggi-di-ArmaniCasa_Sala-Klimt_foto-Massimo-Listri-1536x1190.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/7.-Carta-da-parati-e-tendaggi-di-ArmaniCasa_Sala-Klimt_foto-Massimo-Listri.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Carta da parati e tendaggi di ArmaniCasa nella Sala Klimt, GNAMC, foto di Massimo Listri</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Con una nuova apertura al merchandising, l&#8217;istituzione romana esplora nuove possibilità di racconto della propria collezione, estendendo l’esperienza museale oltre il momento della visita e invitando aziende e professionisti del settore a ideare prodotti a marchio GNAMC, attraverso collaborazioni che possano inaugurare nuove modalità di interpretazione del patrimonio. Il design diventa così uno strumento privilegiato di mediazione: traduce i contenuti artistici in oggetti, esperienze e linguaggi capaci di dialogare con il presente, rendendo più accessibile e concreta la conoscenza dei capolavori del passato, che ora guardano con decisione al futuro.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="329270" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-329270" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-1024x576.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-600x338.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-768x432.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1-1536x864.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;artista Lorenzo Marini durante la conferenza stampa</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="576" height="1024" data-id="329271" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-576x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-329271" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-576x1024.jpeg 576w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-338x600.jpeg 338w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-768x1365.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2-864x1536.jpeg 864w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2.jpeg 1080w" sizes="auto, (max-width: 576px) 100vw, 576px" /><figcaption class="wp-element-caption">La direttrice Renata Cristina Mazzantini durante la conferenza stampa</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">In questa chiave, l&#8217;iniziativa non si limita a produrre oggetti, ma prova a costruire continuità tra spazio espositivo e realtà esterna, con l&#8217;opera d&#8217;arte che può raggiungere pubblici diversi, mantenendo un legame con il proprio contesto originario. I primi risultati concreti, che sono stati sviluppati con <strong>ADI</strong> e che saranno presentate al <strong>Salone del Mobile di Milano 2026</strong>, includono la lampada <em>Emilio</em>, prodotta da Slamp, che rende luce il gesto della cancellatura di <strong>Emilio Isgrò</strong>; <em>Ipporia</em>, dalla <strong>Fondazione Zhong Art International</strong> e dal designer cinese <strong>Wang Yi</strong>, che rende omaggio al segno del Cavallo, simbolo del 2026 e una linea di tableware realizzata da <strong>Guzzini</strong>, connessa anche alla nuova identità visiva della Galleria ideata da <strong>Lorenzo Marini</strong>. «È importante dotarsi di un codice riconoscibile, avere un segno, qualcosa di riconoscibile per lo spettatore, come la C che è stata aggiunta al logo del museo, multiforme come il nostro essere» ha infatti ricordato proprio l&#8217;artista.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="329277" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/3.-Sedia-Thinking-Mans-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-329277" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/3.-Sedia-Thinking-Mans-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-1-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/3.-Sedia-Thinking-Mans-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-1-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/3.-Sedia-Thinking-Mans-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-1-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/3.-Sedia-Thinking-Mans-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-1-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/3.-Sedia-Thinking-Mans-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sedia <em>Thinking Man&#8217;s Chair</em> di Cappellini nel Cortile Centrale, GNAMC, foto di Massimo Listri</figcaption></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-19 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="329276" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/9.-Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-329276" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/9.-Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/9.-Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/9.-Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/9.-Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/9.-Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Panca <em>Groove</em> di Porro nella Sala Twombly, GNAMC, foto di Massimo Listri</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="329275" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/11.-Lampada-Poppy_area-ristoro_foto-Massimo-Listri-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-329275" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/11.-Lampada-Poppy_area-ristoro_foto-Massimo-Listri-1-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/11.-Lampada-Poppy_area-ristoro_foto-Massimo-Listri-1-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/11.-Lampada-Poppy_area-ristoro_foto-Massimo-Listri-1-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/11.-Lampada-Poppy_area-ristoro_foto-Massimo-Listri-1-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/11.