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	<title>catanzaro - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Mon, 04 May 2026 10:00:54 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Ventennale Mimmo Rotella, Genova e Catanzaro occasioni mancate</title>
		<link>https://insideart.eu/2026/05/04/ventennale-mimmo-rotella-genova-e-catanzaro-occasioni-mancate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Fiz]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Rotella]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra Genova e Catanzaro, il ricordo del Maestro appare frammentato e non all’altezza: occasioni mancate e silenzi segnano un ventennale deludente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Non nascondo la mia profonda tristezza (e anche un po&#8217; di irritazione) per il modo come sta scorrendo il ventennale della morte del mio indimenticabile maestro <strong>Mimmo Rotella</strong>. Sono stato accanto a Mimmo, prima da semplice ammiratore poi da braccio destro nella “sua” Fondazione e in tutte le occasioni più importanti, per tantissimi anni. Con un pizzico di presunzione posso dire che sono oggi la persona che lo ha conosciuto più da vicino e nel profondo, che ne ha apprezzato la grandezza planetaria, convivendo con una personalità complessa e geniale.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Non possono nascondere due delusioni. La prima viene da <strong>Genova</strong>, dove una Fondazione che ormai ha perso tutti i suoi tratti originali ha organizzato a <strong>Palazzo Ducale</strong> una mostra a mio parere sottotono, incompleta e soprattutto slegata dal contesto familiare ed emotivo del Maestro. Già il fatto che all’inaugurazione non siano state invitate la moglie e la figlia di Mimmo toglie solennità all’evento. Non mi stupisco che non abbiano invitato me che rappresento un elemento fortemente critico sulla conduzione della Fondazione voluta da Mimmo con il mio contributo. Non voglio polemizzare con <strong>Alberto Fiz</strong>, il curatore, che negli anni del <strong>MARCA</strong> ho sempre sostenuto, anche se non dimentico il suo parere contrario all’acquisizione di una grande scultura in legno, un “cavallo di Troia”, che Rotella voleva regalare alla sua città. La mostra genovese ospita sicuramente belle opere, ma è monca di tanti segmenti della vicenda artistica, a cominciare dalla produzione rotelliana dedicata all’eros, sulle orme di <strong>Picasso</strong>. </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="723" data-id="330977" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/MG_1726-1024x723-1.jpg" alt="" class="wp-image-330977" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/MG_1726-1024x723-1.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/MG_1726-1024x723-1-600x424.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/MG_1726-1024x723-1-768x542.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Su questa tematica, sto lavorando ad un volume interamente dedicato al Rotella “erotico”, l’artista trasgressivo che aveva scandalizzato la <strong>Roma</strong> bene degli anni <strong>Sessanta</strong>, finendo ingiustamente in carcere e poi assolto. Avrei anche da ridire sul fatto che l’esposizione è ospitata nel Sottoporticato di Palazzo Ducale, che non è propriamente la sala più prestigiosa, e che – mi dicono – non sia stato realizzato un catalogo, circostanza che andrebbe verificata. Tutto ciò mi fa dire che la mostra di Genova non è un evento celebrativo adeguato per il ventennale della morte di Mimmo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="702" height="945" data-id="330980" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/mimmo-rotella-8211-marilyn.jpg" alt="" class="wp-image-330980" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/mimmo-rotella-8211-marilyn.jpg 702w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/mimmo-rotella-8211-marilyn-446x600.jpg 446w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="600" data-id="330979" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/rotella_800.jpg" alt="" class="wp-image-330979" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/rotella_800.jpg 800w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/rotella_800-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2026/05/rotella_800-768x576.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">L’altra delusione viene da <strong>Catanzaro </strong>dove ancora non si capisce se sarà organizzata qualcosa per celebrare il ventennale della scomparsa di Mimmo. Siamo arrivati a maggio, sono passati quattro mesi dalla ricorrenza, e non si ha notizia di nulla. Mi aspettavo che la mia città mi chiamasse, mi chiedesse un contributo di idee, mi coinvolgesse. L’avrei fatto gratuitamente, con la generosità che mi contraddistingue e l’amore che porto a <strong>Catanzaro</strong>. Oggi curo e dirigo l’<a href="https://insideart.eu/2023/05/23/nasce-larchivio-delle-opere-del-grande-mimmo-rotella/" type="link" id="https://insideart.eu/2023/05/23/nasce-larchivio-delle-opere-del-grande-mimmo-rotella/"><strong>Archivio Mimmo Rotella</strong>, da me fondato nel <strong>2023</strong></a>, con il compito di raccogliere tutta la documentazione inerente all’opera del Maestro e di certificare l’autenticità dei suoi lavori sparsi per il mondo. Ma questo evidentemente non basta alla mia città. Me ne farò una ragione. Posso solo dire, in conclusione, che questo ventennale più che celebrare il ricordo di uno dei più grandi artisti del mondo, si sta tristemente caratterizzando per operazioni al ribasso, piccole vendette e ritorsioni, che offendono la memoria di Mimmo.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Esplorare la bellezza della rovina. Intervista ad Alessandro Russo</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/09/16/esplorare-la-bellezza-della-rovina-intervista-ad-alessandro-russo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 07:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Focus on]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Russo]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Marca]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
