Typologien, la mostra fotografica del Novecento tedesco alla Fondazione Prada

Dal principio botanico della “tipologia”, la mostra milanese propone analogie inaspettate tra i fotografi tedeschi di diverse generazioni

L’ipotesi che la fotografia svolga un ruolo fondamentale nel definire fenomeni specifici, ma anche nell’organizzare e classificare una pluralità di manifestazioni visibili, rimane una forza vitale nelle ricerche artistiche di oggi che interpretano la complessità delle nostre realtà sociali e culturali. Fondazione Prada approfondisce questo filone di pensiero con Typologien, una mostra incentrata sulla tipologia fotografica di artisti tedeschi del Novecento.

Fino al 14 luglio 2025 nel Podium, sarà possibile visitare il progetto a cura di Susanne Pfeffer, storica dell’arte e direttrice del Museum für Moderne Kunst di Francoforte. Il percorso riunisce oltre 600 opere di 25 artisti, tra cui figure fondamentali come Karl Blossfeldt, August Sander, Bernd e Hilla Becher e Ursula Böhmer.

Heinrich Riebesehl, “Menschen Im Fahrstuhl, 20.11.1969”, 1969. Kicken Berlin

Il principio della tipologia

L’idea all’origine del percorso allestitivo è quella di mettere a confronto artisti di diverse generazioni seguendo un ordine tipologico e non, come spesso accade, cronologico. Questo approccio riflette il principio della Tipologia, scienza sviluppatasi nel XVII e XVIII secolo in botanica per classificare e studiare le piante e ripresa poi dalla fotografia tedesca di inizio Novecento. I protagonisti, pur condividendo la stessa visione, esplorano soggetti diversi – piante, ritratti, strutture industriali – per restituire una mappatura della loro realtà e, con la diffusione delle immagini e delle pratiche digitali, l’idea della tipologia continua ancora oggi ad essere messa in discussione e ridefinita da fotografi e artisti contemporanei.

Immagine della mostra Typologien alla Fondazione Prada, incentrata sulla tipologia fotografica tedesca del novecento.

Dentro Typologien: la visione della curatrice

La tipologia fotografica rappresenta un linguaggio universale che consente di individuare un segno fondamentale dell’esperienza umana, che, partendo dal Novecento, permette di interpretare la realtà odierna attraverso forme, simboli e rappresentazioni condivise. Questo incontro offre l’opportunità di fermarsi, osservare e riflettere sul futuro. Come afferma la curatrice Susanne Pfeffer, «Il confronto tipologico lascia emergere differenze e somiglianze e coglie le specificità. Aspetti finora sconosciuti o ignorati della natura, degli animali o degli oggetti, dei luoghi e del tempo diventano visibili e riconoscibili .[…] Quando le differenze non sono più percepite come qualcosa di altro, ma vengono trasformate in elementi di divisione, è necessario riconoscere ciò che abbiamo in comune. Le tipologie ci permettono di individuare innegabili somiglianze e sottili differenze».

In occasione della mostra, il catalogo progettato da Zak Group include un’introduzione di Miuccia Prada, presidente e direttrice di Fondazione Prada, e tre saggi di storici dell’arte e curatori internazionali come Benjamin Buchloh, Tom Holert e Renée Mussai accompagnati da un testo della curatrice Susanne Pfeffer.