Al via il G20 cultura: L’Italia apre il colosseo per ospitare il gotha della cultura mondiale

Roma

La straordinaria grandezza della Roma imperiale fa da cornice all’apertura di una delle due giornate che vedono la Capitale accogliere il forum dei leader e dei ministri della cultura degli stati che compongono il G20.

Le strade della città vedono sfrecciare file di veicoli scuri che accompagno le grandi personalità della politica internazionale verso un centro storico blindato. 

Il Colosseo è il cuore di una città che sembra ritornare a pulsare. Attraverso le sue arterie ricomincia a scorrere la linfa vitale che durante gli ultimi mesi segnati dalla pandemia abbiamo osservato assopirsi progressivamente.

Nel centro dell’arena dell’anfiteatro Flavio, simbolo della tradizione antica che da sempre contraddistingue l’immagine internazionale della penisola, il primo ministro Mario Draghi ha inaugurato ieri l’apertura del G20 un evento fondamentale per la ripartenza.

All’evento, aperto dalle parole del presidente del consiglio, partecipano anche Dario Franceschini, Ministro della cultura, il direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, e tutti i ministri della cultura delle venti maggiori economie mondiali. Oltre alle grandi personalità politiche, all’evento partecipano anche i vertici delle maggiori organizzazioni internazionali attive in materia culturale: tra queste la direttrice Generale dell’Unesco Audrey Azoulay, l’Ocse, il Consiglio d’Europa, l’Unione per il Mediterraneo, le organizzazioni internazionali del settore culturale quali Iccrom, Icom, Icomos, l’agenzia delle Nazioni Unite per il contrasto al crimine Unodc, l’Interpol e l’organizzazione doganale Wco.

L’intervento di Draghi si è aperto con un ampio sorriso lasciando trapelare un entusiasmo a cui la sua algida personalità ci ha lasciato difficilmente abituare. La bellezza che sovrasta i partecipanti alla cerimonia di apertura è effettivamente tale da rendere difficoltoso trattenere un sentimento di orgoglio verso l’eredità culturale di un paese simbolo delle arti, della musica e della letteratura per tutto il globo.

Le sue parole evidenziano una presa di posizione netta: la cultura deve essere il punto di partenza per una nuova visione del futuro. La pandemia ha messo in chiaro quanto l’interdipendenza tra gli stati sia ormai un vincolo inscindibile e per sostenere le complessità di problematiche di copertura globale occorre una visione comune, che fa perno sulla collaborazione di ogni singolo membro.

G20 cultura
da dx: il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi e il Ministro della Cultura Dario Franceschini

La valorizzazione della propria eredità culturale e del patrimonio che ci è stato tramandato da secoli di storia è la chiave per disegnare un futuro caratterizzato da una crescita innovativa sostenibile ed equilibrata.

Il carattere inclusivo di questa nuova fase dovrà incanalarsi in un programma concreto e dovrà riguardare anche una delle grandi debolezze italiane e non solo: il sostegno delle persone con disabilità. L’impegno della cultura deve riguardare anche questa tematica che troppo spesso non trova il giusto spazio ed è invece fondamentale per rendere fruibile a tutti il patrimonio culturale.

Senza perdere l’occasione di rimarcare il suo ruolo di economista, Draghi ha anche evidenziato come il potenziale della cultura sia di ineguagliabile importanza strategica per la ripartenza economica. Per quanto riguarda l’Italia, ad esempio, Il prodotto interno lordo è infatti costituito per il 13 per cento dal settore viaggi e turismo e mobilita un mercato del lavoro di circa tre milioni e mezzo di persone. 

Il G20 Cultura ha quindi condiviso che è il momento di tornare ad investire sul settore culturale. In Italia poi i riflettori sono puntati sui grandi eventi in programma, tra cui il Giubileo del 2025.

Una crisi che ha inginocchiato l’intero sistema mondiale sta procedendo verso la sua fase discendente. La campagna vaccinale sta raggiungendo grandi risultati e la previsione di un prossimo autunno meno imbrigliato dalle restrizioni dovute al contenimento del Covid-19 sembra concretizzarsi. L’ausilio del Green pass sarà fondamentale a tal proposito.

Il presidente del consiglio non ha nascosto l’obiettivo di avviare una nuova stagione di crescita che necessita di una strategia fondata sulla valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

All’intervento di Draghi è seguito quello del Ministro della cultura Dario Franceschini, che ha sottolineato l’importante ruolo dell’Italia durante questo G20 sia significativo. 

La cultura è un forte strumento di dialogo tra i popoli che può e deve accompagnare le attività di governo: l’Italia è una delle nazioni in grado di dimostrare una forte leadership nel settore e accogliere un evento come il G20 è un segno della volontà di rilancio del proprio prestigio.

Palazzo Barberini, Roma

Il ministro della Cultura aggiunge alla soddisfazione di ospitare l’evento anche l’orgoglio per l’Italia che ha ottenuto quattro nuovi riconoscimenti da parte dell’Unesco. Alla vigilia del G20, si sono infatti aggiunti al già importante patrimonio dei siti da proteggere e valorizzare i riconoscimenti a Padova e la pittura del ‘300, ai Portici di Bologna, San Miniato e piazzale Michelangelo a Firenze e a Montecatini città termale europea.

La Giornata di oggi, venerdì 30 luglio, ha visto le riunioni operative del G20 cultura spostarsi a Palazzo Barberini. All’interno della residenza signorile, le personalità internazionali che partecipano all’evento sono state accolte dal Pier Luigi Farnese nato dalla straordinaria mano di Tiziano. L’opera infatti si trova temporaneamente a Palazzo Barberini in quanto è in queste settimane sottoposta ad un restauro reso possibile grazie al progetto «Rivelazioni» di Borsa Italiana avviato nel 2018. 

Al concludersi della giornata di oggi i partecipanti porranno la propria firma sulla Dichiarazione Finale dei Ministri del G20 cultura. Un documento in grado di riassumere le intenzioni delle più potenti economie mondiali proiettate verso un futuro che basa il suo sviluppo sul tesoro che i nostri antenati hanno avuto la forza di consegnarci. L’impegno preso dai governi del nostro presente è far sì che tale patrimonio possa essere consegnato nelle mani delle generazioni future e che sia la linea guida per proseguire un cammino non individuale ma fondato sul valore della collettività.