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					<description><![CDATA[Dopo quindici anni di assenza dalla sua città natale, l’artista torna a Catanzaro con una nuova mostra e pubblica un catalogo delle proprie opere]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quindici anni lontano dalla propria città non cancellano il legame con le proprie radici, soprattutto quando queste coincidono con il luogo in cui si è formata una sensibilità artistica destinata a durare nel tempo. Ancora nel pieno di una carriera pittorica da un lato celebre per le vedute urbane, ma che dall&#8217;altro ha raccolto lungo il percorso i soggetti più diversi, <strong>Alessandro Russo</strong> ha da poco fatto ritorno nella sua città natale, <strong>Catanzaro</strong>, con una nuova mostra. A ospitarla è stato il <strong>Marca</strong>, dove l&#8217;artista calabrese ha riportato un insieme delle sue opere in cui Marco Meneguzzo, il curatore della rassegna, ha rintracciato la <strong>&#8220;bellezza della rovina&#8221;</strong>. Di tutto questo ci ha parlato lo stesso Alessandro Russo, dalle linee di ricerca fino alle prospettive future e alla recente pubblicazione di un catalogo.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="755" height="566" data-id="310663" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/i__id1204_crop4_3c__1x.jpg" alt="" class="wp-image-310663" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/i__id1204_crop4_3c__1x.jpg 755w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/i__id1204_crop4_3c__1x-600x450.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 755px) 100vw, 755px" /></figure>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mancava dal Marca di Catanzaro da quindici anni. Qual era stata l&#8217;ultima occasione espositiva?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, non esponevo nella mia città, per l&#8217;appunto Catanzaro, dalla primavera del 2011, anno in cui si riaprì al pubblico il restaurato Complesso Monumentale di San Giovanni. In quella occasione la mostra, che contava ben cento opere, fu realizzata dall&#8217;amministrazione comunale e dalla Fondazione Rocco Guglielmo, che curò in ogni dettaglio l&#8217;esposizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel catalogo pubblicato di recente il curatore della sua mostra nello spazio calabrese, Marco Meneguzzo, ha sottolineato come ci sia una differenza tra il “cosa si guarda” e il “come si guarda”. Cosa accade se si osserva il contemporaneo attraverso una pittura che lo stesso Meneguzzo definisce “tradizionale”?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Premetto che quando si sceglie di usare la pittura in realtà si tratta sempre di un fatto tradizionale, a prescindere dalla differenza tra il &#8220;cosa si guarda&#8221; e il &#8220;come&#8221;. È vero però che i tagli, i punti di vista, le vedute aeree e le prospettive sono completamente nuove, per non parlare degli edifici, delle automobili, dei semafori, delle strisce sull&#8217;asfalto grigio o nero. C&#8217;è da aggiungere che il modo linguistico della pittura non può che essere stato fatto da un artista che ha studiato Duchamp, Picasso e la pittura aniconica americana ed europea, ma che soprattutto abbia capito che le avanguardie del secondo Novecento hanno completato le dialettiche del loro tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Della sua produzione sono celebri le “vedute”. Che ruolo ha avuto Milano in questa pratica?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Milano è una città stimolante e mi ha dato la possibilità di continuare a dipingere le città contemporanee che amo molto, non per illustrarle ma per caratterizzarle secondo un certo punto di vista che ha sempre influenzato il mio linguaggio. Negli anni sono cambiati i soggetti ma i contenuti sono sempre gli stessi.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="310662" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/1745063540409_Alessandro_Russo_-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-310662" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/1745063540409_Alessandro_Russo_-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/1745063540409_Alessandro_Russo_-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/1745063540409_Alessandro_Russo_-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/1745063540409_Alessandro_Russo_-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/1745063540409_Alessandro_Russo_.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>La veduta implica uno sguardo. La sua produzione osserva diversi soggetti e si muove – come sottolinea ancora Meneguzzo – in maniera agile tra i generi, facendo emergere la “bellezza della rovina”. Dai <em>Porti</em> ai <em>Comizi</em>, qual è il suo sguardo sul mondo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I soggetti sono un pretesto e si muovono nei generi più storici della pittura, ma sempre con l&#8217;attenzione verso una ricerca propositiva e di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le antologie impongono un bilancio, ma chiamano anche prospettive future. Alla luce della sua recente pubblicazione, quali sono le sue prossime linee di ricerca?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono più di cinquanta gli anni che ho dedicato al mio lavoro artistico e circa quaranta all&#8217;insegnamento nelle accademie di belle arti. Tra queste, ho completato la mia carriera nella prestigiosa Accademia di Brera. Devo confessare che non ho ancora fatto un bilancio, però credo che orienterò i miei progetti futuri verso l&#8217;approfondimento e lo sviluppo della mia produzione, dal postindustriale ai porti e ai ritratti sarcastici, ma anche della recovery art, che mi sta sempre più portando verso soluzioni aniconiche.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="310666" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/russo-artista-14-jpg-1024x683.webp" alt="" class="wp-image-310666" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/russo-artista-14-jpg-1024x683.webp 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/russo-artista-14-jpg-600x400.webp 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/russo-artista-14-jpg-768x512.webp 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/09/russo-artista-14-jpg.webp 1080w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Stefania Mancuso è la nuova presidente dell&#8217;ABA di Catanzaro</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/07/02/stefania-mancuso-e-la-nuova-presidente-dellaba-di-catanzaro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2024 09:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[aba]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia Belle Arti Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Mancuso]]></category>
