Louise Bourgeois, l’artista che scolpiva l’inconscio arriva alla Galleria Borghese

Un genio creativo - quello di Louise Bourgeois - fatto di inquietudini, rapporti decostruiti, interiorità imprigionate. Per la prima volta in un museo romano, una mostra ne esplora la complessa figura

L’inconscio della memoria è la prima mostra in assoluto alla Galleria Borghese, dedicata a un’artista contemporanea donna, Louise Bourgeois (in questo caso anche scrittrice) visibile sino al 15 settembre 2024. Venti le opere scultoree presentate, che ci offrono una concreta e complessa prospettiva dell’esperienza emotiva umana. Metamorfosi, memoria e indagine psicologica diventando fulcro primario di un percorso espositivo che si snoda innestando un dialogo fra l’antico e il contemporaneo nelle diverse sale del museo, compresi i Giardini segreti e il padiglione dell’Uccelliera, luoghi che l’artista aveva già visitato a Roma nel 1967.

Forme scolpite che affollano con delicatezza gli spazi della galleria, oggetti incisi e radicati nella sua memoria che per lei hanno un potente ed intimo significato, concretizzato nei lavori delle sue Cell, da intendersi sia come celle, che come cellule. Principio di vita dunque, ma anche spazio angusto e ristretto, spazio che però – secondo l’artista – non esiste, ma è semplicemente una metafora per strutturare la nostra esistenza. Un’arte che riflette – attraverso queste opere più che mai – la forte influenza di Marcel Duchamp: i due artisti hanno il medesimo intento, quello di constatare se l’estromissione di un oggetto dal proprio contesto e l’inserimento in un altro, possa in qualche modo funzionare, coesistere e abitare mondi diversi.

I ready-made duchampiani non sono sculture nel senso tradizionale del termine ma pongono una serie di problematiche sulla realtà che ci circonda: sono dentro lo spazio del mondo, ma non in uno spazio a parte, in uno spazio in cui viviamo anche noi, ed è questa la caratteristica della scultura moderna in opposizione a quella del passato. E nell’arte di Louise Bourgeois, la chiave di lettura è proprio qui. Le sue sculture sono contemporanee ma passate, attuali ma cristallizzate: c’è una dimensione costante e presente degli oggetti, che sfidano il tempo che passa, invecchia l’io narrante, ma loro rimangono gli stessi.

Tra le altre opere presenti, anche il suo iconico Spider in bronzo, ode alla propria madre che apparteneva a una antica famiglia tessitrice di arazzi. Ogni sua opera rievoca i complessi rapporti con la famiglia, da quelli travagliati con il padre a quelli malinconici con la madre. Attraverso la sua arte, Bourgeois rende la sua sofferenza tangibile, si fa portavoce di una memoria eterna e che ancora oggi esiste e rispecchia il suo animo. Sculture che custodiscono e proteggono un’infanzia dolorosa e una vita tormentata, in quella costante «paura di cadere», che poi è diventata arte del saperlo fare, senza paura e bisogno di espiazione.

Dal 21 giugno al 15 settembre 2024
Galleria Borghese, Roma
info: Galleria Borghese