On fire, il nuovo evento del collettivo Basement

Fondamenta gallery

Roma

Il collettivo BASEMENT apre al pubblico i suoi studi per la Rome Art Week 2021. Gli artisti Chiara Amici, Margherita Giordano, Giovanni Longo, Mattia Morelli e Giulia Spernazza condivideranno le loro ultime ricerche all’interno dell’evento On Fire, titolo che rimarca un periodo di particolare fermento del gruppo.

Il collettivo Basement, in residenza presso Fondamenta Gallery di Inside Art, nasce con l’obiettivo di intersecare artisti e linguaggi differenti, per sperimentare le potenzialità espressive delle tecniche e dei linguaggi in un ambiente dinamico e inclusivo.

GLI ARTISTI DEL COLLETTIVO BASEMENT

Chiara Amici è un’artista visuale, scultrice ed arte terapeuta in formazione. La sua poetica, basata in gran parte sull’utilizzo del racconto (narrato o scritto) o sul recupero di oggetti antichi, indaga in chiave onirica le dinamiche famigliari, i ricordi collettivi e le memorie del corpo. In particolare, agisce sui materiali (libri antichi, arazzi, oggetti quotidiani sottratti allo scorrere del tempo, minerali) in maniera rituale, rendendo il lavoro finale il risultato di un ”pensiero magico”.

Margherita Giordano, pittrice e illustratrice, compone le sue opere attraverso una raffigurazione armonica e peculiare della geometria compositiva. Ambienti colmi di profondità artistica si materializzano in un gioco di colori e luci, in affreschi tra passato e futuro all’insegna di dettami classici che rivelano il sapore stilistico di un trasporto sentimentale per il bello e per la sua perfezione. La mano procede, con stile appassionato, nell’armonico movimento di un ritmo musicale che cattura spazi e ricordi, vibrazioni e pause di una dichiarazione d’amore che domina la filosofia e la ragione dei suoi lavori. Indaga sulla natura umana seguendo il percorso più sofferto: in una ricerca della verità che si tramuta ineluttabilmente nella sua personale intuizione creativa.

Giovanni Longo è uno scultore e artista multidisciplinare. Nella sua ricerca sperimenta molteplici mezzi ponendo l’attenzione sulla ”capacità dei linguaggi di condizionare la narrazione”. Dal 2005 si concentra sul legno di recupero con il quale, operando un parallelo concettuale tra elemento osseo e ligneo, rappresenta simbolici scheletri indeboliti dal tempo (Fragile Skeletons). Il suo lavoro non si impone sullo spazio ma è alla ricerca del dialogo con esso, trovando ideale connotazione nelle soluzioni site-specific. È la dimensione della memoria e della storia la costante del suo lavoro, sviluppata attraverso l’unione di aspetti noti e casuali. Questo diviene evidente nel recupero del legno, ma lo è ancor di più nelle recenti videoinstallazioni realizzate in linguaggio di programmazione Java o nei particolari paesaggi tratti da diagrammi economici. Un’indagine orientata all’esperienza culturale che l’arte può offrire, fornendo strumenti e informazioni visive che possono risultare fondamentali o del tutto superflue.

Mattia Morelli è un fotografo che attraverso la sua arte indaga sulle diverse e sempre nuove percezioni dell’occhio umano. Morelli con i suoi scatti, infatti, invita a reinterpretare e sublimare la realtà, perché spesso l’occhio umano è tanto abulico da non scorgere più ciò che lo circonda. Le sue poliedriche creazioni sono trasfigurazioni poetiche di elementi considerati dai più insignificanti o angosciosi. Con la sua arte tenta di offrire “un’alternativa”, reinterpretata e reinventata, resa armonica e piacevole, esito di analisi lunghe dovute a ricerche pazienti possibilmente vicine alla natura.

Giulia Spernazza sviluppa una ricerca che si muove tra pittura, scultura e installazione. Al centro della sua poetica si pone la natura attraverso il racconto di un mondo armonico e rarefatto in cui vengono capovolti i principi antropocentrici dell’uomo contemporaneo. In tal senso è una riflessione sul controverso rapporto uomo-natura, di cui vengono evidenziati i precari equilibri, e sulla necessaria riconquista degli spazi e delle purezze naturali. La loro bellezza e poesia convivono con un senso di perenne fragilità e precarietà, metafora della stessa caducità umana. Le opere sono concepite come corpi soggetti allo scorrere del tempo che rende ogni cosa transitoria, concetto espresso con l’utilizzo di materiali dotati di un’assoluta provvisorietà. 


Fondamenta Gallery via Fraccaroli angolo Via Stefani / M Monti Tiburtini – Roma.
25-30 ottobre 2021 h15/19


Info IG @collettivobasement

Collettivo Basement

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