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					<description><![CDATA[Scelta dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, Stefania Mancuso guiderà l'Accademia per il prossimo triennio ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con una breve cerimonia alla presenza di alcuni rappresentanti dei docenti e del personale tecnico dell’<strong>Aba</strong> e accolta dal direttore <strong>Virgilio Piccari</strong>, <strong>Stefania Mancuso</strong>, con una laurea all&#8217;<strong>Università della Calabria </strong>dove attualmente insegna, ha dato il via al suo mandato sottolineando di essere «felice di questo incarico che mi riempie di responsabilità. Nel prossimo triennio, il mio impegno sarà orientato a far sì che le linee già definite dalla direzione possano concretizzarsi in aggiunta alle nuove progettazioni che andremo a realizzare».</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="254092" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-4-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-254092" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-4-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-4-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-4-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-4-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-4.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Ha poi continuato affermando che oggi, «la formazione in <strong>Italia</strong> ha bisogno di essere attrattiva, perché sempre più leggiamo dai dati statistici di studenti che non proseguono negli studi post diploma. Per questo credo che debba essere un nostro obiettivo il far diventare sempre più attrattivo un territorio come la <strong>Calabria.</strong> Un altro obiettivo, poi, è quello di continuare a mantenere la grande notorietà che questa <strong>Accademia </strong>ha da quando è stata fondata e posizionarla sempre più in alto a livello regionale, nazionale e internazionale: questa è una sfida che oggi si impone per le dinamiche di mobilità gli studenti e dei docenti. Anche su questo aspetto, quindi, credo che dovremo lavorare molto per realizzare tutti i progetti che possano creare sistemi e reti. Dovremo, poi, provare anche a mettere in atto delle strategie di formazione che possano mantenere gli studenti qui in <strong>Calabria,</strong> per evitare la migrazione formativa che caratterizza anche il nostro territorio». </p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="466" data-id="254093" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-5.jpg" alt="" class="wp-image-254093" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-5.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-5-600x273.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/07/1-5-768x350.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>direttore Piccari </strong>ha poi affermato di essere grato alla<strong> ministra Bernini</strong> «per avere inteso destinare a questo straordinario ruolo la <strong>professoressa Stefania Mancuso,</strong> persona di profonda cultura, le cui competenze specifiche e la cui competenza saranno un importante valore aggiunto per la nostra istituzione. Sono certo e convinto che questa nuova collaborazione porterà nuovi prodotti, nuovi “profumi”. La nostra istituzione è stata riconosciuta, nei mesi scorsi, come vincitrice di un progetto a valere sui fondi del Pnrr per l&#8217;internazionalizzazione con cui abbiamo avviato la collaborazione con altre undici istituzioni nazionali omologhe alla nostra. L&#8217;idea è quella di creare, attraverso la sinergia e il contributo importante che la presidente saprà portare, ancora più contatti, più collegamenti. Noi abbiamo un dovere: offrire ai nostri studenti, attraverso la qualità della formazione, l&#8217;opportunità di immaginare un futuro che si sviluppi nel proprio territorio».</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Catanzaro nuovo centro del contemporaneo, la proposta di Piero Mascitti</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/06/10/a-catanzaro-nuovo-centro-del-contemporaneo-la-proposta-di-piero-mascitti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Irene Bellini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 13:18:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[archivio]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Rotella]]></category>
		<category><![CDATA[piero mascitti]]></category>
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					<description><![CDATA[Il presidente dell'Archivio di Mimmo Rotella propone la realizzazione di un grande museo a Catanzaro, «sul modello del Guggenheim di Bilbao»]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A <strong>Catanzaro</strong>, «una istituzione capace di garantire un&#8217;offerta culturale ricca e di qualità, supportata da una struttura dotata di spazi articolati con gallerie per esposizioni, di un auditorium per concerti, conferenze e seminari, di sale polifunzionali attrezzate per sudio e didattica, di una biblioteca dedicata all&#8217;arte»: è questa l&#8217;idea di museo di <strong>Piero Mascitti,</strong> storico &#8220;braccio destro&#8221; di<strong> Mimmo Rotella</strong> e attivamente al suo fianco per oltre trent&#8217;anni.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="708" height="438" data-id="252581" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/06/1-44.jpg" alt="" class="wp-image-252581" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/06/1-44.jpg 708w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/06/1-44-600x371.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 708px) 100vw, 708px" /><figcaption class="wp-element-caption">Casa della Memoria Mimmo Rotella</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="420" data-id="252580" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/06/2-5.jpeg" alt="" class="wp-image-252580" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/06/2-5.jpeg 900w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/06/2-5-600x280.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/06/2-5-768x358.