L’associazione culturale Kill The Pig presenta Sacro Urbano

Porta la firma di Luis Gomez de Teran l’opera scultorea pensata per “Roma Arte in Nuvola 2021” a fine novembre scorso. L’installazione site-specific è nata con lo scopo di trasformare uno dei più importanti eventi per l’arte contemporanea in “altro e diverso” luogo di confronto.

Un progetto espositivo complesso che L’autore decide di focalizzare su di una personale riflessione sul “potere”; protagonista assoluto di ogni ricorso storico, nel quale autorità e sacralità si sorreggono in un perenne equilibrio.

Ne traccia un profilo crudo ma reale dove la natura umana si presenta come fondamentalmente egoistica e dove ogni azione dell’uomo è generata dal solo istinto di sopravvivenza e sopraffazione. “Homo Homini Lupus” ci ricorda Gomez attraverso questo lavoro, perché “L’uomo è lupo per gli altri uomini”.

Mantiene un approccio critico assicurato dai recenti studi dell’autore su una delle più affascinanti e controverse figure del nostro passato. Definito da Papa Gregorio IX come l’Anticristo ma da tutti ricordato come “Stupor Mundi”, Federico II di Svevia diventa oggi ideale pretesto per un racconto sul conflitto tra gli uomini. “

Utilizza materiali difficili come il ferro, l’acqua e il plexiglass, grazie ai quali costruisce un contemporaneo simbolo dello stesso potere, Il Trono, icona già carica di contenuti in grado di incarnare non solo i grandi momenti politici ma, anche e soprattutto, le più complesse questioni spirituali. Ricettacolo di terribili azioni che l’autore decide di scaricare di ogni funzione celebrativa, fino a trasformare la “sovrana seduta” in bilancia del potere, sulla quale due figure denudate di ogni artificio si uniscono in un unico profilo trafitto da una lancia. Un’opera di puntuale bellezza non intesa come esercizio estetico ma al contrario pensata come affilato strumento di confronto sui grandi temi che regolano le vicende umane.

Luis Gomez de Teran si ispira alla pittura barocca, in particolare dalla scuola del Caravaggio. E’ ispirato da ricerche sull’uomo, sul suo corpo in momenti di bellezza e di decadimento. La sua tecnica, minuta e attenta, ricerca la simmetria e la luce, avvalendosi sempre di contrasti e di potenti dicotomie tra bellezza e orrore, forza e debolezza, vincitori e vinti, libertà e schiavitù, vita e morte. Gomez è prevalentemente autodidatta nel suo uso di oli, colori acrilici o bombolette che utilizza per dipingere tele, muri, ferro o specchi. La sua fama internazionale deriva dei muri che ha realizzato in molte città, tra cui Roma, Berlino, Londra, Barcellona e Mumbai. 

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