Minacce di morte al cane unicorno: la pittura conturbante di Rosario Vicidomini

Roma

Minacce di morte al cane unicorno, un titolo che rischierebbe di schiacciare qualsiasi manifestazione di carattere debole, invece, in questo specifico contesto svia, incuriosisce, ripercuote l’angoscia esistenziale che trasuda dalle tele di Rosario Vicidomini.

I volti emergono in un processo di stratificazione irriverente e corsiva, per poi apparire stranamente raschiati, scorticati, bellicosamente manipolati. Sono carni peste: gli occhi ridotti a fessure malinconiche, rivolti verso l’interiorità della mente e dell’anima. Sono volti “sacrificali” offerti in maniera accattivante, senza filtri: non vanno in profondità e neppure si limitano alla superficie, la bucano e la rendono superflua convenzione.

Un peso insopportabile sembra opprimere gli umani rappresentati, esseri senzienti e rapiti dall’esplosività dell’esistenza, a metà tra un godimento estatico – piacevolmente conturbante – e un dolore acuto, talmente lancinante da stordirne la percezione, la capacità intellettiva e di comunicazione. Ammutoliti, deprivati dell’abilità di emettere suono, soffocati in una bolla. La pennellata è secca e diluita, l’olio si distribuisce seguendo la direzione, le volute e il vigore delle setole che consumano la superficie fino a quando l’immagine non fermenta e diventa impressione auto-portante.

I soggetti di Rosario Vicidomini sembrano richiamare il gusto di Marlene Dumas e di Jenny Saville ma perseguono un’urgenza espressiva del tutto personale che non era ancora evidente nei dipinti precedenti dell’artista, più lirici e spirituali. Mi riferisco ai dipinti in cui piccole pietre, dai riflessi opalescenti, risultavano come sospese su un piano lattiginoso.

Nicoletta Provenzano, curatrice dell’esposizione, così descrive i nuovi risvolti pittorici di Vicidomini: “densità carnali fuggevoli, flussi desideranti emersi o unificati e compenetrati al fondo”.

La tavolozza si nutre di una vasta gamma di bruni e grigi con punte di rosa, violetto e arancio. Mentre il rosso incide gli angoli delle bocche socchiuse e degli occhi languidi, il blu aggiunge un tocco livido alla  movimentata morfologia carnale.

10 giugno – 10 settembre 2021, Galleria Curva Pura, Roma

Articoli correlati