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption class="wp-element-caption">Casa della Memoria Mimmo Rotella</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Presidente dell&#8217;<a href="https://insideart.eu/2023/05/23/nasce-larchivio-delle-opere-del-grande-mimmo-rotella/">Archivio Mimmo Rotella</a></strong>, sogna una <strong>Calabria </strong>fautrice di arte contemporanea con <strong>Catanzaro </strong>che così ha l&#8217;ambizione di «diventare un riferimento per tutto il centro-sud». Tante le idee proposte da <strong>Mascitti </strong>&#8211; da prestigiose firme dell&#8217;architettura che potrebbero essere coinvolte nella realizzazione, come<strong> Renzo Piano, Frank O Gehry, Tadao Ando,<a href="https://insideart.eu/2023/07/26/il-museo-del-mare-di-zaha-hadid-sorgera-a-reggio-calabria/"> Zaha Hadid Architects</a>, Mario Bellini</strong> &#8211; a un omaggio alla multiforme personalità di <strong>Rotella</strong>. Un museo che dunque potrebbe anche essere sede permanente della collezione di opere del grande artista calabrese, originario proprio del capoluogo della <strong>Calabria</strong> e come vorrebbe <strong>Mascitti</strong>, a lui intitolato. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="517" data-id="225674" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/05/Mimmo-Rotella-Attenti-2004-1024x517.jpg" alt="" class="wp-image-225674" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/05/Mimmo-Rotella-Attenti-2004-1024x517.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/05/Mimmo-Rotella-Attenti-2004-600x303.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/05/Mimmo-Rotella-Attenti-2004-768x388.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/05/Mimmo-Rotella-Attenti-2004.jpg 1486w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="799" data-id="138803" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/02/11-Mimmo-Rotella-1200x799.jpg" alt="" class="wp-image-138803" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/02/11-Mimmo-Rotella-1200x799.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/02/11-Mimmo-Rotella-600x399.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/02/11-Mimmo-Rotella.jpg 1400w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Un centro propulsore di un contemporaneo sempre più sconfinato e che sia in grado di «coinvolgere i calabresi in prima persona avvicinandoli all&#8217;arte». E poi ovviamente una realtà che sarebbe concreto espediente per offrire ai giovani un luogo «dove potersi esprimere e farsi conoscere in un contrappunto di &#8220;calabresità&#8221; e internazionalità: un luogo che potrebbe diventare un importante polo culturale dell&#8217;arte italiana contemporanea». Del resto, lo stesso <strong>Mimmo Rotella</strong> reinterpretava internazionalmente la storia dell&#8217;arte, senza mai però dimenticarsi della sua amata Calabria, «<em>humus </em>intellettualmente fertile in cui il suo lavoro affonda le radici». </p>



<p class="wp-block-paragraph">info: <a href="https://fondazionemimmorotella.net/">Fondazione Mimmo Rotella</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per il profilo di una città. Il patrimonio artistico di Catanzaro svelato in una nuova mostra</title>
		<link>https://insideart.eu/2023/09/05/per-il-profilo-di-una-citta-il-patrimonio-artistico-di-catanzaro-svelato-in-una-nuova-mostra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 09:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[Frangipane]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Rotella]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
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					<description><![CDATA[Dall'8 settembre al 5 novembre, Catanzaro ospita nel Complesso Monumentale di San Giovanni la nuova mostra dedicata all'arte calabrese]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Con l’inaugurazione il prossimo 7 settembre, la nuova mostra <em><strong>Capolavori svelati</strong></em> si propone di illustrare e promuovere il capitale culturale della città di Catanzaro con una ricognizione molto varia di opere. Questo allestimento eterogeneo, dato dal connubio di materiali artistici di natura pubblica e privata e relativi sia alla storia locale che a quella nazionale, è volto a rappresentare un momento storico per la città. E consiste nel rappresentare in maniera adeguata il ruolo che essa ha avuto nella cultura visuale italiana, soprattutto a fronte della disorganicità con cui è stata assemblata nel tempo la collezione del Comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il curatore Leonardo Passarelli, professore presso l’Università della Calabria, ha reso evidente il profondo intento civico ed educativo dell’esposizione attraverso la scelta dello spazio adibito. <em>Capolavori svelati</em> si dispiega infatti nel Complesso Monumentale di San Giovanni, un luogo estremamente significativo per la città, essendo un prestigioso centro di divulgazione culturale. Una vocazione, questa, acquisita alla fine degli anni ’90 con le esposizioni delle opere di Mattia Preti e Andrea Cefaly, che figurano tra l’altro tra i più di trenta artisti presenti nella mostra.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/paolo-e-francesca.jpg" alt="" class="wp-image-228975" style="width:489px;height:338px" width="489" height="338"/><figcaption class="wp-element-caption">Andrea Cefaly, <em>Paolo e Francesca</em>, ca. 1860-1870</figcaption></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Le prime due sale costituiscono un omaggio a una figura centrale della storia artistica della città, ed è Alfonso Frangipane. Se la prima tenta infatti di riprodurre la densità della <em>Prima mostra d’arte calabrese</em> – organizzata dal Frangipane nel 1912 – collazionando le opere degli artisti attivi tra Ottocento e primo Novecento, come il già menzionato Andrea Cefaly, ma anche altri come Francesco Jerace ed Eduardo Fiore, nella seconda sala si verifica un salto indietro di due secoli. Ponendovi al centro Mattia Preti, Passarelli ricalca l’attenzione rivolta all’artista seicentesco da parte dello stesso Frangipane nel 1913. L’obiettivo è quindi quello di riproporre il progetto storiografico di quest’ultimo: una volta riconosciuti i celebri pittori di metà ‘800 e proiettati su un piano nazionale, sarebbe stato necessario ricollegare questi sviluppi a una sorta di archetipo regionale, identificato nella figura di Preti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le due sale successive, oltre a ripercorrere il passaggio da ‘800 a ‘900 con le opere di Garibaldi Gariani, Mario Ridola e Gaele Covelli, sono corredate dalle immagini fotografiche dello Studio Scarpino e dei Fratelli Ajello, operativi nella seconda metà dell’800. Ma queste due sale si proiettano pienamente nel XX secolo con l’esposizione delle opere di artisti come Vincenzo Jerace e Francis La Monaca, la cui grande scultura in bronzo <em>Le joueur d’accordéon </em>viene qui esposta per la prima volta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se con la quinta e la sesta sala la mostra prosegue sull’onda