-Lampada-Poppy_area-ristoro_foto-Massimo-Listri-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"> Lampada <em>Poppy</em> di Slamp nell’area ristoro, GNAMC, foto di Massimo Listri</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Alla base di tutto, c&#8217;è un aspetto centrale della nostra cultura progettistica: la capacità di far dialogare linguaggi diversi senza perdere identità. Arte e design, in Italia, non sono mai stati ambiti separati, ma territori porosi, dove l’intuizione artistica incontra la funzione e la produzione industriale. «La relazione tra arte e design è parte ormai della storia dell’Italia e la creatività italiana può scrivere nuove pagine di valore proprio quando si mette al servizio di un progetto forte e di alta qualità» ha spiegato <strong>Andrea Cancellato</strong>, Direttore <strong>ADI Design Museum – Compasso d’Oro</strong>. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-20 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="329280" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2.-Sedia-Victoria-Ghost-di-Kartell_-Sala-dellErcole_-foto-di-Massimo-Listri-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-329280" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2.-Sedia-Victoria-Ghost-di-Kartell_-Sala-dellErcole_-foto-di-Massimo-Listri-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2.-Sedia-Victoria-Ghost-di-Kartell_-Sala-dellErcole_-foto-di-Massimo-Listri-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2.-Sedia-Victoria-Ghost-di-Kartell_-Sala-dellErcole_-foto-di-Massimo-Listri-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2.-Sedia-Victoria-Ghost-di-Kartell_-Sala-dellErcole_-foto-di-Massimo-Listri-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/2.-Sedia-Victoria-Ghost-di-Kartell_-Sala-dellErcole_-foto-di-Massimo-Listri.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><br>Sedia <em>Victoria Ghost</em> di Kartell nella Sala dell&#8217;Ercole, GNAMC, foto di Massimo Listri</figcaption></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-21 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="329278" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1.-Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-329278" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1.-Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1.-Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1.-Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1.-Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/1.-Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sedia <em>Belvedere</em> di Kartell nella Sala Balzico, GNAMC, foto di Massimo Listri</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="329279" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4.-Panca-Glenn-di-Poltrona-Frau_Sala-Michetti_foto-Massimo-Listri-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-329279" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4.-Panca-Glenn-di-Poltrona-Frau_Sala-Michetti_foto-Massimo-Listri-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4.-Panca-Glenn-di-Poltrona-Frau_Sala-Michetti_foto-Massimo-Listri-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4.-Panca-Glenn-di-Poltrona-Frau_Sala-Michetti_foto-Massimo-Listri-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4.-Panca-Glenn-di-Poltrona-Frau_Sala-Michetti_foto-Massimo-Listri-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/4.-Panca-Glenn-di-Poltrona-Frau_Sala-Michetti_foto-Massimo-Listri.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Panca <em>Glenn</em> di Poltrona Frau nella Sala Michetti, GNAMC, foto di Massimo Listri</figcaption></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-22 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="329284" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/8.-Tenda-di-Rubelli_Sala-Mondrian_foto-Massimo-Listri-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-329284" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/8.-Tenda-di-Rubelli_Sala-Mondrian_foto-Massimo-Listri-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/8.-Tenda-di-Rubelli_Sala-Mondrian_foto-Massimo-Listri-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/8.-Tenda-di-Rubelli_Sala-Mondrian_foto-Massimo-Listri-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/8.-Tenda-di-Rubelli_Sala-Mondrian_foto-Massimo-Listri-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/04/8.-Tenda-di-Rubelli_Sala-Mondrian_foto-Massimo-Listri.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tenda di Rubelli nella Sala Mondrian, GNAMC, foto di Massimo Listri</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">I luoghi del sapere stanno oggi ridefinendo profondamente la propria funzione, evolvendo da spazi deputati alla sola conservazione a veri e propri centri di produzione e diffusione di conoscenza. In questo scenario, la valorizzazione delle collezioni non passa più esclusivamente attraverso l’esposizione, ma si arricchisce grazie a progettualità che coinvolgono il mondo dell’impresa e della creatività contemporanea. «I musei si fanno veicolo di conoscenza delle collezioni e dei propri capolavori promuovendo al contempo la cultura del design grazie a progetti con imprese creative operanti in diversi settori produttivi» ha chiarito <strong>Alfonsina Russo</strong>, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale. Il confronto con le imprese creative introduce inoltre un aspetto costruttivo che avvicina, la GNAMC in questo caso, alle dinamiche del presente, senza necessariamente comprometterne il rigore scientifico. Al contrario, quando ben calibrata, questa apertura consente di attivare processi proficui in cui ricerca, sviluppo e divulgazione si rafforzano reciprocamente.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La hall del MAXXI diventa un ambiente giocoso e interattivo</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/03/24/la-hall-del-maxxi-diventa-un-ambiente-giocoso-e-interattivo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 09:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[convivere]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Hall]]></category>
