KLIMT. L’uomo, l’artista, il suo mondo

Dal 12 aprile 2022, la Galleria Ricci Oddi di Piacenza ospita "Klimt. L'uomo, l'artista, il suo mondo". Una mostra su Klimt e il suo mondo.

Galleria Ricci Oddi

Piacenza

Dal 12 aprile 2022, la Galleria Ricci Oddi di Piacenza ospita la mostra Klimt. L’uomo, l’artista, il suo mondo. Una grande mostra dedicata al maestro della secessione viennese e al suo mondo.
La mostra è curata da Gabriella Belli ed Elena Pontiggia, con il coordinamento scientifico di Lucia Pini. La Galleria Ricci Oddi racchiude in questa mostra uno dei periodi più entusiasmanti della storia dell’arte del primo 900′ visto attraverso la vita, il percorso creativo e le collaborazioni del padre della Secessione Viennese: Gustav Klimt.

Gustav Klimt 
Ritratto di Signora, 
1916-17 
Olio su tela, 68×55 cm 
Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi

Oltre 160 opere, tra dipinti, sculture, grafica, manufatti d’arte decorativa provenienti da 20 prestigiose raccolte, pubbliche e private, tra cui il Belvedere Museum di Vienna, la Klimt Foundation, Ca’ Pesaro-Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, il Lentos Museum di Linz, il Tiroler Landes Museum di Innsbruck, il Wien Museum e molte altre.

Gustav Klimt 
Amiche I (Le Sorelle)
, 1907 
Olio su tela, 125×42 cm 
Klimt Foundation, Vienna 
© Klimt Foundation, Vienna

Ci si addentra quindi nella vicenda del pittore attraverso la Secessione Viennese da lui fondata con altri 17 artisti nel 1897 in segno di protesta verso l’arte ufficiale. Il Ritratto di Josef Pembauer (1890), capolavoro di Klimt che ne preannuncia la “stagione d’oro” introduce a opere quali la Signora con mantello e cappello su sfondo rosso (1897-1898), Signora davanti al camino (1897-1898), Dopo la pioggia (1898), Le amiche I (Le sorelle) del 1907, il Ritratto di Amalie Zuckerkandl (1913-1914), il Ritratto di signora in bianco (1917-1918). 

Un’intera sezione della mostra è dedicata al Ritratto di Signora della Galleria Ricci Oddi di Piacenza e al racconto delle sue avventurose vicende. 

Sono esposti inoltre i Manifesti della Secessione, tra cui quello di Klimt Teseo e il Minotauro (1898), che all’epoca fece scandalo (presente nelle due versioni, quella iniziale e quella censurata) e riviste come “Ver Sacrum”. Una scelta di disegni e incisioni di Schiele e Kokoschka, tra cui la fiabesca serie dei Ragazzi sognanti (1908-1909),ricorda quindi la più giovane generazione di artisti austriaci che da Klimt prese le mosse. 

Il percorso è arricchito anche da un’importante sezione dedicata agli artisti italiani che si ispirarono a Klimt, con opere straordinarie come il Sogno del melograno (1912-1913) di Felice Casorati, la scultura in marmo e oro Carattere fiero e anima gentile (1912) di Adolfo Wildt e l’affascinate ciclo Le mille e una notte (1914) di Vittorio Zecchin. 

La mostra si chiude con la ricostruzione del monumentale Fregio di Beethoven (copia del 2019 dell’originale del 1901) riservando così ai visitatori un’esperienza di grande suggestione. 


La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia.

www.arthemisia.it

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