del primo Novecento, proponendo anche un confronto tra Domenico Colao e Andrea Alfano, le ultime due si concentrano sulla seconda metà del secolo. Questo passaggio alla modernità è esemplificato da una parte dalle opere di Andrea Cefaly Jr. e Angelo Savelli, ma soprattutto da due <em>décollages</em> di Mimmo Rotella e da due tele rispettivamente di Francesco Correggia e Luigi Magli. È sulle loro opere che la mostra si chiude, ovvero su tre figure che rappresentano una spinta decisa verso orizzonti più ampi, chiaramente al di là di quello regionale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="450" data-id="228980" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/142559-OBLONG_Mimmo_Rotella_1962_COMMERCIO_E_UNITA_.jpg" alt="" class="wp-image-228980"/></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Mimmo Rotella, <em>Commercio e unità</em>, 1962</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, priva di intenti classificatori, <em>Capolavori svelati</em> sembra avere un obiettivo ben chiaro: offrire spunti, senza volerli sistematizzare in un canone, su opere e figure, ora messe a confronto tra loro. E si tratta di elementi che hanno in comune una base regionale forte, ma che al tempo stesso hanno qui l’occasione di essere proiettati in uno spazio molto più ampio, conferendo alla città di Catanzaro un ruolo artistico propulsivo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="512" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/Sito-Catanzaro-1024x512.jpg" alt="" class="wp-image-228967" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/Sito-Catanzaro-1024x512.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/Sito-Catanzaro-600x300.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/Sito-Catanzaro-768x384.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/Sito-Catanzaro-1536x768.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/Sito-Catanzaro.jpg 1600w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<div class="wp-block-group"><div class="wp-block-group__inner-container is-layout-constrained wp-block-group-is-layout-constrained">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Capolavori svelati. Catanzaro tra patrimonio artistico pubblico e collezionismo privato</em><br>8 settembre – 5 novembre 2023<br>Complesso Monumentale di San Giovanni<br>Corso Giuseppe Mazzini 4 – Catanzaro<br>info: <a href="http://www.comune.catanzaro.it">www.comune.catanzaro.it</a></p>
</div></div>
</div></div>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MUDIAC: il museo diffuso di Catanzaro permette di mappare l&#8217;arte del territorio</title>
		<link>https://insideart.eu/2023/02/10/mudiac-il-museo-diffuso-permette-di-mappare-larte-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sofia Di Gravio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Feb 2023 11:37:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[mudiac]]></category>
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					<description><![CDATA[Un progetto che mette in ordine le principali opere d'arte contemporanea nel capoluogo calabrese, creando nuove sinergie tra arte e territorio]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">A partire dall&#8217;estate scorsa, nel capoluogo calabrese, tutte le opere d&#8217;arte contemporanea del territorio sono facilmente e gratuitamente visitabili grazie al <strong>MUDIAC</strong>. <strong>Il Museo Diffuso di Arte Contemporanea</strong>, vincitore dell’avviso pubblico <em>Creative Living Lab</em> della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, è infatti un progetto che mette in ordine le principali opere d&#8217;arte contemporanea sul territorio di Catanzaro. Come?</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b978fe1f54924978b88bee_MUDIAC_Tellas_Profondo-Sud_Catanzaro_1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-221827" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b978fe1f54924978b88bee_MUDIAC_Tellas_Profondo-Sud_Catanzaro_1-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b978fe1f54924978b88bee_MUDIAC_Tellas_Profondo-Sud_Catanzaro_1-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b978fe1f54924978b88bee_MUDIAC_Tellas_Profondo-Sud_Catanzaro_1-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b978fe1f54924978b88bee_MUDIAC_Tellas_Profondo-Sud_Catanzaro_1-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b978fe1f54924978b88bee_MUDIAC_Tellas_Profondo-Sud_Catanzaro_1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo museo permette di tracciare e seguire, in un vero e proprio percorso espositivo, le opere d&#8217;arte urbana, nazionale e internazionale, realizzate tanto in periferia quanto nel centro storico della città. Tra gli artisti più noti ci sono nomi come <strong>Clemens Behr</strong>, <strong>Gonzalo Borondo, Erosie, Gue, Sbagliato, Andreco, 3ttman, 2501, Domenico Romeo,108, Ekta </strong>e<strong> THTF</strong>, solo per citarne alcuni. <br>Un progetto che si propone di valorizzare il territorio, facilitando e organizzando la fruibilità di opere già presenti, attraverso numerosi percorsi, che permettano di percorrere non solo un tour delle opere, ma anche della città, luogo ricco e solido da un punto di vista culturale e identitario. <br>Il Museo Diffuso crea i suoi percorsi espositivi all’interno di un&#8217;area geografica pubblica, fruibile gratuitamente e in qualsiasi momento. La particolarità di questo progetto, infatti, è proprio la continua crescita del suo valore, che identifica nell&#8217;arte una risorsa per riabilitare i luoghi. L&#8217;opera d&#8217;arte e il luogo in cui si trova vivono insieme e si completano, l&#8217;esperienza che offre il Mudiac è completa e complessa, un&#8217;occasione per immergersi in un contesto dalle numerose sfaccettature. Grazie a un percorso virtuale per vivere e visitare questi magnifici luoghi non è necessario recarsi a Catanzaro, ma chiunque e in qualunque momento può immergersi nell&#8217;arte e nella cultura urbana del capoluogo calabrese. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b5619ae1b1a3062339c549_MUDIAC_Gola-Hundun_Risveglio_Catanzaro_1-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-221828" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b5619ae1b1a3062339c549_MUDIAC_Gola-Hundun_Risveglio_Catanzaro_1-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b5619ae1b1a3062339c549_MUDIAC_Gola-Hundun_Risveglio_Catanzaro_1-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b5619ae1b1a3062339c549_MUDIAC_Gola-Hundun_Risveglio_Catanzaro_1-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b5619ae1b1a3062339c549_MUDIAC_Gola-Hundun_Risveglio_Catanzaro_1-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/02/62b5619ae1b1a3062339c549_MUDIAC_Gola-Hundun_Risveglio_Catanzaro_1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il Mudiac valorizza il territorio, creando una nuova sinergia tra territorio, arte, cultura e artisti. Grazie a questo progetto possiamo scoprire Catanzaro da un nuovo punto di vista, profondo e rilevante, in modo libero e pubblico. L&#8217;organizzazione del museo diffuso è precisa e semplice, accompagna ogni visitatore nel suo percorso, permettendone l&#8217;approfondimento e la scoperta. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutte le info: <a href="https://www.mudiac.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.mudiac.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bufera in Accademia, il Consiglio sfiducia il presidente Soriero</title>