		<category><![CDATA[maxxi]]></category>
		<category><![CDATA[studio takk]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=327518</guid>

					<description><![CDATA[Lo studio di architettura e design TAKK presenta sei installazioni che offrono nuove possibilità di esperire lo spazio museale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>MAXXI di Roma </strong>dà il via alla seconda edizione di<em> ENTRATE</em>, il programma pluriennale dedicato al design che reinterpreta la hall del museo, traformandolo in un ambiente giocoso e interattivo. Quest&#8217;anno, è lo studio di architettura e design <strong>TAKK</strong>, con sedi a <strong>Barcellona</strong> e a<strong> New York</strong>, fondato da <strong>Mireia Luzárraga</strong> e <strong>Alejandro Muiño</strong>, che integra all’architettura alcuni strumenti mutuati dalle scienze politiche, naturali e sociali, per esplorare nuovi confini multidisciplinari. L&#8217;installazione presentata è <em>con-vivere</em>, composta da sei installazioni che aprono a molteplici modalità di fruizione dello spazio, suggerendo nuovi modi di abitare il museo come luogo condiviso.<strong> </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel loro insieme configurano un paesaggio composito, realizzato con materiali a ridotto impatto ambientale e strutture leggere. Forme rigide e linee organiche si intrecciano con elementi “viventi”, mentre un sistema di illuminazione ispirato alle serre favorisce la crescita delle piante e contribuisce al benessere percettivo dei visitatori anche grazie al colore, che diventa strumento di terapia e stimolo sensoriale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-23 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="327527" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/14_339A90840-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-327527" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/14_339A90840-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/14_339A90840-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/14_339A90840-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/14_339A90840-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/14_339A90840.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">foto © Vincenzo Labellarte</figcaption></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-24 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="327525" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/12_DSCF47480-1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-327525" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/12_DSCF47480-1-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/12_DSCF47480-1-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/12_DSCF47480-1-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/12_DSCF47480-1-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/12_DSCF47480-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">foto © Vincenzo Labellarte</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="327526" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/13_DSCF4747-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-327526" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/13_DSCF4747-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/13_DSCF4747-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/13_DSCF4747-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/13_DSCF4747-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/13_DSCF4747.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">foto © Vincenzo Labellarte</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L’allestimento, che sarà visitabile gratuitamente fino al <strong>10 gennaio 2027</strong>, combina così materiali a ridotto impatto ambientale e l’intento è dare forma a un paesaggio in costante trasformazione, in cui il design non si limita a essere contemplato, ma invita a essere vissuto e messo alla prova direttamente. Tra le installazioni,<em> Il Giardino</em> accoglie i visitatori fungendo anche da punto informativo, integrando vegetazione e orientamento. <em>La Torre </em>sviluppa invece il tema della produzione alimentare, ospitando piante commestibili coltivate su livelli sovrapposti e illuminati, con tavoli condivisi alla base che favoriscono la convivialità. <em>La Fontana</em> introduce un’area di sosta organizzata attorno a una vasca, mentre il <em>Divano Collettivo</em>, una grande seduta circolare, invita alla condivisione del tempo e dello spazio. Più raccolto il <em>Lettino Benessere</em>, pensato per un’esperienza individuale immersa tra piante aromatiche. Completa il sistema il <em>Tavolo di lavoro,</em> una superficie ampia e luminosa destinata ad attività di studio, che richiama nella struttura l’idea di un ponte. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-25 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="327529" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/03_DSCF4679-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-327529" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/03_DSCF4679-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/03_DSCF4679-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/03_DSCF4679-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/03_DSCF4679-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/03_DSCF4679.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">foto © Vincenzo Labellarte</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="327530" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/09_DSCF4685-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-327530" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/09_DSCF4685-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/09_DSCF4685-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/09_DSCF4685-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/09_DSCF4685-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/09_DSCF4685.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">foto © Vincenzo Labellarte</figcaption></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-26 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="327528" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/01_DSCF4719-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-327528" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/01_DSCF4719-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/01_DSCF4719-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/01_DSCF4719-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/01_DSCF4719-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/01_DSCF4719.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">foto © Vincenzo Labellarte</figcaption></figure>
</figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Brasile, dopo quarant&#8217;anni riapre al pubblico &#8220;Casa Bola&#8221; di Eduardo Longo</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/03/11/brasile-dopo-quarantanni-riapre-al-pubblico-casa-bola-di-eduardo-longo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Grossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 11:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[aberto]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Bola]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo Longo]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[san Paolo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=326233</guid>

					<description><![CDATA[La struttura sferica, rimasta inattiva, ospiterà la quinta edizione di Aberto, un'iniziativa che propone mostre d'arte in case "iconiche"]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Negli anni &#8217;70,  <strong>Eduardo Longo</strong> &#8211; parte di una generazione di architetti brasiliani influenzati dalla cultura pop e dalle utopie tecnologiche -, si immagina una nuova forma diversa di vivere il nucleo domestico. Secondo la sua immaginazione, gli umani non abiteranno più in case tradizionali, ma in sfere metalliche sospese sopra la città: spazi continui caratterizzati da pareti curve e dall&#8217;assenza di angoli. È da questa visione che nel <strong>1974</strong> nasce <strong>Casa Bola</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La scelta della forma geometrica non riguarda solo il gusto estetico, ma la sua efficienza: secondo l&#8217;architetto infatti, la sfera è la configurazione strutturale più efficiente, capace di racchiudere il massimo volume utilizzando una quantità di materiale minima. L&#8217;idea di Longo era quindi di poter creare delle abitazioni leggere, riproducibili e diffuse su ampia scala. Purtroppo ad oggi rimane solo un prototipo nel quartiere di <strong>Itaim Bibi</strong> di <strong>San Paolo</strong>. Costruita in ferrocemento e dal diametro di otto metri, Casa Bola unisce al suo interno pareti, illuminazione e arredi, creando così un unico organismo architettonico. Nonostante il carattere estremamente radicale, la casa è stata realmente abitata dalla famiglia di Longo per decenni. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="596" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/casabola18w.jpg" alt="" class="wp-image-326265" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/casabola18w.jpg 750w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/casabola18w-600x477.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Per molti anni tuttavia la struttura è rimasta poco conosciuta al di fuori degli ambenti accademici, diventando quasi una curiosità, attirando l&#8217;attenzione di pochi passanti. Grazie all&#8217;iniziativa di <strong>Aberto</strong>, Casa Bola riaprirà i propri spazi per accogliere le opere di più di cinquanta artisti. Lo scopo piattaforma, giunta ormai al suo quinto anno, è di aprire le case iconiche dell&#8217;architettura al pubblico, trasformandole allo stesso tempo in spazi espositivi. L&#8217;anno precedente ha visto come protagonista <strong>Maison La Roche</strong>, la casa progettata a Parigi da <strong>Le Corbusier</strong> and <strong>Pierre Jeanneret</strong> tra il <strong>1923</strong> e <strong>1925</strong>. Questa edizione, curata da <strong>Filipe Assis </strong>insieme a <strong>Claudia Moreira Salles</strong> e <strong>Kiki Mazzucchelli</strong>, riunisce più di sessanta lavori &#8211; di cui la maggior parte ispirati direttamente all&#8217;abitazione -, che dialogano apertamente con l&#8217;architettura utopica di Longo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f5_d992679cef-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-326266" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f5_d992679cef-1024x683.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f5_d992679cef-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f5_d992679cef-768x512.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f5_d992679cef-1536x1025.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f5_d992679cef.webp 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">La riapertura di Casa Bola, visitabile dal 13 maggio fino all&#8217;8 giugno, offre un&#8217;occasione unica: entrare in una delle strutture più visionare di San Paolo, rimasta inattiva per quarant&#8217;anni, e immergersi nell&#8217;arte contemporanea. I visitatori così potranno prendere parte, anche solo per un momento, al futuro utopico immaginato da uno degli architetti che ha segnato la storia del Brasile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f2_da733ada5b-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-326267" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f2_da733ada5b-1024x683.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f2_da733ada5b-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f2_da733ada5b-768x512.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f2_da733ada5b-1536x1025.webp 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/03/abert5_f2_da733ada5b.webp 2048w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sanremo 2026, come sarà l’Ariston per la settimana della musica italiana</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/02/24/sanremo-2026-come-sara-lariston-per-la-settimana-della-musica-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 12:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura & Design]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ariston]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[scenografia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=324652</guid>

