Cracking Art, una grande mostra ad Avezzano. L’Aia dei Musei diventa un’arca di Noè

Avezzano

Dal 9 luglio al 3 ottobre, all’Aia dei Musei di Avezzano arrivano le monumentali e coloratissime sculture animali firmate dal movimento artistico Cracking Art. Con la mostra Cracking Art. Sculture a colori, la sede espositiva abruzzese si prepara a ospitare per la prima volta un evento unico nel suo genere, animandosi di creature del mondo animale singolari per colori ma anche per dimensioni e composizione. Amatissime in tutto il mondo, infatti, le opere dei Crackers (così si definiscono gli artisti del collettivo), traghettando il pubblico in un mondo onirico ma anche carico di significato etico, si caratterizzano non solo per i loro colori fluo e le dimensioni che vanno dal piccolo formato alle taglie XXL, ma anche per il loro processo di realizzazione in materiale sintetico che deriva dalla rigenerazione della plastica che, in questo modo, da materiale considerato usa e getta si fa arte.

Vina del Mar | Cile 2018 Crediti fotografici Cracking Art

La plastica, infatti, si trasforma e si rende mezzo di comunicazione: da semplice materiale di uso comune e sostanza potenzialmente nociva per l’ambiente, si modella divenendo elemento decorativo e fonte di ispirazione. Con l’obiettivo di rendere l’arte fruibile al pubblico più vasto e contribuire al senso civico della società, la mostra è pensata e voluta gratuita, affinché possa essere alla portata di tutti non solo in termini di accessibilità, ma anche perché possa essere interiorizzata, stimolando le reazioni e l’attenzione del singolo e, allo stesso tempo, della collettività verso importanti tematiche di interesse sociale, come la salvaguardia dell’ambiente.

Con il patrocinio del Comune di Avezzano, la mostra Cracking Art. Sculture a colori – curata proprio dal collettivo Cracking Art – è promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale presieduta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, ed è realizzata dalla Fondazione Cultura e Arte con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia, in collaborazione con l’Aia dei Musei.

«Sono lieto di aver portato ad Avezzano – presso una sede espositiva ancora poco nota rispetto alla sua bellezza, ma che merita sicuramente di essere conosciuta, e che la Fondazione intende contribuire a far diventare un nuovo polo di eccellenza per l’arte contemporanea – la mostra “Cracking Art”, in quanto ritengo che, con il suo forte messaggio ecologista, il tripudio di colori accesi e la rappresentazione in chiave “pop” degli animali, rappresenti un messaggio di ottimismo e positività, anche a livello simbolico, dopo il buio periodo della pandemia che abbiamo tutti vissuto. Come spesso ho avuto modo di affermare, infatti, considero l’arte profondamente lenitiva delle sofferenze psicologiche (non meno importanti di quelle fisiche), oltre che – ed in questo momento storico non è poco – attrattiva nei confronti del turismo che latita», ha commentato il Prof. Emmanuele Emanuele.

L’Aia dei Musei di Avezzano, un posto molto particolare ancorché poco noto al pubblico, si prepara quindi a divenire uno speciale e variopinta Arca di Noè dove protagonisti sono sempre la natura e il rispetto per essa. Animali ai quali l’uomo ha sempre attribuito un potere, carichi di messaggi e che celano, ognuno a modo suo, un for
significato di rigenerazione.

Cheekwood, Nashville | USA 2018 Crediti fotografici Cracking Art

IL COLLETTIVO CRACKING ART
Il movimento Cracking Art nasce nel 1993 con l’obiettivo di cambiare radicalmente la storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale che unito all’utilizzo rivoluzionario dei materiali plastici mette in evidenza il rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale. Il termine Cracking Art deriva dal verbo inglese “to crack”, che descrive l’atto di incrinarsi, spezzarsi, rompersi, cedere, crollare. Con il nome di cracking catalitico è anche chiamata
la reazione chimica che trasforma il petrolio grezzo in plastica: per gli artisti è questo il momento in cui il naturale permuta in artificiale, l’organico in sintetico, ed è tale processo che essi intendono rappresentare attraverso la loro arte.
Le opere sono realizzate per sollecitare una riflessione collettiva sui temi dell’effetto antropico sull’ambiente naturale tramite azioni performative coinvolgenti, in cui installazioni fuori scala – come i celebri animali colorati – invadono i luoghi più vari, dagli spazi propriamente deputati all’arte a quelli della vita quotidiana. Rigenerare la plastica significa sottrarla alla distruzione tossica e devastante per l’ambiente donandole nuova vita, farne delle opere d’arte significa comunicare attraverso un linguaggio estetico innovativo esprimendo una particolare sensibilità nei confronti della
natura.

www.aiadeimusei.it

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