		<link>https://insideart.eu/2020/01/22/bufera-in-accademia-il-consiglio-sfiducia-il-presidente-soriero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2020 11:44:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Accademia Belle Arti Catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[assenteismo]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[ex educandado]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe soriero]]></category>
		<category><![CDATA[pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[sfiducia]]></category>
		<category><![CDATA[vittorio politano]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel mirino varie inadempienze, dai ritardi nei pagamenti all'assenteismo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/01/69354150_2705016212851372_1495390059212308480_o.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-187018" title="ABA Catanzaro" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/01/69354150_2705016212851372_1495390059212308480_o-446x600.jpg" alt="" width="446" height="600" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/01/69354150_2705016212851372_1495390059212308480_o-446x600.jpg 446w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2020/01/69354150_2705016212851372_1495390059212308480_o.jpg 714w" sizes="auto, (max-width: 446px) 100vw, 446px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">È bufera all&#8217;<strong>Accademia di Belle Arti di Catanzaro</strong>. Quella che era considerata una delle principali istituzioni di formazione artistica del centro-sud adesso sta vivendo un momento di disordine interno senza precedenti, con un consiglio accademico che addirittura vota la sfiducia al presidente, chiedendone la rimozione al Ministero dell&#8217;Istruzione. Dopo settimane di subbuglio, infatti, è stata formalizzata ai primi di gennaio la votazione, che si è espressa a maggioranza per la sfiducia a <strong>Giuseppe Soriero</strong>, presidente dell&#8217;Accademia da maggio 2018. Nel calderone delle dimostranze sono finite varie inadempienze, dai ritardi dei pagamenti per la didattica e degli emolumenti accessori del personale, a quelli per l&#8217;istruzione del bilancio d&#8217;esercizio degli ultimi due anni, fino all&#8217;assenteismo, all&#8217;ingerenza nei programmi didattici, e al mancato sostegno ai docenti riguardo l&#8217;acquisto di attrezzature utili alla didattica, che gli stessi docenti avrebbero provveduto a comprare di tasca propria per non arrecare pregiudizio agli studenti.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutto ciò si aggiunge la questione della sede. Da anni l&#8217;amministrazione comunale del capoluogo calabrese aveva deciso di spostare la sede dell&#8217;Accademia nell&#8217;ex Educandado della città, una location nel centro storico, considerata però non adatta dal Consiglio accademico. Il progetto nasce nel 2015/16 durante la precedente gestione dell&#8217;Accademia, ma è stato portato avanti da Soriero senza tenere conto delle obiezioni del Direttore Vittorio Politano, il quale, alla luce dell&#8217;aumento del numero dei corsi e degli studenti, chiedeva di prevedere l&#8217;aggiunta di una sede per lo svolgimento delle tante attività laboratoriali. La reticenza di Soriero e la sua ostinazione nel portare avanti il &#8221;trasloco&#8221; d&#8217;accordo con l&#8217;amministrazione comunale ha portato alla totale rottura. Adesso si attendono le decisioni ministeriali per conoscere l&#8217;epilogo di questa triste vicenda.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Saverio Rotundo, morte di un maestro incompreso</title>
		<link>https://insideart.eu/2019/05/29/saverio-rotundo-morte-di-un-maestro-incompreso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guido Talarico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 May 2019 11:18:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[catanzaro]]></category>
		<category><![CDATA[ciaciu]]></category>
		<category><![CDATA[ferro]]></category>
		<category><![CDATA[scultura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=182959</guid>

					<description><![CDATA[Se n'è andato un artista simbolo di una città e di una comunità. Ha accompagnato la mia crescita, ecco chi era e cosa ha significato per la città]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/05/u-ciaciu-min-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-182966" title="Saverio Rotundo " src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/05/u-ciaciu-min-1.jpg" alt="" width="640" height="396" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/05/u-ciaciu-min-1.jpg 640w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/05/u-ciaciu-min-1-600x371.