					<description><![CDATA[Come ogni anno, riflettori puntati anche sul palco. Riccardo Bocchini firma per la seconda volta la scenografia e sceglie di rompere con l’armonia del 2025 per trasformare l’Ariston in un organismo immersivo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l’apertura del sipario sulla settimana più attesa della televisione italiana, il <strong>Teatro Ariston</strong> si presenta al pubblico con un volto completamente rinnovato. La <strong>76ª edizione del Festival di Sanremo </strong>inaugura infatti, oltre a una nuova competizione musicale, anche un <strong>radicale cambio di scenografia</strong>. A progettare il palco è ancora<strong> Riccardo Bocchini </strong>che, dopo aver firmato l’impianto elegante e armonico del 2025, quest’anno sceglie di sorprendere con una<strong> rottura delle regole compositive</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la precedente <strong>“Techno Hall”</strong> era costruita attorno a un equilibrio misurato, con linee morbide, volumi plastici, tecnologia nascosta dietro una pulizia formale quasi classica, il 2026 abbandona la simmetria come principio guida. Il nuovo progetto nasce infatti da un’idea di <strong>asimmetria dichiarata</strong>, pensata come traduzione visiva della natura imprevedibile e mutevole della musica contemporanea.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-27 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="324662" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2025_2-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-324662" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2025_2-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2025_2-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2025_2-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2025_2-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2025_2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sanremo 2025, © RAI</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="324661" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2026-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-324661" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2026-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2026-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2026-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Sanremo-2026.jpg 1336w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sanremo 2026, photo Maurizio D’Avanzo, Ufficio Stampa RAI</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il tradizionale boccascena si dilata e si frammenta in <strong>tre grandi fasce architettoniche </strong>che attraversano l’Ariston e ne ridefiniscono i confini: non è più solo il palco a essere protagonista, ma <strong>l’intero teatro</strong>, coinvolto in un disegno che si insinua tra platea e galleria, fino a suggerire una continuità spaziale tra artista e pubblico. Elemento simbolo del Festival, la <strong>scala motorizzata </strong>assume quest’anno un ruolo ancora più teatrale. Non è immediatamente visibile, ma viene svelata da un <strong>grande sipario di ledwall</strong> a scorrimento orizzontale che si apre nel momento clou, amplificando l’effetto scenico. Anche il <strong>palco </strong>è progettato per trasformarsi continuamente. Un <strong>sipario tecnologico</strong> mobile modifica la profondità e la conformazione del fronte scenico, mentre linee prospettiche divergenti garantiscono inquadrature sempre diverse. Ma non solo, perché le automazioni scenografiche si adattano a ogni brano in gara, mantenendo un carattere fluido. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Determinante la collaborazione con il direttore della fotografia <strong>Mario Catapano</strong> e con il regista<strong> Maurizio Pagnussat</strong>. La scena è concepita per attraversare una metamorfosi cromatica totale, passando dal nero assoluto al bianco purissimo. I materiali utilizzati, retroilluminati da circa <strong>200.000 pixel luminosi</strong>, consentono variazioni cromatiche profonde, capaci di ridefinire atmosfera e percezione sia per il pubblico in sala sia per quello televisivo. L’ambizione è trasformare l’Ariston in uno spazio immersivo, dove l’architettura diventa parte attiva della narrazione musicale. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-28 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="692" height="1024" data-id="324664" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/b_730_ebb34a04-e5df-4293-bc74-9b6b866e9941-692x1024.jpg" alt="" class="wp-image-324664" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/b_730_ebb34a04-e5df-4293-bc74-9b6b866e9941-692x1024.jpg 692w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/b_730_ebb34a04-e5df-4293-bc74-9b6b866e9941-406x600.jpg 406w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/b_730_ebb34a04-e5df-4293-bc74-9b6b866e9941-768x1136.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/b_730_ebb34a04-e5df-4293-bc74-9b6b866e9941.jpg 780w" sizes="auto, (max-width: 692px) 100vw, 692px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" data-id="324663" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/b_730_5076c2ad-3ba9-4c62-833e-36df428de7ed-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-324663" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/b_730_5076c2ad-3ba9-4c62-833e-36df428de7ed-768x1024.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/b_730_5076c2ad-3ba9-4c62-833e-36df428de7ed-450x600.jpg 450w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/b_730_5076c2ad-3ba9-4c62-833e-36df428de7ed.jpg 780w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
</figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Salone del Mobile di Milano approda a Riyadh</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/02/12/il-salone-del-mobile-di-milano-approda-a-riyadh/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 14:23:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arabia]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[porro]]></category>
		<category><![CDATA[riyadh]]></category>
		<category><![CDATA[salone del mobile]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=323915</guid>

					<description><![CDATA[Dal 26 al 28 novembre il King Abdullah Financial District ospita il primo capitolo dell’espansione saudita del Salone del Mobile di Milano]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non un’operazione di export, ma un gesto di costruzione condivisa. È questa la postura dichiarata da <strong>Maria Porro</strong>, presidente del <strong>Salone del Mobile.Milano</strong>, nel presentare l’approdo a Riyadh della manifestazione meneghina. Intitolata <em><strong>Red in Progress. meets Riyadh</strong></em>, l&#8217;evento è in programma <strong>dal 26 al 28 novembre</strong> all’interno del <strong>King Abdullah Financial District</strong>, cuore simbolico e finanziario della capitale saudita.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-29 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="323924" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Quando-sara-il-Salone-del-Mobile-2026-date-novita-e-tendenze-da-non-perdere-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-323924" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Quando-sara-il-Salone-del-Mobile-2026-date-novita-e-tendenze-da-non-perdere-1024x683.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Quando-sara-il-Salone-del-Mobile-2026-date-novita-e-tendenze-da-non-perdere-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Quando-sara-il-Salone-del-Mobile-2026-date-novita-e-tendenze-da-non-perdere-768x512.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Quando-sara-il-Salone-del-Mobile-2026-date-novita-e-tendenze-da-non-perdere.webp 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">La formula è chiara: evitare la replica di un modello consolidato per innestare, piuttosto, un processo di scambio strutturato. <strong>Trentotto aziende italiane</strong>, selezionate per qualità progettuale, innovità tecnologica e attenzione alla sostenibilità, porteranno in Arabia Saudita una sintesi delle eccellenze del settore: arredo, illuminazione, superfici, complementi. Ma l’intenzione dichiarata va oltre la dimensione della vetrina. L’evento si configura come un laboratorio di relazioni operative, un dispositivo pensato per attivare connessioni concrete con developer, studi di architettura e investitori locali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa nasce infatti da una partnership strategica con l’<strong>Architecture &amp; Design Commission</strong> del Ministero della Cultura saudita. In gioco non c’è soltanto la promozione del design italiano, ma la costruzione di una filiera condivisa capace di dialogare con la Vision 2030, il vasto programma di trasformazione economica e culturale avviato dal Regno. L’obiettivo è duplice: valorizzare il talento e le competenze locali, da un lato, e introdurre standard qualitativi e sostenibili che possano incidere sullo sviluppo urbano in corso, dall’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Tradurre i nostri processi e la nostra cultura del progetto in un linguaggio che rispetti la specificità saudita» è la sfida evocata da Porro. Una dichiarazione che sposta il baricentro dalla semplice narrazione identitaria alla dimensione pragmatica del fare: generare valore reale per le imprese italiane significa entrare in un ecosistema in rapida espansione, comprendendone codici, ambizioni e ritmi.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-30 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="323926" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Maria-Porro-Presidente-Salone-del-Mobile.Milano-Ph.-Guido-Stazzoni-1536x864-1-1024x576.webp" alt="" class="wp-image-323926" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Maria-Porro-Presidente-Salone-del-Mobile.Milano-Ph.-Guido-Stazzoni-1536x864-1-1024x576.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Maria-Porro-Presidente-Salone-del-Mobile.Milano-Ph.-Guido-Stazzoni-1536x864-1-600x338.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Maria-Porro-Presidente-Salone-del-Mobile.Milano-Ph.-Guido-Stazzoni-1536x864-1-768x432.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/02/Maria-Porro-Presidente-Salone-del-Mobile.Milano-Ph.-Guido-Stazzoni-1536x864-1.webp 1536w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Maria Porro, photo Guido Stazzoni</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto economico, del resto, appare favorevole. Il mercato saudita del furniture, fixture &amp; equipment ha raggiunto nel 2024 un valore stimato intorno ai 7 miliardi di dollari, con proiezioni che lo collocano attorno ai 9 miliardi entro il 2030. Una crescita sostenuta dallo sviluppo edilizio, residenziale e alberghiero che sta ridisegnando il profilo delle città saudite, tra grandi progetti infrastrutturali e nuove polarità culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Red in Progress. meets Riyadh </em>si presenta così come un’anteprima di più ampio respiro: l’intenzione dichiarata è quella di arrivare, nel 2026, a un’edizione completa del Salone nella capitale araba, configurando una presenza stabile. In questo senso, l’operazione assume i tratti di una diplomazia del progetto, dove il design diventa strumento di mediazione tra economie, culture e visioni del futuro.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
