Pains et Chocolat – Andrea Sampaolo a Le Carré Français

Mercoledì 30 novembre l'artista romano presenta i suoi lavori nel ristorante francese della capitale

Pains et Chocolat sintetizza l’antica arte panettiera e pasticcera francese, dove Le Carré Français fonda le sue origini. L’artista Andrea Sampaolo e il ristorante d’oltralpe a Roma continuano dopo 5 anni la loro contaminazione attraverso differenti discipline (food & art) con l’intento questa volta d’influenzare il pubblico miscelando le sensazioni gustative all’interno delle opere, fra colori e sapori, comunicando emozioni sinaptiche intense.

https://www.carrefrancais.it/carrev2/it/home-lecarrefrancais/

MANIFESTO—SAMPAOLO #

La fascinazione per l’Astrattismo italiano e americano degli anni ’70 ha determinato la liberazione del nostro segno. Un bisogno profondamente radicato che trova il suo riflesso nella coerenza del modus operandi e in un’intima insubordinazione emotiva contro l’idea di un’arte convenzionale.

L’impiego di diversi materiali è il riverbero di questa ricerca senza limiti che spezza quelle catene accademiche che vorrebbero costringere il libero corso dell’espressività.

Da sempre, Roma è un vocabolario di simboli, notizie e colori che si contrappongono, con misterioso fascino, all’underground contemporaneo. Qui ogni muro è una tela: un graffio, una macchia, una carta squarciata accendono un desiderio, quello di proiettare le proprie visioni personali della città che accoglie e alimenta i miei cortocircuiti artistici.

In questa zona mentale affrancata dalla tradizione si collocano colori, oggetti e materiali necessari a realizzare una sintesi intima e individuale. Rinunciando ai tecnicismi e alle accademie, ci affidiamo solo alla passione e all’istinto. Il vocabolario astratto non è fuga, bensì un inseguimento, una caccia continua al segno, in particolare a quello non ancora individuato.

Con curiosità, umiltà e passione il desiderio di credere e il sogno di difendere la propria identità. L’intelligenza è lo strumento con cui comunicare e superare i conflitti tra logiche distanti e ispirazioni artistiche differenti. L’intelligenza e la sensibilità, solo questo serve per infiltrarsi nel matrix della contemporaneità.

“E’ per diventare sempre più identico a se stesso, per avvicinarsi al massimo della monotonia immobile, che lo spazio libero della merce viene ormai a ogni istante modificato e ricostruito.” (Guy Debord, La Società dello Spettacolo)

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