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">Un vero maestro dell’arte contemporanea si è spento a 96 anni ricordato soltanto dalla sua città natale, Catanzaro. Ed era inevitabile che finisse così: <strong>Mastro Saverio Rotundo</strong>, detto &#8221;U Ciaciu&#8221;, non è mai entrato in un museo nazionale, non ha mai venduto una sua opera in asta (che io sappia non ha mai voluto vendere neppure una sola sua opera), non è mai apparso in nessuno dei grandi circuiti internazionali del contemporaneo. Mastro Saverio creava per se stesso. Ciò gli bastava e lo rendeva felice. È il primo artista che io abbia conosciuto. Sono nato anche io a Catanzaro, in via San Giorgio. Il nostro faceva parte di un gruppo di tre palazzi che aveva costruito mio nonno insieme a due suoi amici. Era talmente nuovo, moderno e centrale che negli anni 60 nei grandi magazzini che affacciavano su Corso Mazzini vi si installò l’ Upim. Un evento per il capoluogo calabrese. Mastro Saverio aveva la sua bottega lì accanto, in largo Poerio. Per questo lo vedevo ogni mattina, per questo chiedevo sempre a mia madre cosa fossero quei manufatti bizzari, realizzati con ferri riciclati saldati l’uno con l’altro fino a formare le “statue” più assurde che i catanzaresi avessero mai potuto vedere. Era scontroso, parlava poco e malvolentieri, anche perché non pochi lo prendevano in giro considerandolo essenzialmente un eccentrico se non un pazzo. Lui lavorava come fabbro e come saldatore, raccogliendo e vendendo ferro vecchio. Sempre con il cappello di carta in testa e la sigaretta in bocca. L’ho visto ridere raramente e bestemmiare spesso. Ci ho messo un po’ a capirne l’indole e ad apprezzarne la profondità. Crescendo. Da piccolo ne avevo quasi paura, quando l’incrociavo, ed accadeva spesso, distoglievo lo sguardo e il passo accelerava inconsciamente. Giorno dopo giorno, incontro muto dopo incontro muto, ci siamo abituati l’uno alla presenza dell’altro. Sono così venuti i saluti. Buon giorno e buona sera, niente di più. Ma la cordialità aumentava con il passare degli anni. Mi dava del voi anche se quando cominciammo a salutarci ero ancora un adolescente. Capii col tempo che questa era una sua forma di rispetto nei confronti della mia famiglia e soprattutto di mio zio Peppino, che abitava a fianco a noi e con il quale Mastro Saverio chiacchierava di fatto ogni giorno. Ci ho messo tempo a capire l’uomo straordinario che fosse, perché lui non voleva essere giudicato. Il suo essere chiuso era un modo di difendere il suo modo di vivere e la sua arte. I suoi lavori negli anni Sessanta erano esposti da lui sotto casa nostra e davanti al Complesso Monumentale di San Giovanni, come uno scherzo, quasi una piccola provocazione. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">Andy Warhol in quegli anni ancora non lo conoscevano in molti e lo stesso concittadino Mimmo Rotella non era ancora diventato la star che poi diventò. Quindi quegli &#8221;obbrobri&#8221; fatti di materiale riciclato, di pezzi di automobili, di manichini e vecchi ombrelli, mischiati a sedie rotte, scaldabagni e spade di fuoco erano esibiti con modestia estrema. Li metteva per strada quasi scusandosene. Ma in cuor suo era felice. Sapeva di fare cose belle, diverse, che altri non erano in grado di fare né di capire. Una sera tardi, saranno state le due di notte, rientravo a casa da una serata con amici e mi fermai a guardare uno di quei suoi lavori folli. Di giorno con la gente ed il traffico era difficile coglierne la complessità, la bellezza. Ma quella notte mi soffermai. Passai minuti a guardare i dettagli, a cercare di capire cosa ci volesse dire &#8221;U Ciacio&#8221; con quei suoi lavori. Da una macchina vecchissima, mi pare fosse una Fiat 127, parcheggiata nel buio uscì lui. Questa volta non mi spaventai. &#8221;Chi &#8221;nda diciti&#8221;?, mi chiese. &#8221;È bello&#8221; gli risposi. Restammo lì a guardare quelle masse di ferri accroccati e ricuciti come fossero statue punk dedicate alla gioia. Restammo tutti e due in silenzio a contemplare quel magnifico lavoro e tutti e due muti, come avessimo perso la parola, ce ne andammo a dormire. Fu la nostra comunione. È come se lui avesse capito che io avevo capito che lui era un vero artista. Da quel giorno i saluti quotidiani divennero sempre più cordiali. &#8221;Buongiorno Mastro Saverio&#8221;. &#8221;Buongiorno come state, salutatemi vostra madre&#8221;. Negli anni, nei decenni i suoi lavori aumentarono. Li si poteva vedere in vari punti della città. E pian piano tutti presero contezza che quel matto stralunato coi baffoni era sì un maniscalco ma anche un po’ artista. Qualcuno provò anche a comprare i suoi lavori, ma lui era restìo. Forse regalò qualcosa, non di più. Perché lui, l’ho detto, creava per sé stesso. Per il piacere di farlo e poi di rimirare il suo creato. Ha vissuto ed è morto povero perché questa è la vita che si era scelto. La sua grandezza artistica è quella di tutti i grandi contemporanei. Ha aperto strade che altri ancora non riuscivano a vedere, utilizzando materiali e tecniche che ancora oggi pochi sono in grandi di praticare, ha creato con un materiale di risulta, il ferro, che è duro e brutto da vedere, dando vita a veri e propri inni alla gioia. Ha riciclato negli anni dei grandi inquinatori, con i suoi fiori metallici dentro proietti slabbrati ha celebrato la natura come antidoto alla guerra. È stato un’inconsapevole antesignano della &#8221;land art&#8221; e del minimalismo alla &#8221;less is more&#8221; che arriverà anni dopo. Ha fatto tante cose prima degli altri ad esempio senza sapere che altrove qualcuno come Germano Celant battezzava il movimento dell’Arte Povera. Un genere nel quale Saverio Rotundo avrebbe avuto ben diritto di figurare come esponente di spicco. Le sue opere nascono prima dei ferri di Kounellis e molto prima dell’acciaio in piazza di Anish Kapoor. Ma mastro Saverio Rotundo detto &#8221;U Ciaciu&#8221; era un semianalfabeta nato a Catanzaro, città di provincia che si connota per l’insensibilità verso il genius loci al punto che non riesce a capire il valore né quelli che sono rimasti né tantomeno la stragrande maggioranza che è andata via. Mastro Saverio aveva capito sin dall’inizio l’indole della sua città e per questo se ne fregava di tutto e di tutto. Più o meno come fecero Antonio Ligabue, Vincent Van Gogh e i milioni di alti artisti che sono morti senza che la propria arte fosse compresa ed apprezzata. Oggi quella città che lo ha deriso ed ignorato per decenni tenta di celebrarlo. Lui da lassù si starà facendo una grassa risata sotto i suoi baffoni ingialliti dalla nicotina. Buon viaggio Mastro Saverio.</span></p>
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		<title>Street art in galleria a Catanzaro grazie ad Altrove</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2017 14:24:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è tempo fino al 21 gennaio per vedere la mostra Carlo giallo su sfondo di tre cani ospitata nello spazio espositivo del festival di street art Altrove. L&#8217;esposizione presenta il lavoro di due autori, uno contemporaneo e un altro moderno. Canemorto e Carlo Zinelli sono infatti i protagonisti del percorso che propone corrispondenze fra due [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">C&#8217;è tempo fino al 21 gennaio per vedere la mostra <em>Carlo giallo su sfondo di tre cani</em> ospitata nello spazio espositivo del <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #333333;"><a href="http://tinyurl.com/nztrgd4" target="_blank"><span style="color: #333333; text-decoration: underline;">festival di street art Altrove</span></a></span></span>. L&#8217;esposizione presenta il lavoro di due autori, uno contemporaneo e un altro moderno. <strong>Canemorto</strong> e <strong>Carlo Zinelli</strong> sono infatti i protagonisti del percorso che propone corrispondenze fra due grandi nomi, così vicini, così lontani. Particolare la storia di Zinelli. Rinchiuso all&#8217;ospedale psichiatrico di Verona, dopo aver visto gli orrori della guerra in Spagna e in Grecia, nel 1953 comincia a dipingere per la prima volta, come supporto sceglie un mattone. I suoi disegni arrivarono a Jean Dubuffet che in quegli anni teorizzava l’art non-culturelle, brut, e successivamente ad André Breton che ne rimase affascinato. Canemorto, nome noto nel mondo della street art, è un collettivo artistico che simile a Zinelli, e all&#8217;art brut in generale, non fa niente per farsi amare dal mercato dell&#8217;arte contemporanea ma sceglie sempre la strada più sincera anche se questa porta a lavori oscuri e a volte inquietanti. Un parallelismo particolare quindi quello inscenato in corso Mazzini 178 a Catanzaro che potrebbe essere un peccato perdere. Info: <a href="http://www.altrovefestival.it" target="_blank">www.altrovefestival.it</a></p>
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<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image006.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image006-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image005.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image005-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image004.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image004-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image003.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image003-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image002.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/image002-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/Canemorto_CarloZinelli_01.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/Canemorto_CarloZinelli_01-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/Canemorto_CarloZinelli_02.jpeg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2017/01/Canemorto_CarloZinelli_02-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
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		<title>Gianluigi Colin, al Marca trent&#8217;anni di lavori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2016 14:33:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
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					<description><![CDATA[No news, good news è il titolo della personale di Gianluigi Colin ospitata dal 16 settembre al 30 ottobre al Marca di Catanzaro. Ma cominciamo dal catalogo che edito da Rizzoli raccoglie firme importanti del nostro paese e non come, John Berger, una conversazione dell’artista con con Gillo Dorfles e Aldo Colonetti, più testi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>No news, good news</em> è il titolo della personale di <strong>Gianluigi Colin</strong> ospitata dal 16 settembre al 30 ottobre al Marca di Catanzaro. Ma cominciamo dal catalogo che edito da Rizzoli raccoglie firme importanti del nostro paese e non come, John Berger, una conversazione dell’artista con con <strong>Gillo Dorfles</strong> e <strong>Aldo Colonetti</strong>, più testi d<strong>i Valerio Magrelli, Gianni Riotta, Barbara Rose, Vincenzo Trione, Ignacio Ramonet</strong> e <strong>Nicola Saldutt</strong>i. A questo si aggiunga che la mostra è curata da <strong>Arturo Carlo Quintavalle</strong>. Un percorso quello previsto al Marca che vuole raccoglie tutta la produzione di Colin da sempre concentrato sull’utilizzo dei media, da quelli più tradizionali, come i giornali, alla fotografia. Nella pratica, Colin sfoglia i quotidiani, poi preleva pagine su cui appaiono immagini rivelatrici, accartoccia i fogli con un gesto di intolleranza morale, fotografa questi stropicciamenti, stampa il file su carta di giornale, che viene appiccicata su un letto fatto a sua volta di sedimentazioni di carte di giornali, infine, interviene con le mani su questo materiale con ulteriori piegature. Nascono, così, le sue opere, simili a tessuti increspati. Una possibilità quindi di scoprire un autore con tutto il suo percorso artistico, dagli anni Ottanta a oggi. Info: <a href="http://www.museomarca.info" target="_blank">www.museomarca.info</a></p>
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<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Un-giorno-di-carta_1995.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Un-giorno-di-carta_1995-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Time-doesnt-exist_2007.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Time-doesnt-exist_2007-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_The-wall.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_The-wall-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Sulla-censura-del-nudo-sulle-statue.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Sulla-censura-del-nudo-sulle-statue-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_RITRATTO_foto-di-Brigitte-Niedermair.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_RITRATTO_foto-di-Brigitte-Niedermair-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Mousetrap_2009.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Mousetrap_2009-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-colin_in-Gods-name_carta-su-tela-e-cenere-particolare-di-un-trittico.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-colin_in-Gods-name_carta-su-tela-e-cenere-particolare-di-un-trittico-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_I-tuoi-occhi-i-miei-occhi.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_I-tuoi-occhi-i-miei-occhi-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_I-tuoi-occhi-i-miei-occhi_particolare.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_I-tuoi-occhi-i-miei-occhi_particolare-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Far-west_1982.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_Far-west_1982-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_ciclo-Mitografie-2010_2011_pinup.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2016/09/Gianluigi-Colin_ciclo-Mitografie-2010_2011_pinup-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
</p>
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